Cartolina da St.Radegund /3

Franz Jägerstätter Italia

Una delle cose che più apprezzo  negli organizzatori delle celebrazioni che si tengono ogni anno il 9 agosto, giorno dell’esecuzione di Franz Jägerstätter da parte dei nazisti, è il fatto che non cercano facili adesioni, non fanno pubblicità spinta, non hanno magliette o adesivi con il nome di Franz…
Anche quest’anno è stato così. Era presente il solito centinaio di persone, con una rappresentanza italiana di 22. Il vescovo Aichern, celebrante la messa conclusiva, ha espressamente salutato (in italiano!) in nostro gruppo.

Franz Jägerstätter Italia

Una delle cose che più apprezzo  negli organizzatori delle celebrazioni che si tengono ogni anno il 9 agosto, giorno dell’esecuzione di Franz Jägerstätter da parte dei nazisti, è il fatto che non cercano facili adesioni, non fanno pubblicità spinta, non hanno magliette o adesivi con il nome di Franz…
Anche quest’anno è stato così. Era presente il solito centinaio di persone, con una rappresentanza italiana di 22. Il vescovo Aichern, celebrante la messa conclusiva, ha espressamente salutato (in italiano!) in nostro gruppo.
Lo schema dell’evento è ormai consolidato. Al mattino si è tenuto un incontro di approfondimento, quest’anno affidato al teologo Otto Schwankl, del Dipartimento di teologia dell’Università di Passau, dal titolo: “Chi riesce ad essere soldato di Cristo? Jägerstätter e la Bibbia”. La traduzione è stata curata da Lucia Togni, la traduttrice in italiano di tutti i testi di Franz Jägerstätter.
Dopo pranzo, i partecipanti hanno marciato, in mezzo alle verdi colline della zona, da Tarsdorf a St. Radegund, dove sono arrivati in tempo per la celebrazione delle 16 a ricordo della morte. Nella chiesetta del paese, inframmezzati dalle musiche di una Ensemble di flauti, si sono stati letti testi di Franz (la commovente lettera d’addio) e sono stati ricordati per nome anche le 16 persone uccise insieme a lui quel giorno di 70 anni fa.
È stato possibile visitare la sua casa, un maso nella campagna, che è diventato un piccolo museo, e socializzare con gli altri partecipanti, provenienti dall’Austria, dalla Germania, dalla Francia.
La giornata si è conclusa con la messa a suffragio di Franz e anche di Franziska, con una bella predica (militante e decisamente schierata per l’obiezione di coscienza) del vescovo Aichern. La pioggia, caduta copiosa dalla seconda metà del pomeriggio, ha impedito lo svolgimento della sempre suggestiva cerimonia del lumini, che vanno ad illuminare la tomba del beato e la rendono un incendio nella notte, simbolo della testimonianza resa in tempi oscuri ed atroci.
Il gruppo italiano era molto composito. Molto apprezzata è stata l’impresa della famiglia Curzel, che è partita in bicicletta da Caldonazzo per arrivare a St. Radegund, dopo aver percorso 430 km. in 4 giorni. In totale dal Trentino si era in 10 e 1 dall’Alto Adige. 7 persone provenivano dal Veneto, 2 dall’Emilia Romagna, 1 da Brescia, 1 da Torino.