L’ASSEMBLEA DELLA XVI LEGISLATURA

Con la prima convocazione del 16 aprile 2019 hanno avuto inizio i lavori dell'Assemblea della XVI legislatura del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani. Il primo atto è stato quello dell'elezione, tra tutti i componenti, del presidente, del vicepresidente e del Consiglio della Pace, cariche di durata quinquennale che avranno il compito di rendere operativi gli obiettivi del forum: sensibilizzare ed educare ad una cultura della pace e del dialogo nonviolento. Attualmente, l’Assemblea del Forum è formata da 53 componenti, di cui:
  • 12 componenti di diritto
  • 41 rappresentanti delle associazioni
Le realtà e le tematiche affrontate da ogni ente sono diverse: l'obiettivo del Forum è quello di costruire una rete di collaborazione e di scambio per affrontare insieme un contesto sociale in continuo cambiamento, usando come principi guida i valori della pace e dei diritti umani. Per approfondire i suoi compiti e la sua composizione, vai alle pagine dedicata all'Assemblea e alle Associazioni aderenti al Forum.

IL NUOVO CONSIGLIO DELLA PACE

Con l'Assemblea del forum del 16 aprile è stato eletto il nuovo Consiglio della Pace. Oltre a presidente, vicepresidente e i 12 componenti di diritto infatti l'Assemblea ha designato i restanti 15 componenti, scelti tra i rappresentanti delle associazioni e dei comitati facenti parte del Forum stesso, per un totale di 23 membri. Il risultato è senza dubbio arricchente: oltre ad un buon equilibrio tra componenti rieletti della passata legislatura e nuovi membri, anche i temi coperti dalle realtà associative rappresentate sono diversi. Diritti civili, cooperazione, accoglienza, dialogo interreligioso e interculturale sono solo alcune delle questioni al centro del loro lavoro quotidiano sul territorio Trentino. Una trasversalità nelle competenze che, nei prossimi cinque anni, permetterà al Forum di lavorare su più fronti, affrontando con consapevolezza le sfide contemporanee. Per conoscere i componenti, vai alla pagina dedicata al Consiglio della Pace!

TRA CONTINUITA’ E NOVITA’: LE ELEZIONI DEL FORUM TRENTINO PER LA PACE E I DIRITTI UMANI

Il 16 aprile si è svolta l'assemblea elettiva del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani presso la Sala Rosa al palazzo della Regione, coordinata dal presidente del Consiglio provinciale Kaswalder, ente in cui il Forum è incardinato. Tra i 53 presenti, oltre alle associazioni, presenziavano l'assessore competente Mirko Bisesti, la consigliera provinciale della maggioranza Mara Dalzocchio, i due consiglieri della minoranza Sara Ferrari e Alex Marini, e in rappresentanza del Consiglio delle autonomie locali Francesco Valduga e Silvia Girelli. Massimiliano Pilati è stato rieletto presidente del Forum: molti hanno condiviso l'ottimo lavoro nella scorsa Legislatura,il ruolo positivo e dialogante che Pilati ha assunto come esponente delle associazioni.
"Cinque anni fa è partita una scommessa nell'elezione del primo presidente non consigliere. In questi anni si è cercato di seminare, ragionare su soluzioni alternative, dialogo, nonviolenza, conflitti, incontro di persone".
Accenna poi alle prospettive future che verranno discusse durante il primo Consiglio della Pace:
"non cambia la legge e la missione del forum: formare, informare, parlare di dialogo con vari strumenti, ed essere consulente della giunta provinciale. Il Forum deve essere un'ottimo strumento per la comunità trentina."
Le candidature per il Consiglio della Pace sono state numerose, in tutto 18, dopo la votazione e un ballottaggio si è eletto il nuovo Consiglio visibile qui Tra i consiglieri è stata poi eletta come vicepresidente Katia Malatesta, già intervenuta per sostenere la candidatura di Massimiliano Pilati, che ha sottolineato l'importanza del Forum e di come è necessario
"lavorare in un contesto in continua trasformazione, essere un organismo attivo, attento, pronto a presenziare, consigliare e vigilare come nella passata legislatura."
Auguriamo un buon lavoro al nuovo Consiglio della Pace, al rinnovato presidente e alla nuova vicepresidente.

Noi siriani: confronto con Sheik Abdo

  19 811 bambini morti nel conflitto. 5,5 milioni di persone che hanno lasciato il paese. 6 milioni di sfollati interni. E’ con questi numeri importanti, dati dal moderatore Raffaele Crocco, che si è aperto a Trento mercoledì 6 marzo l’evento “Noi siriani”, un dialogo e confronto con Sheik Abdo, attivista per i diritti umani e rifugiato siriano che dal 2015 si è fatto portavoce internazionale della Proposta di Pace per la Siria: un appello nato dal basso, dalla società civile siriana che vive all'interno delle tendopoli nel nord del Libano. L’incontro, che si è svolto in una Sala Falconetto gremita di persone, è stato organizzato da Operation Daywork in collaborazione con  civico 13 sportello delle politiche giovanili di Provincia e Comune di Trento. e con il Forum trentino per la pace e i diritti umani in rappresentanza della rete in difesa di... Due in particolare sono stati i temi centrali della serata. Nella prima parte, Sheik Abdo ha raccontato della situazione che i rifugiati siriani stanno vivendo nei campi profughi del Libano, una realtà che conosce bene dal 2011. Soluzioni abitative precarie, alta mortalità infantile, irruzioni costanti dell’esercito libanese nei campi, arresti e maltrattamenti, bambini che non vanno a scuola, o che se ci vanno hanno garantito un livello appena minimo di istruzione: questi sono solo alcuni degli aspetti che caratterizzano la quotidianità di queste persone, e che dimostra quanto sia urgente trovare una soluzione urgente per il popolo siriano. E’ proprio da questa consapevolezza che nasce la Proposta di Pace per la Siria, una richiesta che si articola in sei punti e che Sheik Abdo ha delineato bene nella seconda parte dell’incontro: la fine della guerra, l’aiuto alle vittime con assistenza e creazione di zone neutre, la lotta al terrorismo, il raggiungimento di una soluzione politica e “la creazione di un Governo di consenso nazionale che rappresenti tutti i siriani nelle loro diversità e ne rispetti la dignità e i diritti”. Tale proposta, ha sottolineato Sheik Abdo, è nata dagli stessi siriani ora profughi in Libano e non è fatta in quanto oppositori del regime, ma in quanto cittadini che vogliono la pace per il loro paese. “La mia aspettativa per oggi è di portare a voi la voce di questa gente che non è ascoltata: qui non sto parlando da siriano, ma da essere umano, perchè questa guerra riguarda tutti noi.”. L’augurio è che la Siria torni presto ad essere, come si augura Sheik Abdo, un paese “che rappresenti tutti”. Oltre a questo evento pubblico, grazie al Forum trentino per la pace e i diritti umani è stato possibile far incontrare Sheik Abdo con Carlotta Sami, rappresentante dell’UNHCR per il Sud Europa che si trovava a Trento in occasione della presentazione del libro “Anche Superman era un rifugiato”. I due hanno quindi avuto modo di conoscersi e di discutere insieme sulla difficile situazione del popolo siriano, nella speranza che l'Onu possa appoggiare ufficialmente la proposta di pace. IMG_20190309_131429-min

In Cammino per la Pace – dal Brennero a Palermo

Io la Pace ce l'ho dentro, ce l'ho nel cuore e vorrei fare qualcosa anche nel mio piccolo
Ci diceva il signor Sandro Chistè mentre ci raccontava della sua iniziativa. Un'iniziativa ambiziosa, quella di percorrere oltre 1800km a piedi dal Brennero a Palermo, ideata qualche anno fa mentre percorreva a piedi, assieme alla figlia, le regioni italiane ed è rimasto colpito dalla quantità di cimiteri militari, dal numero di lapidi, dalle vittime della Grande Guerra. Sandro non è nuovo in questi lunghi tragitti a piedi. Pochi anni fa percorse fino a Cesena a piedi, accompagnato dalla figlia, privo di soldi per ritrovare un senso di povertà e umanità, ospitato dalle persone che trovava lungo il cammino. Lui si definisce uno qualunque, una persona semplice, solo un pensionato che vorrebbe fare qualcosa per la pace e per la memoria dei caduti. E allora ecco che è nata l'idea di percorrere l'Italia da Nord a Sud, in occasione del centenario della prima guerra mondiale, con la bandiera della pace appresso, ancora una volta chiedendo ospitalità alle persone incontrate lungo il percorso, per conoscere le loro storie e far conoscere la propria, il motivo del cammino, le memorie dei parenti prigionieri durante la guerra. Con l'avvicinarsi della data di partenza molte persone ci hanno contattato, desiderose di accompagnarlo per un breve tragitto, di conoscere meglio la persona, di poterlo intervistare o anche solo parlarci. Calorose sono state le risposte arrivate da ogni angolo dell'Italia. Bressanone, Trento, Vallelaghi, Rovereto, Dolcè, Pontassieve, Acquasparta sono solo alcuni dei comuni che si sono offerti di ospitarlo e riceverlo e che ringraziamo infinitamente per la loro disponibilità. In questi momenti lui procede, zaino in spalla, fermato e accompagnato dai passanti che hanno sentito del suo percorso. Ci racconta attraverso sua figlia del calore umano che sta ricevendo e ci ringrazia di avergli dato una mano nell'organizzazione, ma siamo noi a ringraziare te per quello che stai facendo, per la grande grinta, per la passione e per l'enorme cuore. campanaincontro pres Dor e vicepres Forum

Donne per la Pace

Ritengo che la donna sia la personificazione di quella che io chiamo "nonviolenza", che significa amore infinito capace di assumere il dolore. Permettiamo alla donna di estendere questo amore a tutta l'umanità. A lei è dato di insegnare la pace ad un mondo lacerato (Mahatma Gandhi).
Ed è con queste parole di Gandhi che Violetta Plotegher, vicepresidente del Forum Trentino per la pace e i diritti umani introduce "Donne per la Pace" una tavola rotonda tutta al femminile per parlare del ruolo delle donne nelle sfide globali e nella promozione della pace, con due ospiti d'eccezione: Lisa Clark e Martina Pignatti Morano. Lisa Clark, di Beati Costruttori di Pace e referente per il disarmo nucleare della Rete Italiana per il Disarmo ci ha parlato del suo percorso con ICAN - campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari, nata nel 2007 e vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 2017, e del terrore dell'ordigno atomico, che nonostante non sia stato più utilizzato in guerra dalle due esplosioni in Hiroshima e Nagasaki,  ha continuato negli anni a essere utilizzato per diversi test militari nelle zone meno abitate del mondo. A questo proposito è stato sottoscritto dalla maggior parte dei paesi dell'ONU il Trattato per la non proliferazione nucleare, il quale prevede che gli stati che sono entrati in possesso dell'arma nucleare prima del trattato le possono detenere legalmente, ma si impegnano altresì, da una parte a ridurre il proprio arsenale e, dall'altra, a fare in modo di non facilitare l'acquisizione di questi ordigni ad altri stati. Ad oggi, l'unico stato in possesso di armi nucleari che ha smantellato completamente il proprio arsenale è il Sudafrica, che nel 1991 distrusse le sue 6 testate. Questo lungo lavoro si è tradotto nel Trattato per l'abolizione delle armi nucleari del 2017. Trattato che non è stato ratificato dall'Italia (servono le ratifiche di almeno 50 stati per diventare effettivo). ICAN - International Campaign to Abolish Nuclear weapons riporta il tema del bando delle armi nucleari al centro dell'attenzione della comunità internazionale, incentrandosi su un punto di vista umanitario e non da un punto di vista strategico-militare, ed è per questo motivo che più di 120 paesi hanno aderito alla campagna. Martina Pignatti Morano, presidente di Un Ponte Per ci ha raccontato del suo impegno in Iraq e di come la nonviolenza e la partecipazione attiva di soggetti esterni riesca a portare luce, esperienza e continuità per costruire un futuro migliore in situazioni di difficoltà. È possibile ascoltare le testimonianze al seguente link: https://www.donnefuoridalbuio.com/ I due interventi, moderati da Beatrice Taddei Saltini della redazione di Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, si sono conclusi con le parole di Sara Ferrari, assessora all’Università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità e cooperazione allo sviluppo, che ha ricordato la pluralità di sforzi presenti sul territorio trentino impegnati nella pace e nella cooperazione internazionale e di come queste diverse realtà di volontariato e di associazionismo ci facciano confrontare con un mondo globalizzato per individuare la nostra posizione davanti a queste sfide. In particolare, sono state citate la mozione per la difesa dei difensori dei diritti umani, di cui il Trentino è la prima realtà italiana a promuovere, e i corridoi umanitari con la Siria. P1020571 P1020536 P1020517 P1020506 P1020498 P1020478 P1020474 P1020473 P1020457 P1020437 P1020429 P1020423 P1020415 P1020413 P1020399 P1020395