Cultura della sostenibilità

Uno sguardo sulla biennale democrazia

Il 13 aprile è iniziata a Torino la Biennale Democrazia, intitolata quest’anno “Partecipare attiva(la)mente”. Riportiamo lo sguardo e le riflessioni della nostra inviata, Francesca Bottari, che sta svolgendo il Servizio Civile presso il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani, in questi giorni a Torino.

Uno sguardo sulla biennale democrazia

Il 13 aprile è iniziata a Torino la Biennale Democrazia, intitolata quest’anno “Partecipare attiva(la)mente”. Riportiamo lo sguardo e le riflessioni della nostra inviata, Francesca Bottari, che sta svolgendo il Servizio Civile presso il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani, in questi giorni a Torino.

 

– di Francesca Bottari * –

“La città di Torino dal 13 al 17 aprile ospita la biennale della democrazia. Un evento che mette in relazione molti temi attuali con il valore della democrazia, protagonista dell’evento. Fra i temi discussi si è parlato anche di sostenibilità. La prospettiva sul “mondo sostenibile” è stata offerta dal Prof. Sebastiano Maffettone, docente presso l’università di Roma di Scienze politiche.”

“Giovedì 14 aprile ha tenuto la conferenza dal titolo: “Pensare un mondo sostenibile”. La questione centrale dell’intervento è stata se le varie sostenibilità (economiche, ecologiche e sociali) potranno essere realtà o se resteranno pura utopia.

Il professore ha aperto la discussione interrogandosi sul rapporto tra sostenibilità e democrazia: riflettere su sostenibilità e relazione con la politica è cosa difficile, visto che per vivere in un mondo definito sostenibile bisogna prima di ogni altra cosa sacrificare parte dell’idea di sviluppo.

La discussione è stata focalizzata sul “come guardare alla sostenibilità”. Nel farlo Sebastiano Maffettone ha parlato di 3 argomenti distinti – energia, popolazione e cambiamento climatico -, che formano il macro contenitore “mondo sostenibile”. Viene consumata troppa energia, la popolazione cresce a ritmi troppo veloci e il cambiamento climatico minaccia molte parti del pianeta.

Quali sono le possibili soluzioni? L’elemento chiave da cui partire – ha affermato il relatore – è la cultura, strumento che può rendere possibile un cammino concreto verso il pensare e l’agire per un mondo con sempre meno ferite indelebili. E’ la società civile la prima a doversi muovere per trovare risposte e soluzioni concrete, la politica sarà la seconda o la terza pedina che si muoverà di conseguenza.

La sostenibilità deve essere una scelta comune, democratica. Perché la sostenibilità non resti pura utopia le persone dovranno scegliere se vogliono vivere in un mondo sostenibile o meno. Per questo l‘azione a livello culturale è l’elemento chiave per iniziare a pensare e costruire un mondo sostenibile.

Le strade per costruire una cultura del sostenibile sono molte, dal livello economico a quello sociale. L’importante, ha concluso Maffettone, è mettere in relazione sostenibilità e democrazia per far sì che la prima divenga una realtà da pensare e non resti una mera utopia idealizzata. Per questo è importante l’impegno di tutti, per trasformare la percezione del nostro rapporto con il pianeta, per osservare le conseguenze delle nostre azioni sul presente e sul futuro.”

 

* Servizio Civile Nazionale presso il Forum