Cinema, Cultura e Dialogo con il nuovo Afghanistan. Aspettando il 2014

– di Tommaso Vaccari e Giorgia Stefani –

Inaugurata la rassegna “Il 2014 dell’Afghanistan” che proverà a raccontare un paese diverso. Musica. Tradizione. Arte. Poesia. Non solo Guerra.
Una sala gremita ha accolto, mercoledì sera, al Cinema Astra di Trento, l’Anteprima del secondo episodio della trilogia “Afghanistan 2014”. Questo episodio – intitolato Afghanistan 2014 – dettaglio – è il risultato di un viaggio dalla Grecia all’Italia, dalla Germania alla Svezia per incontrare i rifugiati politici afghani (in Europa sono circa 700.000) ed ascoltarne la voce; viaggio che i registi Razi e Soheila Mohebi hanno mostrato con le immagini ma anche con il loro intervento, subito dopo la fine della proiezione.

– di Tommaso Vaccari e Giorgia Stefani –

Con la proiezione dell’ultimo film di Razi e Soheila Mohebi si inaugura la rassegna “Il 2014 dell’Afghanistan” che, attraverso diversi momenti, proverà a raccontare un paese diverso. Musica. Tradizione. Arte. Poesia. Non solo Guerra.
Una sala gremita ha accolto, mercoledì sera, al Cinema Astra di Trento, l’Anteprima del secondo episodio della trilogia “Afghanistan 2014”. Questo episodio – intitolato Afghanistan 2014 – dettaglio – è il risultato di un viaggio dalla Grecia all’Italia, dalla Germania alla Svezia per incontrare i rifugiati politici afghani (in Europa sono circa 700.000) ed ascoltarne la voce; viaggio che i registi Razi e Soheila Mohebi hanno mostrato con le immagini ma anche con il loro intervento, subito dopo la fine della proiezione. Il documentario – come hanno riferito gli stessi registi a margine della serata – non vuole unicamente fotografare la condizione dei rifugiati afghani, ma punta a raccontarne le storie per provare a rispondere all’importante domanda che in cuor loro tutti gli afghani hanno: che ne sarà del nostro paese dopo il 2014?
Con questo spirito e senza dover porre al centro le condizioni di vita dei profughi afghani, i registi hanno dimostrato come la poesia e il canto possono rispondere a quella domanda pescando dalla tradizione afghana e dall’attualità.

Oltre all’intervento dei registi, la serata è stata impreziosita dal contributo di Giuliano Battiston, ricercatore e giornalista freelance, autore – tra le altre pubblicazioni – della recente ricerca dal titolo Aspettando il 2014: la società civile afghana su pace, giustizia e riconciliazione.
Battiston ha raccontato l’Afghanistan che ha conosciuto tramite i suoi numerosi viaggi e attraverso gli importanti studi compiuti. La descrizione di questo paese è molto diversa da quella che ci viene fornita da telegiornali o dalla maggior parte dei quotidiani. La guerra, le armi, la violenza non sono le uniche categorie dentro cui leggere il paese. Pace, giustizia e riconciliazione sono i temi che Battiston affronta e sui quali cerca di interrogare le famiglie che incontra.

Il film è stato riproposto – e con esso l’intervento dei registi – il giorno successivo ad alcune classi del liceo Leonardo Da Vinci di Trento. E’ stato interessante percepire come i ragazzi vedono il paese asiatico e cosa conoscono della “guerra al terrorismo” scatenata dopo l’11 settembre 2001. Loro, che potremmo definire “generazione 11 settembre”, che intorno a quella data sono cresciuti e che in questi anni, hanno sentito parlare di Afghanistan esclusivamente come di un unico grande campo di battaglia, ci hanno stupito con domande interessate sulla situazione degli eserciti internazionali, le loro influenze, la questione asiatica, gli interessi dei narcotrafficanti e dei signori della guerra.

La presentazione del film per gli studenti e per la cittadinanza è solo uno degli eventi che intende proporre il Cantiere Afghanistan 2014.

Il prossimo appuntamento è fissato per martedi 11 marzo al Cafe de la Paix dove verrà presentata la quinta edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo. Alla serata parteciperanno Raffaele Crocco giornalista e curatore dell’Atlante, Nicole Corritore (Osservatorio Balcani e Caucaso) e Shiri Alidad, giovane giornalista afghano e autore del libro “Via dalla pazza guerra” pubblicato dalla Casa Editrice Il Margine.

Il 21 marzo si lasceranno da parte i riferimenti all’attualità per buttarsi nel pieno della tradizione afghana con le celebrazioni del Nowruz, il Capodanno Afghano/Persiano. Durante la serata si festeggerà proponendo una selezione di musiche, immagini e sapori dall’Afghanistan. Sarà questo il momento per far conoscere cultura, arte e musica di un paese in guerra da troppo tempo.

Infine il giorno 25 marzo, a dieci giorni esatti dalle elezioni presidenziali si proverà a capire meglio l’Afghanistan politico, quali speranze dopo più di trent’anni di guerra?
Ne discuteremo con il presidente del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani Michele Nardelli, Emanuele Giordana giornalista e saggista da quarant’anni impegnato in Afghanistan, e Felicetta Ferraro, della casa editrice Ponte33.

Il Cantiere è aperto. L’impalcatura, piano piano, si sta rafforzando.
La sala gremita di mercoledì è stata un forte segno di curiosità e partecipazione.
Afghanistan 2014 si augura la stessa partecipazione per i prossimi eventi.

 

Come sostiene Hafez, mistico persiano del XIV secolo, ognuno parteciperà a modo suo.

 

“Chiunque abbia voce, alitando un motivo perviene al giardino del re:

l’usignolo a intonare un bel canto, il poeta a innalzare preghiere.”

tratta da “Ottanta Canzoni” (Einaudi 2005)

 Fotografia di Edris Joya