Incontri sonori per una nuova cittadinanza

Sabato 18 agosto 2012, ore 18.00 – Gallerie di Piedicastello e centro storico, Trento

Uisp del Trentino e Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani vi invitano a percorrere con loro le vie del centro storico di Trento insieme alla musica e ai racconti di immigrazione di giovani provenienti da tutto il mondo.

Non che, all’interno delle società economicamente “progredite”, sia mancata una sensibilità verso la parte più sfortunata della popolazione del pianeta, ma la solidarietà internazionale si considerava più che altro come un appoggio materiale e “dislocato”, direttamente prestato nel paese afflitto dalle situazioni sociali a rischio. Poi le grandi trasformazioni del mondo globale hanno portato a che i problemi stessi si spostassero, imposti dall’evidenza dei numeri; che viaggiassero in carne viva e in in dite proporzioni
attraverso l’umanità migrante.
E se è vero che, oggi, nessuno azzarderebbe più a dichiarare apertamente indifferenza o disprezzo rispetto alle scottanti problematiche della diseguaglianza, è vero anche che non è sempre facile la convivenza, “gomito a gomito”, con la povertà, l’emarginazione, la disperazione, nella contiguità dei quartieri, delle case e delle strade delle nostre città, divenute luoghi di convergenza e convivenza di gruppi umani disparati. I giovani crescono talora in un clima di diffidenza e d’intolleranza e, rispetto alla presenza di spicchi di tessuto sociale provenienti da situazioni disagiate, non restano che l’incomprensione e il conflitto.
La solidarietà, oggi, non può più dunque essere soltanto dislocata: può e deve darsi anche “qui e ora”, nello spazio e nel tempo del paese solidale.
Ecco, dunque, perché unire in un incontro reale ragazzi provenienti da realtà sociali diverse – non meno gravi, i problemi dei figli del benessere! – e rivolgersi a un pubblico “di primo mondo” che sempre più è sensibile alla fascinazione delle altre culture ma che forse deve ancora “metabolizzarle” nella loro vicinanza concreta.
Si deve agire sui giovani, che si debba agire “qui e ora”; che la condivisione di esperienze attraverso un linguaggio comune e sentito come universale, qual è la musica, sia un importante veicolo d’integrazione sociale, di recupero dalla marginalità, di proposta verso un futuro di convivenza autentica e armoniosa.
Lo scopo ultimo dell’iniziativa è dunque realizzare, di volta in volta, un piccolo modello di società integrata e mostrare concretamente quale sia la forza di trasformazione che un modello d’integrazione socio-culturale può sprigionare nella società.
La vera solidarietà non consiste peraltro in un semplice apporto materiale nei riguardi di soggetti sociali bisognosi, ma si realizza pienamente – come dichiarato anche tra i principi della Comunità Europea – nella dimensione del rispetto della cultura altrui.
L’estrazione sociale ed economica, le diverse “scuole” di pensiero musicale, i diversi repertori confluiscono in un insieme umano e musicale che si esprime attraverso un linguaggio comune, nell’accoglimento reciproco e nel reciproco rispetto della diversità.
Le diverse provenienze e lingue s’incontrano nel linguaggio musicale e trovano non solo una loro forte proiezione sotto lo stesso
segno artistico, ma anche una “qualità di vissuto”, che permetta di star dentro all’esperienza e non solo di fronte ad essa: nella convivenza, potremmo dire; nella convinzione che il futuro si costruisce con la pratica quotidiana e con un quotidiano, consapevole lavoro di elaborazione.