Anche tu puoi fare la differenza

Come tenersi informati e operare scelte economiche ragionate

“La politica si fa in ogni momento della vita: al supermercato, in banca, sul posto di lavoro, all’edicola, in cucina, nel tempo libero scegliendo cosa e quanto consumare, da chi comprare, come viaggiare, a chi affidare i nostri risparmi, rafforziamo un modello economico sostenibile o di saccheggio, sosteniamo imprese responsabili o no; sosteniamo un’economia solidale e dei diritti o un’economia di sopraffazione reciproca.” Francuccio Gesualdi - Altreconomia 11/2003
Ogni consumatore può, attraverso attente scelte di consumo e di risparmio, incidere sul sistema socioeconomico. La forza di questo vero e proprio “voto nel portafoglio”, come lo definisce Leonardo Becchetti, deriva dal fatto che le imprese dipendono dalle quote di consumo e dalle quote di risparmio che riescono a catturare sul mercato. Fare attenzione non solo al prezzo di un prodotto, ma anche alla sua qualità sociale e ambientale, permette di orientare le proprie scelte verso quelle aziende all’avanguardia dal punto di vista della sostenibilità. Quindi oggi il protagonista dello sviluppo economico di un'impresa è proprio il consumatore, con i suoi valori e le sue preferenze. ANCHE TU PUOI FARE LA DIFFERENZA! PER ESEMPIO?

Economie di pace. Tra scenari globali e scelte quotidiane

Il Forum trentino per la pace e i diritti umani è lieto di invitarvi al convegno "Economie di pace. Tra scenari globali e scelte quotidiane" previsto il 16 giugno a Trento presso la Sala del Consorzio dei Comuni Trentini.

Al convegno interverranno: *** Francesco Vignarca Coordinatore nazionale della Rete Italiana per il Disarmo e collaboratore di Emergency; *** Raul Caruso Ricercatore di Politica economica presso l'Università Sacro Cuore di Milano e autore del libro "Economia della pace" (ed. Mulino, 2016); *** Nicoletta Dentico Giornalista, ex direttore di Medici Senza Frontiere in Italia e vicepresidente della Fondazione Finanza Etica. Francesco Vignarca, attraverso i dati di Mil€x-Osservatorio sulle spese militari in Italia, analizzerà la situazione degli armamenti a livello internazionale, prestando particolare attenzione al contesto Italia. In un secondo momento, grazie all'expertise di Raul Caruso, si avanzerà un breve studio sulla disciplina e sui fondamenti della Peace Economics. Infine, Nicoletta Dentico incentrerà il focus sull'influenza delle scelte quotidiane del singolo e quanto queste pesino a livello delle più globali "Economie di pace".
"Tutto il processo economico è quindi un problema di scelte: scelte da parte dei consumatori e scelte da parte dei produttori. In ultima analisi le scelte si impongono perché le risorse sono limitate rispetto ai desideri". (Carlo Maria Cipolla)

いらっしゃいませ Benvenuto al Parco Langer!

 

Si è conclusa la due giorni all'insegna del Kaki Tree Project. Dopo la tavola rotonda del 23 marzo e la seguente cerimonia di piantumazione, ora la pianta di cachi è stabile al Parco Alexander Langer. In questo modo, tutta la cittadinanza potrà seguire la crescita dell'arbusto e interessarsi alla sua storia e al progetto in generale.

La presenza del genitore di questa iniziativa è stata un'occasione per le autorità presenti, per i bambini e i ragazzi che hanno partecipato alla piantatura. L’arboricoltore Masayuki Ebinuma ha sottolineato come da quel momento gli stessi bambini e i ragazzi siano diventati i protettori e i curatori del benessere dell'albero, simbolo della pace e dell'importanza di un mondo denuclearizzato. Proprio questa necessità e il dibattito attorno al nucleare sono stato l'oggetto della tavola rotonda precedente alla cerimonia del 24 marzo.

In questa occasione i relatori Mirco Elena e Lisa Clark hanno evidenziato lo scenario passato e attuale dell'eliminazione delle armi atomiche e nucleari, enfatizzando che lunedì 27 marzo si sarebbe aperta la Conferenza delle Nazioni Unite sugli strumenti giuridicamente vincolanti verso l'eliminazione totale delle armi nucleari. Questo rappresenterà uno dei primi passi verso la messa al bando totale delle nuclear weapons. Nel frattempo, non resta che ammirare la crescita e la fioritura del famoso Kaki.

Di seguito le foto degli eventi e la rassegna stampa dei media locali. Il Trentino Il Dolomiti Tg- Regione   [gallery columns="4" link="file" ids="3329,3328,3327,3326,3324,3325,3322,3314,3315,3323,3316,3317,3287,3286,3290,3288,3319,3318,3320,3321,3291,3289,3331,3332,3333"]        

Kaki Tree Project- La rinascita del tempo

Conferenza stampa di presentazione martedì 21 marzo ore 11.00 Sala stampa, Palazzo Geremia

Coltivare un tempo di pace

Tavola rotonda- giovedì 23 marzo ore 20.30 Palazzo Geremia (TN)

“Kaki Tree Project – la rinascita del tempo” è un progetto internazionale artistico rivolto in particolare alle giovani generazioni, attraverso il quale riflettere sull'importanza della pace e della vita e attivare strategie concrete di promozione della pace dal basso. Finisterrae Teatri in collaborazione con Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, associazione PRODIGIO, associazione Yomoyamabanashi e Pituit studio d’arti invita la cittadinanza alla tavola rotonda di presentazione del progetto.
Con Masayuki Ebinuma (botanico, ideatore del Kaki Tree Project), Mirco Elena (Unione degli scienziati per il disarmo), Lisa Clark (Beati Costruttori di Pace), Giacomo Anderle, Miriam Vanzetta (Finisterrae Teatri)

Cerimonia di piantumazione del caco di Nagasaki

Pianta un seme prendi un frutto- venerdì 24 marzo ore 10.00 Parco Langer (TN)

Nel 1945 a Nagasaki un albero di cachi sopravvisse miracolosamente al bombardamento atomico. Da quell’albero, grazie all’amore e alla cura di un arboricoltore, sono nate nuove piante di seconda generazione che sono state consegnate a bambini di tutto il mondo. Un caco di seconda generazione è arrivato a Trento e sarà piantato nel parco Alexander Langer accolto con una festa che vedrà protagonisti bambini e numerose associazioni. L’iniziativa fa parte di un progetto sociale e culturale più ampio di riqualificazione del parco.
Con la partecipazione di alcune scuole del quartiere e di Finisterrae Teatri, associazione PRODIGIO Onlus, Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, associazione Yomoyamabanashi, delle artiste Gabriella Gasperini e Nadezhda Simeonova e dei musicisti Martino Brocchieri e Irem Kurt.
  Locandina dell'evento

“Quale pace?” secondo il presidente del Forum

"La sfida per tutti coloro che prendono sul serio i problemi interconnessi della pace, della giustizia, dei diritti umani, della democrazia, del benessere collettivo, compreso quello di generazioni future, è nientemeno che quella di come bloccare la globalizzazione della violenza e la violenza della globalizzazione"

(Giualiano Pontara)

Giuliano Pontara, il filosofo della politica e uno dei massimi studiosi della nonviolenza a livello internazionale, nel 1952 lascia l'Italia per la Svezia per non dover svolgere il servizio militare. Ha insegnato per oltre trent'anni all'Istituto di filosofia dell'Università di Stoccolma e, come professore a contratto, in varie università italiane tra cui Torino, Siena, Cagliari, Padova, Bologna, Imperia, Trento. Pontara è stato tra i fondatori, e direttore, dell'Università Internazionale delle Istituzioni dei Popoli per la Pace di Rovereto. Questo mese ha lasciato la sua Svezia per girare l'Italia e presentare il suo nuovo libro “Quale Pace? - sei saggi su pace e guerra, violenza e nonviolenza, giustizia economica e benessere sociale”. Il tour è partito il 4 febbraio da Torino dove il filosofo ha partecipato al convegno organizzato presso il Centro Studi Sereno Regis in memoria del compianto Nanni Salio, per poi toccare Cagliari, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Verona, Venezia, Trento, Bolzano e Milano.

Venerdì 17 febbraio il Forum Trentino per la pace e i diritti umani ha avuto l'onore di ospitare il filosofo di origini trentine che, presso il Centro per la Formazione alla solidarietà internazionale, ha discusso davanti ad una numerosa platea il suo nuovo libro con il sottoscritto.

Conoscevo Giuliano Pontara solo tramite i suoi libri e per me è stato un grande piacere stare con lui un paio di giorni e potermi confrontare discorrendo di guerre, violenza, diritti umani e giustizia e di come possa agire al meglio al giorno d'oggi un amico della nonviolenza.

Due cose mi hanno colpito particolarmente conoscendo il professore Pontara: la prima è stata la sua estrema semplicità sia come persona che nell'esporre il suo pensiero. Giuliano non si esprime con grandi proclami e verità assolute, ma avanza e discute ipotesi stando attento ad avvallarle con dati, ricerche e analisi. La seconda invece è stato vedere come le persone che per vari motivi avevano frequentato Pontara durante il suo periodo di attività presso l'Università Internazionale delle Istituzioni dei Popoli per la Pace di Rovereto mostrassero del profondo affetto nei suoi confronti a testimonianza, forse, che quella “Personalità nonviolenta” della quale lui scrisse le caratteristiche ideali in un libro negli anni 90 era (e è) anche una sua caratteristica personale.

Durante la serata di Trento Pontara, con estrema lucidità, ha spiegato (come scritto in seconda di copertina del suo libro) che oggi quattro fenomeni profondamente interrelati costituiscono gravi ostacoli a una pace stabile a livello mondiale e mettono a repentaglio interessi e diritti basilari di generazioni presenti e future: l'escalation della violenza; il costante approfondirsi delle disuguaglianze nella distribuzione di risorse e potere; il crescente aumento della temperatura del pianeta e il conseguente degrado ambientale; il forte aumento dei flussi migratori nel mondo con decine di milioni di persone che fuggono dai massacri, dalle persecuzioni, dalla povertà cronica.

Partendo dal concetto che la guerra moderna è ingiustificabile e che non si esce dalla violenza con ulteriore violenza Pontara pensa a possibili vie della pace: una di queste è sicuramente la proposta di un governo mondiale democratico in grado di affrontare la violenza nel Mondo soprattutto grazie alla nonviolenza attiva praticata sia da singole persone che dalle istituzioni. La nonviolenza per Pontara non è solo metodo di lotta ma anche strategia con cui condurre in maniera costruttiva i conflitti e metodo per ridurre al minimo la violenza. A tale riguardo il Professore Pontara nel suo libro riporta alcuni esempi storici di applicazione in vasta scala di azioni nonviolente.

Ho trovato molto interessante le argomentazioni di Pontara rispetto al situazionismo e infatti alla domanda che gli ho posto: “Chi è Giuliano Pontara?” lui ha candidamente risposto: “io non lo so! Ho avuto una vita tranquilla e fortunata e eccomi qui a parlare di nonviolenza, ma come mi sarei comportato se fossi nato in Rwanda, in Sudan, nella Bosnia degli anni 90? Cosa avrei fatto se nella Germania nazista degli anni 40 una famiglia di ebrei avesse suonato alla mia porta in cerca di aiuto?”. Questo ci porta a ragionare sull'origine della violenza, sulla “Banalità del male” che ha portato persone semplici a compiere azioni tremende ma anche sulla “Banalità del bene e della nonviolenza” che, in modo apparentemente simile ai molti esempi negativi, ha portato persone normali a compiere gesti e azioni splendide da veri eroi. Secondo Pontara (che cita pure simili ragionamenti di Hanna Arendt, Zygmunt Bauman e Primo Levi) i nostri comportamenti dipendono molto di più dalle situazioni in cui ci troviamo a vivere che dai tratti personali e caratteriali della nostra personalità. Ecco allora la fondamentale importanza dell'educazione volta a combattere la brutalità potenzialmente presente in ognuno di noi. Un po' come la leggenda Cherocke dei due lupi che vivono dentro di noi, uno cattivo e uno buono e vince quello a cui dai da mangiare. Coltivare una educazione democratica fin dall'infanzia e portare avanti istituzioni altrettanto democratiche in grado di realizzare questa educazione. Democrazia è una delle altre parole importanti per Pontara, perchè dove c'è vera democrazia è molto più facile combattere il male presente in ognuno di noi e coltivare il metodo nonviolento.

Durante l'incontro organizzato dal Centro Pace di Bolzano al quale anche il sottoscritto ha partecipato in veste di correlatore, ad una domanda dal pubblico “se oggi una vera Pace fosse possibile?” il professore Pontara ha chiuso l'incontro con una citazione di Kurt Gödel: "È meglio essere ottimisti e aver torto, che essere pessimisti e avere ragione".

 
Massimiliano Pilati, Presidente del Forum
Fonte: Unimondo

Quale pace? Giuliano Pontara a Trento

Venerdì 17 febbraio presso il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale alle 18, il Forumpace Trentino ha il piacere di dialogare con l'autore del libro "Quale pace? Sei saggi su pace e guerra, violenza e non violenza, giustizia economica e benessere sociale".
Giuliano Pontara, nato a Cles, è filosofo della politica e uno dei massimi studiosi della nonviolenza a livello internazionale. Ha insegnato Filosofia pratica all'Università di Stoccolma; fra gli anni Ottanta e Novanta è stato professore a contratto in varie università italiane tra cui Torino, Siena, Cagliari, Padova, Bologna, Imperia, Trento. Dal 1993 al 2004 è stato presidente del comitato scientifico e direttore della International University of Peoples' Institutions for Peace- IUPIP di Rovereto. Ha pubblicato libri e saggi su etica pratica e teorica e filosofia politica. A partire da febbraio, sta presentando il suo ultimo lavoro in diverse città italiane.
Sulla pagina facebook del Forum i dettagli dell'evento.