Testa a testa tra Ghani e Abdullah

– di Giuliano Battiston –
Martedi’ 15 Aprile 2014
Kabul
La Commissione elettorale indipendente ha reso pubblici i risultati dei primi scrutini sul voto per le presidenziali: come previsto, a contendersi la presidenza sono Ashraf Ghani e Abdullah Abdullah

Al ballottaggio. I primi risultati parziali resi pubblici ieri qui a Kabul dalla Commissione elettorale indipendente confermano le previsioni: a contendersi la poltrona dell’Arg (il palazzo presidenziale) sono l’ex ministro delle Finanze Ashraf Ghani e l’ex ministro degli Esteri Abdullah Abdullah. Sarà uno dei due a sostituire Hamid Karzai, al potere dal 2001, al quale la Costituzione vieta un terzo mandato consecutivo.

I voti scrutinati finora dalla Commissione rappresentano meno del 10% dei 7 milioni totali, e sono stati raccolti in 28 delle 34 province afghane. Per ora, con il 41.9 % in testa è Abdullah Abdullah, già braccio destro del comandante Masoud ed esponente di spicco dell’Alleanza del nord. Lo segue a poca distanza l’ex funzionario della Banca Mondiale Ashraf Ghani, con il 37.6%. Terzo, come previsto, Zalmai Rassoul, già consigliere per la sicurezza nazionale del governo Karzai e ministro degli Esteri fino alla fine del 20013. Per ora, si deve accontentare del 9.8% dei voti.

Articolo apparso anche sul manifesto del 15 aprile 2014 e su Lettera22


 – di Giuliano Battiston –

Martedi’ 15 Aprile 2014
Kabul
La Commissione elettorale indipendente ha reso pubblici i risultati dei primi scrutini sul voto per le presidenziali: come previsto, a contendersi la presidenza sono Ashraf Ghani e Abdullah Abdullah

 
Al ballottaggio. I primi risultati parziali resi pubblici ieri qui a Kabul dalla Commissione elettorale indipendente confermano le previsioni: a contendersi la poltrona dell’Arg (il palazzo presidenziale) sono l’ex ministro delle Finanze Ashraf Ghani e l’ex ministro degli Esteri Abdullah Abdullah. Sarà uno dei due a sostituire Hamid Karzai, al potere dal 2001, al quale la Costituzione vieta un terzo mandato consecutivo.

I voti scrutinati finora dalla Commissione rappresentano meno del 10% dei 7 milioni totali, e sono stati raccolti in 28 delle 34 province afghane. Per ora, con il 41.9 % in testa è Abdullah Abdullah, già braccio destro del comandante Masoud ed esponente di spicco dell’Alleanza del nord. Lo segue a poca distanza l’ex funzionario della Banca Mondiale Ashraf Ghani, con il 37.6%. Terzo, come previsto, Zalmai Rassoul, già consigliere per la sicurezza nazionale del governo Karzai e ministro degli Esteri fino alla fine del 20013. Per ora, si deve accontentare del 9.8% dei voti. Ed è difficile che la percentuale cresca troppo con il passare del tempo. Il campione scrutinato è dunque parziale, verrà integrato progressivamente da qui al 24 aprile. Poi sarà il turno della Commissione che si occupa dei brogli. Dovrà verificare quale tra le migliaia di segnalazioni ricevute siano veramente tali. Quanti voti annullare, quanti attribuirne. Il risultato definitivo è previsto tra un mese, il 14 maggio. Ma fino ad allora diverse cose cambieranno.

E i brogli potrebbero riservare sorprese: in concomitanza con l’annuncio dei primi risultati, il portavoce della Commissione che investiga sulle frodi ha detto di considerare come molto serie (“priorità A”) almeno 870 segnalazioni di irregolarità.
Fino al 14 maggio c’è un ampio margine di tempo per esercitare pressioni sulle due Commissioni e far sentire la propria voce. Le dichiarazioni già si accavallano, nonostante l’invito da parte dell’inviato delle Nazioni Unite a Kabul di essere pazienti e non alimentare false aspettative.

Ma i candidati giocano anche sul tavolo della comunicazione. Il team elettorale di Ghani ha organizzato una conferenza stampa 3 ore dopo la comunicazione dei primi risultati. Nella residenza dell’ex funzionario della Banca mondiale, a pochi passi dall’ex residenza reale di Darulaman. Ghani è arrivato a passo svelto, giacca blu su shalwar kameez bianca, un panno di seta bianco sulla spalla. Su uno sfondo rosa-fucsia, ha ringraziato la popolazione afghana per il coraggio dimostrato il giorno delle elezioni, “un nuovo libro nella storia afghana, non solo un nuovo capitolo”. Di fronte a lui, decine di telecamere e giornalisti. Alla sua sinistra due file di “amici”, sostenitori e notabili. Quelli che gli stanno organizzando la campagna elettorale.

Nel suo discorso, Ghani ha insistito su un punto: “la partita è appena cominciata”, “il campione di voti scrutinati è ancora troppo basso per tirare conclusioni”. Si è detto fiducioso sulla trasparenza delle operazioni di scrutinio. Ha invitato tutti alla prudenza. Secondo i dati del suo team elettorale, finora lo scarto tra i due favoriti sarebbe di solo 21.000 voti. Ghani ha poi ringraziato tutti coloro che l’hanno votato, “studenti, studiosi, mullah, rappresentanti della società civile”, e anche quelli che non l’hanno votato, “perché il prossimo presidente dovrà essere il presidente di un intero paese”, ha detto, “non di una parte della società”. E il nuovo governo dovrà essere “aperto e inclusivo”.

Il giorno successivo al voto sulla sua pagina Facebook Ghani aveva postato le stime parziali elaborate dal suo team, che gli attribuivano più del 50% dei voti necessari per vincere al primo turno, evitando il ballottaggio. Nella conferenza stampa di domenica pomeriggio è sembrato meno sicuro di quei numeri, ma ha comunque ribadito di credere ancora “in una vittoria al primo turno, perché nel paese c’è molto consenso sul mio nome”. Fino al 14 maggio sarà difficile verificarlo.

Articolo apparso anche sul manifesto del 15 aprile 2014 e su Lettera22

Lampedusa caput mundi

di Ilvo Diamanti
pubblicato su Repubblica.it

Lampedusa non è più un luogo reale. È oltre. Molto di più. Iper-reale. Al punto da essere divenuta un mito. Ai confini, alle porte del “nostro” mondo. Lo conoscono tutti, ormai. Di qui e di là del mare. Pardon, del muro. Che separa noi da loro. E che loro cercano di raggiungere, scavalcare. Per entrare nel “nostro” mondo.

Così la conoscono, di qua e di là. Di là. Perché è il punto di partenza. La prima stazione per cominciare il viaggio. Per cominciare a vivere dopo la fuga. Dalla fame, dalla povertà, dalla violenza. Lampedusa, per questo, non è un’isola. È un faro, una breccia, un rifugio. Ma di qua, dalla nostra parte, nel nostro mondo, è diverso. È un passaggio stretto, l’ultima frontiera e l’ultima barriera. Lampedusa, può diventare una prigione spietata, ha mostrato il filmato shock del Tg2 sul Cie lager. Ma è anche luogo di gente generosa. “Capitale mondiale di umanità”, la definita Fabrizio Gatti, sull’Espresso. Abituata a “convivere”, vivere-con gli altri.

di Ilvo Diamanti
pubblicato su Repubblica.it
Lampedusa non è più un luogo reale. È oltre. Molto di più. Iper-reale. Al punto da essere divenuta un mito. Ai confini, alle porte del “nostro” mondo. Lo conoscono tutti, ormai. Di qui e di là del mare. Pardon, del muro. Che separa noi da loro. E che loro cercano di raggiungere, scavalcare. Per entrare nel “nostro” mondo.

Così la conoscono, di qua e di là. Di là. Perché è il punto di partenza. La prima stazione per cominciare il viaggio. Per cominciare a vivere dopo la fuga. Dalla fame, dalla povertà, dalla violenza. Lampedusa, per questo, non è un’isola. È un faro, una breccia, un rifugio. Ma di qua, dalla nostra parte, nel nostro mondo, è diverso. È un passaggio stretto, l’ultima frontiera e l’ultima barriera. Lampedusa, può diventare una prigione spietata, ha mostrato il filmato shock del Tg2 sul Cie lager. Ma è anche luogo di gente generosa. “Capitale mondiale di umanità”, la definita Fabrizio Gatti, sull’Espresso. Abituata a “convivere”, vivere-con gli altri.

D’altronde, ormai, è difficile distinguere l’identità di Lampedusa e dei suoi abitanti dagli immigrati, dal popolo in fuga, su barconi e imbarcazioni precarie, che, senza soluzione di continuità, si dirige verso l’isola. Lampedusa, luogo di disperazione e di speranza. Come ha testimoniato Papa Francesco, con la sua visita. Il suo “viaggio” a Lampedusa.

Quanti uomini in fuga sono passati di là? Quanti sono fuggiti di là? E quanti sono morti, nel viaggio? Secondo la Fondazione Migrantes, dopo il 2010, circa 4.000 “persone” sono annegate, scomparse per sempre, in fondo alle acque del Mediterraneo, per arrivare in Italia e in Europa. Molte di loro, davanti a Lampedusa. Nell’ottobre del 2013: almeno 400. Molti altri, dopo averla raggiunta, hanno proseguito il viaggio, in Italia, alla ricerca di un lavoro, una casa. Di una speranza. In attesa di familiari, parenti, amici. Alla ricerca e in attesa di diventare davvero “persone”. E cittadini. E molti altri hanno continuato il viaggio, oltre le Alpi. A Nord. Verso altri Paesi. Francia, Austria, Germania. A Nord.

Perché gli immigrati generano inquietudine e, spesso, paura – quando e dove arrivano. In tanti e in tempi rapidi. Ma, proprio per questo, costituiscono un “segno di sviluppo”. Non a caso l’indagine sulla Sicurezza in Europa, curata da Demos, Osservatorio di Pavia e Fondazione Unipolis, quest’anno, ha rilevato come i maggiori timori verso l’immigrazione emergano in Germania e in Gran Bretagna. Cioè: i paesi dove l’economia va meglio. La Germania, in particolare. D’altronde, perché mai gli immigrati se ne dovrebbero andare da casa loro, affrontando i disagi, talora i drammi delle migrazioni, per recarsi in un Paese dove gli spazi per l’impiego e le tutele sociali sono deboli?

Per questo Lampedusa è l’inizio e la fine del “nostro” mondo. Le colonne d’Ercole del “nostro” tempo. E segnano i “nostri” limiti. Il “nostro” limite. Per questo occorre andare a Lampedusa. Partire da Lampedusa. Non più muro, presidio contro l’invasione. Ma caput mundi. Capitale e crocevia di un mondo che non si chiuda. Che non consideri la povertà una condanna irrimediabile e senza speranza. Come la giovinezza. Da tenere lontano. Per paura. Non solo di loro, ma anche di noi. Loro, poveri e giovani, di là. E noi (sempre meno) ricchi e (sempre più) vecchi, di qua. Sazi, prigionieri del nostro stanco egoismo. Destinati al declino. Lampedusa, non più isola e confine. Ma crocevia. Significa non rassegnarsi al declino.

Demos e Pi

Lampedusa caput mundi

Osservatorio Europeo sulla sicurezza

Donne in vendita: lungo le rotte delle nuove schiavitù

Appuntamento cinematografico
Giovedì 6 marzo 2014, ore 20.45 – Centro Bernardo Clesio, via Barbacovi 4 (Trento)
Organizza: Associazione Amici di Religion Today

Appuntamento cinematografico
Giovedì 6 marzo 2014, ore 20.45 – Centro Bernardo Clesio, via Barbacovi 4 (Trento)
Organizza: Associazione Amici di Religion Today

Religion Today Filmfestival presentaIndagine sulla prostituzione nigeriana tra cinema, società, fede e superstizioneAl Centro Clesio di Trento torna il tradizionale appuntamento cinematografico dall’archivio del film festival per celebrare la Giornata Internazionale della Donna

Ingresso libero

La serata, organizzata nell’ambito delle proiezioni mensili presso il Centro Bernardo Clesio in collaborazione con L’Altrastrada Onlus e Fondazione S. Ignazio, prevede la proiezione del film-inchiesta Ware Frau dei registi tedeschi Lukas Roegler e Katrin Eckert, che seguono le complesse e drammatiche vicende intercontinentali che ogni anno sconvolgono le vite di giovani ragazze africane, costrette a prostituirsi nelle strade delle grandi e piccole città europee.Interverranno Valentina Musmeci e Fernanda Alfieri, Associazione L’AltrastradaWARE FRAU-WOMAN FOR SALE, Lukas Roegler e Katrin Eckert, Germania, 2013, 45’Il documentario racconta le storie di giovani donne nigeriane il cui sogno di un futuro migliore si trasforma nell’incubo della prostituzione nei bordelli della Germania. Indagando la realtà della Nigeria, i giornalisti investigativi Katrin Eckert e Lukas Roegler svelano come tante donne vengano vincolate ai loro trafficanti attraverso riti occulti per essere sfruttate come schiave sessuali, fino a che non ripagano il loro “debito”.Sezione Wo-Men nella XVI edizione del Religion Today Filmfestival Gli appuntamenti proseguiranno nei prossimi mesi con il contributo di esperti e operatori sociali. In occasione delle serate sarà possibile rinnovare la tessera per il 2014.

Associazione Amici di Religion Today
via S. Croce 63, 38122 Trento
Tel e Fax +39.0461.981853
http://www.religionfilm.com 
email: amicirt@gmail.com

Afghanistan 2014 – Dettaglio

All’Interno della rassegna “Il 2014 dell’Afghanistan

Afghanistan 2014 – Dettaglio

Cinema Astra
Corso Buonarroti 16, Trento
5 marzo 2014, ore 21.00

“Afghanistan 2014 – Dettaglio” è il secondo episodio di una trilogia di documentari, un viaggio dalla Grecia all’Italia, dalla Germania alla Svezia per incontrare i rifugiati politici afghani (in Europa sono circa 700.000) ed ascoltarne la voce.
Il film è stato prodotto da Filmwork, con il contributo di Trentino Film Commission.

Proiezione e dibattito con Razi e Sohelia Mohebi (registi del film) e Giuliano Battiston (giornalista freelance)


Il 2014 dell’Afghanistan

Afghanistan 2014 – Dettaglio

Cinema Astra
5 marzo 2014, ore 21.00

“Afghanistan 2014 – dettaglio” è il secondo episodio di una trilogia di documentari. Il primo di questi, “Afghanistan 2014 – campo lungo”, è stato realizzato nel 2011 a Bonn in occasione della Conferenza Internazionale sull’Afghanistan.
Questo secondo episodio è un viaggio dalla Grecia all’Italia, dalla Germania alla Danimarca fino alla Svezia, nel quale Razi e Shoeila Mohebi, autori e registi della trilogia prodotta da FilmWork – Trento, hanno incontrato i rifugiati politici prodotto delle innumerevoli traversie che hanno attraversato l’Afghanistan negli ultimi quarant’anni.
Le riprese del film documentario sono iniziate a Torino nell’aprile del 2013 e si sono concluse a Roma lo scorso novembre. Sono state girate più di 80 ore di materiale lungo i 12.500 km percorsi nelle varie nazioni toccate dalla produzione.
Il documentario ha lo scopo di dare voce a chi in tutti questi anni non l’ha avuta e al contempo di rivelare aspettative, pensieri, sogni e prospettive di un intero popolo esilesiliato (i rifugiati politici afghani in Europa sono circa 700.000) nei confronti delle sorti del loro Paese.
Tutto questo in coincidenza con l’abbandono del Paese da parte delle forze internazionali e alle soglie delle libere elezioni che si terranno in Afghanistan il 5 aprile di quest’anno. Il terzo episodio “Afghanistan 2014 – primo piano” verrà girato a Kabul fra la prima tornata elettorale (5 aprile 2014), che determinerà quasi sicuramente un ballottaggio fra i contendenti, e il 5 maggio 2014 data in cui verrà sancito l’esito definitivo delle elezioni.
“Afghanistan 2014 – dettaglio” è una produzione FilmWork – Trento con il sostegno della Trentino FilmCommission e con il supporto del Forum della Pace e dei Diritti Umani del Trentino e del Kennedy Center for Justice and Human Rights. La realizzazione di questo film documentario non sarebbe stata possibile senza la collaborazione, il concreto sostegno e l’appoggio morale di tutte le comunità afghane che hanno accolto la troupe durante la produzione.
Per questo il film documentario vuole essere anche una sorta di restituzione del commovente sostegno ricevuto.

Regia: Razi e Soheila Mohebi

Trailer del film

Il 2014 dell’Afghanistan

Le mille incognite di un paese al bivio

Trento, marzo 2014

Il prossimo 5 aprile l’Afghanistan sarà chiamato ad eleggere il nuovo Presidente e il nuovo governo. Un’occasione importante – anche in Italia – per discutere delle sorti di un paese che ci è stato raccontato solo come campo di battaglia e mai per la sua dimensione culturale, per la meraviglai dei suoi paesaggi o per le ambizioni degli uomini e delle donne che lo abitano. Un ciclo di incontri per approfondire l’attualità della politica afghana (l’uscita delle truppe internazionali e il difficile percorso di pacificazione in corso) e per conoscere i lati meno visibili di un paese che ci appare distante, anche se non lo è.

Organizzato da: Associazione Afghanistan 2014, Café de la Paix, Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale, Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, Consiglio della Provincia autonoma di Trento, Unimondo, Associazione Culturale 46° parallelo

Le mille incognite di un paese al bivio

Trento, marzo 2014

Il prossimo 5 aprile l’Afghanistan sarà chiamato ad eleggere il nuovo Presidente e il nuovo governo. Un’occasione importante – anche in Italia – per discutere delle sorti di un paese che ci è stato raccontato solo come campo di battaglia e mai per la sua dimensione culturale, per la meraviglai dei suoi paesaggi o per le ambizioni degli uomini e delle donne che lo abitano. Un ciclo di incontri per approfondire l’attualità della politica afghana (l’uscita delle truppe internazionali e il difficile percorso di pacificazione in corso) e per conoscere i lati meno visibili di un paese che ci appare distante, anche se non lo è.


5 marzo 2014, ore 21
Cinema Astra
Corso Buonarroti 16, Trento

Afghanistan 2014 – Dettaglio

“Afghanistan 2014 – Dettaglio” è il secondo episodio di una trilogia di documentari, un viaggio dalla Grecia all’Italia, dalla Germania alla Svezia per incontrare i rifugiati politici afghani (in Europa sono circa 700.000) ed ascoltarne la voce. Il film è stato prodotto da Filmwork, con il contributo di Trentino Film Commission.
Ingresso libero.
Proiezione e dibattito con Razi e Sohelia Mohebi (registi del film) e Giuliano Battiston (giornalista freelance).


 11 marzo 2014, ore 18
Café de la Paix
passaggio Teatro Osele 6/8, Trento
Atlante delle guerre e dei conflitti 2014

Annuario aggiornato e completo dei confitti in atto sul pianeta. L’intento dell’Atlante delle guerre e dei conflitti
del mondo, arrivato ormai alla quinta edizione, è quello di spiegare le ragioni di tutte le guerre in corso, capire perché si combatte e chi sono gli attori. All’interno un focus sulla situazione afghana.
Ne parliamo con Raffaele Crocco (Ass. 46° Parallelo e curatore dell’Atlante), Emanuele Giordana (Afgana) e Nicole Corritore (Osservatorio Balcani e Caucaso). Con la partecipazione di Sara Ferrari (Assessore alla cooperazione allo  sviluppo – PAT


 21 marzo 2014, ore 18
Café de la Paix
passaggio Teatro Osele 6/8, Trento
18:27:07 – Festeggiamenti per il Nowruz

Celebrando il Capodanno Afghano/Persiano, per lasciare per una volta spazio alla cultura, all’arte e alla musica di un paese in guerra da troppo tempo. Festeggeremo proponendo una selezione di musiche, immagini e sapori  dall’Afghanistan.


25 marzo 2014, ore 18
Sala Aurora di Palazzo Trentinivia Manci 27, Trento
Afghanistan: ieri, oggi, domani…

Un paese al bivio. Le prossime elezioni, l’uscita delle truppe internazionali, le difficoltà economiche. Per l’Afghanistan è il momento di elaborare il passato, prendere in mano il presente e immaginare il futuro.
Ne parliamo con Michele Nardelli (Presidente Forum Trentino per la Pace), Felicetta Ferraro (Casa Editrice Ponte33).
Durante la serata verrà presentato un video realizzato in Afghanistan da Andrea Bernardi (corrispondente Unimondo).


#Afg2014
Un forum di discussione sull’Afghanistan
www.afghanistan2014.org
Un cantiere da costruire insieme. Informazioni, riflessioni e approfondimenti sull’Afghanistan di oggi e quello di domani.

Contatti

Forum per la Pace e i Diritti Umani
Tel. 0461213176
forum.pace@consiglio.provincia.tn.it
www.forumpace.it

Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale
Tel. 0461093000
info@tcic.eu
www.tcic.eu

Afghanistan 2014 – Dettaglio

“Afghanistan 2014 – Dettaglio” è il secondo episodio di una trilogia di documentari, un viaggio dalla Grecia all’Italia, dalla Germania alla Svezia per incontrare i rifugiati politici afghani (in Europa sono circa 700.000) ed ascoltarne la voce. Il film è stato prodotto da Filmwork, con il contributo di Trentino Film Commission.