Lento scivolare verso il basso

Massimiliano Pilati
«È così che accade. Si scivola lentamente, un passo alla volta verso il basso. Quasi senza accorgersene. Per poi, magari, chiedersi: ma chi è stato? Come abbiamo fatto?». Inizia così l’editoriale di Ugo Morelli sul Corriere del Trentino di giovedì a commento delle uscite per affossare il disegno di legge contro l’omofobia.
In molti sono pronti a dire che «l’omofobia in Trentino non esiste», a dire che «ci sono cose molto più importanti in questa fase». È di ieri il no dell’assessora alla cultura di Lavis per uno spettacolo dove vi è un bacio saffico (sul collo). Un no giustificato usando queste parole: «La sessualità normale è tra maschio e femmina. Se noi parliamo della sessualità tra femmina e femmina non siamo più nella normalità».

Da “Il Corriere del Trentino” del 6 settembre 2014

Massimiliano Pilati

«È così che accade. Si scivola lentamente, un passo alla volta verso il basso. Quasi senza accorgersene. Per poi, magari, chiedersi: ma chi è stato? Come abbiamo fatto?». Inizia così l’editoriale di Ugo Morelli sul Corriere del Trentino di giovedì a commento delle uscite per affossare il disegno di legge contro l’omofobia.
In molti sono pronti a dire che «l’omofobia in Trentino non esiste», a dire che «ci sono cose molto più importanti in questa fase». È di ieri il no dell’assessora alla cultura di Lavis per uno spettacolo dove vi è un bacio saffico (sul collo). Un no giustificato usando queste parole: «La sessualità normale è tra maschio e femmina. Se noi parliamo della sessualità tra femmina e femmina non siamo più nella normalità».
Sono piccole cose — si dirà — commenti solo personali, uscite provocatorie. Ma una piccola esternazione aggiunta all’altra rischiano di fare abitudine e nuovamente tornano le parole di Morelli: «Si scivola lentamente, un passo alla volta verso il basso».
Sono veramente questioni secondarie? Il Forum trentino per la pace e i diritti umani ha scelto per il prossimo futuro di lavorare proprio sul tema dei diritti negati e dei conflitti che generano. È fondamentale capire che senza il rispetto dei diritti di tutti noi non vi può essere pace sociale.
È importante affrontare tali conflitti e cercare assieme di crescere superandoli per non arrivare un giorno a guardarci allo specchio e chiederci: «Ma chi è stato? Come abbiamo fatto?».

Da “Il Corriere del Trentino” del 6 settembre 2014