Dialogue with Cherie Blair

– di Francesca Bottari* –
 
Dialogue with Cherie Blair

Lunedì 14 febbraio Cherie Blair, avvocato inglese specializzato in diritti umani, è stata ospite della facoltà di sociologia per discutere di accesso all’istruzione e all’alta formazione, soprattutto delle donne. Cherie Blair, Kamal Ahmad – fondatore dell’Asian University of Women – e due studentesse dell’Università di Trento hanno discusso di come colmare la preoccupante assenza di opportunità di studio e formazione. Incontro reso possibile soprattutto dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, finanziatrice di alcune borse di studio per le studentesse dell’Asia University.

– di Francesca Bottari* –
 
Dialogue with Cherie Blair

Lunedì 14 febbraio Cherie Blair, avvocato inglese specializzato in diritti umani, è stata ospite della facoltà di sociologia per discutere di accesso all’istruzione e all’alta formazione, soprattutto delle donne. Cherie Blair, Kamal Ahmad – fondatore dell’Asian University of Women – e due studentesse dell’Università di Trento hanno discusso di come colmare la preoccupante assenza di opportunità di studio e formazione. Incontro reso possibile soprattutto dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, finanziatrice di alcune borse di studio per le studentesse dell’Asia University.

L’avvocato inglese ha evidenziato la necessità di una piena e paritaria collaborazione fra uomo e donna per colmare alcune grandi lacune in fatto di governance internazionale. Una collaborazione nella quale “la donna non deve rimpiazzare l’uomo, ma lavorare con e accanto a lui”. La relatrice attraverso il suo pensiero ha voluto far comprendere quanto sia fondamentale supportare un’alta formazione anche per il genere femminile e quanto sia importante che le donne possano sviluppare uno sguardo critico e consapevole per portare un nuovo contributo e nuove prospettive alla leadership mondiale dello sviluppo economico, settore dal quale le donne sono ancora escluse. L’accesso più semplice e possibile per le donne all’alta formazione è un campo dove ci sono ancora troppi gap da colmare, dove anche le Nazioni Unite, l’organizzazione mondiale per eccellenza, non hanno ancora ottenuto risposte positive alle domande di sviluppo fatte in questa direzione. Cherie Blair ha più volte evidenziato come il libero accesso all’alta formazione delle donne possa portare ad una efficace soluzione della crisi economica mondiale di questi anni.

Le testimonianze sono state un esempio in questa direzione. In aula Kessler erano presenti anche due studentesse dell’università di Chittalong (Bangladesh), che con toni semplici hanno raccontato l’importanza di aver potuto intraprendere una simile via formativa. Studiando hanno compreso che per maturare uno sguardo critico e consapevole bisogna cambiare prima di tutto se stessi e la propria prospettiva, mettendosi anche in posizioni differenti e in queste cercare nuove possibilità di cambiamento.

La relatrice ha concluso facendo una riflessione sui diritti in rapporto alla diversità culturale e religiosa fra persone e fra società. Proprio in questi giorni in Inghilterra è in corso il dibattito sul fallimento dell’approccio multiculturale. In questo delicato passaggio storico le parole di Cherie Blair sono state un invito a ripensare il diritto e la rigida posizione che ha avuto fino ad ora. Il consiglio è quello di pensare ai diritti di ognuno come diritti “di colore grigio” e non per forza “bianchi” o “neri”: il senso di questa affermazione è che è necessario bilanciare i diritti di due persone di culture diverse che si trovano a condividere gran parte della loro quotidianità in una società. Il diritto non è uno strumento da usare come arma per mettere a proprio agio il cittadino che incontra nella sua città la diversità, ma un mezzo che entrambe le parti devono utilizzare per arrivare ad una mediazione pacifica. Ovviamente questo non è possibile in ogni società con gli stessi tempi e con gli stessi risultati. L’avvocato infatti ha sottolineato l’importanza di leggere il “bilanciamento” dei diritti che le parti coinvolte adotteranno in rapporto alla società in cui si trovano.

Questo significa che fra due parti opposte i diritti non saranno rispettivamente uno bianco e uno nero; i diritti saranno invece una sfumatura ricercata all’interno dello spazio che in un primo momento allontana i due soggetti e in un secondo permette di avvicinarli proprio grazie a questa ricerca. Trovato il colore grigio, verde o rosso che sia, la distanza fra le parti sarà mediata.

Che ci sia il bisogno di una nuova risposta ai vecchi metodi dell’assimilazione e del multiculturalismo è un dato di fatto, e l’incontro con Cherie Blair ha permesso di pensare a quale potrà essere la direzione nella quale cercare una soluzione migliore.

 

*sinologa, sta svolgendo il Servizio Civile Nazionale presso il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani