Figli di un Dio minore. Il sacrificio dei figli della Sardegna nella prima guerra mondiale

Sabato 18 giugno a Lavarone dibattito sulla figura di Emilio Lussu

La Fondazione Museo storico del Trentino e il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, in collaborazione con il Comune di Lavarone, l’Istituto sardo per lo studio dell’Autonomia e della Resistenza e il Centro di Documentazione Luserna invitano alla conferenza “Figli di un Dio minore. Il sacrificio dei figli della Sardegna nella prima guerra mondiale”in cui verrà presentata l’opera completa di Emilio Lussu.

Sabato 18 giugno presso la Biblioteca comunale di Lavarone – Fr. Gionghi 67
38046 Lavarone (TN) –

ore 17.00

Sabato 18 giugno a Lavarone dibattito sulla figura di Emilio Lussu

La Fondazione Museo storico del Trentino e il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, in collaborazione con il Comune di Lavarone, l’Istituto sardo per lo studio dell’Autonomia e della Resistenza e il Centro di Documentazione Luserna invitano alla conferenza “Figli di un Dio minore. Il sacrificio dei figli della Sardegna nella prima guerra mondiale”in cui verrà presentata l’opera completa di Emilio Lussu.

Sabato 18 giugno presso la Biblioteca comunale di Lavarone – Fr. Gionghi 67
38046 Lavarone (TN) –

ore 17.00

Figli di un Dio minore. Il sacrificio dei figli della Sardegna nella prima guerra mondiale

Partecipano:
Giangiacomo Ortu, presidente dell’Istituto sardo per lo studio dell’Autonomia e della Resistenza
Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino
Michele Nardelli, presidente del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani
Salvatore Dui, presidente della Comunità sarda del Trentino).

Alle 19.30 verrà offerta una degustazione di prodotti tipici della Sardegna e del Trentino.

Ingresso libero.

Locandina.

Emilio Lussu (Armungia 1890 – Roma 1975) è un protagonista della storia politica italiana ed europea del XX secolo. Combattente della Prima Guerra Mondiale, fondatore e leader del Partito Sardo d’Azione, è un costante oppositore del fascismo. Confinato dal regime a Lipari nel novembre del 1927, ne evade nel giugno del 1929 assieme a Carlo Rosselli, con il quale in Francia dà vita al movimento «Giustizia e Libertà». Al rientro in Italia, nell’agosto 1943, partecipa attivamente all’organizzazione della Resistenza e diviene il principale animatore, assieme a Ugo La Malfa, del Partito Italiano d’Azione. Deputato dell’Assemblea Costituente, aderisce successivamente al Partito Socialista Italiano, nel quale milita sino alla scissione nel 1964 del Partito Socialista di Unità Proletaria, cui aderisce.

Fonte: Fondazione Museo Storico del Trentino.