Supereroi Reali

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Con la restituzione di Martedì 5 giugno nella scuola elementare di Madonna Bianca è giunto alla sua conclusione il lungo percorso di "Supereroi Reali". Un'iniziativa promossa dal Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, dal Centro per la Cooperazione Internazionale e da Non Profit Network - CSV Trentino, che ha portato nelle scuole laboratori sull'educazione alla cittadinanza globale e sugli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Questo è stato possibile grazie al coinvolgimento di diverse associazioni (46° Parallelo, Cooperativa La Bussola, GTV, Mlal, Mazingira e Yaku) che hanno collaborato nella realizzazione dei laboratori. A loro e alle maestre il più grande ringraziamento.

#PerchèMiRiguarda Le Fasce Bianche il 31 Maggio a Palazzo Thun

Sarà una manifestazione per ricordare una pace che non c’è ancora, quella in Bosnia. Sarà una manifestazione per ricordare le troppe volte in cui una guerra è terminata, senza però portare la pace. Sarà una manifestazione per ricordare che l’assenza di pace “Ci riguarda” sempre, perché dove non c’è pace non ci sono diritti, giustizia, equità economica, democrazia. Il prossimo 31 maggio, alle 17.30, a Trento, manifesteremo per tutto questo. Lo faremo indossando delle fasce bianche, così come faranno quel giorno e più o meno a quell’ora a Prijedor, città della Repubblica Srpska – la parte serba della Bosnia Erzegovina – e in altre 75 città europee. Per capire la ragione, dobbiamo conoscere una storia. Il 31 maggio di qualche anno fa un ragazzo giovane, Emir Hodžić, si legò al braccio una fascia bianca e si mise solo, in piedi, nella piazza del municipio. Non disse nulla. Rimase zitto. Voleva protestare contro l’assordante silenzio delle autorità di Prijedor. Voleva si condividesse il ricordo di quello che era accaduto vent’anni prima, il 31 maggio 1992. Quel giorno, a Prijedor, era arrivato l’odio. Le autorità serbe di Prijedor, obbligarono tutti i cittadini non-serbi a mettere uno straccio o un lenzuolo bianco alle finestre di casa. Per essere riconoscibili anche fuori, in strada, furono obbligati a mettere una fascia bianca al braccio. Così, iniziò la tragedia. In pochi mesi 31.000 civili di Prijedor, tutti rigorosamente non serbo–ortodossi vennero rinchiusi nei lager. 53.000 persone furono vittime di persecuzione e deportazione. Quelli uccisi furono 3.173. 102 erano bambini. Oggi la guerra è formalmente finita in Bosnia Erzegovina. Non si spara più, ma non c’è stato alcun gesto di riconciliazione. Lo stesso accade in Kosovo, a Cipro, nella Repubblica Democratica del Congo, in Rwanda: guerre finite che non conoscono la pace. Le fasce bianche di Prijedor, ci aiuteranno a ricordare tutto questo. Ci troveremo a Palazzo Thun, nel cortile, il 31 maggio alle 17.30. Il Comune di Trento ha concesso lo spazio, aderendo di fatto alla manifestazione. Tante associazioni saranno della partita. Saremo lì per ricordare che le ingiustizie vanno ricordate. Saremo lì per ricordare che le vittime vanno ricordate. Saremo lì perché tutto questo “Ci riguarda”. 31_05 FASCE BIANCHE_1 COMUNICATO_ADESIONI

Trento: prima shelter city d’Italia

Dopo l'approvazione della mozione 190 del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento (consultabile qui), la quale impegna la giunta provinciale «ad attivare come Provincia di Trento sul proprio territorio programmi di protezione temporanea e training per Difensori dei diritti umani minacciati (su esempio delle "città rifugio" in Olanda e del programma di protezione del Paese Basco)», arriva anche l'approvazione del Consiglio Comunale, dove è stata approvata con 22 voti favorevoli e 3 astenuti. La mozione che vede Trento diventare la prima shelter city (città rifugio) d'Italia prevede un periodo di protezione temporanea (dai 3 ai 9 mesi) per coloro che difendono i diritti umani nel mondo. Questo piccolo lasso di tempo ha un duplice obiettivo: permette, innanzitutto, al difensore dei diritti umani di avere un periodo di tregua, nel quale può "prendere fiato" per poi tornare nel suo paese d'origine a difendere la causa. Infine, mette in risalto la figura del difensore, che godendo di visibilità internazionale è meno propenso a subire attacchi. Si tratta di persone che agiscono pacificamente per la promozione e la protezione dei diritti umani. «Secondo la Dichiarazione delle Nazioni Unite siglata il 9 dicembre 1998, il Difensore dei diritti umani (Human Rights Defender) è un termine utilizzato per descrivere una persona che, individualmente o insieme ad altre, agisce per promuovere o proteggere i diritti umani in modo non violento. È un difensore chi si oppone a dittature e regimi oppressivi, chi si batte per la libertà di espressione, chi lotta contro la discriminazione e le ingiustizie, chi documenta abusi dei diritti umani e chi difende l'ambiente». Si può leggere nella mozione depositata. Secondo il rapporto di Front Line Defenders, nel 2017 sono stati uccisi 312 difensori in 27 diversi paesi, di questi 312 «l'80% avvenne in Brasile, Colombia, Mexico e le Filippine[...], ma è la criminalizzazione l'elemento maggiormente scelto per ostacolare e delegittimare il loro lavoro, imprigionandoli spesso con false accuse» (Annual Report on Human Rights Defenders at Risk in 2017, pg 6). «L'Unione europea, oltre ad avere predisposto una "Piattaforma di coordinamento per l'asilo temporaneo dei difensori dei diritti umani" (European Union Human Rights Defenders RE location Platform - EUTRP), ha fornito le linee guida per organizzare programmi di protezione dei difensori (Ensuring protection - European Union Guidelines on human rights defenders del 2004)» continua la mozione ricordando che alcuni paesi, come l'Olanda e la Spagna, hanno già aderito a questa piattaforma. Con l'approvazione della mozione 190 in Consiglio Provinciale il 31 Gennaio 2018, e con la conferma arrivata pochi giorni fa nel Consiglio Comunale, per la prima volta in Italia un ente istituzionale si impegna concretamente per la protezione e la difesa degli attivisti internazionali, dopo un percorso che ha visto la collaborazione attiva tra enti locali e istituzionali (Yaku, Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, PBI Italia, Amnesty Trento, sono solo alcuni degli enti coinvolti) che ha portato alla discussione ed approvazione della mozione in Consiglio Provinciale prima, e in Consiglio Comunale poi. Un percorso che è stato elogiato anche a Padova dal Centro di Ateneo per i Diritti Umani, che ci ha invitato per condividere il percorso. Un'iniziativa importante che speriamo possa prendere forma al più presto.  

In Cammino per la Pace – dal Brennero a Palermo

Io la Pace ce l'ho dentro, ce l'ho nel cuore e vorrei fare qualcosa anche nel mio piccolo
Ci diceva il signor Sandro Chistè mentre ci raccontava della sua iniziativa. Un'iniziativa ambiziosa, quella di percorrere oltre 1800km a piedi dal Brennero a Palermo, ideata qualche anno fa mentre percorreva a piedi, assieme alla figlia, le regioni italiane ed è rimasto colpito dalla quantità di cimiteri militari, dal numero di lapidi, dalle vittime della Grande Guerra. Sandro non è nuovo in questi lunghi tragitti a piedi. Pochi anni fa percorse fino a Cesena a piedi, accompagnato dalla figlia, privo di soldi per ritrovare un senso di povertà e umanità, ospitato dalle persone che trovava lungo il cammino. Lui si definisce uno qualunque, una persona semplice, solo un pensionato che vorrebbe fare qualcosa per la pace e per la memoria dei caduti. E allora ecco che è nata l'idea di percorrere l'Italia da Nord a Sud, in occasione del centenario della prima guerra mondiale, con la bandiera della pace appresso, ancora una volta chiedendo ospitalità alle persone incontrate lungo il percorso, per conoscere le loro storie e far conoscere la propria, il motivo del cammino, le memorie dei parenti prigionieri durante la guerra. Con l'avvicinarsi della data di partenza molte persone ci hanno contattato, desiderose di accompagnarlo per un breve tragitto, di conoscere meglio la persona, di poterlo intervistare o anche solo parlarci. Calorose sono state le risposte arrivate da ogni angolo dell'Italia. Bressanone, Trento, Vallelaghi, Rovereto, Dolcè, Pontassieve, Acquasparta sono solo alcuni dei comuni che si sono offerti di ospitarlo e riceverlo e che ringraziamo infinitamente per la loro disponibilità. In questi momenti lui procede, zaino in spalla, fermato e accompagnato dai passanti che hanno sentito del suo percorso. Ci racconta attraverso sua figlia del calore umano che sta ricevendo e ci ringrazia di avergli dato una mano nell'organizzazione, ma siamo noi a ringraziare te per quello che stai facendo, per la grande grinta, per la passione e per l'enorme cuore. campanaincontro pres Dor e vicepres Forum

GTV – Gruppo Trentino Volontariato

gtv Il Gruppo Trentino di Volontariato (GTV) è un'organizzazione non governativa (ONG) che si occupa di cooperazione e solidarietà internazionale. Formalmente costituitasi a Trento nel 1999, è nata per proseguire e integrare iniziative a favore dell'assistenza neonatale in Vietnam attivate l'anno precedente dagli Amici della Neonatologia Trentina (ANT). GTV è nata per affiancare ANT e per garantire un approccio integrato, che sostenesse la popolazione anche in ambiti diversi da quello sanitario. Dopo più di un decennio di entusiasmo e progetti, ha ampliato i suoi interventi in numerosi ambiti legati allo sviluppo delle comunità ed ha ampliato i suoi interventi anche ad altri paesi del Sud Est Asiatico: Timor Est, Bangladesh, Cambogia e Laos. All'operatività di GTV è seguito il riconoscimento formale, per cui l'Associazione è ufficialmente riconosciuta dal Ministero Affari Esteri come ONG (Organizzazione Non governativa per la cooperazione e lo Sviluppo) — ai sensi della Legge 26.02.1987 n. 49, ed è anche una Onlus (Organizzazione Non lucrativa di Utilità sociale) — ai sensi del D. Lgs. 4.12.1997 n. 460. È inoltre iscritta nel registro delle persone giuridiche della Provincia Autonoma di Trento.  
GTV - Gruppo Trentino Volontariato Indirizzo: corso tre novembre, 116, Trento, 38122