いらっしゃいませ Benvenuto al Parco Langer!

 

Si è conclusa la due giorni all'insegna del Kaki Tree Project. Dopo la tavola rotonda del 23 marzo e la seguente cerimonia di piantumazione, ora la pianta di cachi è stabile al Parco Alexander Langer. In questo modo, tutta la cittadinanza potrà seguire la crescita dell'arbusto e interessarsi alla sua storia e al progetto in generale.

La presenza del genitore di questa iniziativa è stata un'occasione per le autorità presenti, per i bambini e i ragazzi che hanno partecipato alla piantatura. L’arboricoltore Masayuki Ebinuma ha sottolineato come da quel momento gli stessi bambini e i ragazzi siano diventati i protettori e i curatori del benessere dell'albero, simbolo della pace e dell'importanza di un mondo denuclearizzato. Proprio questa necessità e il dibattito attorno al nucleare sono stato l'oggetto della tavola rotonda precedente alla cerimonia del 24 marzo.

In questa occasione i relatori Mirco Elena e Lisa Clark hanno evidenziato lo scenario passato e attuale dell'eliminazione delle armi atomiche e nucleari, enfatizzando che lunedì 27 marzo si sarebbe aperta la Conferenza delle Nazioni Unite sugli strumenti giuridicamente vincolanti verso l'eliminazione totale delle armi nucleari. Questo rappresenterà uno dei primi passi verso la messa al bando totale delle nuclear weapons. Nel frattempo, non resta che ammirare la crescita e la fioritura del famoso Kaki.

Di seguito le foto degli eventi e la rassegna stampa dei media locali. Il Trentino Il Dolomiti Tg- Regione   [gallery columns="4" link="file" ids="3329,3328,3327,3326,3324,3325,3322,3314,3315,3323,3316,3317,3287,3286,3290,3288,3319,3318,3320,3321,3291,3289,3331,3332,3333"]        

Kaki Tree Project- La rinascita del tempo

Conferenza stampa di presentazione martedì 21 marzo ore 11.00 Sala stampa, Palazzo Geremia

Coltivare un tempo di pace

Tavola rotonda- giovedì 23 marzo ore 20.30 Palazzo Geremia (TN)

“Kaki Tree Project – la rinascita del tempo” è un progetto internazionale artistico rivolto in particolare alle giovani generazioni, attraverso il quale riflettere sull'importanza della pace e della vita e attivare strategie concrete di promozione della pace dal basso. Finisterrae Teatri in collaborazione con Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, associazione PRODIGIO, associazione Yomoyamabanashi e Pituit studio d’arti invita la cittadinanza alla tavola rotonda di presentazione del progetto.
Con Masayuki Ebinuma (botanico, ideatore del Kaki Tree Project), Mirco Elena (Unione degli scienziati per il disarmo), Lisa Clark (Beati Costruttori di Pace), Giacomo Anderle, Miriam Vanzetta (Finisterrae Teatri)

Cerimonia di piantumazione del caco di Nagasaki

Pianta un seme prendi un frutto- venerdì 24 marzo ore 10.00 Parco Langer (TN)

Nel 1945 a Nagasaki un albero di cachi sopravvisse miracolosamente al bombardamento atomico. Da quell’albero, grazie all’amore e alla cura di un arboricoltore, sono nate nuove piante di seconda generazione che sono state consegnate a bambini di tutto il mondo. Un caco di seconda generazione è arrivato a Trento e sarà piantato nel parco Alexander Langer accolto con una festa che vedrà protagonisti bambini e numerose associazioni. L’iniziativa fa parte di un progetto sociale e culturale più ampio di riqualificazione del parco.
Con la partecipazione di alcune scuole del quartiere e di Finisterrae Teatri, associazione PRODIGIO Onlus, Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, associazione Yomoyamabanashi, delle artiste Gabriella Gasperini e Nadezhda Simeonova e dei musicisti Martino Brocchieri e Irem Kurt.
  Locandina dell'evento

Nuove progettualità?

Anche quest'anno, il Consiglio della pace ha deciso di indire una call per le associazioni del Forum.

Il tema del 2017 riprendere gli argomenti toccati nel corso dell'incontro con il filosofo della politica Giuliano Pontara: "Le Vie della Pace. Pratiche quotidiane per superare violenza, ingiustizia economica e sociale". Infatti, questa call chiede alle associazioni individualmente o in partnership fra loro, di sviluppare riflessioni, azioni in progetti che stimolino una cultura di pace a partire proprio dalle piccole pratiche quotidiane che ogni persona può agire. Tutte le associazioni del Forum potranno candidarsi seguendo i parametri del bando.     BANDO e SCHEDA DI PRESENTAZIONE PROGETTO

APRE IL NUOVO PROGETTO DI SERVIZIO CIVILE

SCADENZA PER PRESENTARE LA CANDIDATURA 31 MARZO

Il Forum ha aderito al secondo turno di progetti per il Servizio Civile Provinciale. In questa occasione il progetto avverrà in collaborazione con l'Osservatorio Balcani e Caucaso- Transeuropa.

FINALITÀ

Il percorso intende coinvolgere il/la giovane in attività d'informazione, divulgazione, ricerca e curatela del portale di OBCT e della piattaforma Resource Centre per favorire la sensibilizzazione della società riguardo il tema dei diritti fondamentali e in particolare per promuovere conoscenza e dibattito sulla libertà e il pluralismo dei media presso la società civile italiana ed europea.

COMPITI SPECIFICI

  • collaborare con lo staff alla ricerca, curatela e aggiornamento regolare della piattaforma Resource Centre on Media freedom in Europe (www.rcmediafreedom.eu), coordinata da OBCT, sviluppando capacità di analisi e scrittura di contenuti adatti al web;
  • collaborare al lavoro editoriale sull'enciclopedia libera Wikipedia.en attraverso la realizzazione di articoli/voci che rendano più facilmente accessibili a un pubblico generalista conoscenze sullo stato dei diritti fondamentali e della democrazia in Europa, con particolare interesse per la libertà di espressione e per le politiche europee a sostegno del giornalismo libero e indipendente. Le competenze ottenute riguarderanno tutto il processo necessario per diventare un esperto wikipediano;
  • collaborare alla disseminazione dei materiali realizzati attraverso i social network (Twitter e Facebook), maturando le competenze da social media editor;
  • collaborare con il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani nella divulgazione dei materiali realizzati attraverso il sito e i canali social dello stesso.
PROFILO RICHIESTO

Cerchiamo una persona che condivida gli obiettivi del progetto, che abbia interesse e conoscenza pregressa delle aree e delle tematiche di cui OBCT e il Forum si occupano, nonché interesse per la comunicazione digitale, capacità di relazione e disponibilità al lavoro in gruppo. Inoltre, gli elementi che caratterizzano il profilo che meglio si adatta al completo raggiungimento degli obiettivi del progetto sono: -laurea magistrale; -competenze informatiche e conoscenza delle logiche di utilizzo dei social network; -competenze linguistiche (inglese - livello avanzato); -familiarità con l'attività di ricerca e la redazione di testi.

SEDE DI SVOLGIMENTO

Principalmente il servizio si svolgerà presso la sede di OBCT a Rovereto.  
In allegato la scheda di sintesi e il bando del progetto.
Sulle modalità di partecipazione al bando di servizio civile consultare la pagina web dedicata.
Per informazioni specifiche contattare Chiara Cont  allo 0464-424230
 

“Quale pace?” secondo il presidente del Forum

"La sfida per tutti coloro che prendono sul serio i problemi interconnessi della pace, della giustizia, dei diritti umani, della democrazia, del benessere collettivo, compreso quello di generazioni future, è nientemeno che quella di come bloccare la globalizzazione della violenza e la violenza della globalizzazione"

(Giualiano Pontara)

Giuliano Pontara, il filosofo della politica e uno dei massimi studiosi della nonviolenza a livello internazionale, nel 1952 lascia l'Italia per la Svezia per non dover svolgere il servizio militare. Ha insegnato per oltre trent'anni all'Istituto di filosofia dell'Università di Stoccolma e, come professore a contratto, in varie università italiane tra cui Torino, Siena, Cagliari, Padova, Bologna, Imperia, Trento. Pontara è stato tra i fondatori, e direttore, dell'Università Internazionale delle Istituzioni dei Popoli per la Pace di Rovereto. Questo mese ha lasciato la sua Svezia per girare l'Italia e presentare il suo nuovo libro “Quale Pace? - sei saggi su pace e guerra, violenza e nonviolenza, giustizia economica e benessere sociale”. Il tour è partito il 4 febbraio da Torino dove il filosofo ha partecipato al convegno organizzato presso il Centro Studi Sereno Regis in memoria del compianto Nanni Salio, per poi toccare Cagliari, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Verona, Venezia, Trento, Bolzano e Milano.

Venerdì 17 febbraio il Forum Trentino per la pace e i diritti umani ha avuto l'onore di ospitare il filosofo di origini trentine che, presso il Centro per la Formazione alla solidarietà internazionale, ha discusso davanti ad una numerosa platea il suo nuovo libro con il sottoscritto.

Conoscevo Giuliano Pontara solo tramite i suoi libri e per me è stato un grande piacere stare con lui un paio di giorni e potermi confrontare discorrendo di guerre, violenza, diritti umani e giustizia e di come possa agire al meglio al giorno d'oggi un amico della nonviolenza.

Due cose mi hanno colpito particolarmente conoscendo il professore Pontara: la prima è stata la sua estrema semplicità sia come persona che nell'esporre il suo pensiero. Giuliano non si esprime con grandi proclami e verità assolute, ma avanza e discute ipotesi stando attento ad avvallarle con dati, ricerche e analisi. La seconda invece è stato vedere come le persone che per vari motivi avevano frequentato Pontara durante il suo periodo di attività presso l'Università Internazionale delle Istituzioni dei Popoli per la Pace di Rovereto mostrassero del profondo affetto nei suoi confronti a testimonianza, forse, che quella “Personalità nonviolenta” della quale lui scrisse le caratteristiche ideali in un libro negli anni 90 era (e è) anche una sua caratteristica personale.

Durante la serata di Trento Pontara, con estrema lucidità, ha spiegato (come scritto in seconda di copertina del suo libro) che oggi quattro fenomeni profondamente interrelati costituiscono gravi ostacoli a una pace stabile a livello mondiale e mettono a repentaglio interessi e diritti basilari di generazioni presenti e future: l'escalation della violenza; il costante approfondirsi delle disuguaglianze nella distribuzione di risorse e potere; il crescente aumento della temperatura del pianeta e il conseguente degrado ambientale; il forte aumento dei flussi migratori nel mondo con decine di milioni di persone che fuggono dai massacri, dalle persecuzioni, dalla povertà cronica.

Partendo dal concetto che la guerra moderna è ingiustificabile e che non si esce dalla violenza con ulteriore violenza Pontara pensa a possibili vie della pace: una di queste è sicuramente la proposta di un governo mondiale democratico in grado di affrontare la violenza nel Mondo soprattutto grazie alla nonviolenza attiva praticata sia da singole persone che dalle istituzioni. La nonviolenza per Pontara non è solo metodo di lotta ma anche strategia con cui condurre in maniera costruttiva i conflitti e metodo per ridurre al minimo la violenza. A tale riguardo il Professore Pontara nel suo libro riporta alcuni esempi storici di applicazione in vasta scala di azioni nonviolente.

Ho trovato molto interessante le argomentazioni di Pontara rispetto al situazionismo e infatti alla domanda che gli ho posto: “Chi è Giuliano Pontara?” lui ha candidamente risposto: “io non lo so! Ho avuto una vita tranquilla e fortunata e eccomi qui a parlare di nonviolenza, ma come mi sarei comportato se fossi nato in Rwanda, in Sudan, nella Bosnia degli anni 90? Cosa avrei fatto se nella Germania nazista degli anni 40 una famiglia di ebrei avesse suonato alla mia porta in cerca di aiuto?”. Questo ci porta a ragionare sull'origine della violenza, sulla “Banalità del male” che ha portato persone semplici a compiere azioni tremende ma anche sulla “Banalità del bene e della nonviolenza” che, in modo apparentemente simile ai molti esempi negativi, ha portato persone normali a compiere gesti e azioni splendide da veri eroi. Secondo Pontara (che cita pure simili ragionamenti di Hanna Arendt, Zygmunt Bauman e Primo Levi) i nostri comportamenti dipendono molto di più dalle situazioni in cui ci troviamo a vivere che dai tratti personali e caratteriali della nostra personalità. Ecco allora la fondamentale importanza dell'educazione volta a combattere la brutalità potenzialmente presente in ognuno di noi. Un po' come la leggenda Cherocke dei due lupi che vivono dentro di noi, uno cattivo e uno buono e vince quello a cui dai da mangiare. Coltivare una educazione democratica fin dall'infanzia e portare avanti istituzioni altrettanto democratiche in grado di realizzare questa educazione. Democrazia è una delle altre parole importanti per Pontara, perchè dove c'è vera democrazia è molto più facile combattere il male presente in ognuno di noi e coltivare il metodo nonviolento.

Durante l'incontro organizzato dal Centro Pace di Bolzano al quale anche il sottoscritto ha partecipato in veste di correlatore, ad una domanda dal pubblico “se oggi una vera Pace fosse possibile?” il professore Pontara ha chiuso l'incontro con una citazione di Kurt Gödel: "È meglio essere ottimisti e aver torto, che essere pessimisti e avere ragione".

 
Massimiliano Pilati, Presidente del Forum
Fonte: Unimondo

A vent’anni dalla Operación Génesis

Grazie alla recente firma degli Accordi di Pace fra FARC - Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia -  e Governo di Juan Manuel Santos, la Colombia sta attraversando un importante momento storico. Nonostante ciò,  il paese latinoamericano continua ad essere scenario di gravi infrazioni dei diritti umani. Le promesse di pace, l’adozione di un linguaggio e di una pratica di difesa dei diritti umani non è servita a frenare la violenza nel paese. A venti anni dal massacro congiunto di paramilitari ed esercito regolare, i movimenti colombiani e internazionali si ritrovano in Cacarica, nel Chocò colombiano per ricordare e pensare insieme un nuovo futuro.

Tramite l'associazione Yaku, attiva in Colombia, l'assessora alla cooperazione allo sviluppo, Sara Ferrari, presidente e vice presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti umani, Massimiliano Pilati e Violetta Plotegher, hanno sottoscritto e inviato una lettera per esprimere vicinanza e solidarietà alle comunità colombiane in occasione del ventennale della Operación Génesis.