La scienza della libertà. A cosa serve la sociologia.

Presentazione libro con l’autore Zygmunt Bauman
Sabato 22 marzo 2014, ore 17.00 – Edizioni Erickson, Via del Pioppeto 24, Gardolo (Trento)
Organizza: Centro Studi Erikson

Presentazione libro con l’autore Zygmunt Bauman  
Sabato 22 marzo 2014, ore 17.00 – Edizioni Erickson, Via del Pioppeto 24, Gardolo (Trento)
Organizza: Centro Studi Erikson

Zygmunt Bauman a Trento

Zygmunt Bauman è uno dei più noti pensatori al mondo e a lui si deve la folgorante definizione della modernità liquida. Professore emerito di sociologia nelle Università di Leeds e Varsavia, l’autore presenterà in anteprima il suo nuovo libro “La scienza della libertà. A cosa serve la sociologia”. (Erickson, 2014) in una conversazione aperta con Mauro Magatti, sociologo, Università Cattolica di Milano e Riccardo Mazzeo, Centro Studi Erickson.

L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili (non è accettata la prenotazione).

Informazioni: 0461993963

Zygmunt Bauman a Trento

Presentazione libro
Sabato 22 marzo 2014, ore 17.00 – c/o Edizioni Erickson, Via del Pioppeto 24, Gardolo (Tn)
Organizza: Centro Studi Erickson

Presentazione libro
Sabato 22 marzo 2014, ore 17.00 – c/o Edizioni Erickson, Via del Pioppeto 24, Gardolo (Tn)
Organizza: Centro Studi Erickson

Zygmunt Bauman è uno dei più noti pensatori al mondo e a lui si deve la folgorante definizione della modernità liquida. Professore emerito di sociologia nelle Università di Leeds e Varsavia, l’autore presenterà in anteprima il suo nuovo libro “La scienza della libertà. A cosa serve la sociologia”. (Erickson, 2014) in una conversazione aperta con Mauro Magatti, sociologo, Università Cattolica di Milano e Riccardo Mazzeo, Centro Studi Erickson.

L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili (non è accettata la prenotazione).

nformazioni: 0461993963

Presentazione “Abbasso la guerra”


«Presenti al nostro tempo»

 (12 marzo 2014) Oggi si conclude il mio mandato di presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Un’esperienza molto bella ed intensa della quale vorrei ringraziare le molte persone che, con il loro impegno e intelligenza, l’hanno resa possibile. Il bilancio di cinque anni di lavoro lo potete trovare su questo sito. Ho provato a sintetizzarne il significato in questo breve scritto.

di Michele Nardelli

Un marinaio genovese del XVI secolo che diviene “Sinan kapudan pascià”, il fiulin “vegni gio con la piena” nella Milano degli anni ’50 che “tacà sul respingent” di un tram scopre un mondo senza limiti, il poeta maledetto che intravede in una delle sue “illuminazioni” quel che sarebbe accaduto con l’industria della morte nel “tempo degli assassini”.

Tre immagini fra le tante, attraverso le quali abbiamo proposto una originale declinazione di quelle parole – pace e diritti umani – che nella foschia di questo tempo strano hanno smarrito il loro significato e la loro capacità di comunicare.

Raccontano di un mare che lungo la storia ha intrecciato pensieri e saperi, costruendo identità feconde nel loro divenire e che si vorrebbero costringere in un presunto scontro di civiltà. Oppure di come siamo cambiati, smarrendo il senso della misura, abituandoci ad un mondo artificiale nel quale come scrisse Hannah Arendt siamo irritati “da tutto quel che (ci) è misteriosamente dato”, insieme vittime e carnefici di un delirio che ha portato l’umanità oltre il limite della sostenibilità. O, ancora, di un Novecento che – a dispetto del tempo – non ci siamo ancora messi alle spalle, incapaci di elaborarne le tragedie.

Come non vedere che quel mare è diventato un immenso cimitero di vite in fuga; che le magnifiche sorti progressive hanno prodotto modelli di sviluppo senza futuro se non la guerra di tutti contro tutti pur di non mettere in discussione i nostri stili di vita; che se non sappiamo imparare dalla storia non potremo che rimanerne prigionieri?

Nel far questo abbiamo messo da parte i rituali del pacifismo, scegliendo la strada della narrazione attraverso la poesia, il teatro, la musica, le testimonianze dirette, il viaggio. Ne è venuto un percorso profondo ed arricchente che ha coinvolto migliaia di persone, associazioni di volontariato, istituzioni di ricerca e museali, le comunità dei nuovi trentini… e così la pace è uscita dalla gabbia ideologica del “senza se e senza ma”, sapendo che la vita è incerta, che il mondo non si può dividere in maniera manichea fra il bene e il male, che i conflitti vanno abitati e fatti evolvere, non tagliati.

Come i lettori forse possono immaginare, questa diversa impronta di una pace che cerca di fare i conti con gli stereotipi culturali del Novecento, non è affatto scontata. Richiede una propria agenda di lavoro piuttosto che il rincorrere le emergenze. Pulizia di pensiero, piuttosto che appartenenze. La capacità di alzare lo sguardo per cercare di comprendere dove stiamo andando, invece degli anatemi.

Per questa ragione ho voluto titolare l’ampia relazione conclusiva (http://www.forumpace.it/) di cinque anni di lavoro del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani in questo modo: “Presenti al nostro tempo”. Essere “presenti al proprio tempo” significa sapersi interrogare di anno in anno sulle grandi questioni che investono il futuro dell’umanità, provando delle risposte tanto sul piano politico come nei nostri comportamenti individuali.

Se avrete il desiderio e la pazienza di leggerla, vi si traccia non solo un bilancio del voluminoso percorso realizzato, ma anche una riflessione su come le parole – pace e diritti umani – possano ancora comunicare un’idea di futuro senza cadere nella retorica buonista di una società senza conflitti e di una pace che non sa fare i conti con la natura umana e con quello che James Hillman – il padre della psicanalisi americana – ebbe a definire “un terribile amore per la guerra”.

Pace e diritti umani non sono argomenti per “anime belle”, che non sanno fare i conti con la concretezza dei problemi quotidiani. Dico queste cose perché ho avuto spesso, nel corso di questi cinque anni, la sensazione che la politica e le istituzioni guardassero al lavoro del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani come qualcosa di astratto, inessenziale. Se così fosse, tanto varrebbe cancellare con un colpo di spugna la LP 11/91 che istituì più di vent’anni fa con voto pressoché unanime questa originale istituzione.

Personalmente rimango convinto che quella legge rappresenti una delle pagine più belle e feconde della nostra autonomia, nell’intuizione che la pace e i diritti umani devono diventare cultura condivisa di una comunità. E che per questo occorre formare, darsi strumenti di conoscenza, creare relazioni con altre storie e geografie, mettere in rete le istituzioni, valorizzare l’apporto della società civile. Credo dovremmo esserne orgogliosi.

Ho avuto in questo tempo la responsabilità di questa navigazione. E’ stata un’esperienza davvero stimolante della quale voglio ringraziare tutte le persone che insieme a me sono state protagoniste di questo viaggio. E’ stato diverso da quelli precedenti e spero che lo sguardo che ci siamo proposti rimanga come un piccolo patrimonio della nostra comunità.

 

Un marinaio genovese del XVI secolo che diviene “Sinan kapudan pascià”, il fiulin “vegni gio con la piena” nella Milano degli anni ’50 che “tacà sul respingent” di un tram scopre un mondo senza limiti, il poeta maledetto che intravede in una delle sue “illuminazioni” quel che sarebbe accaduto con l’industria della morte nel “tempo degli assassini”. – See more at: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3053#sthash.oGP0bMbX.dpuf

(12 marzo 2014) Oggi si conclude il mio mandato di presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Un’esperienza molto bella ed intensa della quale vorrei ringraziare le molte persone che, con il loro impegno e intelligenza, l’hanno resa possibile. Il bilancio di cinque anni di lavoro lo potete trovare su questo sito. Ho provato a sintetizzarne il significato in questo breve scritto.

di Michele Nardelli

– See more at: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3053#sthash.oGP0bMbX.dpuf

Atlante delle guerre e dei conflitti 2014

All’Interno della rassegna “Il 2014 dell’Afghanistan

Atlante delle guerre e dei conflitti 2014

Cafè de la Paix,
Passaggio teatro Osele 6/8, Trento
11 marzo 2014, ore 18.00

Annuario aggiornato e completo dei confitti in atto sul pianeta. L’intento dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, arrivato ormai alla quinta edizione è quello di spiegare le ragioni di tutte le guerre in corso, capire perché si combatte e chi sono gli attori. All’interno un focus sulla situazione afghana.

Ne parliamo con Raffaele Crocco (Ass. 46° Parallelo e curatore dell’Atlante), Nicole Corritore (Osservatorio Balcani e Caucaso) della ed Emanuele Giordana (Afgana)
Con la partecipazione di Sara Ferrari (Assessore cooperazione allo sviluppo – PAT)

Atlante delle guerre e dei conflitti 2014

Cafè de la Paix
11 marzo 2014, ore 18.00

Annuario aggiornato e completo dei confitti in atto sul pianeta. L’intento dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, arrivato ormai alla quinta edizione è quello di spiegare le ragioni di tutte le guerre in corso, capire perché si combatte e chi sono gli attori. All’interno un focus sulla situazione afghana.

Ne parliamo con Raffaele Crocco (Ass. 46° Parallelo e curatore dell’Atlante), Nicole Corritore (Osservatorio Balcani e Caucaso) della ed Emanuele Giordana (Afgana)
Con la partecipazione di Sara Ferrari (Assessore cooperazione allo sviluppo – PAT)

Riscatto mediterraneo. Voci e luoghi di dignità e resistenza

Presentazione libro
Venerdì 7 marzo 2014, ore 18.30 – CFSI vicolo S.Marco 1 (Trento)
Organizza: Cinformi , CFSI e Associazione Mimosa

Presentazione libro
Venerdì 7 marzo 2014, ore 18.30 – CFSI vicolo S.Marco 1 (Trento)
Organizza: Cinformi e CFSI

Il libro
Un viaggio nel Mediterraneo che ritorna al centro della Storia, perché tutto è cambiato dopo la Primavera araba.
Una narrazione letteraria che racconta di coloro che hanno preso in mano il futuro, sfidando morte e ingiustizia. Con le rivoluzioni arabe e i movimenti contro crisi e austerità che le ha accompagnate, questa parte del mondo è diventato il fulcro del cambiamento, dove si sperimenta un nuovo progetto di civilizzazione.

Chi sono i protagonisti? Come si muovono, si organizzano e in cosa sperano i giovani di questa generazione in subbuglio? Perché il Mediterraneo è diventato la culla della resistenza civile? E come fare in modo che ciò che è iniziato produca frutto? Il libro cerca di rispondere a queste domande, parlando di Tunisia, Libia, Egitto o Siria, ma anche di Tel Aviv, Salonicco, Zagabria o Roma, e nelle storie di quei giovani in movimento, nelle loro battaglie, vittorie o sconfitte esplora le radici comuni.
Un libro che invita a sperare che il futuro immaginato nelle piazze delle città del Mediterraneo sia l’inizio di un percorso sociale, culturale e politico comune. Più giusto, più onesto, più democratico, più creativo. Più mediterraneo.

L’autore
Gianluca Solera nato nel 1966 a Riva del Garda. Dopo gli studi universitari in urbanistica e pianificazione territoriale a Venezia, Parigi e Berlino, è stato per dieci anni consigliere al Parlamento europeo.
Negli ultimi otto anni, con la Fondazione Anna Lindh per il Dialogo tra le Culture, la più prestigiosa istituzione del Partenariato Euro-Mediterraneo, ha costruito una rete di quattromila organizzazioni in più di quaranta paesi che lavorano insieme per dialogo, riconciliazione e cooperazione umana, sociale e culturale tra Europa, Mondo arabo, Israele e Turchia.

Con Nuovadimensione ha pubblicato Muri, lacrime e za’tar, che ha riscosso un buon successo editoriale e mediatico. È collaboratore di riviste online e autore di diverse pubblicazioni.

 Intervengono

Gianluca Solera, autore del libro

Domenico Tosini, ricercatore presso il dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’università di Trento

Introduce

Andrea Cagol, area comunicazione Cinformi

 

Per rispondere a questa mail si prega di scrivere a: convivenza@cinformi.it

Per inviare documenti tramite posta certificata si prega di scrivere a: salute@pec.provincia.tn.it

Cinformi – Centro Informativo per l’Immigrazione
Dipartimento Salute e Solidarietà sociale
Provincia Autonoma di Trento
Via Zambra 11 – 38121 TRENTO
tel.  0461.405640
fax. 0461 405699
convivenza@cinformi.it
http://www.cinformi.it

Il 2014 dell’Afghanistan

Le mille incognite di un paese al bivio

Trento, marzo 2014

Il prossimo 5 aprile l’Afghanistan sarà chiamato ad eleggere il nuovo Presidente e il nuovo governo. Un’occasione importante – anche in Italia – per discutere delle sorti di un paese che ci è stato raccontato solo come campo di battaglia e mai per la sua dimensione culturale, per la meraviglai dei suoi paesaggi o per le ambizioni degli uomini e delle donne che lo abitano. Un ciclo di incontri per approfondire l’attualità della politica afghana (l’uscita delle truppe internazionali e il difficile percorso di pacificazione in corso) e per conoscere i lati meno visibili di un paese che ci appare distante, anche se non lo è.

Organizzato da: Associazione Afghanistan 2014, Café de la Paix, Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale, Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, Consiglio della Provincia autonoma di Trento, Unimondo, Associazione Culturale 46° parallelo

Le mille incognite di un paese al bivio

Trento, marzo 2014

Il prossimo 5 aprile l’Afghanistan sarà chiamato ad eleggere il nuovo Presidente e il nuovo governo. Un’occasione importante – anche in Italia – per discutere delle sorti di un paese che ci è stato raccontato solo come campo di battaglia e mai per la sua dimensione culturale, per la meraviglai dei suoi paesaggi o per le ambizioni degli uomini e delle donne che lo abitano. Un ciclo di incontri per approfondire l’attualità della politica afghana (l’uscita delle truppe internazionali e il difficile percorso di pacificazione in corso) e per conoscere i lati meno visibili di un paese che ci appare distante, anche se non lo è.


5 marzo 2014, ore 21
Cinema Astra
Corso Buonarroti 16, Trento

Afghanistan 2014 – Dettaglio

“Afghanistan 2014 – Dettaglio” è il secondo episodio di una trilogia di documentari, un viaggio dalla Grecia all’Italia, dalla Germania alla Svezia per incontrare i rifugiati politici afghani (in Europa sono circa 700.000) ed ascoltarne la voce. Il film è stato prodotto da Filmwork, con il contributo di Trentino Film Commission.
Ingresso libero.
Proiezione e dibattito con Razi e Sohelia Mohebi (registi del film) e Giuliano Battiston (giornalista freelance).


 11 marzo 2014, ore 18
Café de la Paix
passaggio Teatro Osele 6/8, Trento
Atlante delle guerre e dei conflitti 2014

Annuario aggiornato e completo dei confitti in atto sul pianeta. L’intento dell’Atlante delle guerre e dei conflitti
del mondo, arrivato ormai alla quinta edizione, è quello di spiegare le ragioni di tutte le guerre in corso, capire perché si combatte e chi sono gli attori. All’interno un focus sulla situazione afghana.
Ne parliamo con Raffaele Crocco (Ass. 46° Parallelo e curatore dell’Atlante), Emanuele Giordana (Afgana) e Nicole Corritore (Osservatorio Balcani e Caucaso). Con la partecipazione di Sara Ferrari (Assessore alla cooperazione allo  sviluppo – PAT


 21 marzo 2014, ore 18
Café de la Paix
passaggio Teatro Osele 6/8, Trento
18:27:07 – Festeggiamenti per il Nowruz

Celebrando il Capodanno Afghano/Persiano, per lasciare per una volta spazio alla cultura, all’arte e alla musica di un paese in guerra da troppo tempo. Festeggeremo proponendo una selezione di musiche, immagini e sapori  dall’Afghanistan.


25 marzo 2014, ore 18
Sala Aurora di Palazzo Trentinivia Manci 27, Trento
Afghanistan: ieri, oggi, domani…

Un paese al bivio. Le prossime elezioni, l’uscita delle truppe internazionali, le difficoltà economiche. Per l’Afghanistan è il momento di elaborare il passato, prendere in mano il presente e immaginare il futuro.
Ne parliamo con Michele Nardelli (Presidente Forum Trentino per la Pace), Felicetta Ferraro (Casa Editrice Ponte33).
Durante la serata verrà presentato un video realizzato in Afghanistan da Andrea Bernardi (corrispondente Unimondo).


#Afg2014
Un forum di discussione sull’Afghanistan
www.afghanistan2014.org
Un cantiere da costruire insieme. Informazioni, riflessioni e approfondimenti sull’Afghanistan di oggi e quello di domani.

Contatti

Forum per la Pace e i Diritti Umani
Tel. 0461213176
forum.pace@consiglio.provincia.tn.it
www.forumpace.it

Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale
Tel. 0461093000
info@tcic.eu
www.tcic.eu