A Giorgio Alpi

– di Mariangela Gritta Grainer* –

 
A Giorgio Alpi

Giorgio Alpi è morto nel pomeriggio di domenica 11 luglio. Giorgio Alpi, il papà di Ilaria inviata del Tg3, assassinata a Mogadiscio insieme a Miran Hrovatin il 20 marzo 1994. Lo abbiamo conosciuto per la tragedia che aveva colpito “a morte” lui e Luciana, la mamma di Ilaria, più di 16 anni fa: troppi senza giustizia e senza verità. A Riccione, durante il sedicesimo premio intitolato a Ilaria, abbiamo sentito la mancanza di Giorgio e di Luciana: non erano con noi, Giorgio stava già male, da molto temo non poteva attivamente seguire tutte le iniziative che ricordavano sua figlia; e Luciana stava con lui, il loro legame era fortissimo, intenso e lei non lo lasciava mai.

– di Mariangela Gritta Grainer* –

 
A Giorgio Alpi

Giorgio Alpi è morto nel pomeriggio di domenica 11 luglio. Giorgio Alpi, il papà di Ilaria inviata del Tg3, assassinata a Mogadiscio insieme a Miran Hrovatin il 20 marzo 1994. Lo abbiamo conosciuto per la tragedia che aveva colpito “a morte” lui e Luciana, la mamma di Ilaria, più di 16 anni fa: troppi senza giustizia e senza verità. A Riccione, durante il sedicesimo premio intitolato a Ilaria, abbiamo sentito la mancanza di Giorgio e di Luciana: non erano con noi, Giorgio stava già male, da molto temo non poteva attivamente seguire tutte le iniziative che ricordavano sua figlia; e Luciana stava con lui, il loro legame era fortissimo, intenso e lei non lo lasciava mai.

Un padre, una madre che non si sono abbandonati al dolore ma che hanno lottato e lottano per sapere chi ha “commissionato” l’esecuzione di Ilaria e di Miran: sono diventati un simbolo di impegno civile, un esempio per tutti.

Giorgio era un medico di talento, sempre disponibile ad aiutare, prendersi cura di chi aveva bisogno: anche dopo che aveva lasciato la professione con una rara capacità di relazione umana.

Diceva sempre che “c’è un filo rosso che lega e percorre le stragi di questo paese e il duplice assassinio di Mogadiscio”, che giustizia e verità sono un diritto per chi è stato colpito e un dovere per chi ha responsabilità pubbliche.
Diceva anche “non ho tanto tempo, gli anni passano…..”
In nome suo, nel giorno della sua morte vogliamo rilanciare l’appello “Verità e Giustizia”: ci sembra un modo concreto e visibile per rendere significativo il dolore per la sua perdita e l’impegno a portare avanti la sua battaglia insieme a Luciana alla quale ci stringiamo in un abbraccio stretto stretto.

* portavoce dell’associazione Ilaria Alpi