Cartolina da St.Radegund /1

Franz Jägerstätter Italia

Nel 2013 cade il 70° anniversario del sacrifico di Franz Jägerstätter, che fu ghigliottinato il 9 agosto 1943. La ricorrenza assume una particolare rilevanza perché sarà la prima che festeggeremo in assenza di Franziska, che il 16 marzo scorso ha raggiunto in Cielo il suo amato marito. Fare memoria di queste persone non vuol dire solo onorarne la memoria ma soprattutto riconoscerne il coraggio, la forza, la grandezza d’animo.
A noi, dopo oltre mezzo secolo, resta l’eredità di valori vissuti al prezzo della vita e l’impegno a mantenere saldo il primato della coscienza di fronte alle subdole dittature di oggi, che appaiono sotto le forme più sgargianti ma ugualmente false, opprimenti, violente, antidemocratiche, irrispettose dell’uomo e della sua dignità.

Mancano pochi giorni alla partenza per St.Radegund. Ci recheremo in Austria Superiore, qualche km sopra Salisbugo, per onorare la memoria di Franz Jägerstätter, obiettore di coscienza al nazismo, decapitato a Berlino il 9 agosto 1943. Sono passati esattamente 70 anni da quell’agosto di guerra, quando la capitale del Reich nazista era sotto i bombardamenti degli aerei alleati. Il Tribunale supremo di guerra aveva voluto giudicare quel contadino austriaco, sottraendolo al giudizio dei suoi compatrioti e lo aveva condannato a morte per decapitazione.

Franz Jägerstätter Italia

Nel 2013 cade il 70° anniversario del sacrifico di Franz Jägerstätter, che fu ghigliottinato il 9 agosto 1943. La ricorrenza assume una particolare rilevanza perché sarà la prima che festeggeremo in assenza di Franziska, che il 16 marzo scorso ha raggiunto in Cielo il suo amato marito. Fare memoria di queste persone non vuol dire solo onorarne la memoria ma soprattutto riconoscerne il coraggio, la forza, la grandezza d’animo.
A noi, dopo oltre mezzo secolo, resta l’eredità di valori vissuti al prezzo della vita e l’impegno a mantenere saldo il primato della coscienza di fronte alle subdole dittature di oggi, che appaiono sotto le forme più sgargianti ma ugualmente false, opprimenti, violente, antidemocratiche, irrispettose dell’uomo e della sua dignità. 

Mancano pochi giorni alla partenza per St. Radegund. Ci recheremo in Austria Superiore, qualche km sopra Salisbugo, per onorare la memoria di Franz Jägerstätter, obiettore di coscienza al nazismo, decapitato a Berlino il 9 agosto 1943. Sono passati esattamente 70 anni da quell’agosto di guerra, quando la capitale del Reich nazista era sotto i bombardamenti degli aerei alleati. Il Tribunale supremo di guerra aveva voluto giudicare quel contadino austriaco, sottraendolo al giudizio dei suoi compatrioti e lo aveva condannato a morte per decapitazione.

Il suo crimine? Semplicemente aver rifiutato l’arruolamento nell’esercito tedesco a motivo dell’inconciliabilità tra la sua fede cattolica e l’ideologia nazista. Ma ancor più egli è convinto dell’importanza fondamentale della responsabilità individuale. “Molti ora si chiederanno se agirò come ho scritto e se dovrebbe essere così anche per ogni buon cattolico: che cosa bisogna pensare dei nostri figli, fratelli o mariti che combattono al fronte o forse sono caduti in battaglia? Questo giudizio dovremmo lasciarlo a Dio, noi non abbiamo né il diritto di condannare né quello di assolvere. Non sappiamo se il singolo si è impegnato di sua spontanea volontà o se è stato costretto. Io non sono del parere dei molti che ritengono che il singolo soldato non è responsabile di tutto ciò che succede e addossano la responsabilità ad uno solo, a Hitler. Indubbiamente molti di quelli che sono ancora a casa con la coscienza tranquilla hanno responsabilità magari maggiori di un soldato che uccide centinaia di uomini perché lo ritiene suo dovere. La maggior parte di questi soldati combatte in battaglia perché questo è un comando dello stato e chi non ubbidisce a questo comando è condannato a morte certa. Speriamo che non siano in molti a combattere con l’idea di annientare altri uomini e altri popoli o di renderli schiavi per poterli dominare”. È quest’uomo grande, coraggioso, completo che andiamo ad onorare.

Sarà una ricorrenza un po’ più triste perché per la prima volta non ci sarà Franziska, la sua sposa. È morta anche lei, a 100 anni passati, il 16 marzo scorso. Gli ha voluto bene e non ne ha mai abbandonato la memoria. È vissuta per lui e lo ha raggiunto nella gioia.

[continua…]