52° anniversario della insurrezione del popolo tibetano.

52° anniversario della insurrezione del popolo tibetano.

– di Bruno Dorigatti* –

Il 10 marzo 1959 il popolo tibetano insorse pacificamente contro l’occupazione militare e la repressione cinese in Tibet e a seguito della violenta reazione il Dalai Lama fu costretto insieme a tanti altri all’esilio. Questi cinquantadue anni hanno significato sofferenza e distruzione incalcolabili per la terra e il popolo tibetani, ma ancora oggi è forte la dignità, la spiritualità e l’identità di un popolo che lotta per la propria libertà. Se in Tibet i tibetani non hanno diritto di parola nella comunità in esilio si è invece affermata la democrazia ed è nato il Parlamento tibetano.

52° anniversario della insurrezione del popolo tibetano.

– di Bruno Dorigatti* –

Il 10 marzo 1959 il popolo tibetano insorse pacificamente contro l’occupazione militare e la repressione cinese in Tibet e a seguito della violenta reazione il Dalai Lama fu costretto insieme a tanti altri all’esilio. Questi cinquantadue anni hanno significato sofferenza e distruzione incalcolabili per la terra e il popolo tibetani, ma ancora oggi è forte la dignità, la spiritualità e l’identità di un popolo che lotta per la propria libertà. Se in Tibet i tibetani non hanno diritto di parola nella comunità in esilio si è invece affermata la democrazia ed è nato il Parlamento tibetano.

Malgrado la negazione dei diritti fondamentali il Dalai Lama e il governo tibetano in esilio hanno ricercato il dialogo rinunciando alla richiesta di indipendenza e nel 2009 è stato presentato un “Memorandum sulla reale autonomia del popolo tibetano”. Memorandum che è stato al centro di un importante iniziativa delle Istituzioni trentine e regionali dell’autonomia che da tempo chiedono che alla regione del Tibet sia riconosciuta una vera autonomia.

A questo proposito ci sono pervenute le parole del Dalai Lama:

“Il nostro desiderio è che tutti i tibetani siano riuniti in un’ unica amministrazione autonoma ed è in linea con il principio di autonomia regionale nazionale previsto dalla costituzione cinese.

Per questo siamo particolarmente grati a quelle realtà come la Provincia Autonoma di Trento che sostengono le nostre richieste e che lavorano per una soluzione pacifica del conflitto.

La Carta di Trento, è un atto importante perché dimostra alla Cina e alla comunità internazionale che è giusto e storicamente possibile arrivare ad una vera autonomia che permetta ad ogni minoranza di tutelare i propri diritti e di autogovernarsi. Ringrazio tutte le persone che in ogni parte del mondo ci offrono il loro instancabile supporto e il mio pensiero va al popolo trentino che sento vicino alla nostra causa..”

Il Consiglio Provinciale di Trento ringrazia per queste parole ed esprime al Dalai Lama, al Parlamento e al governo tibetano in esilio, e a tutto il popolo tibetano l’amicizia, la solidarietà, rinnovando il sostegno alla loro richiesta di rispetto dei diritti umani e di autonomia per il Tibet.

 

* Presidente del Consiglio provinciale