A proposito di Africa: sguardi antropologici su un continente in trasformazione. Un ciclo di incontri presso il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale


In Occidente l’Africa è spesso rappresentata come il continente della barbarie oppure come luogo caratterizzato esclusivamente da povertà, guerre e malattie. Questi stereotipi di matrice coloniale distorcono l’immagine di un continente che è invece estremamente dinamico e vario al suo interno. Attraverso uno sguardo antropologico, questo ciclo di incontri si propone di superare gli stereotipi negativi sull’Africa al fine di mettere in luce la dinamicità e la creatività di un continente in profonda trasformazione.

Il Centro per la formazione alla solidarietà internazionale propone un ciclo di quattro incontri mercoledì 9, 15, 22 e giovedì 23 aprile dalle 17 alle 20 in Vicolo San Marco 1 – Trento per approfondire la conoscenza del continente africano. L’iniziativa ha un costo di iscrizione di 20,00€ ed è rivolta a studenti, insegnanti, operatori della solidarietà internazionale e cittadini interessati. 

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A proposito di AfricaLa storia dell’Altro: sguardi antropologici su un continente in trasformazione

In Occidente l’Africa è spesso rappresentata come il continente della barbarie oppure come luogo caratterizzato esclusivamente da povertà, guerre e malattie. Questi stereotipi di matrice coloniale distorcono l’immagine di un continente che è invece estremamente dinamico e vario al suo interno. Attraverso uno sguardo antropologico, questo ciclo di incontri si propone di superare gli stereotipi negativi sull’Africa al fine di mettere in luce la dinamicità e la creatività di un continente in profonda trasformazione.

Programma
Giovedì 9 aprile 2015 | ore 17.00 – 20.00Saperi fra tradizione e modernitàL’Africa è spesso pensata come luogo in cui portare conoscenze e saperi piuttosto che luogo in cui poter apprendere qualcosa. Tuttavia, non sono pochi gli studi che hanno messo in evidenza la ricchezza culturale dell’Africa. Nel corso dell’intervento si intende dar conto di questi saperi: dalle conoscenze etnoscientifiche delle società africane alle espressioni musicali, dalla complessità performativa alla creatività delle forme sociali. Attraverso specifici esempi etnografici si mostrerà come l’Africa contribuisca ad arricchire un ideale e universale repertorio culturale molto più interconnesso di quanto si possa immaginare. Nonostante ciò, esistono anche frutti avvelenati di queste interconnessioni; frutti che hanno le sembianze di dissoluzioni, perdite e semplificazioni nei confronti delle quali la colonizzazione europea ha evidenti responsabilità.

Mercoledì 15 aprile 2015 | ore 17.00 – 20.00L’arte, l’Africa e noi: transiti di persone, cose e immaginiL’identità delle arti africane è aperta e mutevole, si costruisce nel punto di incrocio fra l’Africa e l’occidente, fra creatività culturale e ricezione estetica, fra pratiche di espropriazione e riappropriazione, in una continua reinvenzione della modernità così come della tradizione, in un transito incessante di persone, cose e immagini. Avvicinarsi alle arti africane a partire dalle prospettive offerte dall’antropologia e dalla ricerca sul campo, offre la possibilità di apprendere qualcosa di più degli altri ma anche di noi stessi, riflettendo sugli stereotipi e pregiudizi che circondano l’Africa, sia quando viene disprezzata, sia quando viene esaltata e ospitata in musei e gallerie. L’antropologia colloca così le produzione artistiche nei loro mutevoli contesti culturali e di vita, mostrando come si trasformino quando l’occidente vi posa gli occhi e ci mette le mani e gli effetti di rimbalzo che questo provoca nelle zone di produzione.

Mercoledì 22 aprile 2015 | ore 17.00 – 20.00Stato ed economiaL’introduzione dello Stato è senza dubbio una delle più importanti trasformazioni prodotte dal colonialismo in Africa. Inoltre, a partire dall’epoca coloniale, l’economia del continente è stata orientata alla produzione di materie prime non lavorate per soddisfare le esigenze dei paesi industrializzati. Alla luce di questo passato, verranno analizzate le trasformazioni politiche ed economiche della fase attuale in cui alcuni paesi africani registrano valori di crescita economica fra più elevati al mondo.

Giovedì 23 aprile 2015 | ore 17.00 – 20.00Conflitti e sviluppoA partire dalla fine della guerra fredda, l’Africa ha conosciuto numerosi conflitti e tutt’ora molti paesi sono in uno stato di guerra. A partire dalla regione dei Grandi laghi (in particolare dai casi del Ruanda e della Repubblica Democratica del Congo) verrà proposta un’analisi dell’eziologia dei conflitti africani e si approfondirà al contempo il rapporto fra guerra e intervento umanitario.

DestinatariStudenti, insegnanti, operatori della solidarietà internazionale e cittadini interessati.
Il corso è accreditato presso il Dipartimento Istruzione e gli insegnanti interessati potranno richiedere l’attestato di partecipazione che è ritenuto valido ai fini dell’aggiornamento. Gli studenti potranno richiedere crediti formativi in relazione al piano di studi personale accordandosi direttamente con i propri docenti.

IscrizioniIl corso sarà attivato con un minimo di 10 e un massimo di 30 partecipanti. Il modulo di adesione è disponibile online. Non è prevista selezione: le iscrizioni verranno chiuse al raggiungimento dei posti disponibili e comunque non oltre il 7 aprile 2015. A conferma dell’iscrizione è richiesto l’invio della ricevuta di pagamento della quota. Su richiesta sarà possibile ricevere un attestato di partecipazione (frequenza minima dell’80% delle 12 ore a programma).

CostiIl corso prevede una quota di iscrizione individuale di Euro 20,00 da versare contestualmente all’invio dell’adesione. Copia della ricevuta di pagamento dovrà essere inviata a martina.camatta@tcic.eu solo dopo aver ricevuto conferma di partecipazione.

SedeCentro per la formazione alla solidarietà internazionale, Vicolo San Marco 1 (Trento).

GRUPPO DI LAVORO
Stefano Allovio, professore associato di Antropologia culturale presso il Dipartimento di Geografia e Scienze Umane dell’Ambiente dell’Università di Milano. Ha svolto ricerche sul campo in Burundi, nella Repubblica Democratica del Congo e nelle Alpi Occidentali.

Ivan Bargna, professore associato, insegna Antropologia estetica all’Università di Milano Bicocca e Antropologia culturale all’Università Bocconi. Si occupa di antropologia dell’arte con particolare riferimento alle arti africane tradizionali e all’arte contemporanea globale. Ha fatto parte del comitato scientifico per la progettazione del Museo delle Culture di Milano (MUCEC) ed è stato curatore di mostre tra cui L’Africa delle meraviglie. Arti africane nelle collezioni italiane (Palazzo Ducale e Castello d’Albertis, Genova 2011). Fa attualmente parte del comitato scientifico per la progettazione del Padiglione Zero di Expo Milano 2015 e del Laboratorio Expo promosso dalla Fondazione Feltrinelli.

Luca Jourdan, professore associato presso l’Università di Bologna dove insegna Antropologia Sociale e Antropologia Politica. Ha lavorato nell’ambito della cooperazione in Chad, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo e Vietnam. A partire dal 2001 ha condotto una ricerca di terreno nel Nord Kivu (Repubblica Democratica del Congo) sul rapporto giovani/guerra, la crisi dell’infanzia, l’economia informale e la frontiera. Attualmente conduce una ricerca in Uganda sui rifugiati eritrei nella capitale Kampala. È autore di ‘Generazione Kalashnikov. Un antropologo dentro la guerra in Congo’ (Laterza 2010).

Linda Ciurletti, tutor del corso

Martina Camatta, coordinatrice del corso, CFSI

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