Conferenze e Incontri Istituzionali

Conferenze e Incontri Istituzionali

di Simone Casalini

Mostra Fotografica di Bottesi. Appuntamenti a Bolzano ed a Trento (Palazzo Trentini, via Manci, ore 16.00).
Viaggio breve, ma intenso quello che il kalon tripa Lobsang Sangay compirà sul suolo del Trentino-Alto Adige.

Il primo ministro del governo tibetano in esilio—ormai vive prevalentemente in India, paese che ospita il governo tibetano in esilio, anche se la sua residenza è a Boston—ha concordato un’agenda che lo vede protagonista sia a Trento che a Bolzano.

Conferenze e Incontri Istituzionali

Mostra Fotografica di Bottesi. Appuntamenti a Bolzano ed a Trento (Palazzo Trentini, via Manci, ore 16.00).
Viaggio breve, ma intenso quello che il kalon tripa Lobsang Sangay compirà sul suolo del Trentino-Alto Adige.

Il primo ministro del governo tibetano in esilio—ormai vive prevalentemente in India, paese che ospita il governo tibetano in esilio, anche se la sua residenza è a Boston—ha concordato un’agenda che lo vede protagonista sia a Trento che a Bolzano.

Lunedì arriverà nel capoluogo altoatesino dove alle 18 terrà una conferenza all’Eurac. Il giorno seguente, in mattinata, ci sarà l’incontro istituzionale con il Landeshauptmann Luis Durnwalder. Quindi la partenza per Trento. Qui Sangay incontrerà il presidente del consiglio provinciale Bruno Dorigatti e il presidente della Provincia Lorenzo Dellai prima di inaugurare una mostra fotografica di Stefano Bottesi che verrà allestita a Palazzo Trentini. Alle 17 la tavola rotonda alla Facoltà di Giurisprudenza con i docenti Roberto Toniatti e Jens Woelk e l’esponente del Pd e dell’Associazione Italia-Tibet Roberto Pinter. Quindi la ripartenza per raggiungere Milano dove il kalon tripa incontrerà la comunità tibetana locale mentre mercoledì lascerà l’Italia per recarsi in Irlanda.
Quarantatre anni, figlio di esuli tibetani (è nato a Darjeeling, nel West Bengala, in India), Sangay ha alle spalle un curriculum formativo di rilievo.
Laurea all’Università di Delhi, dottorato ad Harvard in legge (il primo tibetano della storia), è senior fellow nel prestigioso ateneo americano dove si occupa in prevalenza di diritto tibetano e legislazione internazionale. Proprio per il percorso fatto e la visibilità acquisita all’interno della comunità tibetana, Sangay si è presentato alle prime elezioni democratiche per la carica di primo ministro convocate sull’onda della decisione del Dalai Lama di rinunciare al potere politico anche se ha mantenuto la funzione di capo cerimoniale dello Stato. Il 27 aprile 2011 è stato eletto kalon tripa (primo ministro nell’accezione tibetana) con il 55% dei voti degli esuli che si sono presentati alle urne (49.000 su 83.400 aventi diritto). Ha battuto Tenzin Tethong, il precedente primo ministro, che si è fermato al 37,4% dei consensi e Tashi Wangdi (6,4%), un altro politico di lungo corso. L’8 agosto 2011 si è ufficialmente insediato.
Ora rimangono le speranze per una battaglia che suscita molte simpatie a livello internazionale senza però che questo si sia mai tradotto in qualcosa di concreto. È sufficiente ricordare che il governo tibetano in esilio non è stato riconosciuto da alcuna nazione al mondo. Sangay vuole seguire il Dalai Lama nella «Via di Mezzo», dialogo con la Cina e richiesta di una reale autonomia all’interno dei confini di Pechino. Ma finora questa strategia si è rivelata sterile. Forse perché per dialogare bisogna essere in due.

Articolo di Simone Casalini tratto da Corriere del Trentino, mercoledì 22 febbraio 2012, Primo Piano, La Causa Internazionale, p.2 .