Arena di Pace. La pagella di una manifestazione riuscita


-di Fabio Pipinato –
Ciclisti, podisti, pullman, treni. La partecipazione di minimo 13.000 persone (per la questura 1300) ha sorpreso tutti. Gli organizzatori in primis. I vigili del fuoco han dovuto ridistribuire bottigliette d’acqua. Sarà pur vero che nella contigua via Mazzini a far shopping nelle holding, poi criticate in Arena, si accalcava una folla tripla rispetto a quella del popolo della pace: ma la minoranza ha dato dimostrazione di esistere. Voto: 10

Accoglienza. Donne in nero, bandiere grandi come un campo da basket, ombrelli colorati, speakers contro la guerra, uomini sui trampoli, giovani clown dell’Arci che danzavano e fischiavano continuamente. Colori. Piazza Brà è stata animata dai pacifisti dopo la liturgica e retorica celebrazione svoltasi poco prima in città (scusate; ma i partigiani meritano così poco?) Voto: 9

– di Fabio Pipinato –

Partecipazione. Ciclisti, podisti, pullman, treni. La partecipazione di minimo 13.000 persone (per la questura 1300) ha sorpreso tutti. Gli organizzatori in primis. I vigili del fuoco han dovuto ridistribuire bottigliette d’acqua. Sarà pur vero che nella contigua via Mazzini a far shopping nelle holding, poi criticate in Arena, si accalcava una folla tripla rispetto a quella del popolo della pace: ma la minoranza ha dato dimostrazione di esistere. Voto: 10

Accoglienza. Donne in nero, bandiere grandi come un campo da basket, ombrelli colorati, speakers contro la guerra, uomini sui trampoli, giovani clown dell’Arci che danzavano e fischiavano continuamente. Colori. Piazza Brà è stata animata dai pacifisti dopo la liturgica e retorica celebrazione svoltasi poco prima in città (scusate; ma i partigiani meritano così poco?) Voto: 9

Programma. Ricchissimo e ben movimentato: parole, musiche, video, danze, aerei di carta lanciati che riempiono lo spazio dell’Arena (ben altro rispetto agli F35!), minuto di silenzio di un’intensità impressionante per ricordare le vittime dei conflitti. Peraltro rispetto dei tempi; cosa rarissima nel mondo della pace. Grazie ad un paio di conduttori bravi ed inflessibili. Forse un po’ lungo per coloro che arrivavano da lontano. Voto: 9

Coreografia. Un palco da grandi concerti; altro che i precedenti. Luci e megaschermi. Attorno all’Arena striscioni; bandiere della pace ovunque. Verona tappezzata dalla vignetta di Vauro. Anche le lettere NOF35 hanno fatto la loro figura; in solitaria sui gradoni alle spalle del palco. Una pace non più improvvisata. Voto: 8,5

Regìa. Non è facile coordinare un evento che intercali diversi linguaggi: parole, note, danze, silenzio. Ma il fischio di un microfono, la “non voce” pervenuta di alcuni video ed il ritardo di qualche artista sono piccole sbavature che hanno un po’ rovinato i contenuti di un pomeriggio molto bello. Voto 6

Autorità. Causa par condicio, l’ex Ministro Kyenge non è potuta intervenire. Bellissimo il saluto della Presidente della Camera dei Deputati On. Laura Boldrini che ha auspicato percorsi verso il disarmo, in netta controtendenza rispetto alla dichiarazione del Capo delle Forze Armate Giorgio Napolitano. Peccato che però si sia misurata una disattenzione di molta parte della politica per un evento così importante. Voto: 5.

Preti. David Maria Turoldo, Tonino Bello, Ernesto Balducci che ci hanno lasciato. Alex Zanotelli, Luigi Ciotti e Luigi Bettazzi da standing ovation. Interminabili file per tutto il pomeriggio per abbracciare i testimoni del nostro tempo. Purtroppo!….(l’uomo che necessita di figure carismatiche è un uomo incompiuto). Permettete un suggerimento postumo? Ed una suora, no? Una come suor Cristina tra tanti preti? Ah, scusate; l’Arena non sarebbe bastata! Voto: 6.

Testimoni. Alex Langer, Aldo Capitini, Martin Luther King, John Lennon. Bene il passato. Ma il presente? Questo sembra essere uno dei punti più delicati del messaggio dell’Arena: a parte la brillante Alice Mabota (leader pacifista del Mozambico) ed il sindaco nonviolento di Messina Renato Accorinti se non ci affrettiamo ad accendere i fari sui tanti giovanissimi testimoni dell’oggi i marò italiani in India invecchieranno anche loro. Voto: 7.

Statistica. I 23 miliardi di spese militari all’anno dell’Italia. Più della Germania ma meno della Svizzera. Gli USA investono in armi la metà della spesa mondiale complessiva. Il 20% più ricco si pappa il 90% delle risorse. I cento uomini più ricchi possiedono la metà della ricchezza mondiale. I caccia F35 erano 131: oggi siamo a 90? a 45? Insomma: il problema è che dobbiamo essere più efficaci sul piano politico, perché l’ingiustizia strutturale e l’industria degli armamenti sostengono un sistema di morte che non garantisce futuro. Voto: 6

Protesta. La denuncia di Gad Lerner contro il sindaco Tosi reo di aver emanato un’ordinanza che vieta la “distribuzione di alimenti e bevande” a senzatetto e vagabondi in alcune aree del centro storico (manco fossero piccioni) al fine di “prevenire degrado” con multe fino a 500 euro per le associazioni di solidarietà che sgarrano. E, a seguire, la denuncia di don Ciotti per i ricchi che fanno 4 ore a settimana di volontariato nelle case di riposo mentre le carceri sono stipate da poveracci meritano un bel voto: 8. Meriterebbe “10 e lode” se gli organizzatori avessero ricordato che l’Arena è stata data gratuitamente dal sindaco Tosi; aiutando i convenuti ad abitare la contraddizione e la  complessità.

Trappola. Pur capendo che si stava trattando del 25 aprile, la parola fascismo è stata condannata decine di volte, ma la parola comunismo mai. Mai. Ancora canzoni contro la Nato e la guerra in Vietnam.  Forse qualche sfumata autocritica da don Ciotti all’associazionismo e dal Vescovo emerito di Ivrea sul “mancato studio” (anche delle foibe?) ma poco più. Noi dentro l’Arena nel giusto; ed i militari, il fascismo, Israele, chi sta fuori nell’errore. Voto: 4.

Media. Sono numerose le testate dei movimenti ed associazioni che hanno aderito all’Arena di Pace, ma l’evento non ha bucato lo schermo. Se non una diretta streaming su la Nuova ecologia TV e radio Popolare o un servizio di pochi secondi sul TGR Veneto. La sala stampa era pressoché deserta ed abbiamo rischiato, come spesso accade, di parlarci addosso. Inoltre i megafoni sono stati spenti il 25 aprile sera….quando invece dovrebbero iniziare ad accendersi. Voto: 4.

Musica. Un ottimo repertorio. Artisti bravissimi; Simone Cristicchi ed Eugenio Finardi tra tutti. Interpretazioni di livello. Ma il tutto decisamente anni’ 70 da “blowing in the wind”. Con tutto il rispetto per la storia, ma mia figlia si sarebbe aspettata I Bastard Sons of Dioniso, Anansi o al massimo una giovane star di San Remo. Ma i miei coetanei, no; per favore! È un problema di linguaggio che non può essere sottovalutato, perché il linguaggio non è solo uno strumento ma è anche esso stesso contenuto. Qui c’è molto molto da lavorare. Come sull’età (vedi sotto): Voto: 7 per noi vecchi… ma 3 (perché sotto non si va nemmeno a scuola) per i giovanissimi.

Campagna. Finalmente s’è deciso, a differenza di altre convention della pace come la Perugia Assisi, di concentrare tutta l’attenzione sulla campagna NOF35. Il marketing insegna (si può usare questa parola?) che se focalizziamo l’attenzione su un solo tema lo si comunica al meglio. Lo stesso Francesco Vignarca ha detto dell’importanza di concentrare l’attenzione sugli F35 per poi allargare lo sguardo su tutti i 6 miliardi di spese annui che riguardano l’acquisto di nuove armi. Voto 9.

Età. Quasi un amarcord. Relatori e musicisti per lo più over 60. Alcuni giovani del Servizio Civile e volontari hanno fatto da contorno. In rari casi hanno avuto accesso al microfono, nonostante l’autocritica di Padre Alex: la mia generazione ha fallito tocca a voi! Silvia, volontaria dell’Atas, ha detto: “dateci la libertà di servire la Patria in maniera non armata e nonviolenta”. Grazie Silvia; ora però passiamo il microfono a Matusalemme. Il problema è: la pace è un contenuto da terza età? E cosa significa questa parola per i giovanissimi? Come possiamo lasciare loro il testimone di un percorso che è stato fondamentale nell’elaborazione culturale e politica dei cinquant’anni che abbiamo alle spalle? Sappiamo consegnare un’eredità o ce la vogliamo tener stretta stretta perché ci sembra che nessun giovane sia in realtà in grado di raccoglierla? Parole dure? Ma non è questo davvero un problema aperto fra i più decisivi per il movimento della pace? Voto: 4,5.

Linguaggio. Decisamente armato; come in guerra. O di qua o di là. O bianco o nero. O guerra o pace. Troppi slogan, poco studio. Il top l’ha toccato una rappresentante dei “Corpi civili di Pace” che ha denunciato tutte le operazioni di peace keeping invitando il ritiro immediato. – Ma questi si assumono la responsabilità di ciò che dicono? Mi chiedo: “Davvero è così semplice mettere in discussione un’istituzione senza la quale la violenza aumenterebbe a dismisura? Basta dire domani tutti a casa per risolvere i complessi conflitti nei quali sono impegnate le operazioni di peace keeping? Quali delle nostre 18 missioni nei diversi continenti è da annullare? E con quali modalità e quali tempi? Non si tratta di appoggiare acriticamente ogni operazione di peacekeeping, ovvio, ma di chiedersi quali siano le condizioni per il ritiro e le conseguenze per le popolazioni. Inoltre, quali altre modalità devono essere messe in atto per garantire la pace nelle zone a rischio? Come prevenire tragedie come quella dei Grandi laghi? Forse si potrebbe lavorare su altre parole: Transarmo (periodi di transizione verso il disarmo), buoni uffici, diplomazia popolare/parallela/ufficiale, dialogo. La parola “forse”, appunto. Con meno sicurezze rispetto al “senza se e senza ma” che è tipico del linguaggio guerrafondaio. E forse si potrebbe fare più attenzione a usare la parola guerra, così abusata e applicata a mille categorie da rischiare di diventare parola vuota. Voto: 4.

Genere. Finalmente una manifestazione in cui c’è equilibrio di genere. Insopportabili tutti i momenti ove il maschio o la femmina la fanno da padroni. L’auspicio su “più donne in politica” ci poteva anche stare ma il “solo donne in politica” non va. Le donne, parimenti all’altro sesso, hanno responsabilità enormi: dai genocidi del ‘900 alle mafie. Voto 6.

Soldi. “Non abbiamo chiesto denari a nessuno”. Bravi. E adesso? Diversi solleciti sono stati fatti affinché venissero riempiti i salvadanai degli scout per pagare i 75.000 euro del costo dell’evento; confidare solo sulla generosità dei convenuti ha contribuito  a raccogliere circa la metà dei soldi necessari. E chiedere l’aiuto a qualche sponsor etico non era possibile? Dimenticavo. Non esiste! Figuriamoci se esiste un ente profit etico. Arci, Acli, Cgil, Banca Etica….preparate il portafoglio. Voto: 4

Pubblicato su Unimondo

Afghanistan 2014: un cantiere di pace guardando (al presente e) al futuro


– Tommaso Vaccari –

Riapre i battenti il cantiere Afghanistan 2014, progetto promosso dall’associazione “Afghanistan 2014” in collaborazione con Unimondo e Forum trentino per la Pace e i diritti umani. Attraverso l’impegno di due giovani in Servizio Civile riparte il progetto che intende focalizzare la sua attenzione sulla situazione dell’Afghanistan durante un anno cruciale per il proprio futuro.

La proposta originaria del cantiere, che era stato pensato nel 2011, era di offrire uno sguardo sul futuro del paese Afghanistan. Il tentativo era quello di aprire un ragionamento sui possibili scenari con cui il paese si apprestava ad affrontare il 2014. Ora però, ci troviamo a ridosso di passaggi decisivi per l’intero Afghanistan. Il cantiere è diventato una sorta di catalizzatore di approfondimenti legati al paese durante l’anno che abbiamo di fronte, senza però dimenticare di alzare lo sguardo oltre la cronaca.

Il 2014 sarà per l’Afghanistan un anno ricco di avvenimenti e opportunità. Sarà l’anno del ritiro delle truppe di occupazione che hanno invaso il paese all’indomani dell’11 settembre 2001; ad aprile le elezioni presidenziali ci diranno il nome del nuovo presidente. Le atroci conseguenze della “guerra al terrorismo” complicheranno la fase di cambiamento che il paese si appresta ad affrontare e le prospettive per la stabilità politica e la pacificazione del territorio sembrano tutt’altro che certe.

– Tommaso Vaccari –

Riapre i battenti il cantiere Afghanistan 2014, progetto promosso dall’associazione “Afghanistan 2014” in collaborazione con Unimondo e Forum trentino per la Pace e i diritti umani. Attraverso l’impegno di due giovani in Servizio Civile riparte il progetto che intende focalizzare la sua attenzione sulla situazione dell’Afghanistan durante un anno cruciale per il proprio futuro.

La proposta originaria del cantiere, che era stato pensato nel 2011, era di offrire uno sguardo sul futuro del paese Afghanistan. Il tentativo era quello di aprire un ragionamento sui possibili scenari con cui il paese si apprestava ad affrontare il 2014. Ora però, ci troviamo a ridosso di passaggi decisivi per l’intero Afghanistan. Il cantiere è diventato una sorta di catalizzatore di approfondimenti legati al paese durante l’anno che abbiamo di fronte, senza però dimenticare di alzare lo sguardo oltre la cronaca.

Il 2014 sarà per l’Afghanistan un anno ricco di avvenimenti e opportunità. Sarà l’anno del ritiro delle truppe di occupazione che hanno invaso il paese all’indomani dell’11 settembre 2001; ad aprile le elezioni presidenziali ci diranno il nome del nuovo presidente. Le atroci conseguenze della “guerra al terrorismo” complicheranno la fase di cambiamento che il paese si appresta ad affrontare e le prospettive per la stabilità politica e la pacificazione del territorio sembrano tutt’altro che certe.

Il cantiere intende seguire alcuni percorsi paralleli con cui leggere la situazione presente e ipotizzare quella futura. Sicuramente oltre all’approfondimento su ciò che accade in Afghanistan giorno per giorno sarà interessante conoscere la realtà della diaspora afghana, molto presente sul territorio europeo. Si cercherà di creare spazi di condivisione e dialogo in cui confrontarsi ed elaborare riflessioni.
Un ulteriore spunto è dato anche dalla sensazione di essere in un periodo storico nel quale si sta chiudendo la stagione delle “guerre per la democrazia”, inaugurata proprio sul terreno afghano e proseguita poi in Iraq e – in maniera diversa – in Libia, con le drammatiche conseguenze che abbiamo conosciuto.

Gli strumenti che si intendono utilizzare sono diversi e alcuni di essi saranno scoperti solo strada facendo. Per prima cosa verrà costruito un portale, che verrà aggiornato costantemente con news ed approfondimenti: lo scopo, oltre che di riportare le notizie, sarà quello di creare spazi di condivisione in tre lingue (italiano, inglese e persiano). Verranno organizzati incontri in forma di conferenze, seminari, scambi e gemellaggi tra università; verranno interpellati docenti ed esperti per la creazione di una carta per il futuro politico istituzionale dell’Afghanistan, sull’esempio della “Carta per l’autonomia del Tibet”. Infine, tramite il prezioso contributo dei registi afghani Razi e Soheila Mohebi, verrà utilizzato anche lo strumento del cinema per creare maggiore consapevolezza sulla situazione sociale, culturale e politica dell’Afghanistan.

Gli interrogativi sono numerosi, le fondamenta sono salde, il cantiere Afghanistan 2014 si rimette in moto.

Graduatoria progetto SCN

In data 29 novembre 2013 è stata elaborata la graduatoria dalla Commissione esaminatrice in relazione all’art. 5 del bando del Servizio Civile Nazionale e come da decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77 (disciplina del servizio civile nazionale). Siamo lieti di renderla pubblica, così che i giovani che hanno preso parte alla selezione ne possano prendere visione. 
Per quanto riguarda i criteri utilizzati per la selezione ci siamo rifatti alla procedura richiesta dall’Ufficio del Servizio Civile Nazionale (vedi art.5 del bando). Alla fine di un’approfondita valutazione la commissione esaminatrice ha emesso la seguente graduatoria, che è da ritenersi vincolante al fine della scelta di due giovani per il progetto “AFGHANISTAN 2014. STORIA, CULTURA, TERRITORIO: APPUNTI PER UN NUOVO INIZIO”.

Si ringraziano in ogni caso tutti i candidati per la disponibilità e l’interesse dimostrato per il progetto promosso dal Forum Trentino per la Pace e i diritti umani. Per qualunque informazione e chiarimento rispetto ai punteggi riportati in tabella il personale del Forum rimane a disposizione ai seguenti numeri 0461213176 (Segreteria) e 0461213179 (Federico Zappini).

Il Presidente del Forum
Michele Nardelli

 

GRADUATORIA PROGETTO “AFGHANISTAN 2014. STORIA, CULTURA, TERRITORIO: APPUNTI PER UN NUOVO INIZIO”
In data 29 novembre 2013 è stata elaborata la graduatoria dalla Commissione esaminatrice in relazione all’art. 5 del bando del Servizio Civile Nazionale e come da decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77 (disciplina del servizio civile nazionale). Siamo lieti di renderla pubblica, così che i giovani che hanno preso parte alla selezione ne possano prendere visione. 
Per quanto riguarda i criteri utilizzati per la selezione ci siamo rifatti alla procedura richiesta dall’Ufficio del Servizio Civile Nazionale (vedi art.5 del bando). Alla fine di un’approfondita valutazione la commissione esaminatrice ha emesso la seguente graduatoria, che è da ritenersi vincolante al fine della scelta di due giovani per il progetto “AFGHANISTAN 2014. STORIA, CULTURA, TERRITORIO: APPUNTI PER UN NUOVO INIZIO”.

Si ringraziano in ogni caso tutti i candidati per la disponibilità e l’interesse dimostrato per il progetto promosso dal Forum Trentino per la Pace e i diritti umani. Per qualunque informazione e chiarimento rispetto ai punteggi riportati in tabella il personale del Forum rimane a disposizione ai seguenti numeri 0461213176 (Segreteria) e 0461213179 (Federico Zappini).

Il Presidente del Forum
Michele Nardelli

Cognome

Nome

Selezionato

Punteggio

VACCARI

TOMMASO

SI

71

STEFANI

GIORGIA

SI

69

VOLANI

ALESSANDRA

NO

68

GIONGO

GAIA

NO

66

POLLI

SUSANNA

NO

59

BARBATO

MARIASOLE

NO

59

SEGOLINI

BEATRICE

NO

57

QUATTRINI

GIULIA

NO

56

BORGHI

GABRIELE

NO

54

BERNARDI

IRENE

NO

54

MONTAGNOLI

EUGENIA

NO

51

SCAPPINI

LUCA

NO

46

CAMPESTRIN

GIANNA

NO

40

DA ROLD

MARIA

NO

36

BALDESSARI

ELISA

NO

35

SCARANO

MATTEO

NO

33

 FATTE SALVE LE VERIFICHE DI COMPETENZA DELL’UFFICIO NAZIONALE PER IL SERVIZIO CIVILE

Servizio Civile: quali prospettive?

Pubblichiamo volentieri una lettera scritta da Claudia Seppi a seguito dell’incontro pubblico “LA NOSTRA PATRIA È LA GENTE DA SERVIRE. Obiezione di coscienza e servizio civile: i valori di ieri, le motivazioni di oggi, le speranze di domani.” tenutosi a Trento lo scorso 14 dicembre. Il testo vuole essere anche apertura di una riflessione che coinvolga chiunque abbia a cuore questo presidio di partecipazione e attivazione sociale.
Per inviare un contributo alla discussione si faccia riferimento all’indirizzo e.mail: federico.serviziocivile@forumpace.it.

di Claudia Seppi 

“Gli organi di informazione non hanno dato ampio spazio all’incontro “LA NOSTRA PATRIA È LA GENTE DA SERVIRE” che intendeva riflettere sul Servizio Civile, sul suo passato ma soprattutto sul presente, critico, e sul futuro, incerto.[…]”

Pubblichiamo volentieri una lettera scritta da Claudia Seppi a seguito dell’incontro pubblico “LA NOSTRA PATRIA È LA GENTE DA SERVIRE. Obiezione di coscienza e servizio civile: i valori di ieri, le motivazioni di oggi, le speranze di domani.” tenutosi a Trento lo scorso 14 dicembre. Il testo vuole essere anche apertura di una riflessione che coinvolga chiunque abbia a cuore questo presidio di partecipazione e attivazione sociale.
Per inviare un contributo alla discussione si faccia riferimento all’indirizzo e.mail: federico.serviziocivile@forumpace.it.
di Claudia Seppi 

Gli organi di informazione non hanno dato ampio spazio all’incontro “LA NOSTRA PATRIA È LA GENTE DA SERVIRE” che intendeva riflettere sul Servizio Civile, sul suo passato ma soprattutto sul presente, critico, e sul futuro, incerto.

Le testimonianze degli obiettori sono certamente significative espressioni di momenti storici e della capacità dei giovani di “disobbedire” se sostenuti da ideali e valori, ma ritengo che la partita vada giocata guardando avanti, con le condizioni attuali e con un patrimonio di energie giovani a disposizione del bene comune che troppo spesso non sono valorizzate, né messe alla prova.

Mi chiamo Claudia Seppi ed ho avuto l’opportunità di esprimere il mio punto di vista, vale a dire quello dei molti giovani che vivono l’esperienza del Servizio Civile e dei molti che lo vorrebbero sperimentare ma, che per la ristrettezza delle risorse disponibili, restano esclusi.

Il mio contributo rappresenta un punto di vista alternativo. Non si può non considerare che sono l’unica donna invitata ad intervenire, sono giovane e impropriamente spesso considerata “volontaria”.

Sulla presentazione dell’incontro c’è scritto “Volontaria in Servizio Civile”. Questa descrizione è un ottimo s-punto di partenza per il mio discorso. Volontariato è un termine improprio, il Servizio Civile non è volontariato. Il volontariato è un’altra cosa. Io parlo di SERVIZIO CIVILE. Non si tratta di volontariato, e io non sono una volontaria: ho scelto volontariamente di impegnarmi in un progetto di Servizio Civile; ho aderito ad un istituto che propone ai giovani di partecipare concretamente per la realizzazione del principio costituzionale di solidarietà sociale.

Dietro al mio Servizio Civile c’è una scelta di adesione, così come c’è stata per gli ex giovani, obiettori di coscienza, che restano tali anche una volta congedati.

Altro punto di contatto tra me (e come me i giovani che aderiscono al Servizio Civile) e gli obiettori di coscienza intervenuti all’incontro è il sentimento di appartenenza e vicinanza a quei valori che queste esperienze radicano nella persona: un processo di imprinting potrei dire. Ho terminato il Servizio Civile ma mi sento tuttora, sempre, in Servizio Civile. Ci sono dei valori che si fissano, si tatuano nella persona.

Primi fra tutti la solidarietà, la responsabilità individuale verso la collettività. Collettività che oggi chiede di declinare diversamente il termine “Patria”. In una prospettiva contemporanea, vicina al mondo dei giovani, Patria è Pianeta, è Villaggio globale: con i social network siamo in continuo collegamento planetario e la consapevolezza delle questioni ambientali, che prendono in causa i comportamenti di ciascun popolo e la ricaduta sugli altri popoli, non può che essere uno stimolo all’estensione di questo concetto.

È bene che ciascuno faccia la sua parte, dobbiamo esserci. Es.Ser.Ci, non a caso, è acronimo di Esperienze di Servizio Civile ed è il mondo del Servizio Civile in Provincia di Trento che coinvolge i giovani in progetti che spaziano dall’assistenza all’educazione, dalla tutela dell’ambiente alla valorizzazione del patrimonio artistico; che consente loro di mettersi alla prova, di sentirsi utili ed importanti partecipando al bene comune, di scoprire talenti e di costruirsi abilità; che li inserisce in organizzazioni ed enti no profit per acquisire competenze trasversali da utilizzare poi anche professionalmente.

“Esserci” significa anche responsabilità civica e politica: si dice che i giovani sono i cittadini del futuro; è vero, siamo d’accordo, ma siamo anche cittadini del presente.

Lo Stato, ma anche le Istituzioni locali devono considerare il Servizio Civile un INVESTIMENTO perché con esso la COMUNITÀ può arricchirsi di giovani cittadini con una formazione civica, sociale, culturale e professionale. Una formazione poliedrica acquisita mediante attività in progetti che hanno una ricaduta positiva sul territorio, hanno un’utilità sociale, offrono benefici per la comunità. E agli economisti non potrà sfuggire che questo duplice risultato, cioè da un lato il valore formativo per il giovane cittadino e dall’altro il beneficio per la comunità, è frutto di un investimento di 2,41 euro all’ora! Mi sembra un risultato niente male.

Il Servizio Civile attraversa un momento particolarmente critico per la contrazione pesante delle risorse che ha impedito nel 2012 l’avvio di 18.000 giovani, nonostante fossero più di 40.000 quelli pronti a offrire un anno della loro vita per la realizzazione di progetti di utilità sociale.

In occasione di questa fase critica si avanzano proposte diverse: renderlo obbligatorio o gratuito. Forme non condivisibili perché sarebbe un tornare indietro, svilendo l’approccio – fondamentale – dell’operare per progetto e favorendo più le procedure che la qualità e i risultati dei progetti. Un Servizio Civile gratuito, inoltre, farebbe venir meno l’equità: solo giovani in condizioni economiche favorevoli potrebbero permetterselo. E questo, oltre a non essere equo, limiterebbe fortemente l’auspicata acquisizione di una progressiva autonomia dei giovani.

In chiusura, non si può non evidenziare che in Provincia di Trento il sistema del Servizio Civile vanta una posizione di eccellenza rispetto ad altre realtà regionali. Questo tuttavia richiede di mantenere alta l’attenzione volta a garantire standard elevati.

Dalle 19.00 ES.SER.CI. con Emergency

Incontro formativo
Mercoledì 24 ottobre 2012, ore 20.30 – caffè Bookique, Parco della Predara (Trento)
Organizza: Ufficio Servizio Civile

Incontro formativo
Mercoledì 24 ottobre 2012, ore 20.30 – caffè Bookique, Parco della Predara (Trento)
Organizza: Ufficio Servizio Civile

L’Ufficio Servizio Civile in collaborazione con TSM ha programmato, nell’ambito di “Dalle 19.00 ES.SER.CI.” presso gli spazi di Bookique caffè letterario di Trento, una serie di incontri di formazione dedicati ai giovani ed agli operatori del Servizio Civile in Trentino. Si tratta di occasioni di conoscenza e confronto con protagonisti della società civile, per investire sulle capacità di ascolto dei giovani, per coltivare i valori e l’attitudine alla partecipazione e alla solidarietà sociale. In questa occasione incontro con il Gruppo di intervento Emergency – associazione umanitaria internazionale. 

Informazioni: 0461493100,   uff.serviziocivile@provincia.tn.it

BalcaniA8Mani

LUNEDì 11 GIUGNO 2012, ORE 19.00 – Caffè letterario Bookique della Predara, Trento

Organizza:

Progetto Prijedor

Tavolo Trentino con il Kossovo

Lunedì 11 giugno 2012 alle ore 19.00, all’interno del progetto “DALLE 19.00 ES.SER.CI.” del Servizio Civile, il Cafè letterario Bookique della Predara (quartiere San Martino) vi aspetta per una serata di cultura, confronto e condivisione, riflessione e musica dai sapori balcanici. Organizzano: Ufficio Servizio Civile, Trentino School of Management, Associazione Trentino con i Balcani, con Associazioni Progetto Prijedor e Associazione Trentino con il Kossovo.

“DALLE 19.00 ES.SER.CI.” è un nuovo progetto organizzato all’interno del Servizio Civile della Provincia Autonoma di Trento che consiste nella creazione di uno spazio autogestito di formazione, organizzazione e fruizione culturale aperto ai giovani in servizio civile e a chiunque voglia incontrarsi per discutere, progettare e stare insieme in un percorso di cittadinanza attiva, che attraversa eventi culturali, musicali e letterari.

L’incontro di lunedì 11 giugno in particolare è dedicato alla presentazione della pubblicazione “BalcaniA8Mani”, una raccolta di riflessioni, emozioni, racconti, esperienze vissute e collezionate da Elena, Maddalena, Silvia e Francesco, quattro giovani che hanno deciso di svolgere tra il 2010 e il 2011 il loro servizio civile in Kossovo e in Bosnia Erzegovina, partecipando ad un progetto promosso dalla Provincia Autonoma di Trento in collaborazione con le Associazioni Progetto Prijedor e Associazione Trentino con il Kossovo.

Inoltre accompagneranno la serata dal vivo le note rock del gruppo ARTCHITECTS di Mitrovica-Kossovo.

 

Scarica la locandina.

Per Informazioni

Ufficio Servizio Civile

Agenzia provinciale per la famiglia,
la natalità e le politiche giovanili
Via Gilli 3 – 38121 TRENTO
tel. 0461-493100
email: esserci@provincia.tn.itwww.serviziocivile.provincia.tn.it