Formazione specifica

Corso di italiano
Aperte le iscrizioni fino al 6 marzo
Organizza: Centro interculturale Millevoci

Corso di italiano
Aperte le iscrizioni fino al 6 marzo
Organizza: Centro interculturale Millevoci

Il centro interculturale Millevoci organizza un corso di 20 (venti) ore di formazione specifica volta all’apprendimento delle modalità di insegnamento dell’italiano L2 (lingua italiana insegnata agli studenti stranieri considerata lingua seconda) per successivamente essere inseriti nell’elenco provinciale dei facilitatori linguistici.
L’ ammissione al corso è riservata ai soggetti in possesso dei seguenti requisiti: a)essere di madrelingua italiana oppure possedere una competenza certificata in italiano corrisp ondente al livello C2, come definito dal Quadro comune europeo di riferimento per le lingue, elaborato dal Consiglio d’Europa oppure un diploma di laurea di durata almeno triennale conseguito in una università italiana; b)diploma di laurea di durata almeno triennale, conseguito in Italia o all’Estero, oppure titolo di abilitazione all’insegnamento nelle istituzioni scolastiche italiane; c)frequenza di percorsi organizzati da enti pubblici o da enti privati accreditati dalla pubblica amministrazione, per almeno 200 (duecento) ore, o possesso di almeno 15 (quindici) crediti formativi universitari (CFU), in materia di didattica dell’italiano agli stranieri o attività di insegnamento di italiano L2, per almeno cinque anni, presso istituzioni scolastiche e formative italiane all’estero ai sensi della normativa statale vigente.

Informazioni  e iscrizioni dal giorno 11 febbraio al giorno 6 marzo: 0461/499233, millevoci@provincia.tn.it.

Cercasi volontari per accoglienza richiedenti asilo – residenza Brennero

Appello
Promuove: Atas Onlus in collaborazione con enti vari

Appello
Promuove: Atas Onlus in collaborazione con enti vari

Nell’ambito dell’accoglienza rifugiati in Trentino, si cercano volontari, di qualsiasi età, che abbiano voglia di essere coinvolti in attività di vario tipo con i richiedenti asilo ospitati nella struttura di accoglienza “Residenza Brennero”: momenti di conversazione e/o tandem linguistici, laboratori e attività all’interno della struttura (per esempio di riparazioni biciclette), accompagnamenti in città, conoscenza del contesto trentino, o semplicemente trascorrere qualche ora in compagnia, per esempio giocando a calcetto o facendo escursioni in montagna. La struttura, aperta a inizio settembre e gestita dalla Provincia di Trento in collaborazione con vari enti (Astalli, Atas onlus, Città aperta, Infusione, Fili, Cif, Croce Rossa, Activa, Protezione civile, Azienda sanitaria) coordinati dal Cinformi, ospita attualmente 72 persone da Mali, Nigeria, Gambia, Senegal, Guinea, Costa d’Avorio e Pakistan, curiose di entrare in contatto con la città e con i suoi abitanti. Se hai un po’ di tempo, puoi cogliere questa opportunità e conoscere persone nuove!

 

Per eventuali ulteriori informazioni preghiamo di contattare esclusivamente  volpato.tramite@atas.tn.it

cell. 342 3552914; 

 

Ringraziamo e porgiamo cordiali saluti
Area Comunicazione ATAS onlus

 

Marcia Perugia Assisi:“in cammino per la pace e la fraternità”

Il variegato mondo della Pace Trentino continua a mobilitarsi per un futuro di pace e per il superamento delle guerre attuali. Infatti, dopo la partecipazione all’Arena di Pace e Disarmo a Verona il 25 Aprile, Un Passo di Pace a Firenze il 21 settembre, la prossima tappa sarà a Perugia, domenica 19 ottobre per partecipare alla Marcia per la Pace da Perugia ad Assisi.

Grazie ad un lavoro congiunto tra Forum trentino per la pace e i diritti umani, Acli Trentine, CTA, IPSIA e CGIL del Trentino circa 300 trentini marceranno lungo i 24 chilometri che separano le due città umbre.

Il variegato mondo della Pace Trentino continua a mobilitarsi per un futuro di pace e per il superamento delle guerre attuali. Infatti, dopo la partecipazione all’Arena di Pace e Disarmo a Verona il 25 Aprile, Un Passo di Pace a Firenze il 21 settembre, la prossima tappa sarà a Perugia, domenica 19 ottobre per partecipare alla Marcia per la Pace da Perugia ad Assisi.

Grazie ad un lavoro congiunto tra Forum trentino per la pace e i diritti umani, Acli Trentine, CTA, IPSIA e CGIL del Trentino circa 300 trentini marceranno lungo i 24 chilometri che separano le due città umbre.

Sono molte e diversificate le motivazioni nella testa di chi marcerà domenica 19,ma sono sicuramente accomunate dall’idea, a cento anni dalla grande guerra, che le guerre non sono la risposta ai conflitti del nostro pianeta, ma anzi li acuiscono. Va invece invertita la tendenza cercando di dare voce a chi resiste e si oppone in modo nonviolento alle guerre, alle pulizie etniche, alle politiche di guerra, ai regimi dittatoriali, al razzismo, all’apartheid. Bisogna cercare di costruire insieme una nuova storia di pace, di libertà, di diritti, di democrazia e di giustizia, dando vita a un’alleanza civica in Europa e nel Mediterraneo contro le guerre e per il disarmo.

Il passo di pace che dobbiamo fare è tanto urgente quanto ambizioso e difficile. Perché fermare le guerre e le stragi significa dare finalmente il primato del governo globale del pianeta e delle relazioni tra Stati alla politica multilaterale, ad un sistema delle Nazioni Unite da riformare e da potenziare; significa cambiare il modello di sviluppo, non più orientato al consumo del pianeta per il benessere di pochi ma alla sostenibilità futura ed al benessere di tutti; significa applicazione e rispetto da parte di tutti gli Stati degli accordi, delle convenzioni internazionali e dei diritti umani con meccanismi sanzionatori e con un sistema di polizia e di giustizia internazionale operativo; significa riconoscere il diritto d’asilo e dare accoglienza ai profughi di guerra; significa investire nella ricerca, nell’educazione, nell’ambiente, nell’economia e nel lavoro, nella giustizia sociale, nella democrazia, nella cultura, nel dialogo, nella difesa civile, nella cooperazione, in funzione della pacifica e plurale convivenza e del governo democratico globale, convertendo qui le enormi risorse spese per armamenti e guerre decennali.

I pullman delle Acli partiranno da Trento già il sabato 18 per rientrare la domenica notte mentre con la CGIL si partirà all’alba della domenica.
(Per chi volesse aggiungersi Centro turistico Acli: 04611920133 Cgil: 0461040111)

Di seguito riportiamo l’appello del Comitato Promotore della Marcia Perugia-Assisi

A 100 anni dalla prima guerra mondiale rimettiamociin cammino per la pace e la fraternità

Domenica 19 ottobre 2014

Marcia Perugia-Assisi

Appello

Cento anni fa scoppiava in Europa la prima guerra mondiale, lasciando sul campo più di 10 milioni di morti e 20 milioni di feriti, mutilati, invalidi. Le centinaia di guerre che sono venute dopo hanno causato più di duecento milioni di morti, senza contare i cosiddetti “danni collaterali” (milioni e milioni di donne, uomini e bambini uccisi o dilaniati dalla fame e dalle malattie conseguenza delle stesse guerre) e l’immensa quantità di beni e risorse che sono stati distrutti e sottratti allo sviluppo dell’intera umanità.

Inutile strage, avventura senza ritorno, la guerra è un mostro che continua a uccidere tante persone in tutto il mondo e minaccia di diffondersi ulteriormente. Armi micidiali continuano ad essere costruite e accumulate e insieme alla loro proliferazione incontrollata cresce anche la propensione ad usarle. Contro questo scenario angosciante abbiamo il dovere di insorgere!

Dopo cento anni di orribili massacri e crimini contro l’umanità è venuto il tempo di riconoscere che la pace è un diritto umano fondamentale della persona e dei popoli, pre-condizione necessaria per l’esercizio di tutti gli altri diritti umani. Un diritto che deve essere effettivamente riconosciuto, applicato e tutelato a tutti i livelli, dalle nostre città all’Onu.

A cento anni da quella terribile tragedia la pace è ancora in pericolo. Troppe persone precipitano nella povertà e nella disperazione. Succede ogni giorno in Italia, in Europa e in tante parti del mondo. Troppe ingiustizie si sommano a troppe disuguaglianze. Troppi problemi attendono inutilmente di essere risolti. Troppa violenza dilaga senza limiti né confini. Troppi soldi continuano a riempire il mondo di armi. Troppe armi alimentano nuove guerre. Troppi egoismi, interessi e complicità impediscono che le cose cambino. Intanto la crisi globale fa strazio di vite umane alimentando paure, angosce, sfiducia e chiusura.

Non c’è pace senza diritti umani. Lo sa bene chi non riesce a trovare lavoro, chi non ha cibo e acqua a sufficienza, chi non può curarsi come dovrebbe. Il mancato rispetto dei diritti umani fondamentali crea tensioni, conflitti, disuguaglianze e insicurezza. E finisce per togliere la pace anche a chi pensava di averla.

Per uscire da questa crisi dobbiamo riscoprire il valore della fraternità che deve improntare tutti gli aspetti della vita, compresa l’economia, la finanza, la società civile, la politica, la ricerca, lo sviluppo, le istituzioni pubbliche e culturali. La globalizzazione della fraternità deve prendere il posto della globalizzazione dell’indifferenza. La pace è un bene comune indivisibile. O c’è per tutti o non c’è per nessuno. Non ci sono più i “fatti nostri” e quelli “degli altri”. Contribuire alla costruzione di un futuro migliore per tutti e alla soluzione delle grandi sfide comuni che incombono è un nostro dovere e un nostro interesse. Ma noi cosa possiamo fare?

Serve più responsabilità personale. La crisi della politica e delle istituzioni ci lascia sempre più soli davanti a problemi sempre più gravi e complessi. Se davvero vogliamo la pace dobbiamo essere disponibili a fare la nostra parte. Partire da noi, da quello che possiamo fare in prima persona, nell’ambito delle nostre possibilità, ci consente di esigere con ancora più forza e autorevolezza il cambiamento che si fa sempre più urgente.

La pace comincia dalle nostre città-mondo. Il nostro impegno per la pace deve crescere innanzitutto nei luoghi dove viviamo tutti i giorni, nelle scuole, nei posti di lavoro e nelle nostre città. Deve essere concreto, aperto e costruttivo. E’ qui, nelle città-mondo, dove comincia il rispetto dei diritti umani e la nostra responsabilità di costruttori della pace. E’ qui che dobbiamo agire per rinsaldare l’agenda interna con quella internazionale. Ciascuna delle nostre città deve diventare un laboratorio di quel cambiamento che invochiamo per il mondo intero. Costruiamo insieme le città della pace e dei diritti umani.

Se vogliamo la pace dobbiamo educarci alla pace. La cultura che respiriamo è ancora oggi una cultura di guerra, intrisa di individualismo, egoismo e indifferenza. Per questo, prima di tutto, dobbiamo educarci ed educare alla giustizia e alla pace, alla nonviolenza e ai diritti umani. Tutti si devono sentire corresponsabili di questo sforzo. Abbiamo bisogno di diffondere e consolidare un’altra cultura, un’altra scala di valori, un’altra idea della pace lontana da ogni atteggiamento
di rinuncia, accomodamento e utilitarismo. Abbiamo bisogno di un’informazione e una comunicazione pubblica di pace, libera da lacci economici e politici, attenta alla vita reale delle persone e dei popoli, dell’Europa e del mondo. Investire sui giovani e sulla loro formazione, consentirgli di essere parte attiva della comunità “glocale” e del cambiamento epocale che stiamo vivendo, non è solo un’opportunità per tutti ma un dovere primario.

Non c’è pace senza una politica di pace. E una politica di pace è tale se è tutti i diritti umani per tutti. Molti problemi sono fuori dalla nostra portata. Ma quello che non possiamo fare in prima persona lo può e lo deve fare il nostro paese, l’Italia e l’Europa. L’Italia e l’Europa devono essere pienamente consapevoli delle sfide che ci investono a partire dal Mediterraneo e dal vicino Oriente e devono alimentare una politica di pace e fratellanza, di disarmo e cooperazione fondata sulla promozione dei diritti umani. Una politica coerente con il progetto iscritto nella nostra Costituzione e nelle carte fondamentali dell’Europa e delle Nazioni Unite. L’assenza di questa politica, il ripiegamento dell’Italia e dell’Europa ci stanno esponendo a seri pericoli e ci stanno facendo perdere grandi opportunità.
Ma noi non ce lo possiamo permettere. Una fase della nostra storia deve essere chiusa per cominciarne un’altra.
Costruirla dal basso è un dovere che ci dobbiamo e vogliamo assumere. Facciamolo insieme!

CHANGE! – 17th Religion Today FILMFESTIVAL

EXPLORING THE DIFFERENCES

Dal 1997 Religion Today è il primo festival internazionale di cinema delle religioni per una cultura del dialogo e della pace.
Il cambiamento come imperativo a cui ognuno è chiamato a rispondere, dalla dimensione interiore a quella relazionale, dalla sfera spirituale  a quella civile. Le religioni di fronte alla sfida di una società globale in continuo e repentino mutamento. La società di fronte ai cambiamenti che le religioni oggi vivono, subiscono e testimoniano. Per la sua XVII edizione Religion Today Filmfestival, grazie alla più recente cinematografia internazionale, intende esplorare i termini e i confini di questo complesso dialogo, oggi più che mai cruciale, cercando di tracciare le prospettive della convivenza, no solo tra religioni, ma nche tra religioni e società civile.

Ingresso libero a tutti gli eventi.

Sul sito internet del Religion Today sono disponibili tutte le informazioni e il ricco programma degli appuntamenti.

EXPLORING THE DIFFERENCES
10>21 ottobre
2014

Religioni, società, cambiamento

Dal 1997 Religion Today è il primo festival internazionale di cinema delle religioni per una cultura del dialogo e della pace.
Il cambiamento come imperativo a cui ognuno è chiamato a rispondere, dalla dimensione interiore a quella relazionale, dalla sfera spirituale  a quella civile. Le religioni di fronte alla sfida di una società globale in continuo e repentino mutamento. La società di fronte ai cambiamenti che le religioni oggi vivono, subiscono e testimoniano. Per la sua XVII edizione Religion Today Filmfestival, grazie alla più recente cinematografia internazionale, intende esplorare i termini e i confini di questo complesso dialogo, oggi più che mai cruciale, cercando di tracciare le prospettive della convivenza, no solo tra religioni, ma nche tra religioni e società civile.

Sono tanti i nuovi appuntamenti per questa diciassettesima edizione del Religion Today Filmfestival. Non solo film, ma anche tavole rotonde, spettacoli di danza sacra, musica, libri e fotografia. Tanti momenti per approfondire un mondo in costante evoluzione.
Anche il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, continua la sua collaborazione con il Festival, contribuendo alla premiazione di un film per la sezione “Peace and Human Rights”.

Ingresso libero a tutti gli eventi.

Sul sito internet del Religion Today sono disponibili tutte le informazioni e il ricco programma degli appuntamenti.

Firenze, 21 settembre 2014 – In tanti a piazzale Michelangelo per “Un passo di pace”


Domenica 21 settembre reti, organizzazioni e movimenti italiani si ritrovano a Firenze per chiedere un cambiamento, dopo anni di fallimenti, delle politiche dei governi e delle istituzioni nella gestione dei conflitti in atto dalla Palestina all’Ucraina, dalla Siria all’Iraq.
Un presidio, di respiro nazionale, in piazzale Michelangelo per rilanciare le idee di nonviolenza e disarmo, per fermare le stragi di civili indifesi.

Dalla Siria all’Ucraina, dalla Palestina al Congo, dall’Iraq alla Libia, a tutte le latitudini le guerra e la violenza sono tornate prepotentemente ad essere la “continuazione della politica con altri mezzi”.

Iscrizioni entro il 16 settembre a
roveretopace@gmail.com o cell. 338 3400211

<b/strong>Qui l’evento facebook<b/strong>

 

Domenica 21 settembre reti, organizzazioni e movimenti italiani si ritrovano a Firenze per chiedere un cambiamento, dopo anni di fallimenti, delle politiche dei governi e delle istituzioni nella gestione dei conflitti in atto dalla Palestina all’Ucraina, dalla Siria all’Iraq.
Un presidio, di respiro nazionale, in piazzale Michelangelo per rilanciare le idee di nonviolenza e disarmo, per fermare le stragi di civili indifesi.

Dalla Siria all’Ucraina, dalla Palestina al Congo, dall’Iraq alla Libia, a tutte le latitudini le guerra e la violenza sono tornate prepotentemente ad essere la “continuazione della politica con altri mezzi”.

Solo chi non ha tenuto conto della spaventosa crescita delle spese militari globali nell’ultimo decennio, che non ha eguali nella storia dell’umanità può stupirsi della guerra che entra nelle nostre case con la violenza delle immagini e sbarca sulle nostre coste con la tragedia dei profughi.
Di fronte a questo scenario di violenze e viltà, di fronte alla reiterazione degli orrori ed alla follia della guerra, non possiamo rimanere silenti e inerti.

Dal 2 ottobre avvieremo la Campagna Disarmo e Difesa Civile, e saremo in tutte le piazze d’Italia a raccogliere le firme per la Legge di iniziativa popolare per il disarmo e la difesa civile, non armata e nonviolenta, che darà ai cittadini la possibilità di finanziare i Corpi civili di pace – capaci di intervenire nei conflitti con la forza della nonviolenza – anziché l’acquisto di micidiali sistemi d’arma che alimentano e generano nuove guerre.
Questi sono i nostri passi di pace, verso la nonviolenza.
<b/p>

Domenica 21 settembre
arrivo a Firenze ore 11


da Trento ore 6.00 parcheggio autostrada Trento Sud

da Rovereto ore 6.30 parcheggio autostrada Rovereto Sud
Rientro in serata


Iscrizioni entro il 16 settembre a

roveretopace@gmail.com o cell. 338 3400211
<b/strong>

www.retedellapace.it www.rovepace.org
<b/strong>Qui l’evento facebook

1914-1918 Gli anni spezzati


A cento anni dallo scoppio del conflitto che ha segnato così profondamente la nostra terra, l’associazione Amici di Parola, in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, presenta il recital “Gli anni spezzati”. Lo spettacolo teatrale sarà l’occasione per commemorare quei drammatici eventi.

Sabato 20 settembre 2014 – ore 17
S.A.S.S. lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas
Piazza Cesare Battisti – Trento

L’Associazione “Amici di Parola”, in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, presenta lo spettacolo “1914-1918 Gli anni spezzati.

 

Sabato 20 settembre 2014 – ore 17
presso il S.A.S.S. lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas
Piazza Cesare Battisti – Trento

 

A cento anni dallo scoppio del sanguinoso conflitto che ha segnato così profondamente la nostra terra il recital sarà l’occasione per commemorare quei drammatici eventi. Lo spettacolo, che inizia dalla dichiarazione di guerra, ripercorre quei giorni anche mediante la lettura di alcuni passaggi tratti da lettere e documenti ufficiali, si sviluppa via via mettendo in luce la vita di trincea, la guerra bianca, il problema dei profughi trentini, le nuove armi usate nel conflitto e le devastanti conseguenze della guerra, ma riserva una parte importante al ruolo che ebbero intellettuali e propaganda durante il conflitto.

 

Allo spettacolo è invitata tutta la cittadinanza.
Ingresso libero e gratuito

su Facebook