“Camminata per la Pace” degli Enti locali trentini

– di Michele Nardelli* –

 
"Camminata per la Pace" degli Enti locali trentini

Cinquant’anni fa, in un contesto pieno d’incognite per il futuro dell’umanità, nel pieno della guerra fredda e del proliferare degli armamenti, Aldo Capitini propose agli uomini e alle donne di buona volontà di mettersi in cammino da Perugia ad Assisi in nome della nonviolenza. Il tema della pace, allora come oggi, veniva stiracchiato da ogni dove, tanto che in nome della coesistenza pacifica crescevano ovunque gli arsenali e con essi le potenzialità distruttive del pianeta.

– di Michele Nardelli* –

 
"Camminata per la Pace" degli Enti locali trentini

Cinquant’anni fa, in un contesto pieno d’incognite per il futuro dell’umanità, nel pieno della guerra fredda e del proliferare degli armamenti, Aldo Capitini propose agli uomini e alle donne di buona volontà di mettersi in cammino da Perugia ad Assisi in nome della nonviolenza. Il tema della pace, allora come oggi, veniva stiracchiato da ogni dove, tanto che in nome della coesistenza pacifica crescevano ovunque gli arsenali e con essi le potenzialità distruttive del pianeta.

Aldo Capitini propose allora uno sguardo diverso, fuori dalla contrapposizione del suo tempo, che metteva all’indice le scelte delle grandi potenze e con esse la logica del “si vis pacem, para bellum” ovvero la strategia della deterrenza, rovesciando lo slogan in una nuova versione nella quale vi fosse armonia tra i fini e i mezzi: “se vuoi la pace – scriveva Capitini – prepara la pace”.

Divenne la “Perugia – Assisi”, la forma di testimonianza più alta che questo paese si è dato attraverso l’impegno dell’associazionismo, degli enti locali e delle Regioni, delle scuole e degli scout, dei sindacati e di singole persone che hanno rinnovato di anno in anno il messaggio di Aldo Capitini.

E’ a questo sguardo lungo e profetico che vorremmo guardare anche oggi. Per i conflitti violenti di bassa intensità cui è disseminata la Terra, per le nuove guerre all’insegna dello “scontro di civiltà”, per un modello di sviluppo che divide il mondo in inclusi ed esclusi, per il diffondersi dell’incertezza verso il futuro e di una ostilità verso l’altro da noi…per tutto questo abbiamo più che mail la necessità di uno sguardo sgombro da pregiudizi, capace di guardare con lucida apprensione alle grandi contraddizioni che lacerano il presente ma anche con curiosità e meraviglia alle formidabili opportunità che questo tempo ci dona.

Non il rincorrere degli avvenimenti e delle emergenze, non le immagini della sofferenza esibite come spot pubblicitari nè i titoli gridati che toccano le corde della paura e del rancore, ma la capacità di vivere la quotidianità con la saggezza di chi cammina lentamente verso il futuro. Questo camminare lento, profondo e soave – per riprendere la felice espressione di Alexander Langer – che dovremmo imparare. Richiede profondità, silenzio, comprensione.

Abbassare il conflitto. Era quel che intendeva Capitini con l’espressione “prepara la pace”. Cioè costruire una cultura della pace, fatta di educazione all’ascolto, di mettersi nei panni dell’altro, di riconoscimenti reciproci.

Un cambio di passo intimamente politico, ma che viene prima della politica, che ci sentiamo di proporre alle nostre comunità, ai nostri amministratori che non dovrebbero smarrire quella visione d’insieme che Giorgio La Pira, indimenticato sindaco di Firenze, definiva “geografia della grazia”; alle espressioni della società civile e ai singoli cittadini.

Un “Camminata per la pace” che dalle valli e dai principali centri del Trentino raggiunga un luogo simbolico come il Colle di Miravalle per ascoltare i rintocchi di Maria Dolens, la Campana dedicata ai Caduti di tutte le guerre, e per riflettere sull’agire ad ogni livello a seconda delle proprie responsabilità.

 

* Presidente del Forum trentino per la Pace e i diritti umani

Programma e tragitto della “Camminata per la Pace” degli Enti locali trentini.