Afghanistan 2014: un cantiere di pace guardando (al presente e) al futuro


– Tommaso Vaccari –

Riapre i battenti il cantiere Afghanistan 2014, progetto promosso dall’associazione “Afghanistan 2014” in collaborazione con Unimondo e Forum trentino per la Pace e i diritti umani. Attraverso l’impegno di due giovani in Servizio Civile riparte il progetto che intende focalizzare la sua attenzione sulla situazione dell’Afghanistan durante un anno cruciale per il proprio futuro.

La proposta originaria del cantiere, che era stato pensato nel 2011, era di offrire uno sguardo sul futuro del paese Afghanistan. Il tentativo era quello di aprire un ragionamento sui possibili scenari con cui il paese si apprestava ad affrontare il 2014. Ora però, ci troviamo a ridosso di passaggi decisivi per l’intero Afghanistan. Il cantiere è diventato una sorta di catalizzatore di approfondimenti legati al paese durante l’anno che abbiamo di fronte, senza però dimenticare di alzare lo sguardo oltre la cronaca.

Il 2014 sarà per l’Afghanistan un anno ricco di avvenimenti e opportunità. Sarà l’anno del ritiro delle truppe di occupazione che hanno invaso il paese all’indomani dell’11 settembre 2001; ad aprile le elezioni presidenziali ci diranno il nome del nuovo presidente. Le atroci conseguenze della “guerra al terrorismo” complicheranno la fase di cambiamento che il paese si appresta ad affrontare e le prospettive per la stabilità politica e la pacificazione del territorio sembrano tutt’altro che certe.

– Tommaso Vaccari –

Riapre i battenti il cantiere Afghanistan 2014, progetto promosso dall’associazione “Afghanistan 2014” in collaborazione con Unimondo e Forum trentino per la Pace e i diritti umani. Attraverso l’impegno di due giovani in Servizio Civile riparte il progetto che intende focalizzare la sua attenzione sulla situazione dell’Afghanistan durante un anno cruciale per il proprio futuro.

La proposta originaria del cantiere, che era stato pensato nel 2011, era di offrire uno sguardo sul futuro del paese Afghanistan. Il tentativo era quello di aprire un ragionamento sui possibili scenari con cui il paese si apprestava ad affrontare il 2014. Ora però, ci troviamo a ridosso di passaggi decisivi per l’intero Afghanistan. Il cantiere è diventato una sorta di catalizzatore di approfondimenti legati al paese durante l’anno che abbiamo di fronte, senza però dimenticare di alzare lo sguardo oltre la cronaca.

Il 2014 sarà per l’Afghanistan un anno ricco di avvenimenti e opportunità. Sarà l’anno del ritiro delle truppe di occupazione che hanno invaso il paese all’indomani dell’11 settembre 2001; ad aprile le elezioni presidenziali ci diranno il nome del nuovo presidente. Le atroci conseguenze della “guerra al terrorismo” complicheranno la fase di cambiamento che il paese si appresta ad affrontare e le prospettive per la stabilità politica e la pacificazione del territorio sembrano tutt’altro che certe.

Il cantiere intende seguire alcuni percorsi paralleli con cui leggere la situazione presente e ipotizzare quella futura. Sicuramente oltre all’approfondimento su ciò che accade in Afghanistan giorno per giorno sarà interessante conoscere la realtà della diaspora afghana, molto presente sul territorio europeo. Si cercherà di creare spazi di condivisione e dialogo in cui confrontarsi ed elaborare riflessioni.
Un ulteriore spunto è dato anche dalla sensazione di essere in un periodo storico nel quale si sta chiudendo la stagione delle “guerre per la democrazia”, inaugurata proprio sul terreno afghano e proseguita poi in Iraq e – in maniera diversa – in Libia, con le drammatiche conseguenze che abbiamo conosciuto.

Gli strumenti che si intendono utilizzare sono diversi e alcuni di essi saranno scoperti solo strada facendo. Per prima cosa verrà costruito un portale, che verrà aggiornato costantemente con news ed approfondimenti: lo scopo, oltre che di riportare le notizie, sarà quello di creare spazi di condivisione in tre lingue (italiano, inglese e persiano). Verranno organizzati incontri in forma di conferenze, seminari, scambi e gemellaggi tra università; verranno interpellati docenti ed esperti per la creazione di una carta per il futuro politico istituzionale dell’Afghanistan, sull’esempio della “Carta per l’autonomia del Tibet”. Infine, tramite il prezioso contributo dei registi afghani Razi e Soheila Mohebi, verrà utilizzato anche lo strumento del cinema per creare maggiore consapevolezza sulla situazione sociale, culturale e politica dell’Afghanistan.

Gli interrogativi sono numerosi, le fondamenta sono salde, il cantiere Afghanistan 2014 si rimette in moto.