IL TRENTINO PER I DIRITTI UMANI

IL TRENTINO PER I DIRITTI UMANI

19- 20 – 21 NOVEMBRE 2020

Programmi di protezione per giornalisti, docenti ed attiviste/i minacciati nel mondo: una tre giorni che mette al centro la libertà di informazione, di ricerca, di costruzione dei diritti collettivi.

Per fare di Trento una città “In Difesa Di”. 

Le crisi che stanno attraversando il nostro tempo – sanitarie, sociali, economiche – non possono farci dimenticare la necessità di mettere al centro del nostro agire politico la difesa dei diritti umani ed ambientali e di chi li difende.
Ecco perché risulta particolarmente importante il webinar che il Nodo Trentino della rete In Difesa Di organizza il 20 e il 21 novembre prossimi “Il Trentino per i diritti umani – Protezione e reciprocità per difendere chi difende i diritti di tutte e di tutti”, che sarà anticipato dal corso per giornalisti, realizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto Adige, “Giornalisti minacciati e reporter dalle zone di guerra”, il 19 novembre dalle 16.00 alle 18.00, insieme al giornalista Christian Elia condirettore di QCodeMag, Paola Rosà di Osservatorio Balcani e Caucaso e la partecipazione di Khalifa Abo Khraisse, giornalista, regista e sceneggiatore libico, collaboratore di Internazionale, BBC, al-Jazeera e CNN.

Una tre giorni che vuole sì concretizzare l’impegno della città di Trento nella solidarietà, ma vuole anche dare un contributo alla difficile lettura della situazione geopolitica globale, e alla trasformazione che la cooperazione internazionale può e deve assumere, nell’epoca della pandemia. Un momento fondamentale dell’incontro sarà l’omaggio al giovane Mario Paciolla, funzionario Onu trovato senza vita in Colombia, e su cui la campagna “Verità per Mario” pretende indagini e notizie veritiere. 
“Il Trentino per i diritti umani” è il terzo appuntamento internazionale che il Nodo Trentino della rete In Difesa Di – composto da Forum Trentino per la Pace e i diritti umani, associazione Yaku, PBI Italia, Amnesty International, il Centro per la Cooperazione Internazionale, Osservatorio Balcani e Caucaso, l’Università di Trento con Scholar At Risk – coordina sul territorio, insieme ad una fitta rete di organizzazioni, nazionali ed internazionali, università ed enti locali, per la costruzione del primo programma per la difesa delle e dei difensori dei diritti umani ed ambientali, da realizzare in Italia.
Trento prima “Città In Difesa Di”

è l’importante visione che anche la nuova amministrazione municipale del sindaco Franco Ianeselli ha deciso di abbracciare e fare propria, raccogliendo il testimone dalla Giunta Andreatta che con la Mozione 658 aveva sdoganato l’impegno del Comune di Trento in favore delle e dei difensori dei diritti umani ed ambientali.
L’iniziativa si inserisce nel quadro del progetto “Città in Difesa Di” finanziato dall’Ufficio 8 per 1000 della Tavola Valdese, promosso dalla Ong Terra Nuova, insieme all’associazione Yaku, Un Ponte per e l’Università per i diritti umani Antonio Papisca di Padova, appartenenti alla Rete In Difesa Di – per i diritti umani e di chi li difende.

 

Per scaricare il programma:

http://www.yaku.eu/wp-content/uploads/2020/11/pdf-programma1.pdf?fbclid=IwAR0IG_LNrktMs0LiHvLrmwG-EZwhTGXQA_g1Yia8M1uYspcNC3IO7Xx6D1g

Bosnia ed Erzegovina: Karadžić e le sabbie mobili

Mercoledì 18 maggio ore 18.00, presso Le Gallerie – Piedicastello il Forum trentino per la pace e i diritti umani e l’Associazione 46° parallelo vi invitano all’incontro Bosnia ed Erzegovina: Karadžić e le sabbie mobili“, per riflettere sulla situazione in Bosnia ed Erzegovina a un mese dalla condanna di Radovan Karadžić per genocidio, per capire come e se la più grave strage di cui l’Europa è stata testimone dopo la seconda guerra mondiale, ha cambiato questo paese e la sua società.

Contine reading

In Armenia fu genocidio o no? A cento anni dal «Grande Male»

di Francesca Correr
Il non-ti-scordar-di-me è il fiore azzurro scelto a simbolo della commemorazione del centenario del genocidio degli armeni, il «Grande Male». È anche il simbolo del gruppo musicale Genealogy, che rappresenta l’Armenia nella competizione canora dell’Eurovision Song Contest: cinque artisti come i cinque petali del non-ti-scordar-di-me, provenienti dai cinque continenti e figli della diaspora armena. La canzone presentata si intitola Face the shadow (Affronta l’ombra); il titolo originale, poi cambiato in corso d’opera, era però il più diretto Don’t deny! (Non negare!).
La criticità della memoria dello sterminio armeno è balzata alle cronache prepotentemente dopo le affermazioni del Papa nel giorno della Pasqua ortodossa, che ha ricordato quello armeno come “il primo genocidio del XX secolo”. Non si sono fatte attendere le rimostranze turche all’uso del termine “genocidio”. La Turchia infatti ha sempre mantenuto una posizione ufficiale di tipo negazionista: le violenze subite dagli armeni sono da considerarsi in seno alle bellicosità della Prima Guerra Mondiale. Il Parlamento Europeo, invece, ha riconosciuto ufficialmente il massacro degli armeni come genocidio il 15 aprile di quest’anno con una risoluzione che “deplora fermamente ogni tentativo di negazionismo”.
In questo breve testo si cerca di fornire un sintetico inquadramento generale del genocidio armeno e si propone poi una traccia che indirizzi il lettore al ricchissimo dossier presentato dall’Osservatorio Balcani e Caucaso dal titolo “Genocidio Armeno 1915-2015”.
Il genocidio degli armeni inizia la notte del 24 aprile 1915, nella capitale dell’Impero Ottomano: intellettuali, poeti e riferimenti culturali della comunità vengono prelevati dalle loro case e uccisi. Lo sterminio continua spostandosi a est, nelle terre armene, da dove cominciano quelle che verranno poi chiamate “marce della morte”. Gli uomini vengono uccisi e le donne e i bambini condotti attraverso il deserto siriano e lasciati morire di stanchezza, fame e sete.
Il bilancio di queste marce disperate e degli omicidi diretti si aggira attorno al milione e mezzo di vittime.
Il contesto socio-politico è quello di un governo ottomano in mano ai Giovani Turchi, che perseguono la costruzione di una modalità statale di stampo nazionalista: è fomentata l’unione dei popoli turchi (una lingua-una nazione) mentre la minoranza armena, indoeuropea e cristiana dal 300, diviene un obiettivo da colpire.
La partita si delinea anche nei suoi elementi di carattere geopolitico; legata agli equilibri e ai conflitti tra Impero Ottomano e Russia (gli intellettuali armeni sono accusati di tradimento di matrice filo-russa).
Ma la storia degli armeni è costellata di occupazioni e violenze; nel 1894 vi è un primo massacro di circa 300.000 persone, in risposta a una rivolta contro l’oppressione curda e turca. L’ombra della Russia zarista è già presente nell’appoggio delle rivendicazioni indipendentiste armene (non a caso l’Armenia poi diventerà uno degli stati dell’Unione Sovietica).
I conflitti di area continuano anche nel ‘900 e dopo la caduta dell’URSS; basti pensare alla guerra sconosciuta nel Nagorno-Karabakh del 1992-94 tra azeri e armeni (dal 1991 il Nagorno-Karabakh si definisce uno stato indipendente, abitato in prevalenza da armeni).
Il centenario del genocidio permette quindi la costruzione di una riflessione sulla memoria dell’evento in sé ma si dimostra anche un’occasione per approfondire la conoscenza di un’area che spesso non gode di protagonismo mediatico, marginale nei libri di storia.
L’Osservatorio Balcani e Caucaso propone un ampio dossier di approfondimenti di varia matrice legati al genocidio armeno.
Una parte del dossier, dal titolo “Attualità”, raccoglie vari articoli che analizzano il genocidio, e il suo centenario, sotto diversi aspetti. Simone Zoppellaro si sofferma sul dibattito internazionale sul riconoscimento del massacro armeno come genocidio e sui rapporti geopolitici che ne circondano la memoria (da quelli tra Armenia e Turchia alla posizione di Israele). Interessante anche la traduzione di un articolo di Maria Titizian che ci propone un augurio per il futuro: “Mentre un secolo di dolore, sofferenze e perdite si conclude, un altro nascerà. Facciamone il nostro secolo. Un secolo di successi. Iniziamo questo nuovo secolo, finalmente, il 25 aprile.”.
Il dossier è poi arricchito da un’ampia sezione di reportage, interviste e testimonianze: da segnalare l’attenzione al tema della diaspora e della storia dei rimpatri in Armenia dopo gli anni Quaranta attraverso le memorie familiari e personali, sguardi intimi che ricostruiscono una storia collettiva.
È possibile inoltre accedere a due contributi multimediali (un incontro con il fotografo Alvaro Deprit nell’ambito del seminario “Armenia” nel contesto di Rovereto Immagini 2012 e un tour virtuale dell’Armenian Genocide Museum) e a una lista di consigli di lettura sul tema.
Interessante inoltre la sezione “Eventi”: a Milano il 24 aprile si terrà la conferenza Il genocidio armeno tra storia e memoria mentre nel padovano si segnalano lo spettacolo teatrale Come polvere sul tavolo (24 aprile) e il seminario Riflessioni sulla storia armena a partire dal concetto di martirio in relazione al Genocidio del 1915 – “Metz Yeghern” (2 maggio).

Segnaliamo, infine, un romanzo ambientato a Milano, Come sabbia nel vento: una storia che intreccia Italia e Armenia e l’unversalità dell’amore, dell’odio, del dolore.

Laboratorio di assemblaggio rottame

Laboratorio artistico
Sabato 8 marzo 2014, dalle ore 10.00 alle 13.00 – Ecosportello, via Torre Verde 34, Trento
Organizza: Ecosportello

Laboratorio artistico
Sabato 8 marzo 2014, dalle ore 10.00 alle 13.00 – Ecosportello, via Torre Verde 34, Trento
Organizza: Ecosportello

All’Ecosportello l’artista del riuso Marco Merulla dimostrerà nella pratica come assemblare piccole parti metalliche facilmente recuperabili nelle nostre case, per creare oggetti nuovi e personalizzati.
I partecipanti saranno coinvolti direttamente nella creazione.

In collaborazione con Cooperativa QUATER. Informazioni e iscrizioni: 0461499685,info@ecosportello.tn.it

Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare

A Roma successo di adesioni per gli Stati Generali contro lo spreco alimentare

Per la prima volta l’Italia affronta in modo organico il problema degli sprechi alimentari. Fao, Confagricoltura, Confcommercio, Last minute market, Banco Alimentare, Slow Food, Acli, Caritas, Federconsumatori, Coldiretti, Expo e poi le aziende italiane coinvolte nel tema, da Alcenero a Barilla, da Granarolo a Whirlpool, da Coop a Conad, sono solo alcuni delle oltre cento adesioni agli Stati Generali di prevenzione dello spreco alimentare in Italia, convocati su iniziativa del Ministero dell’Ambiente mercoledì 5 febbraio a Roma al Tempio di Adriano. 

Link correlati:
La campagna “Un anno contro lo spreco” L’agenda del 5 febbraio – Piano Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare (PINPAS)LastMinute Market 

A Roma successo di adesioni per gli Stati Generali contro lo spreco alimentare

Per la prima volta l’Italia affronta in modo organico il problema degli sprechi alimentari. Fao, Confagricoltura, Confcommercio, Last minute market, Banco Alimentare, Slow Food, Acli, Caritas, Federconsumatori, Coldiretti, Expo e poi le aziende italiane coinvolte nel tema, da Alcenero a Barilla, da Granarolo a Whirlpool, da Coop a Conad, sono solo alcuni delle oltre cento adesioni agli Stati Generali di prevenzione dello spreco alimentare in Italia, convocati su iniziativa del Ministero dell’Ambiente mercoledì 5 febbraio a Roma al Tempio di Adriano, in una Giornata organizzata con Last Minute Market.

Enti, associazioni, organizzazioni e imprese: sono pressoché al completo gli attori della filiera agroalimentare italiana e le organizzazioni attive nella lotta agli sprechi che interverranno per esprimere proposte, indicazioni e buone pratiche propedeutiche all’elaborazione del Pinpas, il Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare di cui si doterà l’Italia nella prossima primavera, in sintonia con quanto indicato dalla Commissione Europea nella tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse.

I lavori, alla presenza del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e del Sottosegretario alle Politiche Agricole e delegato all’Expo Maurizio Martina, saranno introdotti e coordinati dal presidente di Last Minute Market Andrea Segrè.

Interverranno per il Gruppo di lavoro del Pinpas lo scienziato Vincenzo Balzani, lo scrittore e attore Giobbe Covatta. Il Pinpas, Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, è stato inserito nell’ambito del Piano Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti. Il Pinpas ambisce a produrre soluzioni concrete ed efficaci in termini di riduzione alla fonte della quantità di cibo che finisce tra i “rifiuti”  sul  breve, medio e lungo periodo.

Link correlati:
La campagna “Un anno contro lo spreco” L’agenda del 5 febbraio – Piano Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare (PINPAS)LastMinute Market 

Real ReuseRoyalRumble

Incontro
Venerdì 22 novembre 2013,  dalle 18 alle 21 – Ecosportello, via Torre Verde 34, Trento
Organizza: Quater per Ecosportello con Impact Hub

Incontro
Venerdì 22 novembre 2013,  dalle 18 alle 21 – Ecosportello, via Torre Verde 34, Trento
Organizza: Quater per Ecosportello con Impact Hub

 Una competition del riuso per designer e creativi!

Un progetto di Quater per Ecosportello in collaborazione con ImpactHub Rovereto

 Cooperativa Quater, nuovo coordinatore di Ecosportello, in collaborazione con Impact Hub Rovereto presenta la competition “Real ReuseRoyalRumble”, una vera e propria sfida “live” per designer, artisti e creativi sul tema del riuso e del riciclo creativo.  Protagonista della serata sarà il tappo di sughero, oggetto che potrà essere rivisitato in tutte le sue forme e declinazioni da quattro creativi, i quali si sfideranno nella creazione e nella realizzazione di un manufatto.
Un tempo limitato, tappi di sughero e attrezzi  a disposizione dei partecipanti.
Il tema da sviluppare sarà legato ai quattro elementi: Terra, Acqua, Fuoco, Aria. Il ring sarà proprio l’Ecosportello di Trento, il piccolo grande tempio della sostenibilità ambientale di Via Torre Verde: dal risparmio energetico alla mobilità sostenibile, dalla raccolta differenziata alla filiera corta, dall’agricoltura biologica al turismo responsabile, l’Ecosportello è una guida all’uso critico per tutti i consumatori etici e il luogo in cui trovare risposte sulle tematiche della sostenibilità ambientale e per essere informati sulle iniziative e le politiche attivate in questo campo dalla Provincia Autonoma di Trento.

 La sfida “live” avrà la sua colonna sonora (dal vivo BazzaNardiDJ),! Sarà la giuria di esperti che valuterà le opere realizzate, ma il pubblico avrà facoltà di voto per acclamazione. L’opera maggiormente votata sarà esposta nei giorni successivi presso Ecosportello e altri spazi pubblici e privati, e pubblicizzata attraverso i canali di promozione degli enti organizzatori. L’evento sarà inoltre documentato via foto e video.

Info:Dott. Riccardo Acerbi – coordinatore ECO SPORTELLO cell. 347 0398927 – tel. ufficio 0461-499685 apertura ECO SPORTELLO: LUN/MART/MERC/VEN 9 – 13/16 – 19 GIOV 9 – 16 – SAB. 9 – 14