Come il peso dell’acqua

Cinema e migrazioni

Mercoledì 10 dicembre 2014, ore 21.00 Cinema Astra, Corso Buonarroti 16, Trento
Organizza: Il Gioco degli Specchi

Cinema e migrazioni

Mercoledì 10 dicembre 2014, ore 21.00 Cinema Astra, Corso Buonarroti 16, Trento
Organizza: Il Gioco degli Specchi

 

Cinema e migrazioni, di Giuseppe Battiston, Stefano Liberti, Marco Paolini e Andrea Segre

Regia di Andrea Segre, Italia, 2014, 110’

Tre donne: Gladys, Nasreen e Semhar raccontano il loro viaggio dai paesi di origine alla Sicilia, con il deserto e il mare nel mezzo. Raccontano come è cambiata la loro vita.
Le accompagna nella narrazione l’attore Giuseppe Battiston, che intreccia le testimonianze delle donne con la voce della propria coscienza Marco Paolini si alterna, da par suo, aiutando lo spettatore a capire la geografia planetaria delle migrazioni, oggi.

Serata organizzata in collaborazione con Amnesty International (Gruppo di Trento).

Ingresso a offerta libera

Il Gioco degli Specchi -    Associazione culturale e di promozione sociale
via S. Pio X 48, 38122 TRENTO
tel. 0461916251 - cell. 3402412552
info@ilgiocodeglispecchi.orgwww.ilgiocodeglispecchi.org

Sviluppare il futuro. Cooperazione internazionale e nuove tecnologie

Seminario
Mercoledì 10 dicembre 2014, ore 17.00 - CFSI, vicolo S. Marco 1 (Trento)
Organizza: Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale

Seminario
Mercoledì 10 dicembre 2014, ore 17.00 - CFSI, vicolo S. Marco 1 (Trento)
Organizza: Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale

 

Il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale, in collaborazione con Fondazione Bruno Kessler - Unità ICT4G, invita al seminario "Sviluppare il futuro. Cooperazione internazionale e nuove tecnologie". Una panoramica sul rapporto fra ICT e cooperazione e sulle prospettive che le nuove tecnologie aprono per una rinnovata partecipazione delle comunità ai processi di sviluppo. Iniziativa realizzata nell'ambito del progetto Global Dimension in Engineering Education con il sostegno dell'Unione Europea dedicato a studenti, ricercatori e personale accademico, rappresentanti di ONG e associazioni di solidarietà internazionale, oltre che alla cittadinanza interessata.

Informazioni ed iscrizioni: francesco.mongera@tcic.eu, 0461093042

Una “maratona calligrafica” per realizzare il manoscritto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani


Mercoledì 10 dicembre dalle ore 11.00 in Piazza Duomo a TrentoDichiarazione Universale dei Diritti Umani, uno dei documenti più influenti ed importanti al mondo, il Comune di Trento promuoverà, mercoledì 10 dicembre, una “maratona calligrafica” volta ad invitare i cittadini a scrivere una riga ciascuno del documento, così da ottenere una copia manoscritta che rappresenti l’ideale di fratellanza enunciato nel primo articolo della dichiarazione stessa.
La maratona proseguirà fino a sera. 

Sbilanciamoci 2015: se la rinascita economica passa anche per la pace

- Anna Toro - 
resoconto di Francesco Vignarca di Rete Disarmo, tra gli autori del Rapporto), ma soprattutto fa delle proposte ben precise su come dirottare quei fondi verso interventi ben più proficui nel breve e lungo termine, tra cui:  azioni nonviolente di interposizione, interventi umanitari a supporto delle popolazioni civili, attività di monitoraggio della garanzia dei diritti umani, più iniziative di mediazione che favoriscano il dialogo tra le diverse parti in conflitto. Due le ragioni: ridare valore a uno degli articoli più bistrattati della nostra Costituzione, ovvero il n. 11 dell'Italia che ripudia la guerra, ma anche per i benefici in termini di ritorno economico e sociale che gli investimenti per la pace assicurano.

Articolo tratto da: Unimondo.org 

Rapporto Sbilanciamoci! 2015  che, dati e numeri alla mano, dimostrano come per uscire da questa lunghissima crisi economica e sociale basterebbe semplicemente una reale volontà politica di agire nell'interesse dei cittadini. Il Rapporto è infatti una vera e propria contromanovra finanziaria in opposizione alla Legge di Stabilità dell'attuale governo Renzi che, secondo gli autori, continua a tagliare dove non dovrebbe tagliare e a finanziare ciò che invece andrebbe tagliato e reindirizzato. Come il comparto militare che, manco a dirlo, è una delle “spese tossiche” che le 46 organizzazioni della società civile che fanno parte di Sbilanciamoci ormai da anni vorrebbero ridurre fortemente. Di contro, l'implemento delle politiche di pace e cooperazione, a cui è dedicata una parte importante del Rapporto, rimane per loro un investimento essenziale per un paese che vorrebbe cambiare rotta anche e soprattutto a livello economico.

Partendo dall'assunto che “guerre e conflitti civili non si possono fermare con le armi”, Sbilanciamoci non solo svela in modo dettagliato gli altarini delle nostre spese in armamenti, stipendi e interventi militari inutili (si legga a questo proposito anche il resoconto di Francesco Vignarca di Rete Disarmo, tra gli autori del Rapporto), ma soprattutto fa delle proposte ben precise su come dirottare quei fondi verso interventi ben più proficui nel breve e lungo termine, tra cui:  azioni nonviolente di interposizione, interventi umanitari a supporto delle popolazioni civili, attività di monitoraggio della garanzia dei diritti umani, più iniziative di mediazione che favoriscano il dialogo tra le diverse parti in conflitto. Due le ragioni: ridare valore a uno degli articoli più bistrattati della nostraCostituzione, ovvero il n. 11 dell'Italia che ripudia la guerra, ma anche per i benefici in termini di ritorno economico e sociale che gli investimenti per la pace assicurano.

Tutto questo, utilizzando le risorse che già abbiamo a disposizione: gli interventi previsti dal Rapporto, infatti, rientrerebbero tutti nel pieno rispetto del pareggio di bilancio, dettame imposto dall'Ue che le associazioni di Sbilanciamoci, pur auspicandone l'abolizione, hanno deciso in questo caso di rispettare. E'così che poco meno di 250 milioni sarebbero pienamente sufficienti per investimenti cruciali che vanno dall'incremento dei fondi per dare vita e sostanza ai Corpi Civili di Pace, alla riconversione dell’industria militare verso produzioni civili, dalla selezione di 10 servitù militari da riconvertire per progetti di sviluppo locale nelle aree economicamente depresse, fino alla creazione di un Centro Studi per la pace e il disarmo sull'esempio dei prestigiosi istituti di Svezia e Norvegia.

Sul tema della cooperazione allo sviluppo, invece, il giudizio di Sbilanciamoci sulla nuova legge entrata in vigore il 29 agosto scorso non è del tutto negativo. Certo, permangono diverse criticità, che si spera verranno corrette più avanti. Ad esempio, pur lodando il riconoscimento del ruolo fattivo della società civile, secondo il Rapporto questa riforma avrebbe “lasciato aperti troppi spiragli a un recente passato che si voleva dimenticare: quello del sottofinanziamento e della burocrazia debordante”. Ancora, destano preoccupazione “l’eccessiva enfasi sul ruolo del settore privato profit, da un lato, e l’inadeguatezza delle risorse, dall’altro” lamentando, tra le altre cose,  la debolezza del “livello di standard etici richiesti ai privati in seno alla legge”. Infine, c'è l'ombra sui fondi effettivamente arrivati ai Paesi riceventi, aggravata dal fatto che anche quest’anno il Ministero degli Esteri italiano “è stato qualificato come uno dei donatori meno trasparenti al mondo in materia di aiuti internazionali” dall’autorevole Rapporto 2014 dell'organizzazione “Publish What You Fund”, che l’ha piazzato al 54esimo posto su 68.

Il Rapporto non manca poi di sottolineare l'incoerenza tra l'incremento dei fondi 2015 previsti nel documento di programmazione economica dello scorso aprile (241 milioni di euro) e l’attuale disegno di legge in discussione in Parlamento, a cui Sbilanciamoci propone di riallinearsi attraverso 25,1 milioni di euro di fondi aggiuntivi. Proprio la carenza dei fondi continua in questi giorni a permeare la discussione sul Servizio Civile, per cui Sbilanciamoci propone di integrare le risorse portandole a 200 milioni di euro nel 2015 e a 500 entro il 2017: “con 200 milioni nel 2015 sarebbero coperti i costi per 42.500 avvii in Italia e 800 all’estero”. Peccato che l'emendamento Patriarca (parlamentare Pd e presidente del Centro nazionale per il volontariato) che introduceva questa proposta, sia stato appena respinto proprio per difficoltà nella copertura espresse da parte del ministero dell'Economia. Dure critiche ai tagli sono arrivate da parte del mondo del terzo settore che vedono sempre più come una chimera il tanto sbandierato Servizio Civile Universale: “Dei 200 milioni richiesti il governo ne stanzierà 65, 40 milioni in meno rispetto alle risorse investite dal governo Letta” si è detto durante la presentazione del rapporto.

Insomma, sul fronte degli investimenti per la pace, un cambio di rotta sembra incontrare ancora molte difficoltà nel nostro paese, più incline a fare gli interessi di banche e aziende e poco propenso a rinunciare a quello che Vignarca definisce il “bancomat della spesa militare”. Per fortuna, la società civile non si arrende e continua a cercare di coinvolgere la cittadinanza su questi temi, come con la campagna “Un'altra difesa è possibile”, quella contro gli F35, e tanti altri appelli all'azione e partecipazione dal basso. “Le risorse ci sono, ma vanno investite in maniera differente – affermano le organizzazioni di Sbilanciamoci – il punto centrale resta quale modello di economia, di società e di democrazia vogliamo”. 

Articolo tratto da: Unimondo.org 

 

 

Afghanistan, attentato a partita volley: 45 morti

Un kamikaze in moto si è fatto esplodere nella provincia orientale di Paktika. Tra le vittime giovani, bambini e alcuni agenti di polizia. Una sessantina le persone ferite

Almeno 45 morti, tra cui molti giovani e bambini, e una sessantina di feriti. Il bollettino di guerra dall’Afghanistan oggi registra una strage di civili per mano di un kamikaze, che si è fatto esplodere durante una partita di pallavolo nella provincia orientale di Paktika. L’attentato non è stato rivendicato, ma l’allarme sicurezza nel Paese è tale che le truppe americane resteranno impegnate ancora un altro anno in missioni di combattimento, superando così la scadenza del 2014, per far fronte all’avanzata dei talebani. 

Alle 17 locali, nel momento in cui la partita, organizzata dalla polizia locale, era in pieno svolgimento, un kamikaze a bordo di una moto si è fatto esplodere in mezzo alla folla. Questa ennesima strage, condannata duramente anche dal presidente Ashraf Ghani, non è stata rivendicata. Il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, non ha commentato l’accaduto.  
Tratto da La Stampa

Un kamikaze in moto si è fatto esplodere nella provincia orientale di Paktika. Tra le vittime giovani, bambini e alcuni agenti di polizia. Una sessantina le persone ferite
Almeno 45 morti, tra cui molti giovani e bambini, e una sessantina di feriti. Il bollettino di guerra dall’Afghanistan oggi registra una strage di civili per mano di un kamikaze, che si è fatto esplodere durante una partita di pallavolo nella provincia orientale di Paktika. L’attentato non è stato rivendicato, ma l’allarme sicurezza nel Paese è tale che le truppe americane resteranno impegnate ancora un altro anno in missioni di combattimento, superando così la scadenza del 2014, per far fronte all’avanzata dei talebani.  

Alle 17 locali, nel momento in cui la partita, organizzata dalla polizia locale, era in pieno svolgimento, un kamikaze a bordo di una moto si è fatto esplodere in mezzo alla folla, che si era radunata al campo di gioco arrivando da tre distretti, ha riferito il portavoce del governatore della provincia, definendo l’attentato «scioccante» per la modalità e per il numero delle vittime, la maggior parte delle quali giovani che stavano partecipando al torneo, tanto che le autorità locali hanno chiesto a Kabul di inviare degli elicotteri per evacuare i feriti. Questa ennesima strage, condannata duramente anche dal presidente Ashraf Ghani, non è stata rivendicata. I media hanno cercato una reazione dal portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, che però non ha commentato l’accaduto.

L’ultimo grande attacco contro i civili in Afghanistan risale al 15 luglio scorso, con 90 persone uccise in un mercato, sempre nella provincia di Paktika. Anche in quella circostanza i talebani non avevano rivendicato l’attentato, anzi avevano negato la loro responsabilità. Gli integralisti, invece, si sono sempre attribuiti gli attacchi contro le forze di sicurezza locali e e contro obiettivi occidentali, che quest’anno si sono intensificati in tutto il Paese. Inoltre, la loro avanzata prosegue nel nord del Paese, nella provincia di Kunduz, una volta considerata tra le più sicure, facendo intravedere, secondo gli analisti, lo spettro di un nuovo Iraq dopo l’abbandono delle forze Nato.  

Tale scenario, secondo i media, avrebbe convinto il presidente americano Barack Obama a prorogare di anno le operazioni di combattimento delle truppe Usa contro i talebani e altri gruppi militanti nel caso di minacce ai soldati e al governo di Kabul. E da gennaio, con la scadenza anche della missione Isaf, la Nato - che all’inizio dell’anno schierava 50mila truppe - manterrà sul terreno una forza residua di circa 12.500 unità per il supporto e la formazione delle forze di sicurezza locali. Proprio oggi la Camera dei Rappresentanti afgana ha approvato a grande maggioranza i nuovi accordi sulla sicurezza firmati dal governo con gli Stati Uniti e con la Nato. 


Tratto da La Stampa

AperiLibri

Appuntamento culturale del novembre trentino, che lega letteratura all’enogastronomia.

Libri e cibo sono portatori di conoscenza, di esperienze di crescita e di piacere. Cinque appuntamenti intrecceranno tali dimensioni, attraverso la presentazione di libri, aperitivi con gli autori e cene a tema. I libri che verranno narrati hanno il comune obiettivo di descrivere un mondo di conflitti, spesso diversi tra loro e mai affrontati apertamente: conflitti armati, sociali, ambientali, emergenti o mai sopiti. 



Qui
il programma dettagliato 

Dal 19 novembre al 3 dicembre
Gli incontri avranno luogo a partire dalle ore 18.00 presso il Cafè de la Paix, Passaggio Teatro Osele - Trento

Organizza: Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani in collaborazione con Afghanistan 2014, Café de la Paix, Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale, Unimondo

Appuntamento culturale del novembre trentino, che lega letteratura all’enogastronomia.

Libri e cibo sono portatori di conoscenza, di esperienze di crescita e di piacere. Cinque appuntamenti intrecceranno tali dimensioni, attraverso la presentazione di libri, aperitivi con gli autori e cene a tema. I libri che verranno narrati hanno il comune obiettivo di descrivere un mondo di conflitti, spesso diversi tra loro e mai affrontati apertamente: conflitti armati, sociali, ambientali, emergenti o mai sopiti. 



PROGRAMMA 

I cinque appuntamenti si svolgeranno presso il Café de la Paix, passaggio Teatro Osele – Trento 
a partire dalle ore 18.00 
______________________________________________

Mercoledì 19 novembre 2014

Introduce la rassegna Massimiliano Pilati - Presidente Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani 
L'Autore Alidad Shiri dialoga con Tommaso Vaccari 

Alidad Shiri – VIA DALLA PAZZA GUERRA (Ed. il Margine, 2007)
La storia di un ragazzo afghano che intraprende un viaggio coraggioso ed estenuante alla ricerca di una vita lontano dalla guerra.

Qui l'evento facebook
______________________________________________

Sabato 22 novembre 2014

L'autore Matteo Massi dialoga con Massimiliano Pilati

Matteo Massi – IN/MOVIMENTO (Ed. Gruppo Abele 2014) 
Cosa sono i movimenti? Come si rapportano con la società? Un reportage per comprendere meglio questa forma di partecipazione dal basso, partendo dall’esperienza di alcune realtà rilevanti.

Qui l'evento facebook
______________________________________________

Mercoledì 26 novembre 2014 

Il direttore di Osservatorio Iraq Medioriente e Nordafrica Enzo Mangini (curatore del volume) dialoga con Federico Zappini 

AA.VV. – LA CRISI IRACHENA. CAUSE ED EFFETTI DI UNA STORIA CHE NON INSEGNA (Ed. dell’Asino 2014) 
Un libro a più mani che nasce per approfondire, analizzare e far conoscere il paese al di là delle cronache, rileggendo la storia ed evidenziando linee di continuità per comprenderlo un po’ meglio.

Qui l'evento facebook
______________________________________________

Sabato 29 novembre 2014 

L'autrice Valentina Codeluppi dialoga con Giorgia Stefani 

Valentina Codeluppi – LE CICATRICI DEL RUANDA (Ed. EMI 2012) 
A vent’anni dal genocidio ruandese il processo di riconciliazione risulta ancora difficoltoso, affidato principalmente a tre tipi di tribunali, tutti con le loro luci e molte ombre.

Qui l'evento facebook
______________________________________________

Mercoledì 3 dicembre 2014 

La direttrice del Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale Jenny Capuano (traduttrice del volume) dialoga con Marco Pontoni

Elisio Macamo L’ABBECEDARIO DELLA NOSTRA DIPENDENZA (Ed. Erikkson 2013)
Una lettura critica del discorso dello sviluppo attraverso il caso del Mozambico, partendo dal provocatorio assunto che “Il Mozambico esiste solo perché l’aiuto allo sviluppo dà esistenza al Paese”.

Qui l'evento facebook 
______________________________________________

Dopo la presentazione del libro e l’aperitivo con l’autore sarà possibile partecipare alla cena con piatti a tema, su prenotazione al 346 8639590 a cura del Café de la Paix. 

Per informazioni: 
www.forumpace.it – 0461 213176 
www.tcic.eu – info@tcic.eu – 0461 0093013

Organizza: Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani in collaborazione con Associazione Afghanistan 2014Café de la PaixCentro per la Formazione alla Solidarietà InternazionaleUnimondo