Il coronavirus in Palestina, tra tragedie e ingiustizie

Condividiamo con voi la lettera dell’Associazione onlus “Pace per Gerusalemme” sulla crisi sanitaria in Palestina e sulla solidarietà espressa dai palestinesi all’Italia.

Caro direttore, cari lettori,

In questi giorni così difficili per l’Italia sembra quasi impossibile potersi immedesimare in chi si troverà ad affrontare l’epidemia in una situazione umanitaria e sanitaria già allo stremo. Eppure, le preoccupazioni di chi come noi ha contatti e amicizie in paesi martoriati dalle guerre e dalla povertà sono più alte di sempre, ma è vero anche il contrario.

Noi di Pace per Gerusalemme, come molti altri in Italia, abbiamo ricevuto dalla Palestina, nelle scorse settimane, decine di messaggi, email e video di solidarietà e vicinanza al nostro Paese. Il popolo palestinese, pur nelle sue difficoltà, non si è dimenticato di noi e del nostro impegno solidale, restituendoci riconoscenza, calore e una reale vicinanza umana, tutt’altro che formale.

Ora che il virus è diventato pandemia, sta a noi non voltarci dall’altra parte. La Cisgiordania e Gaza, già vessate dalle difficili condizioni economiche, appaiono fragili di fronte ai primi contagi, e a questo si sommano i drammi dell’occupazione israeliana. L’esercito israeliano controlla tutti gli ingressi alle città palestinesi e le principali strade della Cisgiordania, impedendo il movimento tra le città e verso i centri ospedalieri. Michael Lynk, rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani per la Palestina, ha lanciato un allarme per la situazione sanitaria e umanitaria per i quasi 2 milioni di abitanti della Striscia di Gaza, già priva di medicinali e di attrezzature. L’UNRWA, l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, ha dovuto sospendere a data da destinarsi le forniture alimentari di sussistenza e altri servizi fondamentali.

Oltre a questo, purtroppo, non si fermano gli abusi, le violenze e le gravi violazioni dei diritti umani da parte di Israele. La ong israeliana B’tselem ha segnalato che il 26 marzo, nella comunità palestinese di Khirbet Ibziq nella Valle del Giordano, i funzionari civili e i militari israeliani hanno confiscato e distrutto tende, un generatore di corrente e altri materiali per costruire cliniche da campo e strutture per l’emergenza coronavirus. Mentre non si fermano le demolizioni di case e le politiche di annessione illegale delle terre palestinesi, l’impedire iniziative di primo soccorso durante una così grave pandemia si configura come un atto particolarmente disumano.

L’associazione Pace per Gerusalemme, nell’augurare all’Italia una pronta uscita da questa crisi, fa appello al senso di giustizia e di solidarietà degli italiani, affinché anche in questo grave momento non si perda la propria umanità.

Chiediamo perciò alle istituzioni politiche italiane, nazionali e locali, di attivarsi con gesti di solidarietà concreta ed anche di fare pressione sul governo di Israele affinché, a cominciare da questo delicato momento, inizi una politica giusta e solidale nei riguardi del popolo palestinese, cooperi con esso nella battaglia al Covid 19 fornendo strutture e materiali per la protezione individuale e la cura degli ammalati. Israele, secondo il diritto internazionale, deve garantire alla popolazione palestinese l’accesso ad ospedali a chi ne ha bisogno.

Andrà tutto bene se tutte e tutti avremo la possibilità di proteggerci e curarci, in Italia come nel resto del mondo. Restiamo umani.

Il Presidente,

Pier Francesco Pandolfi de Rinaldis

 

 

Fonti
https://www.btselem.org/press_release/20200326_israel_confiscates_clinic_tents_during_coronavirus_crisis?fbclid=IwAR2LUxGobCWleppzLiVV_8_AOdJ0IkhqgIxBWNh8syniPZ-rg9ho-dCSr2s
http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2020/03/20/coronavirus-onu-a-rischio-lassistenza-ai-palestinesi_ba967298-f0c7-44ff-850c-fc1c956538ae.html

Presentazione Libro: “Drammi storici, domande attuali”.

Giovedì 14 Dicembre alle 17.30 alla Sala Aurora di Palazzo Trentini (via Manci 27, Trento) si terrà la presentazione del libro “Drammi storici, domande attuali: Palestina e Israele. Scenari di guerra, spiragli di pace”, il quale andrà ad affrontare, tra i diversi temi trattati al suo interno, la difficile situazione geopolitica della regione Medio Orientale, e i motivi storici che hanno portato all’attuale situazione.
Alla presentazione sarà presente Micaela Bertoldi, curatrice del libro, per illustrare le tematiche trattate al suo interno e rispondere alle domande del pubblico.

Conversazione con Safa Dhaher

L’Associazione Pace per Gerusalemme Onlus, in collaborazione con il Forum trentino per la Pace e i diritti umani, organizza una discussione sui recenti sviluppi del conflitto israelo- palestinese.

L’incontro, aperto alla cittadinanza, rappresenta un momento di confronto e di aggiornamento sulla situazione, approfittando della presenza e della competenza di chi, Safa Dhaher, vive nei territori palestinesi e si occupa di ricerca sociale e diritti umani.

L’appuntamento è per giovedì 19 gennaio alle 17.30 presso il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale (V.lo San Marco, 1).

conversazioni con Safa

Safa Dhaher, consulente e docente esperta sulla situazione in Cisgiordania e Gerusalemme Est, è nata a Gerusalemme. Ha conseguito il dottorato in “Sviluppo locale e dinamiche globali” all’Università di Trento, con una ricerca sull’effetto del muro sul capitale sociale dei palestinesi. Docente di Public Policy presso l’Università di Birzeit (Cisgiordania), attualmente è consulente di ricerca per la Fondazione Böll, nello specifico analizza l’effetto dell’attuale situazione politica sui diritti dei gruppi vulnerabili a Gerusalemme Est.

 

ORGANIZZANO
Associazione Pace per Gerusalemme Onlus
Forum trentino per la Pace e i diritti umani

Isreale e Palestina, un appello per non smettere di riflettere

Pubblichiamo una lettera del Direttivo di Pace per Gerusalemme indirizzata alle istituzioni, alle associazioni e all’Università della Provincia, nella quale si denuncia l’ennesima espulsione di un volontario dell’Associazione all’aeroporto di Tel Aviv, al quale non solo è stato negato l’accesso al paese, ma che ha anche dovuto sopportare le accuse e i soprusi di un sistema “democratico”. Confidiamo che la testimonianza di Tommaso costituisca un monito per riflettere, cercare di capire e non lasciare che le ingiustizie perpetrate ogni giorno in Palestina si dimentichino. Contine reading