Gaza è un inferno, ma dov’è la comunità internazionale?

– di Cinzia Baldessari – Questo articolo è stato pubblicato domenica 27 maggio 2012 sul quotidiano “L’Adige”

Sono una comune cittadina, non sono un’attivista, sono solo una persona che non accetta di venir accusata di antisemitismo ogni volta che critica l’esercito israeliano per i crimini che commette. Perché diciamoci le cose come stanno…tutti sanno cos’è l’olocausto, ma chi sa cos’è la nakba? Chi sa cos’è la pulizia etnica a cui sono sottoposti i palestinesi ogni giorno? Nell’articolo il lettore parla di attacchi sporadici…Gaza è la più grande prigione a cielo aperto, nella quale volano di continuo i droni, che mietono vittime indistintamente, non badano se è un bambino, un ragazzo, una donna o un uomo.

Gaza sta morendo lentamente, i suoi abitanti hanno in media dalle 6 alle 8 ore di elettricità al giorno, gli ospedali di Gaza suppliscono alla mancanza di elettricità grazie ai generatori, ma purtroppo il carburante non è mai abbastanza, e sono soprattutto le persone che fanno la dialisi e i neonati nelle incubatrici i primi a morire! Aggiungiamo la mancanza di medicine, gas e acqua.

– di Cinzia Baldessari – Questo articolo è stato pubblicato domenica 27 maggio 2012 sul quotidiano “L’Adige”

Sono una comune cittadina, non sono un’attivista, sono solo una persona che non accetta di venir accusata di antisemitismo ogni volta che critica l’esercito israeliano per i crimini che commette. Perché diciamoci le cose come stanno…tutti sanno cos’è l’olocausto, ma chi sa cos’è la nakba? Chi sa cos’è la pulizia etnica a cui sono sottoposti i palestinesi ogni giorno? Nell’articolo il lettore parla di attacchi sporadici…Gaza è la più grande prigione a cielo aperto, nella quale volano di continuo i droni, che mietono vittime indistintamente, non badano se è un bambino, un ragazzo, una donna o un uomo.

Gaza sta morendo lentamente, i suoi abitanti hanno in media dalle 6 alle 8 ore di elettricità al giorno, gli ospedali di Gaza suppliscono alla mancanza di elettricità grazie ai generatori, ma purtroppo il carburante non è mai abbastanza, e sono soprattutto le persone che fanno la dialisi e i neonati nelle incubatrici i primi a morire! Aggiungiamo la mancanza di medicine, gas e acqua.

Una persona di Gaza mi ha detto: noi valiamo meno degli animali, siamo umilianti continuamente, “viviamo” nel terrore, riusciamo a distinguere ogni tipo di arma dal suono che produce, contro di noi vengono usate armi proibite, e nessuno dice niente, Israele ha violato moltissime risoluzioni Onu, ma dov’è la comunità internazionale? Ogni ragazza ha dei sogni, ma da noi sognare è pericoloso, perché il futuro è nero, non c’è lavoro, viviamo di aiuti umanitari, molti di noi non possono nemmeno permettersi di studiare, non c’è speranza, il mondo ci ignora, noi siamo sempre i colpevoli, perché ci stanno facendo questo? Cosa abbiamo fatto? Perché dobbiamo pagare per colpe che non abbiamo? Chiediamo solamente di poter vivere una vita normale, come tutti i nostri coetanei all’estero, è chiedere troppo?

E io posso solamente chiudere con una frase di un rabbino: “I veri ebrei denunciano i crimini israeliani ai quali i palestinesi sono sottoposti giornalmente”.