Abolire la pena di morte nel mondo

Abolire la pena di morte nel mondo

- di Michele Nardelli *-

La lapidazione di Sakineh Mohammadi-Ashtiani è stata sospesa dalle autorità iraniane. Si tratta senz’altro di un primo risultato della mobilitazione internazionale, anche se la sospensione da più parti viene considerata un diversivo per attenuare la pressione sull’Iran piuttosto che una volontà di ritornare sui propri passi. E che per questa ragione l’esecuzione possa essere stata solo rimandata, a quando i riflettori saranno rivolti altrove. Motivo in più per mantenere alta la mobilitazione, comunque decisiva per salvare la vita di Sakineh. Ma in questa vicenda c’è un altro aspetto che mi preme sottolineare...

Abolire la pena di morte nel mondo

- di Michele Nardelli *-

La lapidazione di Sakineh Mohammadi-Ashtiani è stata sospesa dalle autorità iraniane. Si tratta senz’altro di un primo risultato della mobilitazione internazionale, anche se la sospensione da più parti viene considerata un diversivo per attenuare la pressione sull’Iran piuttosto che una volontà di ritornare sui propri passi. E che per questa ragione l’esecuzione possa essere stata solo rimandata, a quando i riflettori saranno rivolti altrove. Motivo in più per mantenere alta la mobilitazione, comunque decisiva per salvare la vita di Sakineh. Ma in questa vicenda c’è un altro aspetto che mi preme sottolineare...

e che unisce il destino di questa donna al volto di un’altra donna, Neda Soltani, assassinata lungo le strade di Teheran un anno fa. L’Iran non è affatto un paese “fuori dal mondo”, fatto di oscurantismo e di barbarie.

Certo, le posizioni di Ahmadinejad esprimono la parte più reazionaria e clericale di questo paese, ma nello stesso regime c’è una forte dialettica e le manifestazioni per la democrazia di questi mesi ne sono testimonianza.

Nella protesta contro la condanna alla lapidazione di Sakineh c’è una parte importante della società iraniana che rivendica una svolta democratica per l’Iran, c’è un Parlamento Iraniano che nel giugno del 2009, attraverso il suo Comitato per le questioni legali e giuridiche, ha raccomandato l’eliminazione della clausola che consente la lapidazione dal nuovo Codice Penale in discussione, c’è un movimento per i diritti umani la cui voce abbiamo potuto ascoltare anche a Trento grazie alla testimonianza che la premio Nobel Shirin Ebadi ha portato nei mesi scorsi attraverso il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani.

E, infine, c’è la forte denuncia di un ragazzo, Sajjad Ghaderzadeh. Sfidando il regime, Sajjad ha preso la parte della madre. Che i famigliari di una donna accusata di adulterio prendano apertamente la parola, opponendosi ad una sentenza fortemente ispirata a presunte motivazioni di carattere etico-religioso, non è né affatto scontato, né frequente.

Così il volto di Sakineh è diventato in Iran come in ogni parte del mondo il simbolo non solo contro la barbarie della lapidazione ma per l’abolizione generalizzata della pena di morte, in vigore in ancora troppi stati nonostante la richiesta di moratoria internazionale votata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Sarà proprio attraverso i volti di Sakineh e delle altre persone condannate a morte e in attesa di esecuzione che faremo sentire la nostra voce in un momento di testimonianza che abbiamo promosso mercoledì 15 settembre a Trento (ore 18.00 piazza D’Arogno) e al quale siete tutti invitati.

 

*Presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani