Appello dalla municipalità di Beit Jala

 

della comunità di Beit Jala

L’Associazione onlus Pace per Gerusalemme – Il Trentino e la Palestina segnala un appello lanciato dalla comunità di Beit Jala, una località della Cisgiordania soggetta ai soprusi dello Stato di Israele.

Le terre del Makhrour sono l’unico polmone verde della cittadina, che sarà presto chiusa completamente all’interno del muro che lo Stato di Israele sta costruendovi attorno.

Appello dalla municipalità di Beit Jala

L’Associazione onlus Pace per Gerusalemme – Il Trentino e la Palestina segnala un appello lanciato dalla comunità di Beit Jala, una località della Cisgiordania soggetta ai soprusi dello Stato di Israele.

Le terre del Makhrour sono l’unico polmone verde della cittadina, che sarà presto chiusa completamente all’interno del muro che lo Stato di Israele sta costruendovi attorno.

Gli abitanti di Beit Jala non potranno più raggiungere le campagne, gli orti, il bosco che da sempre hanno fatto parte del loro territorio. Il muro – lo ricordiamo – è costruito illegalmente non sulla linea verde che doveva costituire la linea di confine tra i due stati ma entra nel territorio della Cisgiordania, rubando terra, campagne, rendendo sempre più difficile spostarsi, lavorare, sopravvivere … Queste azioni si ripetono ogni giorno, sono contro la legge e costituiscono una grave lesione dei diritti umani di una popolazione, quella palestinese, a cui non si riconosce nemmeno il diritto fondamentale di avere una terra in cui vivere liberamente.

Affidiamo questo appello alla sensibilità ed all’indignazione di tutti coloro che non ne possono più della prepotenza di uno stato che non ascolta nessuno, nemmeno le voci di quanti, anche di Israele, vorrebbero finalmente una soluzione pacifica per i due popoli.

APPELLO DALLA MUNICIPALITA’ DI BEIT JALA (CISGIORDANIA – PALESTINA)

“Questa mattina presto le forze di occupazione israeliane hanno fatto un’incursione nell’area di Al Makhrour in Beit Jala distruggendo due abitazioni, 53 centraline che fornivano elettricità a 12 famiglie, un pozzo per l’acqua e distruggendo parte della strada asfaltata.
Il comune di Beit Jala condanna fermamente questa nuova aggressione israeliana e si appella alla comunità internazionale per agire fermamente contro le quotidiane e persistenti violazioni israeliane su tutto il territorio palestinese occupato, e in particolare la nostra città. L’evento di oggi è una chiara dimostrazione del tentativo di Israele di mettere a repentaglio la soluzione di due stati.
Questa nuova aggressione è un tentativo di spostare le famiglie palestinesi da una delle ultime green area rimaste nel distretto di Betlemme. Mostra la bramosia di Israele di espandere ulteriormente l’insediamento di Har Gilo e preparare il terreno per l’insediamento pianificato di Giv’at yael. Questo permetterebbe a Israele di rafforzare la rete di insediamenti partendo da Gerusalemme est occupata verso Hebron occupata nella parte ovest.
La città di Beit Jala è stata una delle località più danneggiate della Palestina dalle aggressioni israeliane anche per via della costruzione degli insediamenti di Gilo e Har Gilo da parte israeliana, così come la bypass road 60 per i colonizzatori e un muro di segregazione costruito illegalmente.
Assieme alla Cremisan area, una green area che appartiene a 58 famiglie di Beit Jala che comprende un asilo, un convento e una cantina, minacciate dal muro, Makhour rappresenta l’ultimo tentativo israeliano di annettere una parte ulteriore della nostra città. Entrambe Makhour e Cremisan costituiscono l’unica area ricreativa per le nostre famiglie così come l’unica area di sviluppo futuro assegnata data l’annessione della parte settentrionale della nostra area alla municipalità israeliana di Gerusalemme.
Ci appelliamo alla società civile internazionale e alle chiese affinchè mostrino il loro disappunto per questa nuova aggressione israeliana. Questo è il regalo di Israele alla comunità cristiana palestinese di Beit Jala per la settimana di Pasqua dove si celebra la resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Tuttavia noi crediamo nella resurrezione della nostra nazione come uomini liberi con la speranza della fine imminente dell’occupazione illegale da parte di Israele.
Questo è un appello urgente. La sopravvivenza della nostra comunità è a rischio a causa delle azioni illegali di Israele e alla cultura dell’impunità che la comunità internazionale ha concesso al regime degli insediamenti oltre alle altre politiche volte a spostare i cristiani palestinesi locali e la popolazione musulmana.”