Rinunciare al telefonino come gesto di giustizia e libertà

Redazione


Una delegazione di studenti e un docente dell’Istituto Degasperi e il direttore dell’Enaip di Borgo Valsugana hanno presentato  al presidente del Consiglio provinciale Dorigatti due iniziative.La prima, Astinenti, un esercizio di libertà, che ha spinto 20 ragazzi dell’Istituto Degasperi a rinunciare per 40 giorni al cellulare per denunciare gli effetti del coltan, sostanza radioattiva impiegata per produrre tutti i tipi di telefonini ed estratta nelle miniere del Congo sfruttando i minori, ma anche all’origine di conflitti sanguinosi. (comunicato a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio Provinciale)
La seconda iniziativa, promossa dall’Enaip, consiste in un monitoraggio quotidiano sull’utilizzo del cellulare tra gli alunni. Chiesto a Dorigatti il coinvolgimento del Consiglio provinciale per sollecitare il governo italiano a recepire una normativa europea sull’autocertificazione degli importatori di minerali utilizzati per fabbricare i cellulari.
Trento, 18 febbraio 2016
Per 40 giorni senza cellulare, “astinenti per la libertà” contro lo sfruttamento dei minori nelle miniere per estrarre il coltan e contro e la guerra in Congo. Gli studenti dell’Istituto Degasperi di Borgo Valsugana ricevuti da Dorigatti che ne parlerà ai capigruppo: ipotesi mozione del Consiglio per sollecitare il governo italiano.
Una delegazione di studenti e un docente dell’Istituto Degasperi di Borgo Valsugana hanno presentato oggi al presidente del Consiglio provinciale Dorigatti l’iniziativa “Astinenti, un esercizio di libertà”. Per 40 giorni, dal 10 febbraio scorso al 23 marzo prossimo, 20 alunni di questa scuola hanno rinunciato al cellulare per denunciare gli effetti del “coltan”, sostanza radioattiva impiegata per produrre tutti i tipi di telefonini ed estratta nelle miniere del Congo sfruttando i minori, ma anche all’origine di conflitti sanguinosi. Altro obiettivo della rinuncia “etica” al cellulare: recuperare le relazioni umane personali spesso sacrificate all’invadenza di questi apparecchi. All’incontro ha partecipato anche il dirigente dell’Enaip di Borgo, dov’è stato promosso un monitoraggio tra gli alunni sull’utilizzo quotidiano dei cellulari, per favorire un approccio più sobrio a queste tecnologie. La delegazione ha chiesto a Dorigatti un’iniziativa politica – che, ha risposto il presidente, potrebbe tradursi in una mozione da concordare con i capigruppo – perché il Consiglio provinciale solleciti il governo italiano a recepire una normativa europea di autocertificazione degli importatori contro i conflitti e lo sfruttamento illegale del coltan.
Un sacrificio inconsueto
Alzi la mano chi di noi rinuncerebbe di proposito al cellulare per 40 giorni. Forse non sopporteremmo di separarcene neanche per qualche ora, perché tutti consideriamo questo oggetto indispensabile tanto quanto avere il vestito addosso. È quindi una notizia il fatto che 20 ragazzi dell’istituto Degasperi di Borgo Valsugana si siano volontariamente privati del “telefonino” personale addirittura depositandolo nella cassaforte della Cassa Rurale per fugare la tentazione di riprenderselo. È avvenuto il 10 febbraio scorso e ne rientreranno in possesso il 23 marzo. Il periodo coincide non a caso con la Quaresima, perché l’iniziativa, ideata dal docente di religione della scuola, Lorenzo Rigo, ha un titolo che è un programma: “astinenti, un esercizio di libertà”. A chiarire oggi a palazzo Trentini le ragioni del loro inconsueto e curioso sacrificio, sono stati 11 studenti del “Degasperi” di Borgo ricevuti dal presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti. Accompagnati dal “prof”, i ragazzi di diversi corsi, età e classi, anche a nome dei compagni rimasti a scuola, hanno raccontato che tutto è nato da una mostra allestita in autunno nell’istituto di Borgo dai missionari saveriani sul tema: “Coltan insanguinato”.
Il coltan insanguinato
Pochi sanno che il “coltan” è un componente dei cellulari. Si tratta di una specie di sabbia nera leggermente radioattiva formata da due minerali (la colombite e la tantalite, da cui il nome “coltan”), presente in rocce, pietre e sassi. Utilizzato nella fabbricazione dei condensatori elettrici di piccole dimensioni per ottimizzare il consumo della corrente nei chip di nuovissima generazione, il coltan si trova nei telefonini, nei computer e in moltissimi apparecchi elettronici che adoperiamo quotidianamente.
“Quasi l’80% del coltan mondiale – hanno ricordato gli studenti – viene estratto in Congo e molti dei minatori improvvisati e vergognosamente sfruttati a questo scopo infliggendo loro angherie di ogni genere, sono minori, adolescenti e bambini”. Il coltan, hanno proseguito i ragazzi, essendo preziosissimo e conteso è causa di sanguinosi conflitti nel Paese africano e un sistema di connivenza con i vari “signori della guerra” fa sì che il prezioso minerale arrivi in modo clandestino fino a ai centri di lavorazione per essere poi venduto alle grandi multinazionali da cui è impiegato per fabbricare i cellulari e altri apparecchi elettronici.

Scelta etica
“La scelta di astenerci per 40 giorni dall’uso del cellulare – hanno precisato gli studenti – ha quindi due obiettivi: dire il nostro no con un’azione di protesta promossa per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema sollecitando anche i rappresentanti politici a prendere apertamente posizione contro lo sfruttamento dei minori e la guerra legati al coltan; ma dire anche il nostro sì al desiderio di recuperare le relazioni umane troppo spesso mortificate e quasi azzerate dall’utilizzo del cellulare”. “La qualità dei rapporti interpersonali e della vita – ha aggiunto Rigo – rischia di rimanere schiacciata dal’invadenza di questo strumento ed è quindi importante imparare anche con questa forma di astinenza ad esserne consapevoli e a ritagliarci spazi di contatto diretto con gli altri”.

Il Consiglio si muova perché l’Italia recepisca la normativa europea
I ragazzi con il prof. Rigo hanno chiesto al presidente Dorigatti di sollecitare il governo nazionale attraverso il Consiglio provinciale perché l’Italia recepisca una normativa europea introdotta nel maggio scorso, che istituisce un sistema di “autocertificazione degli importatori” orientata a porre fine allo sfruttamento illegale del coltan e di altri minerali, da cui dipendono i violenti conflitti in Congo e negli Paesi in cui vengono estratti. Per entrare in vigore, però, il regolamento comunitario ha bisogno della ratifica degli Stati membri che nel caso dell’Italia la Provincia potrebbe sollecitare.

Dorigatti coinvolgerà i capigruppo. Ipotesi-mozione
Dorigatti ha risposto impegnandosi a coinvolgere sul tema i capigruppo dell’assemblea legislativa e ha ipotizzato la stesura condivisa di una proposta di mozione, con cui il Consiglio e la Giunta della Provincia potrebbero invitare il governo italiano ad adottare il provvedimento europeo. “Vi ringrazio – ha detto Dorigatti – per aver sollevato con la vostra iniziativa un problema che da noi è ancora del tutto sconosciuto ma che in Congo è all’origine di una guerra che ha causato 11 milioni di morti. La vostra azione ha anche un valore etico perché contribuisce a diffondere la consapevolezza che dietro i cellulari, tablet e smartphone che usiamo quotidianamente si nasconde quest’odioso sfruttamento di bambini e ragazzi – simile a quello che avveniva in Europa nell’800 con le miniere di carbone – controllato da multinazionali per estrarre il coltan, che oltretutto è una sostanza radioattiva. Avere questa coscienza etica e adottare un approccio sobrio nell’utilizzo delle tecnologie – ha concluso Dorigatti – significa anche battersi contro le troppo disuguaglianze che in Congo come in molti altri Paesi del mondo alimentano la ricchezza e il benessere di poche nazioni come la nostra”.

Quanto utilizziamo il cellulare? Monitoraggio all’Enaip
Insieme agli studenti e al docente del “Degasperi” Dorigatti ha ricevuto a palazzo Trentini anche Sergio Bailo, direttore dell’Enaip di Borgo Valsugana che si è unito ha condiviso l’iniziativa dell’istituto attuando con gli alunni un progetto di “monitoraggio” dell’utilizzo dei cellulari per comprendere quante volte al giorno i ragazzi se ne servono.

Dorigatti con studenti e docenti


Dorigatti, Rigo e una studentessa


Dorigatti, Sergio Bailo e Lorenzo Rigo