Come Dentro, così Fuori. Una Tecnologia per l’Essere

Come Dentro, così Fuori. Una Tecnologia per l'EssereIl bene della Pace è antico quanto l’uomo e nel corso della storia esso ha sempre avuto a che fare con la percezione di un confine, oltrepassato il quale viene invasa la sacralità di uno spazio ritenuto proprio, atto questo in grado di generare, allora come oggi, possibili conflitti. Le rappresentazioni cartografiche, dalle più antiche a quelle contemporanee, costituiscono a tutti gli effetti gli araldi di un principio ben più esteso e fortemente radicato nell’essere umano: quello appunto del limite.

Come Dentro, così Fuori. Una Tecnologia per l'Essere

di Paolo Facchini

 

Il bene della Pace è antico quanto l’uomo e nel corso della storia esso ha sempre avuto a che fare con la percezione di un confine, oltrepassato il quale viene invasa la sacralità di uno spazio ritenuto proprio, atto questo in grado di generare, allora come oggi, possibili conflitti. Le rappresentazioni cartografiche, dalle più antiche a quelle contemporanee, costituiscono a tutti gli effetti gli araldi di un principio ben più esteso e fortemente radicato nell’essere umano: quello appunto del limite. La tridimensionalità della materia, (finita ed impermanente per sua natura) nella quale sperimentiamo l’esistenza, costituisce per l’essere umano l’autentico campo di battaglia di “iomiopaura”, quel principio di attaccamento che si proietta anche nei piani più sottili delle emozioni, dei pensieri oppure dei sogni e dai quali trae linfa vitale.

Ci sono voluti milioni di anni, un susseguirsi innumerevole di guerre fratricide fino all’attuale crisi mondiale, inedita per gravità ed implicazioni, per fare sorgere all’uomo il dubbio che, forse, i confini tracciati sulle carte geografiche del pianeta non siano mai stati in grado di recidere l’antica Legge propria all’interconnessione di tutte le cose esistenti, esseri umani compresi. Poiché recidere significa spesso generare nuovi ostacoli, talvolta insormontabili.

Non ho predisposizione per la matematica, tuttavia, mi sento di formulare questa semplice equazione. Un’equazione per la quale la famiglia umana non ha ancora trovato soluzione: la Pace sta alla Terra come la Mente sta al Corpo.

Prima di potere realizzare quel sogno enunciato sinteticamente nella mistica preghiera più nota della tradizione cristiana “sia fatta la tua Volontà come in cielo così in terra” dobbiamo conoscere in profondità l’hardware ed il software dell’essere umano, comprenderne il funzionamento, identificare i virus e gli hackers ed applicare una tecnologia propria all’Essere dotata anche di un potente antivirus per ripulirlo, liberandolo.

Gli ostacoli che si frappongono al permanere armonico di questa interconnessione fra corpo e mente furono enunciati ben più di duemila anni fa, nel trattato degli Yoga Sutra, da un grande “sistemista del software umano”: il signor Patanjali. Il corpo e la mente sono in uno stato di costante interazione, ed è molto pericoloso cercare di scinderli poiché sono fatti “l’uno per l’altro” in quanto entità integrate. Il nostro stile di vita è sempre più complesso e sollecitato da quella stessa tecnologia creata per servirci, ma che in realtà sembra ridurci a schiavi. Infatti ognuno di noi ha provato sulla propria pelle quanto uno stato di tensione continua sia fonte di male-essere che conduce spesso a disturbi mentali e/o fisici. Questi “virus” che attaccano il software della macchina umana sono stati individuati molto tempo prima dell’avvento dell’era dei computer: portano i nomi di egoismo, ignoranza spirituale, odio verso il prossimo, avidità ed appartengono alla famiglia di “kleshas”, la sofferenza.

Se è vero che il progresso scientifico, tecnologico e della civiltà moderna ha vinto l’ignoranza presente in molti settori del materiale, l’atavica visione egoica individuale e collettiva (fatta di innumerevoli frammenti di “iomiopaura”) distorce il risultato di tali conquiste ricercando in esse ciò che non vi potrà mai trovare, nella disperata (ed illusoria) ricerca volta a colmare un vuoto incolmabile.

Ed il Segreto sta proprio in quel Vuoto che tanto ci terrorizza e che esorcizziamo ad ogni istante con tanti palliativi utili soltanto ad esaltarne l’oggettiva immanenza.

Esiste un Sentiero per l’Uomo di oggi, come lo è stato per quello di ieri, calcando il quale è possibile ri-trovarsi e comprendere ciò che abbiamo smarrito o forse mai cercato, quel filo di Arianna necessario per uscire dal nostro labirinto, un filo tessuto sul magico ordito che porta il nome dei Codices Vacui.

 

* Fondatore della Scuola “ La Via del Fuoco. Arte Marziale e Ricerca Interiore” di Trento

 

www.laviadelfuoco.it