Call 2020 “Ricomincio da P” obiettivo Pace – Scadenza domande prorogata al 14 aprile 2020

Alla cortese attenzione dell’assemblea del Forum trentino per la pace e i diritti umani
Care associazioni,
per i motivi legati alla sospensione degli eventi fino al 3 aprile, dettati dalle disposizioni  per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19, comunichiamo che la scadenza della Call 2020 “Ricomincio da P” obiettivo Pace, subirà uno slittamento e se ne posticipa la data a martedì 14 aprile 2020, entro le ore 12.00, per permettere alle associazioni di trovarsi per riorganizzare gli eventi.
Tuttavia, invitiamo gli interessati che hanno già il progetto completato, a trasmettercelo fin da subito, senza aspettare l’ultimo giorno della scadenza.
Siamo a disposizione per ulteriori informazioni via mail ricordandovi che in questo periodo siamo in orario di lavoro ridotto e che potremmo non rispondere in tempo reale.
Telefono 0461/213176
Cell. 335 179 7117 (Riccardo)

Siamo sul baratro

Facciamo nostro l’appello della Commissione Giustizia&Pace dei Missionari Comboniani.

Mentre siamo bombardati e storditi dalle notizie dell’epidemia Coronavirus, la pentola a pressione nel Medio Oriente sta scoppiando.

La Turchia, in guerra contro la Siria, sostenuta dalla Russia, per il controllo della città di Idlib, si vede arrivare un altro milione di rifugiati, in buona parte bambini e donne.

Ankara, che già trattiene sul suo suolo quattro milioni di rifugiati siriani e afghani per un accordo scellerato con la UE, dalla quale ha ricevuto sei miliardi di euro, non ce la fa più e sta ricattando l’Europa per nuovi finanziamenti. Per ottenerli ha aperto le frontiere verso la Grecia. 18.000 siriani hanno già attraversato il confine ma Grecia e Bulgaria hanno bloccato subito le loro frontiere. Molti stanno già dirigendosi anche verso le isole greche, in particolare Chio e Lesbo, dove c’è già una situazione insostenibile. Basti pensare che a Lesbo, nel campo di Moria, che può ospitare 3.000 persone, ci sono già 20.000 rifugiati. Siamo al collasso!

Purtroppo l’Europa ha già la grossa pressione dei rifugiati che da anni si trovano bloccati sulle frontiere della Slovenia, Bosnia, Ungheria…

Chiediamo all’Ue, che si proclama patria dei Diritti Umani:

  • di annullare questo criminale accordo con Erdogan per trovare soluzioni umane per questi 4 milioni di rifugiati in Turchia;
  • di intervenire subito per risolvere questa situazione infernale per i rifugiati che fuggono dalla regione di Idlib, in Siria;
  • di ritornare all’operazione Sophia in tutto il Mediterraneo e specialmente in questo lembo di mare Egeo per salvare vite umane;
  • di riprendere in mano, in sede Onu, la questione della Siria.

Infine chiediamo alla Conferenza Episcopale italiana, che ha convocato a Bari dal 19 al 23 febbraio scorso, l’incontro di tutti i vescovi del Mediterraneo “Mediterraneo frontiera di pace” di alzare la voce in favore di queste sorelle e fratelli che pagano per queste guerre di cui siamo anche noi responsabili.

Commissione Giustizia&Pace dei Missionari Comboniani

Sostegno alla proposta di mozione per una comunicazione non ostile

Si pubblica di seguito il testo della comunicazione trasmessa quest’oggi, venerdì 28 febbraio, ai rappresentanti del Consiglio provinciale e agli organi di stampa.

Apprendiamo con piacere che il 26 febbraio c.m. è stata depositata in Consiglio Provinciale (primo firmatario Ugo Rossi) la proposta di mozione n. 171/XVI con oggetto “Adesione al manifesto per la comunicazione non ostile”, che, prendendo atto di “un clima allarmante di ostilità verbale, in un crescendo di aggressività diffusa e inaccettabile violenza di termini e concetti espressi, senza distinzione di colore o partito”, se approvata, impegnerebbe la Giunta Provinciale su tre punti specifici:
1. a sottoscrivere il manifesto e a incentivare l’adesione alla campagna #cambiostile, anche singolarmente;
2. a promuovere iniziative specifiche volte a sensibilizzare politici ed elettori a un uso corretto della comunicazione e a un’ampia responsabilizzazione rispetto a quanto si dice o si scrive, ma anche a quanto si condivide online;
3. a impegnarsi a divulgarne il contenuto sul territorio, consapevole della necessità di riportare a un uso corretto del significato delle parole per lo sviluppo di una comunità educante.

Il Forum Trentino per la pace e i diritti umani appoggia e sostiene tale proposta, mettendosi da subito a disposizione di Giunta e Consiglio Provinciale per collaborare fattivamente sul raggiungimento di tali obiettivi.

Dallo scorso anno il tema dei “discorsi d’odio” è infatti tra i principali filoni di lavoro del Forum, che ha già proposto un primo corso laboratoriale sulla comunicazione non ostile dal titolo “(S)Cambiare Opinioni. Disinnescare l’odio online”, organizzato in collaborazione con il Centro per la Cooperazione Internazionale e svoltosi mercoledì 17 luglio presso la Sala dell’Aurora in Palazzo Trentini con l’adesione della Presidenza del Consiglio Provinciale. Il seminario, aperto a tutte/i, ha visto un’ampia partecipazione della società civile e la presenza di alcuni rappresentanti dello stesso Consiglio provinciale, che si auspica di poter coinvolgere più estesamente nelle iniziative future. Durante tale incontro era stata presentata anche la proposta di sottoscrivere il Manifesto per la comunicazione non ostile, una carta che elenca dieci princìpi utili a migliorare lo stile e il comportamento di chi sta in Rete, un impegno (per singoli cittadini e/o politici) di responsabilità condivisa che mira a favorire comportamenti rispettosi e civili (vedasi anche la nota dell’ufficio stampa del Consiglio Provinciale di data 15/07/2019 ).

L’intento di continuare a lavorare su questi temi è stato da noi rinnovato nell’Assemblea Programmatica del Forum dello scorso 19 febbraio (leggi di più) ed è stato anche presentato al Presidente della Giunta Provinciale Maurizio Fugatti in un recente incontro con particolare riguardo alla disponibilità alla coprogettazione di momenti seminariali e/o di confronto pensati anche per i dipendenti provinciali.
Recentemente abbiamo tenuto, sempre in collaborazione con il Centro per la Cooperazione Internazionale, un laboratorio di comunicazione nonviolenta durante un’assemblea di Istituto del Liceo Artistico di Trento. Lo scorso anno abbiamo inoltre partecipato, con una serie di altre realtà trentine, alla stesura di un progetto europeo (approvato ma purtroppo non finanziato) per la creazione di uno sportello contro le discriminazioni sottoscritto dallo stesso Presidente Kaswalder.
Riteniamo quindi quanto mai importante che il nostro Consiglio Provinciale si occupi di queste tematiche: i discorsi d’odio (siano essi on-line o off-line) sono sempre più diffusi e sono molto gravi anche perché spesso colpiscono e offendono le fasce più deboli della nostra società, contribuendo ad alimentare e diffondere forme di discriminazione di genere e odio etnico o religioso.
Il Forum della Pace è un organismo incardinato sul Consiglio Provinciale che ha tra le mission definite dalla sua legge istitutiva, tra le altre, quella di offrirsi come “consulente” sulle tematiche di sua pertinenza alla Giunta e al Consiglio Provinciale e quindi ci risulta naturale mettere a disposizione di questi la nostra esperienza e le nostre conoscenze e capacità acquisite rispetto agli argomenti oggetto della mozione.

Restiamo a disposizione per qualsiasi futura collaborazione e salutiamo cordialmente.

Per il Forum Trentino per la pace e i diritti umani
il Presidente
dott. Massimiliano Pilati

Insieme per la cultura della pace. L’assemblea approva il programma 2020 del Forum

“Ricomincio da P: obiettivo Pace”. Il tema scelto per la nuova call for projects del Forum trentino per la pace e i diritti umani, in relazione con le priorità dell’Agenda 2030, recepite anche a livello provinciale, si offre come filo rosso di un grande piano di ricostruzione della cultura della pace, principio e asse portante dell’attività del Forum, in un contesto segnato da gravissime crisi internazionali e vecchie e nuove forme di conflittualità e di violenza.

Sono queste le linee ispiratrici della programmazione annuale approvata dall’assemblea convocata lo scorso mercoledì 19 febbraio presso la Sala dell’Aurora di Palazzo Trentini, sede del Consiglio provinciale, ente al quale il Forum è incardinato.

Nell’occasione, l’intenso lavoro di ascolto, confronto e progettazione avviato nelle scorse settimane dal Consiglio direttivo e dai gruppi di lavoro costituiti all’interno del Forum, con il supporto prezioso dello staff e di giovani collaboratori coinvolti anche attraverso il servizio civile, è stato illustrato dal presidente Massimiliano Pilati, affiancato dalla vicepresidente Katia Malatesta e dal coordinatore Riccardo Santoni. Nel dialogo con i numerosi partecipanti, in rappresentanza degli enti e delle associazioni aderenti, sono emerse le vive preoccupazioni per le dinamiche globali e per le ferite inferte al sistema locale dell’accoglienza e della cooperazione internazionale, ma anche, all’opposto, la soddisfazione per la mole e l’impatto delle azioni messe in campo in questi mesi in un quadro di collaborazione e condivisione. Il riconoscimento del valore intrinseco della partnership, richiamato dall’Agenda 2030, è del resto un aspetto costitutivo del Forum trentino per la pace e i diritti umani, chiamato a farsi raccordo tra istituzioni e società. In questa cornice si inseriscono i recenti incontri con la presidenza del Consiglio e della Giunta provinciale, come anche il rapporto di consulenza e affiancamento avviato con numerose amministrazioni comunali. Sempre più ampio risulta inoltre il network delle realtà con cui il Forum coopera anche offrendo sostegno progettuale, organizzativo e comunicativo. Nel 2019 sono state 357 le iniziative realizzate per i diversi pubblici e il mondo scolastico; numeri che rappresentano l’esito del capillare lavoro sotto traccia svolto quotidianamente con una particolare attenzione ai mondi giovanili e al territorio. Per questo la metafora utilizzata per raccontare le modalità operative del Forum è stata quella dell’albero: proprio il consolidamento delle radici, attraverso l’assiduità dei contatti e del “dietro le quinte”, alimenta la dimensione visibile delle fronde e dei frutti, secondo una strategia che privilegia l’approfondimento e la continuità rispetto all’intervento spot.

Alla stessa logica risponde la call for projects bandita anche quest’anno per sostenere i progetti elaborati delle associazioni aderenti in accordo con le proprie identità, specificità e risorse. Il riferimento generale è alle proposte dell’Agenda 2030 e in particolare alle “5 P” – Persone, Prosperità, Partnership, Pianeta e nello specifico Pace – individuate dalle Nazioni Unite per promuovere un nuovo modello di sviluppo su scala mondiale. La scadenza delle iscrizioni è fissata per lunedì 23 marzo 2020 entro le ore 12.00.

Sarà inoltre dato seguito al percorso indirizzato a prevenire e contrastare i discorsi d’odio avviato nel 2019 con il laboratorio sulla comunicazione non ostile, coordinato dagli operatori del Centro per la Cooperazione Internazionale, che nello scorso luglio ha coinvolto una folta platea, rivolgendosi al contempo alla politica e alla cittadinanza. All’organizzazione di ulteriori eventi di informazione e sensibilizzazione si aggiunge la proposta concreta di elaborazione di una piattaforma formativa online già anticipata al presidente della Provincia autonoma di Trento come segnale forte di attenzione all’emergenza dell’odio online.

Il ritorno alle fondamenta e all’impegno per la pace troverà poi espressione nella campagna pensata per sensibilizzare i candidati in lizza nell’ambito delle prossime elezioni comunali alla necessità di rafforzare la solidarietà e la capacità di rispondere in modo nonviolento alle difficoltà come chiavi della coesione sociale. Per questo il Forum lancerà l’appello per l’istituzione in ogni Comune di uno specifico Assessorato alla Pace che possa dare riscontro istituzionale alle nuove battaglie di civiltà.

Sulla scorta della positiva esperienza del 2019, che ha visto la larga convergenza di forze e progettualità messe a disposizione da un’ampia rete di partner per le celebrazioni del 30° anniversario della caduta del Muro di Berlino, il Forum nel 2020 si impegnerà anche nella promozione e nel coordinamento delle commemorazioni di due anniversari epocali: gli 80 anni dall’entrata in guerra dell’Italia nel secondo conflitto mondiale e i 75 anni dai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, tra gli eventi più emblematici del “secolo crudele”. La sfida è quella di attraversare l’estate trentina con una rassegna di eventi di spessore in grado di raggiungere un pubblico ampio e diversificato, ottimizzando le risorse e massimizzando l’impatto di ogni contributo. A questo scopo saranno consolidate le relazioni con i principali soggetti culturali, a cominciare dai grandi festival trentini, alla ricerca di nuove strade per valorizzare nel modo più esplicito sensibilità e contenuti peraltro già ben presenti nei loro programmi.

Call 2020

Anche quest’anno, il Consiglio della pace ha deciso di indire una call per le associazioni del Forum.

Il tema scelto per il 2020 è “RICOMINCIO DA P – OBIETTIVO PACE”

Passati già quasi 5 anni dall’approvazione dell’Agenda 2030 i risultati sono ancora lontani.

Per questo il Forum chiede alle associazioni facenti parte del Forum di sviluppare iniziative (individualmente o in collaborazione tra di loro) inerenti al tema.

– Call for Projects 2020

– Scheda di presentazione progetto e informativa 2020

Accordo Usa sul Medio Oriente, le istituzioni palestinesi lasciate fuori

Condividiamo con voi la presa di posizione del Consiglio per la pace e i diritti umani del Forum sulla proposta Usa per un accordo di pace tra israeliani e palestinesi.

“In occasione della presentazione del cosiddetto “Accordo del secolo” promosso dall’amministrazione statunitense, il Consiglio per la pace e i diritti umani, organo di gestione del Forum trentino per la pace e i diritti umani ribadisce il suo impegno per la costruzione di una pace giusta per i popoli palestinese e israeliano.

Ancora una volta hanno prevalso le alleanze e le strategie politiche di alcuni attori in campo anziché una reale volontà di coinvolgimento nel processo di pace della società civile e di tutte le istituzioni coinvolte, a partire da quelle internazionali.

La stessa definizione di “accordo di pace” è in contrasto con i contenuti e le modalità di costruzione di questo piano sostanzialmente imposto e unilaterale. Esso, oltre a non aver coinvolto le istituzioni palestinesi, non tiene in considerazione il diritto internazionale, ufficializzando molte delle violazioni alle quali bisognerebbe invece porre rimedio: le colonie illegali, il mancato diritto di movimento in Cisgiordania, l’impossibilità stessa alla costruzione di un vero e proprio Stato palestinese.

Il Forum per la Pace si adopera per una diversa risoluzione dei conflitti, basata sul dialogo e sull’osservazione dei diritti umani. Per questo invita a volgere lo sguardo all’area a sud e a est del Mediterraneo, auspicando che, in un profondo dialogo culturale, il ruolo delle istituzioni internazionali e dell’Unione Europea possa riprendere ad essere di primo piano nella promozione del diritto internazionale e di una cultura di pace.

È pertanto intenzione del Consiglio della pace, rilanciare i lavori di un Tavolo permanente sul Mediterraneo e il Vicino Oriente, che raccolga e coordini gli sforzi e le istanze delle diverse associazioni impegnate sui temi della solidarietà internazionale, del dialogo interculturale e interreligioso, dei conflitti e dei diritti umani.

Invitiamo quindi tutte le associazioni e gli enti che intendano aderire al Tavolo permanente sul Mediterraneo e il Vicino Oriente a prendere contatto con la segreteria del Forum per la pace preferibilmente entro il 21 febbraio in modo da iniziare i lavori nelle settimane successive”.

Per informazioni e adesioni contattare la segreteria del Forum trentino per la pace e i diritti umani allo 0461/213176 o via mail a forum.pace@consiglio.provincia.tn.it.