IL MURO CHE ATTRAVERSA LA VITA

Mercoledì 12 novembre ore 20,30
Filarmonica - Corso Rosmini, Rovereto

Una serata speciale con le immagini e le testimonianze dei giovani che recentemente hanno fatto l'esperienza di un viaggio–studio in Israele-Palestina e con l'accompagnamento musicale de "I PeriPatetici" ed il fisarmonicista moldavo Tudor Ampava.

Mercoledì 12 novembre ore 20,30

Filarmonica - Corso Rosmini, Rovereto

UNA SERATA SPECIALE 

con le immagini e le testimonianze dei giovani che recentemente hanno fatto l'esperienza di un viaggio–studio in Israele-Palestina e con l'accompagnamento musicale de "I PeriPatetici" ed il fisarmonicista moldavo Tudor Ampava.
Immagini, parole  e musiche che aiuteranno a riflettere sui muri fisici  e mentali, di ieri e di oggi, che rinchiudono e bloccano le persone: il muro di Berlino, caduto 25 anni fa (Alexander Platz); il muro di Palestina che imprigiona e divide,  rubando territorio e libertà; il muro del pregiudizio e della diffidenza nei confronti degli immigrati e dell'altro;  il muro nella relazione educativa (The wall).
Una riflessione che si concluderà con una nota di speranza di cambiamento, sulle note di The wind of change. 

La serata è organizzata dall'associazione Pace per Gerusalemme, in collaborazione con Il Gioco degli Specchi e la Cooperativa Città Aperta e con il sostegno della Cassa Rurale di Rovereto.
Coordina Micaela Bertoldi

ERAVAMO IN CENTOMILA, GRANDI NUMERI ALLA PERUGIA ASSISI

- Redazione Lettera 22 -
La 40ma marcia per la pace in Umbria va oltre le aspettative. Crisi e polemiche non frenano la voglia di camminare per chiedere la fine di tutte le guerre che fabbricano morte. Una speranza dura a morire

Perugia - Centomila. Forse di più. Nemmeno gli organizzatori ci speravamo in questi numeri per la 40ma Marcia Perugia-Assisi, un appuntamento che dal 1961 segna un po’ il termometro del movimento per la pace in Italia. Ma quest’anno, un po’ per la crisi del movimento in generale, un po’ per la crisi che morde i consumi (anche la benzina per spostarsi) e un po’ per le polemiche che hanno funestato i preparativi, la marcia correva il rischio di essere, se non un flop, un evento minore e comunque con numeri non a cinque zeri.

lettera 22

- Redazione Lettera 22 -

La 40ma marcia per la pace in Umbria va oltre le aspettative. Crisi e polemiche non frenano la voglia di camminare per chiedere la fine di tutte le guerre che fabbricano morte. Una speranza dura a morire

Perugia - Centomila. Forse di più. Nemmeno gli organizzatori ci speravamo in questi numeri per la 40ma Marcia Perugia-Assisi, un appuntamento che dal 1961 segna un po’ il termometro del movimento per la pace in Italia. Ma quest’anno, un po’ per la crisi del movimento in generale, un po’ per la crisi che morde i consumi (anche la benzina per spostarsi) e un po’ per le polemiche che hanno funestato i preparativi, la marcia correva il rischio di essere, se non un flop, un evento minore e comunque con numeri non a cinque zeri. Invece, con una certa soddisfazione, alla conferenza stampa delle 12, Flavio Lotti, del coordinamento organizzativo, snocciola la cifra e Andrea Ferrari, del coordinamento Enti locali per la pace, rincara con un «oltre 100mila».

I numeri dicono e non dicono ma sono importanti: 873 adesioni, 117 scuole, 277 enti locali, tutte le Regioni italiane e un totale di 526 città. E ancora, 479 associazioni di cui 80 nazionali anche se le bandiere di Cgil e Arci, un tempo colonne della Perugia-Assisi, non si vedono. Le due grandi organizzazioni storiche della sinistra italiana ci sono, ma stanno defilate, a metà strada tra la polemiche che ha fatto prendere le distanze al Movimento Nonviolento e all’Agesci, la più grande organizzazione scoutistica italiana, e la voglia – o la necessità – di esserci. Scout ce ne sono, ma sono quelli del Masci, organismo cattolico fondato nel 1954. Dice uno di loro: «Non l’abbiamo capita la polemica dell’Agesci, c’è sembrata pretestuosa. Noi ci siamo». Chi vuol sapere i particolari li può leggere sul sito web dell’organizzazione che si rifà a Baden Powell che dal 1970 si chiama Agesci.

Al tavolo della conferenza stampa c’è una prevalenza di cattolici militanti 8non a caso oltre al messaggio di Napolitano ce n’è uno anche del Papa): non solo Padre Fortunato del sacro convento di Assisi, anfitrione da sempre dell’evento, ma anche Alex Zanotelli, l’ispirato ex direttore di Nigrizia che fu cacciato dalla rivista per le sue posizioni radicali, e don Luigi Ciotti, un uomo che quando passa in mezzo alla gente solleva ovazioni e applausi a scena aperta, soprattutto di giovani ma non solo, che lui ringrazia con un gesto e un sorriso solo apparentemente mite. Ma i toni dei discorsi la Chiesa la evocano proprio di rado: Zanotelli parla di ingiustizia, di un mondo che si sta divorando e divora i suoi simili e di quel 10% che mangia per il resto del 90. E Ciotti parla di mafia, la sua battaglia da sempre e quella dell’organizzazione – Libera – che ha fondato. Non gli fa paura Totò Riina, dice, gli fa paura un mondo di illegalità dove la mafia dal colletto bianco invade istituzioni e si innerva nei centri del potere economico. Chiede uno «scatto», lo stesso che ha animato la sua vita e di tanti che come lui contro la mafia la guerra la fanno tutti i giorni. Un fatto, non un’opinione.

Naturalmente la guerra è il grande tema: soldi in armamenti, guerre vicine e lontane, più o meno dimenticate più o meno mediatizzate. Aluisi Tosolini, responsabile per le scuole della Perugia-Assisi, annuncia un’iniziativa che parlerà ai ragazzi della Grande guerra ma anche di quelle minori di questi giorni (con un seminario che la Tavola della pace dedicherà al tema grazie al sostegno della Regione Friuli). E proprio delle scuole riparla Flavio Lotti: dice che loro sono le vere protagoniste di questa marcia dedicata alla pace e alla fraternità. Pensa Lotti, e con lui tanti, che la guerra alla guerra comincia a scuola dove, rivendica Tosolini con orgoglio, c’è chi studia la Costituzione e non solo la matematica.

Intanto la matematica è venuta in aiuto. Eravamo centomila, ma non allo stadio. In marcia a dire che la speranza di pace è dura a morire.

lettera 22

La forza di cambiare

Dall'India una straordinaria testimonianza di perdono

Venerdì 17 ottobre 2014 | ore 20.30
Teatro San Marco
( via s. bernardino 8 - Trento)

Ingresso libero

Proiezione del film: Il Cuore dell'assassino  -  C. McGilvray | Ita-Usa 2013 | doc 56'

Intervengono la regista Catherine McGilvray, il produttore Renato Spaventa e Luigi de Salvia, segretario generale coordinamento nazionale Religions for Peace Italia. La serata vedrà inoltre la partecipazione straordinaria di suor Selmy Paul, sorella della missionaria uccisa, e di padre Swami Sadanand, il sacerdote pacificatore che ha accompagnato il giovane assassino in un profondo percorso di cambiamento.

Il programma del Religion Today Filmfestival


CHANGE! – 17th Religion Today FILMFESTIVAL

EXPLORING THE DIFFERENCES

Dal 1997 Religion Today è il primo festival internazionale di cinema delle religioni per una cultura del dialogo e della pace.
Il cambiamento come imperativo a cui ognuno è chiamato a rispondere, dalla dimensione interiore a quella relazionale, dalla sfera spirituale  a quella civile. Le religioni di fronte alla sfida di una società globale in continuo e repentino mutamento. La società di fronte ai cambiamenti che le religioni oggi vivono, subiscono e testimoniano. Per la sua XVII edizione Religion Today Filmfestival, grazie alla più recente cinematografia internazionale, intende esplorare i termini e i confini di questo complesso dialogo, oggi più che mai cruciale, cercando di tracciare le prospettive della convivenza, no solo tra religioni, ma nche tra religioni e società civile.

Ingresso libero a tutti gli eventi.

Sul sito internet del Religion Today sono disponibili tutte le informazioni e il ricco programma degli appuntamenti.

EXPLORING THE DIFFERENCES
10>21 ottobre
2014

Religioni, società, cambiamento



Dal 1997 Religion Today è il primo festival internazionale di cinema delle religioni per una cultura del dialogo e della pace.
Il cambiamento come imperativo a cui ognuno è chiamato a rispondere, dalla dimensione interiore a quella relazionale, dalla sfera spirituale  a quella civile. Le religioni di fronte alla sfida di una società globale in continuo e repentino mutamento. La società di fronte ai cambiamenti che le religioni oggi vivono, subiscono e testimoniano. Per la sua XVII edizione Religion Today Filmfestival, grazie alla più recente cinematografia internazionale, intende esplorare i termini e i confini di questo complesso dialogo, oggi più che mai cruciale, cercando di tracciare le prospettive della convivenza, no solo tra religioni, ma nche tra religioni e società civile.

Sono tanti i nuovi appuntamenti per questa diciassettesima edizione del Religion Today Filmfestival. Non solo film, ma anche tavole rotonde, spettacoli di danza sacra, musica, libri e fotografia. Tanti momenti per approfondire un mondo in costante evoluzione.
Anche il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, continua la sua collaborazione con il Festival, contribuendo alla premiazione di un film per la sezione "Peace and Human Rights".

Ingresso libero a tutti gli eventi.

Sul sito internet del Religion Today sono disponibili tutte le informazioni e il ricco programma degli appuntamenti.

Firenze, 21 settembre 2014 – In tanti a piazzale Michelangelo per “Un passo di pace”

Domenica 21 settembre reti, organizzazioni e movimenti italiani si ritrovano a Firenze per chiedere un cambiamento, dopo anni di fallimenti, delle politiche dei governi e delle istituzioni nella gestione dei conflitti in atto dalla Palestina all'Ucraina, dalla Siria all'Iraq. Un presidio, di respiro nazionale, in piazzale Michelangelo per rilanciare le idee di nonviolenza e disarmo, per fermare le stragi di civili indifesi.

Dalla Siria all'Ucraina, dalla Palestina al Congo, dall'Iraq alla Libia, a tutte le latitudini le guerra e la violenza sono tornate prepotentemente ad essere la "continuazione della politica con altri mezzi". Iscrizioni entro il 16 settembre a roveretopace@gmail.com o cell. 338 3400211 <b/strong>Qui l'evento facebook<b/strong>   Domenica 21 settembre reti, organizzazioni e movimenti italiani si ritrovano a Firenze per chiedere un cambiamento, dopo anni di fallimenti, delle politiche dei governi e delle istituzioni nella gestione dei conflitti in atto dalla Palestina all'Ucraina, dalla Siria all'Iraq. Un presidio, di respiro nazionale, in piazzale Michelangelo per rilanciare le idee di nonviolenza e disarmo, per fermare le stragi di civili indifesi. Dalla Siria all'Ucraina, dalla Palestina al Congo, dall'Iraq alla Libia, a tutte le latitudini le guerra e la violenza sono tornate prepotentemente ad essere la "continuazione della politica con altri mezzi". Solo chi non ha tenuto conto della spaventosa crescita delle spese militari globali nell'ultimo decennio, che non ha eguali nella storia dell'umanità può stupirsi della guerra che entra nelle nostre case con la violenza delle immagini e sbarca sulle nostre coste con la tragedia dei profughi. Di fronte a questo scenario di violenze e viltà, di fronte alla reiterazione degli orrori ed alla follia della guerra, non possiamo rimanere silenti e inerti. Dal 2 ottobre avvieremo la Campagna Disarmo e Difesa Civile, e saremo in tutte le piazze d'Italia a raccogliere le firme per la Legge di iniziativa popolare per il disarmo e la difesa civile, non armata e nonviolenta, che darà ai cittadini la possibilità di finanziare i Corpi civili di pace - capaci di intervenire nei conflitti con la forza della nonviolenza – anziché l'acquisto di micidiali sistemi d'arma che alimentano e generano nuove guerre. Questi sono i nostri passi di pace, verso la nonviolenza. <b/p>

Domenica 21 settembre arrivo a Firenze ore 11

da Trento ore 6.00 parcheggio autostrada Trento Sud

da Rovereto ore 6.30 parcheggio autostrada Rovereto Sud Rientro in serata

Iscrizioni entro il 16 settembre a roveretopace@gmail.com o cell. 338 3400211 <b/strong>

www.retedellapace.it - www.rovepace.org <b/strong>Qui l'evento facebook

1914-1918 Gli anni spezzati


A cento anni dallo scoppio del conflitto che ha segnato così profondamente la nostra terra, l’associazione Amici di Parola, in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, presenta il recital “Gli anni spezzati”. Lo spettacolo teatrale sarà l’occasione per commemorare quei drammatici eventi.

Sabato 20 settembre 2014 – ore 17
S.A.S.S. lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas
Piazza Cesare Battisti - Trento

L’Associazione “Amici di Parola”, in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, presenta lo spettacolo “1914-1918 Gli anni spezzati.

 

Sabato 20 settembre 2014 – ore 17
presso il S.A.S.S. lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas
Piazza Cesare Battisti - Trento

 

A cento anni dallo scoppio del sanguinoso conflitto che ha segnato così profondamente la nostra terra il recital sarà l’occasione per commemorare quei drammatici eventi. Lo spettacolo, che inizia dalla dichiarazione di guerra, ripercorre quei giorni anche mediante la lettura di alcuni passaggi tratti da lettere e documenti ufficiali, si sviluppa via via mettendo in luce la vita di trincea, la guerra bianca, il problema dei profughi trentini, le nuove armi usate nel conflitto e le devastanti conseguenze della guerra, ma riserva una parte importante al ruolo che ebbero intellettuali e propaganda durante il conflitto.

 

Allo spettacolo è invitata tutta la cittadinanza.
Ingresso libero e gratuito

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