Trentino. In cammino per conoscere l’Afghanistan


– di Giorgia Stefani e Tommaso Vaccari –

Si è conclusa martedì sera a Palazzo Trentini, la rassegna di appuntamenti “Il 2014 dell’Afghanistan”. Gli eventi, che hanno spaziato dalla proiezione del documentario “Afghanistan 2014 – Dettaglio” alla celebrazione dell’ormai noto Nowruz, il Capodanno Persiano, oltre a due appuntamenti più “classici”, sono stati organizzati con l’intento di “parlare e conoscere l’Afghanistan” attraverso linguaggi e filtri alternativi. Diversi modi di presentare il paese, che permettessero di scoprirlo con occhi nuovi, al di là dell’immagine stereotipata che molti di noi hanno, imparando a conoscerne la cultura, l’arte e la politica, elementi che rendono unico l’Afghanistan, martoriato da trent’anni di guerra.   

– di Giorgia Stefani e Tommaso Vaccari –

Si è conclusa martedì sera a Palazzo Trentini, la rassegna di appuntamenti “Il 2014 dell’Afghanistan”. Gli eventi, che hanno spaziato dalla proiezione del documentario “Afghanistan 2014 – Dettaglio” alla celebrazione dell’ormai noto Nowruz, il Capodanno Persiano, oltre a due appuntamenti più “classici”, sono stati organizzati con l’intento di “parlare e conoscere l’Afghanistan” attraverso linguaggi e filtri alternativi. Diversi modi di presentare il paese, che permettessero di scoprirlo con occhi nuovi, al di là dell’immagine stereotipata che molti di noi hanno, imparando a conoscerne la cultura, l’arte e la politica, elementi che rendono unico l’Afghanistan, martoriato da trent’anni di guerra.

L’organizzazione di questi quattro appuntamenti è stata possibile grazie alla collaborazione di diverse realtà, l’associazione Afghanistan 2014 e il Forum trentino per la Pace e i diritti umani, l’Associazione 46° Parallelo, il Café de la Paix, il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale e Unimondo, che hanno contribuito a rendere davvero speciali le serate organizzate tra Cinema Astra, Café de la Paix e Palazzo Trentini.        

Gli eventi, molto diversi tra loro per stile e contenuti,hanno coinvolto un pubblico vario e attento – dai bambini agli specialisti del settore – e hanno contribuito a stimolare il dibattito attorno al 2014 dell’Afghanistan. La partecipazione attiva di tante persone dimostra forse che la quantità e qualità di notizie offerte dai mezzi di informazione tradizionali sia spesso insufficiente e concentrata sulla notizia di cronaca, letta il più delle volte superficialmente e fuori contesto.

Chi ha preso parte alle serate ha avuto modo di conoscere qualcosa di più dell’Afghanistan, soprattutto grazie all’interazione con registi, fotografi, giornalisti, studiosi di cultura e tradizioni, ma anche ballerini e cuochi, che si sono alternati nell’offrire sguardi molto diversi sul mondo afghano.        
Molti hanno partecipato attivamente, incuriositi dalle tematiche proposte nelle varie serate e, in occasione della festa del Nowruz presso il Café de la Paix, qualcuno si è unito ai balli e ha potuto assaggiare dell’“autentico cibo afghano”, cucinato con passione da un gruppo di ragazzi.

Le numerose adesioni alle iniziative sono uno stimolo per tutti quelli che hanno contribuito a realizzare questi appuntamenti e rappresenta anche una risposta positiva alla domanda che ci siamo spesso posti “Ha senso parlare di Afghanistan in Trentino?”.
Ha senso, perché c’è curiosità, perché c’è voglia di andare al di là degli schemi, sapere qualcosa di più di un paese che è allo stesso tempo lontano e vicino. Si è trattato di un’opportunità per entrare in contatto con gruppi di ragazzi afghani e iraniani che vivono in Trentino, di cui conoscevamo solo vagamente l’esistenza e che si sono dimostrati interlocutori e collaboratori entusiasti per gli eventi. Sono persone giovani, reali presenze ed esempi di una cittadinanza che vuole farsi attiva. Ragazze e ragazzi felici di poter far sentire la propria voce e in un certo senso, sfidare gli stereotipi che in molti hanno rispetto al loro paese di origine.          

Quello che rimane, terminata questa piccola parte di percorso, è la soddisfazione per quanto è stato fatto, ma anche il desiderio di continuare a portare avanti la discussione su questo tema, ogni giorno più attuale. 
Le elezioni del 5 aprile rappresentano un’incognita riguardo al futuro del paese. Le opinioni sono varie e lasciano intravedere scenari estremamente diversi, spesso preoccupanti. I vari gruppi che vengono definiti dai media “talebani” sono contrari al voto e si oppongono con attentati diretti ad istituzioni e seggi elettorali, ma anche verso luoghi simbolo, come alberghi frequentati da rappresentanti dei governi stranieri. I governi occidentali non hanno ancora ottenuto la firma del Bilateral Security Agreement che permetterebbe la permanenza di un certo numero di truppe e basi militari sul territorio e questo rappresenta un ulteriore fattore di instabilità.    
Ora più che mai è importante tenere viva l’attenzione sull’Afghanistan, perché ignorare quanto sta accadendo, sarebbe come chiudere gli occhi davanti a qualcosa che dovrebbe essere responsabilità di tutti, anche nostra…

Foto: Tommaso Vaccari

Cartolina da Verona

-dibattito-

Lunedì 31 marzo, ore 17.30Italia e Europa: Quale difesa possibile?…

Ne discutiamo con:
-Francesco Vignarca – Rete Italiana per il Disarmo
-Giorgio Tonini – Senatore Partito Democratico, Vicecapogruppo Commissione Esteri al Senato
-Mao Valpiana – Presidente Movimento Nonviolento

Sarà inoltre inaugurata la mostra di disegni realizzata in collaborazione con l’Istituto d’Arte – Liceo Artistico A. Vittoria di Trento “Verso Arena di Pace e Disarmo”.

Evento promosso dal Movimento Nonviolento in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani

Lunedì 31 marzo, ore 17.30Italia e Europa: Quale difesa possibile?…

Ne discutiamo con:
-Francesco Vignarca – Rete Italiana per il Disarmo
-Giorgio Tonini – Senatore Partito Democratico, Vicecapogruppo Commissione Esteri al Senato
-Mao Valpiana – Presidente Movimento Nonviolento

Sarà inoltre inaugurata la mostra di disegni realizzata in collaborazione con l’Istituto d’Arte – Liceo Artistico A. Vittoria di Trento “Verso Arena di Pace e Disarmo”, che si terrà da sabato 29 marzo a sabato 12 aprile presso l’atrio di Palazzo Trentini a Trento.

L’Italia ripudia la guerra, ma noi continuiamo ad armarci.

Il nostro Paese, in piena crisi economica e sociale, cade a picco in tutti gli indicatori europei e internazionali di benessere e di civiltà, ma continua ad essere tra le prime 10 potenze militari del pianeta, nella corsa agli armamenti più dispendiosa della storia.

Gli armamenti non sono una difesa da ciò che mette a rischio le basi della nostra sopravvivenza e non saranno mai una garanzia per i diritti essenziali della nostra vita – il diritto al lavoro, alla casa e all’istruzione, le protezioni sociali e sanitarie, l’ambiente, l’aria, l’acqua, la legalità e la partecipazione, la convivenza civile e la pace; e inoltre generano fame, impoverimento, miseria, insicurezza perché sempre alla ricerca di nuovi teatri e pretesti di guerra; impediscono la realizzazione di forme civili e nonviolente di prevenzione e gestione dei conflitti che salverebbero vite umane e risorse economiche.

Per immaginare e costruire già oggi un futuro migliore è indispensabile, urgente, una politica di disarmo, partendo da uno stile di vita disarmante.

(dall’Appello di convocazione di “Arena di Pace e Disarmo”)

Evento promosso dal Movimento Nonviolento in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani

Presentazione “Abbasso la guerra”


«Presenti al nostro tempo»

 (12 marzo 2014) Oggi si conclude il mio mandato di presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Un’esperienza molto bella ed intensa della quale vorrei ringraziare le molte persone che, con il loro impegno e intelligenza, l’hanno resa possibile. Il bilancio di cinque anni di lavoro lo potete trovare su questo sito. Ho provato a sintetizzarne il significato in questo breve scritto.

di Michele Nardelli

Un marinaio genovese del XVI secolo che diviene “Sinan kapudan pascià”, il fiulin “vegni gio con la piena” nella Milano degli anni ’50 che “tacà sul respingent” di un tram scopre un mondo senza limiti, il poeta maledetto che intravede in una delle sue “illuminazioni” quel che sarebbe accaduto con l’industria della morte nel “tempo degli assassini”.

Tre immagini fra le tante, attraverso le quali abbiamo proposto una originale declinazione di quelle parole – pace e diritti umani – che nella foschia di questo tempo strano hanno smarrito il loro significato e la loro capacità di comunicare.

Raccontano di un mare che lungo la storia ha intrecciato pensieri e saperi, costruendo identità feconde nel loro divenire e che si vorrebbero costringere in un presunto scontro di civiltà. Oppure di come siamo cambiati, smarrendo il senso della misura, abituandoci ad un mondo artificiale nel quale come scrisse Hannah Arendt siamo irritati “da tutto quel che (ci) è misteriosamente dato”, insieme vittime e carnefici di un delirio che ha portato l’umanità oltre il limite della sostenibilità. O, ancora, di un Novecento che – a dispetto del tempo – non ci siamo ancora messi alle spalle, incapaci di elaborarne le tragedie.

Come non vedere che quel mare è diventato un immenso cimitero di vite in fuga; che le magnifiche sorti progressive hanno prodotto modelli di sviluppo senza futuro se non la guerra di tutti contro tutti pur di non mettere in discussione i nostri stili di vita; che se non sappiamo imparare dalla storia non potremo che rimanerne prigionieri?

Nel far questo abbiamo messo da parte i rituali del pacifismo, scegliendo la strada della narrazione attraverso la poesia, il teatro, la musica, le testimonianze dirette, il viaggio. Ne è venuto un percorso profondo ed arricchente che ha coinvolto migliaia di persone, associazioni di volontariato, istituzioni di ricerca e museali, le comunità dei nuovi trentini… e così la pace è uscita dalla gabbia ideologica del “senza se e senza ma”, sapendo che la vita è incerta, che il mondo non si può dividere in maniera manichea fra il bene e il male, che i conflitti vanno abitati e fatti evolvere, non tagliati.

Come i lettori forse possono immaginare, questa diversa impronta di una pace che cerca di fare i conti con gli stereotipi culturali del Novecento, non è affatto scontata. Richiede una propria agenda di lavoro piuttosto che il rincorrere le emergenze. Pulizia di pensiero, piuttosto che appartenenze. La capacità di alzare lo sguardo per cercare di comprendere dove stiamo andando, invece degli anatemi.

Per questa ragione ho voluto titolare l’ampia relazione conclusiva (http://www.forumpace.it/) di cinque anni di lavoro del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani in questo modo: “Presenti al nostro tempo”. Essere “presenti al proprio tempo” significa sapersi interrogare di anno in anno sulle grandi questioni che investono il futuro dell’umanità, provando delle risposte tanto sul piano politico come nei nostri comportamenti individuali.

Se avrete il desiderio e la pazienza di leggerla, vi si traccia non solo un bilancio del voluminoso percorso realizzato, ma anche una riflessione su come le parole – pace e diritti umani – possano ancora comunicare un’idea di futuro senza cadere nella retorica buonista di una società senza conflitti e di una pace che non sa fare i conti con la natura umana e con quello che James Hillman – il padre della psicanalisi americana – ebbe a definire “un terribile amore per la guerra”.

Pace e diritti umani non sono argomenti per “anime belle”, che non sanno fare i conti con la concretezza dei problemi quotidiani. Dico queste cose perché ho avuto spesso, nel corso di questi cinque anni, la sensazione che la politica e le istituzioni guardassero al lavoro del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani come qualcosa di astratto, inessenziale. Se così fosse, tanto varrebbe cancellare con un colpo di spugna la LP 11/91 che istituì più di vent’anni fa con voto pressoché unanime questa originale istituzione.

Personalmente rimango convinto che quella legge rappresenti una delle pagine più belle e feconde della nostra autonomia, nell’intuizione che la pace e i diritti umani devono diventare cultura condivisa di una comunità. E che per questo occorre formare, darsi strumenti di conoscenza, creare relazioni con altre storie e geografie, mettere in rete le istituzioni, valorizzare l’apporto della società civile. Credo dovremmo esserne orgogliosi.

Ho avuto in questo tempo la responsabilità di questa navigazione. E’ stata un’esperienza davvero stimolante della quale voglio ringraziare tutte le persone che insieme a me sono state protagoniste di questo viaggio. E’ stato diverso da quelli precedenti e spero che lo sguardo che ci siamo proposti rimanga come un piccolo patrimonio della nostra comunità.

 

Un marinaio genovese del XVI secolo che diviene “Sinan kapudan pascià”, il fiulin “vegni gio con la piena” nella Milano degli anni ’50 che “tacà sul respingent” di un tram scopre un mondo senza limiti, il poeta maledetto che intravede in una delle sue “illuminazioni” quel che sarebbe accaduto con l’industria della morte nel “tempo degli assassini”. – See more at: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3053#sthash.oGP0bMbX.dpuf

(12 marzo 2014) Oggi si conclude il mio mandato di presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Un’esperienza molto bella ed intensa della quale vorrei ringraziare le molte persone che, con il loro impegno e intelligenza, l’hanno resa possibile. Il bilancio di cinque anni di lavoro lo potete trovare su questo sito. Ho provato a sintetizzarne il significato in questo breve scritto.

di Michele Nardelli

– See more at: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3053#sthash.oGP0bMbX.dpuf

Atlante delle guerre e dei conflitti 2014

All’Interno della rassegna “Il 2014 dell’Afghanistan

Atlante delle guerre e dei conflitti 2014

Cafè de la Paix,
Passaggio teatro Osele 6/8, Trento
11 marzo 2014, ore 18.00

Annuario aggiornato e completo dei confitti in atto sul pianeta. L’intento dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, arrivato ormai alla quinta edizione è quello di spiegare le ragioni di tutte le guerre in corso, capire perché si combatte e chi sono gli attori. All’interno un focus sulla situazione afghana.

Ne parliamo con Raffaele Crocco (Ass. 46° Parallelo e curatore dell’Atlante), Nicole Corritore (Osservatorio Balcani e Caucaso) della ed Emanuele Giordana (Afgana)
Con la partecipazione di Sara Ferrari (Assessore cooperazione allo sviluppo – PAT)

Atlante delle guerre e dei conflitti 2014

Cafè de la Paix
11 marzo 2014, ore 18.00

Annuario aggiornato e completo dei confitti in atto sul pianeta. L’intento dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, arrivato ormai alla quinta edizione è quello di spiegare le ragioni di tutte le guerre in corso, capire perché si combatte e chi sono gli attori. All’interno un focus sulla situazione afghana.

Ne parliamo con Raffaele Crocco (Ass. 46° Parallelo e curatore dell’Atlante), Nicole Corritore (Osservatorio Balcani e Caucaso) della ed Emanuele Giordana (Afgana)
Con la partecipazione di Sara Ferrari (Assessore cooperazione allo sviluppo – PAT)

Afghanistan 2014 – Dettaglio

All’Interno della rassegna “Il 2014 dell’Afghanistan

Afghanistan 2014 – Dettaglio

Cinema Astra
Corso Buonarroti 16, Trento
5 marzo 2014, ore 21.00

“Afghanistan 2014 – Dettaglio” è il secondo episodio di una trilogia di documentari, un viaggio dalla Grecia all’Italia, dalla Germania alla Svezia per incontrare i rifugiati politici afghani (in Europa sono circa 700.000) ed ascoltarne la voce.
Il film è stato prodotto da Filmwork, con il contributo di Trentino Film Commission.

Proiezione e dibattito con Razi e Sohelia Mohebi (registi del film) e Giuliano Battiston (giornalista freelance)


Il 2014 dell’Afghanistan

Afghanistan 2014 – Dettaglio

Cinema Astra
5 marzo 2014, ore 21.00

“Afghanistan 2014 – dettaglio” è il secondo episodio di una trilogia di documentari. Il primo di questi, “Afghanistan 2014 – campo lungo”, è stato realizzato nel 2011 a Bonn in occasione della Conferenza Internazionale sull’Afghanistan.
Questo secondo episodio è un viaggio dalla Grecia all’Italia, dalla Germania alla Danimarca fino alla Svezia, nel quale Razi e Shoeila Mohebi, autori e registi della trilogia prodotta da FilmWork – Trento, hanno incontrato i rifugiati politici prodotto delle innumerevoli traversie che hanno attraversato l’Afghanistan negli ultimi quarant’anni.
Le riprese del film documentario sono iniziate a Torino nell’aprile del 2013 e si sono concluse a Roma lo scorso novembre. Sono state girate più di 80 ore di materiale lungo i 12.500 km percorsi nelle varie nazioni toccate dalla produzione.
Il documentario ha lo scopo di dare voce a chi in tutti questi anni non l’ha avuta e al contempo di rivelare aspettative, pensieri, sogni e prospettive di un intero popolo esilesiliato (i rifugiati politici afghani in Europa sono circa 700.000) nei confronti delle sorti del loro Paese.
Tutto questo in coincidenza con l’abbandono del Paese da parte delle forze internazionali e alle soglie delle libere elezioni che si terranno in Afghanistan il 5 aprile di quest’anno. Il terzo episodio “Afghanistan 2014 – primo piano” verrà girato a Kabul fra la prima tornata elettorale (5 aprile 2014), che determinerà quasi sicuramente un ballottaggio fra i contendenti, e il 5 maggio 2014 data in cui verrà sancito l’esito definitivo delle elezioni.
“Afghanistan 2014 – dettaglio” è una produzione FilmWork – Trento con il sostegno della Trentino FilmCommission e con il supporto del Forum della Pace e dei Diritti Umani del Trentino e del Kennedy Center for Justice and Human Rights. La realizzazione di questo film documentario non sarebbe stata possibile senza la collaborazione, il concreto sostegno e l’appoggio morale di tutte le comunità afghane che hanno accolto la troupe durante la produzione.
Per questo il film documentario vuole essere anche una sorta di restituzione del commovente sostegno ricevuto.

Regia: Razi e Soheila Mohebi

Trailer del film

Il 2014 dell’Afghanistan

Le mille incognite di un paese al bivio

Trento, marzo 2014

Il prossimo 5 aprile l’Afghanistan sarà chiamato ad eleggere il nuovo Presidente e il nuovo governo. Un’occasione importante – anche in Italia – per discutere delle sorti di un paese che ci è stato raccontato solo come campo di battaglia e mai per la sua dimensione culturale, per la meraviglai dei suoi paesaggi o per le ambizioni degli uomini e delle donne che lo abitano. Un ciclo di incontri per approfondire l’attualità della politica afghana (l’uscita delle truppe internazionali e il difficile percorso di pacificazione in corso) e per conoscere i lati meno visibili di un paese che ci appare distante, anche se non lo è.

Organizzato da: Associazione Afghanistan 2014, Café de la Paix, Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale, Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, Consiglio della Provincia autonoma di Trento, Unimondo, Associazione Culturale 46° parallelo

Le mille incognite di un paese al bivio

Trento, marzo 2014

Il prossimo 5 aprile l’Afghanistan sarà chiamato ad eleggere il nuovo Presidente e il nuovo governo. Un’occasione importante – anche in Italia – per discutere delle sorti di un paese che ci è stato raccontato solo come campo di battaglia e mai per la sua dimensione culturale, per la meraviglai dei suoi paesaggi o per le ambizioni degli uomini e delle donne che lo abitano. Un ciclo di incontri per approfondire l’attualità della politica afghana (l’uscita delle truppe internazionali e il difficile percorso di pacificazione in corso) e per conoscere i lati meno visibili di un paese che ci appare distante, anche se non lo è.


5 marzo 2014, ore 21
Cinema Astra
Corso Buonarroti 16, Trento

Afghanistan 2014 – Dettaglio

“Afghanistan 2014 – Dettaglio” è il secondo episodio di una trilogia di documentari, un viaggio dalla Grecia all’Italia, dalla Germania alla Svezia per incontrare i rifugiati politici afghani (in Europa sono circa 700.000) ed ascoltarne la voce. Il film è stato prodotto da Filmwork, con il contributo di Trentino Film Commission.
Ingresso libero.
Proiezione e dibattito con Razi e Sohelia Mohebi (registi del film) e Giuliano Battiston (giornalista freelance).


 11 marzo 2014, ore 18
Café de la Paix
passaggio Teatro Osele 6/8, Trento
Atlante delle guerre e dei conflitti 2014

Annuario aggiornato e completo dei confitti in atto sul pianeta. L’intento dell’Atlante delle guerre e dei conflitti
del mondo, arrivato ormai alla quinta edizione, è quello di spiegare le ragioni di tutte le guerre in corso, capire perché si combatte e chi sono gli attori. All’interno un focus sulla situazione afghana.
Ne parliamo con Raffaele Crocco (Ass. 46° Parallelo e curatore dell’Atlante), Emanuele Giordana (Afgana) e Nicole Corritore (Osservatorio Balcani e Caucaso). Con la partecipazione di Sara Ferrari (Assessore alla cooperazione allo  sviluppo – PAT


 21 marzo 2014, ore 18
Café de la Paix
passaggio Teatro Osele 6/8, Trento
18:27:07 – Festeggiamenti per il Nowruz

Celebrando il Capodanno Afghano/Persiano, per lasciare per una volta spazio alla cultura, all’arte e alla musica di un paese in guerra da troppo tempo. Festeggeremo proponendo una selezione di musiche, immagini e sapori  dall’Afghanistan.


25 marzo 2014, ore 18
Sala Aurora di Palazzo Trentinivia Manci 27, Trento
Afghanistan: ieri, oggi, domani…

Un paese al bivio. Le prossime elezioni, l’uscita delle truppe internazionali, le difficoltà economiche. Per l’Afghanistan è il momento di elaborare il passato, prendere in mano il presente e immaginare il futuro.
Ne parliamo con Michele Nardelli (Presidente Forum Trentino per la Pace), Felicetta Ferraro (Casa Editrice Ponte33).
Durante la serata verrà presentato un video realizzato in Afghanistan da Andrea Bernardi (corrispondente Unimondo).


#Afg2014
Un forum di discussione sull’Afghanistan
www.afghanistan2014.org
Un cantiere da costruire insieme. Informazioni, riflessioni e approfondimenti sull’Afghanistan di oggi e quello di domani.

Contatti

Forum per la Pace e i Diritti Umani
Tel. 0461213176
forum.pace@consiglio.provincia.tn.it
www.forumpace.it

Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale
Tel. 0461093000
info@tcic.eu
www.tcic.eu