Call 2020

Anche quest’anno, il Consiglio della pace ha deciso di indire una call per le associazioni del Forum.

Il tema scelto per il 2020 è “RICOMINCIO DA P – OBIETTIVO PACE”

Passati già quasi 5 anni dall’approvazione dell’Agenda 2030 i risultati sono ancora lontani.

Per questo il Forum chiede alle associazioni facenti parte del Forum di sviluppare iniziative (individualmente o in collaborazione tra di loro) inerenti al tema.

– Call for Projects 2020

– Scheda di presentazione progetto e informativa 2020

Accordo Usa sul Medio Oriente, le istituzioni palestinesi lasciate fuori

Condividiamo con voi la presa di posizione del Consiglio per la pace e i diritti umani del Forum sulla proposta Usa per un accordo di pace tra israeliani e palestinesi.

“In occasione della presentazione del cosiddetto “Accordo del secolo” promosso dall’amministrazione statunitense, il Consiglio per la pace e i diritti umani, organo di gestione del Forum trentino per la pace e i diritti umani ribadisce il suo impegno per la costruzione di una pace giusta per i popoli palestinese e israeliano.

Ancora una volta hanno prevalso le alleanze e le strategie politiche di alcuni attori in campo anziché una reale volontà di coinvolgimento nel processo di pace della società civile e di tutte le istituzioni coinvolte, a partire da quelle internazionali.

La stessa definizione di “accordo di pace” è in contrasto con i contenuti e le modalità di costruzione di questo piano sostanzialmente imposto e unilaterale. Esso, oltre a non aver coinvolto le istituzioni palestinesi, non tiene in considerazione il diritto internazionale, ufficializzando molte delle violazioni alle quali bisognerebbe invece porre rimedio: le colonie illegali, il mancato diritto di movimento in Cisgiordania, l’impossibilità stessa alla costruzione di un vero e proprio Stato palestinese.

Il Forum per la Pace si adopera per una diversa risoluzione dei conflitti, basata sul dialogo e sull’osservazione dei diritti umani. Per questo invita a volgere lo sguardo all’area a sud e a est del Mediterraneo, auspicando che, in un profondo dialogo culturale, il ruolo delle istituzioni internazionali e dell’Unione Europea possa riprendere ad essere di primo piano nella promozione del diritto internazionale e di una cultura di pace.

È pertanto intenzione del Consiglio della pace, rilanciare i lavori di un Tavolo permanente sul Mediterraneo e il Vicino Oriente, che raccolga e coordini gli sforzi e le istanze delle diverse associazioni impegnate sui temi della solidarietà internazionale, del dialogo interculturale e interreligioso, dei conflitti e dei diritti umani.

Invitiamo quindi tutte le associazioni e gli enti che intendano aderire al Tavolo permanente sul Mediterraneo e il Vicino Oriente a prendere contatto con la segreteria del Forum per la pace preferibilmente entro il 21 febbraio in modo da iniziare i lavori nelle settimane successive”.

Per informazioni e adesioni contattare la segreteria del Forum trentino per la pace e i diritti umani allo 0461/213176 o via mail a forum.pace@consiglio.provincia.tn.it.

Sabato 25 gennaio 2020: Giornata di mobilitazione internazionale per la pace

Invito per sabato 25 gennaio 2020

Giornata di mobilitazione internazionale per la pace

Spegniamo la guerra, accendiamo la Pace!
Contro le guerre e le dittature e a fianco dei popoli in lotta per i propri diritti.

Dalle ore 17. 30

Al Centro per la Pace di Rovereto in via Vicenza 5 (largo parcheggio in via Cartiera a 300 mt)
Aggiornamento sulla situazione creatasi in Medio oriente con proiezione di video inchiesta.
Incontro conviviale con Massimiliano Pilati, presidente del Forum trentino per la pace e a seguire momento in piazza Podestà con le fiaccole per illuminare la pace.
#dallapartedellevittime

Promuovono le associazioni in rete per la pace di Rovereto e della Vallagarina all’interno della Rete per la pace nazionale.

NON COLLABORIAMO CON CHI PROVOCA GUERRE

“La guerra è un male assoluto e va ‘ripudiata’, come recita la nostra Costituzione all’Art. 11: essa non deve più essere considerata una scelta possibile da parte della politica e della diplomazia”.

Il blitz del presidente Trump per uccidere il generale iraniano Soleimani, il vicecapo di una milizia irachena ed altri sei militari iraniani, è un crimine di guerra compiuto in violazione della sovranità del’Iraq.  Insieme alla ritorsione iraniana si è abbattuto anche sui giovani iracheni che da tre mesi lottano contro il sistema settario instaurato dall’occupazione Usa e contro le ingerenze iraniane, in un paese teatro di guerre per procura ed embarghi da decenni.

Irak, Iran, Siria, Libia, Yemen: cambiano i giocatori, si scambiano i ruoli, ma la partita è la stessa. Nella crisi del vecchio ordine internazionale, potenze regionali e globali si contendono con la guerra aree di influenza sulla pelle delle popolazioni locali. La sola alternativa consentita al momento è il mantenimento dei regimi teocratici o militari – comunque illiberali e non rispettosi dei diritti umani – con i quali si fanno affari, chiudendo occhi e orecchie su repressione, torture e corruzione.La guerra non produce solo distruzione, ma cancella anche dall’agenda politica la questione sociale, oramai incontenibile ed esplosa nelle proteste delle popolazioni che hanno occupato pacificamente le piazze e le strade.

Non possiamo stare a guardare. 

Dobbiamo gridare il nostro no alla guerra, alla sua preparazione, a chi la provoca per giustificare la produzione e la vendita di armi. Guerre che, in ogni momento, possono fare da miccia ad un conflitto globale tanto più preoccupante per il potenziale degli armamenti nucleari oggi a disposizione dei potenti del mondo. Le vittime innocenti dell’aereo civile abbattuto “per errore” da un missile, dimostrano una volta di più che la guerra è un flagello per tutti, nessuno può chiamarsi fuori, siamo tutti coinvolti.
Manifestiamo il nostro sostegno alle popolazioni, vere vittime delle guerre, a chi si rivolta da Baghdad a Teheran, da Beirut ad Algeri, da Damasco, al Cairo, a Gerusalemme, a Gaza

Quel che sta avvenendo nel Golfo Persico, aggiungendosi alle sanguinose guerre e alle crescenti tensioni in corso, mette in luce la drammatica attualità e il vero realismo dei ripetuti ma inascoltati appelli di Papa Francesco per l’avvio di un processo di disarmo internazionale equilibrato.
L’UE, nata per difendere la pace, deve assumere una forte iniziativa che – con azioni diplomatiche, economiche, commerciali e di sicurezza – miri ad interrompere la spirale di tensione e costruisca una soluzione politica, rispettosa dei diritti dei popoli, dell’insieme dei conflitti in corso in Medio Oriente e avviare una rapida implementazione del Piano Europeo per l’Africa (Africa Plan) accompagnandolo da un patto per una gestione condivisa dei flussi migratori.

Fermare la spirale di violenze è responsabilità anche italiana e chiediamo al nostro Governo di farlo con atti concreti sostenendo in sede europea la necessità di mantenere vivo l’accordo sul nucleare iraniano implementando da parte italiana ed europea le misure di revoca dell’embargo e sviluppando la cooperazione economica.

Per tutto questo invitiamo a aderire ed a partecipare alla giornata di mobilitazione internazionale di sabato 25 gennaio 2020, promossa dal movimento pacifista statunitense contro la guerra, che per noi sarà una grande mobilitazione contro tutte le guerre e tutte le dittature, a fianco dei popoli che si battono per il proprio futuro.

Solidarietà con il Centro per la Cooperazione Internazionale

Riproponiamo di seguito il messaggio di solidarietà promosso da numerose associazioni del territorio in sostegno al Centro di Cooperazione Internazionale.

“Siamo un gruppo di persone rappresentanti di associazioni e organizzazioni che in questi anni a vario titolo hanno partecipato, collaborato e usufruito dei servizi del Centro per la Cooperazione Internazionale (CCI) di Trento. Siamo fortemente preoccupati per la complessa situazione in cui si trova il CCI a seguito della decisione della Giunta Provinciale di tagliare i fondi ad esso destinati. La Provincia, socio e principale finanziatore del CCI, si è infatti dimostrata indisponibile a cercare un accordo per la rinegoziazione dei radicali tagli di budget decisi per il prossimo triennio. Questo ha portato alla dimissioni del Presidente del Centro Mario Raffaelli e alla decisione da parte del direttivo del Centro di avviare una procedura di licenziamento collettivo di 12 persone. Esprimiamo la nostra più completa solidarietà alle collaboratrici e ai collaboratori del CCI che vedono messo in forse il loro lavoro. In questi anni abbiamo imparato a conoscere bene la loro competenza e la loro professionalità e stiamo soffrendo con loro. E’ soprattutto grazie al loro lavoro se in questi anni il Centro è potuto diventare un riferimento importante a livello internazionale su tematiche come cooperazione allo sviluppo, l‘educazione alla cittadinanza globale, il sistema Europa e i diritti e la libertà di stampa in essa. Lavoro che ha portato lustro e fatto crescere anche il nostro territorio. E proprio per l’importanza che ha il CCI siamo estremamente preoccupati perchè, oltre alla vicinanza “umana” e professionale per la perdita di posti di lavoro, si apre la via ad un inesorabile smantellamento del Centro stesso che, sottolineiamo ancora una volta, è bene comune, un patrimonio di tutte/i noi e non solo del nostro Trentino. Il CCI rappresenta un concreto spazio di incontro e di lavoro per vari soggetti interessati alla cooperazione internazionale e alle forme di sviluppo capaci di far crescere sia il nostro territorio che quelli in cui si sceglie di agire. Uno sviluppo capace di valorizzare le specificità della nostra terra, le esperienze delle nostre variegate comunità e di contribuire ad una loro apertura al mondo. Un luogo di riferimento provinciale, nazionale e internazionale per la formazione, l’analisi la promozione e la produzione della conoscenza su temi come diritti umani, pace, economia solidale e cooperazione internazionale, integrazione europea e della promozione dello sviluppo umano sostenibile. Un luogo di promozione del lavorare in rete tra soggetti trentini, nazionali e internazionali. Un luogo di analisi, informazione, formazione, sensibilizzazione e conoscenza dei complessi scenari internazionali con un’attenzione particolare alle aree di interesse per il nostro territorio cercando al contempo di rafforzare le capacità di studenti, cittadini e attori territoriali nel misurarsi tra dinamiche locali e globali. In questi anni il Centro ha contribuito notevolmente a migliorare la qualità del sistema di cooperazione internazionale del Trentino e la sua professionalizzazione con attività di consulenza, valutazione e monitoraggio iniziando anche a coinvolgere imprese interessate ad investire nello sviluppo economico in ambito di cooperazione internazionale. Ed è da queste riflessioni che continuiamo ad essere convinti che il CCI possa dare ancora molto al nostro territorio, diventando sempre più un valido strumento di supporto per le politiche trentine e per contribuire a dare prestigio al nostro territorio garantendogli al contempo “l’apertura al Mondo”, certamente non ingenua, di cui c’è necessità in questi tempi. Come continuiamo ad essere certi che vada salvaguardato quel patrimonio importante che si costruisce sulle organizzazioni che si occupano di cooperazione internazionale, di aiuti concreti qui e lì e che nel Centro trovano uno spazio di sostegno, riflessione, crescita. Ci associamo quindi all’appello rivolto in questi giorni da dipendenti del CCI e sindacati ai soci del Centro stesso: Provincia autonoma di Trento, Università di Trento, i Comuni di Trento e di Rovereto, Fondazione Campana dei Caduti “affinché si assumano un impegno concreto rispetto al futuro del CCI e delle sue lavoratrici e lavoratori.” Preoccupati ci rendiamo però sempre più conto che il CCI è solo una parte di un modello di territorio “aperto all’altro” che evidentemente non ha ancora trovato interesse nel nostro governo, in questo momento. Siamo preoccupati perché questo clima di muro contro muro non aiuta nessuno, non sono tecnicismi le persone che possono perdere il posto di lavoro, non possiamo esserne indifferenti e purtroppo qui non ci sono infatti solo in ballo i posti di lavoro del Centro, a breve varie nostre associazioni saranno costrette a ridimensionare le proprie strutture ed azioni a causa dei tagli al sistema di cooperazione allo sviluppo. Ma molto ancora si può fare assieme, se prevale la buona volontà e la voglia di un ascolto reciproco tra Provincia Autonoma di Trento e mondo della cooperazione, che ribadiamo a gran voce cresce e opera per sostenere la nostra terra trentina che da sempre è stata solidale e capace di farsi carico anche delle sofferenze lontane. Auspichiamo quindi una riflessione generale sul “Trentino che vogliamo” partendo proprio dal fondamentale contributo che l’apertura al Mondo può dare al nostro stesso territorio. Chiediamo a gran voce anche al nuovo Assessore alla Cooperazione allo sviluppo Gottardi di sedersi insieme a noi, alle donne e uomini del Centro per trovare insieme una nuova soluzione. Facciamolo insieme anche ad altre Istituzioni, Chiesa, Università, imprese e tutti i soggetti disposti a dialogare sul nostro futuro, per individuare le preziose specificità e i punti di forza dell’esperienza trentina e, nel contempo, individuare assieme elementi di innovazione da studiare e sviluppare, capaci di rendere più efficace il settore e di capitalizzare il suo contributo allo sviluppo del territorio. Possiamo dire sin da ora che il mondo della cooperazione saprà responsabilmente fare la propria parte per quel bene comune che chiamiamo Trentino capace di aprirsi ad uno sguardo attivo al Mondo nel solco della giustizia sociale e della solidarietà.”

Le/i firmatarie/i:

Massimiliano Pilati, Katia Malatesta – Forum Trentino per la pace e i diritti umani;
Lorenzo De Petro – Comitato territoriale Arcigay del Trentino;
Laura Bettini, Maurizio Camin; Trentino con i Balcani;
Roberto Pinter, Luciana Chini – Trentino for Tibet;
Erica Mondini, Pier Francesco Pandolfi – Pace per Gerusalemme – Il Trentino e la Palestina Onlus;
Raffaele Crocco – Associazione 46° Parallelo;
Pierino Martinelli – Fondazione Fontana;
Luisa Zanotelli – Tam Tam Korogocho;
Paulo Lima – Viracao;
Stefano Vernucchio – Solidarietà Vigolana;
Emilia Ceolan – Mlal Trentino;
Maria Grazia Sighele – Gruppo Autonomo Volontari;
Fendros Myrrina – Children of the sea;
Mauro Dossi – Associazione il Melograno Brentonico;
Lorenzo Brandolani – Associazione Mazingira;
Fiorenza Aste – Associazione Maloca;
Silvia Cristina Zangrando – Associazione Amici Trentini;
Leonora Zefi – Associazione Teuta;
Jabe Daka Zebenay – Associazione Amici dell’Etiopia;
Pina Gottardi – Cooperativa Villa S. Ignazio;
Luisa Bonetti – Amici di Villa S. Ignazio;
Ezio Chini – Associazione FratelVenzo;
Dario Pedrotti – Associazione Progetto Prijedor;
Laura Paternoster – Gruppo Trentino di Volontariato;
Pier Luigi Mariani – Associazione Nadir;
Franca Cazzani – Associazione Arcoiris;
Santo Boglioni – Associazione Comunità Gruppo 78;
Sandra Decarli – Associazione A World Home for Youth;
Fosca Pavanini – Coopi Trentino;
Michele Toccoli – Docenti Senza Frontiere;
Armando Stefani – Consorzio Brasil Trentino;
Chiara Ghetta – Associazione Tremembè;
Francesca Boldrin, Adelmo Calliari, Maddalena Zorzi – Associazione ACCRI;
Elisabetta Murdaca – Associazione Grande Quercia;
Carlo Risatti – Gruppo Missionario Alto Garda e Ledro;
Fulvio Gardumi – Rete Radiè Resch;
Silvia Valduga – Associazione Italia-Nicaragua;
Giovanna Luisa Rama – A scuola di Solidarietà;
Erio Korani – Associazione Rinia Riva del Garda;
Fausto Gardumi – Associazione una scuola per la vita;
Armin – Associazione la Cometa;
Paolo Rosatti – Consorzio Associazioni con il Mozambico;
Elisabetta Antonelli, Andrea Trentini, Ivonne Peroni, Federica Manfrini, Marzia Simoncelli – Comitato delle Associazioni per la Pace e i Diritti Umani.

Conferenza stampa di presentazione di “Solidarietà o barbarie” con P. Alex Zanotelli e Vincenzo Passerini

Il 17 dicembre si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di “Solidarietà o barbarie”, iniziativa suddivisa su quattro incontri che avrà luogo a inizio gennaio in varie località trentine. Gli eventi si svolgeranno in presenza di padre Zanotelli e Vincenzo Passerini e saranno promossi da associazioni, gruppi missionari e di volontariato, cooperative sociali, amministrazioni comunali in collaborazione con il Centro Pace di Rovereto, il gruppo Tam Tam per Korogocho, il Forum trentino per la pace e i diritti umani e ANPI del Trentino.

Come annunciato durante la conferenza, il programma verterà principalmente sul tema complesso della solidarietà, la quale in questo periodo storico è sempre più rara e oppressa dalla cruda semplicità delle barbarie.  Inoltre, nel corso degli incontri, Vincenzo Passerini presenterà  il suo nuovo libro :“TEMPI FEROCI. Vittime, carnefici, samaritani”.

La programmazione degli eventi sarà la seguente:

Giovedì 2 gennaio 2020: ore 20.30 presso il Cinema Mattarello (Via G. Poli, 7, Mattarello)

Sabato 4 gennaio 2020: ore 20.30 presso il Centro giovani “Cantiere 26” (Via P. Caproni Maini, 26, Arco)

Domenica 5 gennaio 2020: ore 20.30 presso la Sala del Circolo Pensionati e Anziani (Via S. Giovanni, 49, Besenello)

Lunedì 6 gennaio 2020: ore 20.30 presso la Sala Dallabrida (Via Trento, 1, Mezzolombardo)

 

Riportiamo l’articolo del Trentino in merito all’evento.

Inizio del nuovo progetto di Servizio civile

Il 1° dicembre ha avuto inizio il nuovo progetto di Servizio civile “NarrAzioni: giovani per la pace e i diritti umani”, esperienza rivolta ai ragazzi tra i 18 e i 28 anni con una durata di dodici mesi. L’obiettivo del progetto proposto dal Forum trentino per la pace e i diritti umani consiste nel favorire lo sviluppo formativo e personale di due ragazzi/e portando l’attenzione su diversi temi come i diritti umani, la cittadinanza globale, la cooperazione internazionale e la sostenibilità. Tra le varie attività proposte, ai giovani è richiesto di progettare eventi pubblici, partecipare alla realizzazione di incontri nelle scuole e gestire la comunicazione del Forum.

A mettersi in gioco quest’anno saranno Maddalena Recla e Gabriele Piamarta.
Maddalena è una ragazza trentina di 25 anni, laureata in Sviluppo Locale e Globale presso l’Università di Bologna. Desiderosa di mettersi alla prova con una nuova esperienza, Maddalena decide di partecipare al progetto di Servizio civile del Forum in cerca di un ambiente dinamico e ricco di stimoli.
Gabriele invece è un ragazzo diciannovenne, diplomato al liceo scientifico A.Rosmini di Rovereto, sua città natale. Con tante idee e strade differenti nella testa e voglia di mettersi in gioco, Gabriele decide di aderire al progetto proposto dal Forum per crescere ma allo stesso tempo provare, nel suo piccolo, a cambiare qualcosa di quella parte della società che non si rispecchia con i suoi ideali.

Nei primi giorni di dicembre, Gabriele e Maddalena hanno avuto la possibilità di conoscere le ragazze del progetto precedente, Cristina Mazzero e Alessia Zanini. In queste giornate Cristina e Alessia hanno condiviso la loro esperienza relativa al programma di Servizio civile nazionale “Giovani ed enti in rete per la cittadinanza globale”. Il bilancio presentato risulta estremamente positivo: le ragazze durante l’anno hanno avuto modo di sperimentare e conoscere numerose realtà del territorio e di partecipare attivamente alla promozione della cultura di pace. L’insieme delle attività svolte ha permesso loro di comprendere pienamente il ruolo e l’operato del Forum e acquisire nuove competenze. Inoltre, grazie al lavoro svolto in co-progettazione con altri enti come Docenti senza Frontiere, Associazione Trentino con i Balcani, Mazingira ODV, CAM (Consorzio Associazioni Mozambico) e GTV (Gruppo Trentino di Volontariato), Cristina e Alessia sono riuscite a sviluppare “Coglila“, una campagna di sensibilizzazione sulla cooperazione internazionale.