Gaza tutt’al più è un purgatorio.

– di Giuseppe Franchetti e Ilda Sangalli Riedmiller – Questo articolo è stato pubblicato lunedì 28 maggio 2012 sul quotidiano “L’Adige”

Lucia Coppola è evidentemente relativamente giovane. Negli ultimi anni ’40 e nei primi anni ’50 Israele era pieno di campi profughi. Erano gli ebrei fuggiti dai massacri dei paesi arabi del Maghreb, dell’Irak, dell’Egitto, dello Yemen. E’ un numero equivalente a quello degli arabi che sono fuggiti dai territori che poi diventeranno Israele. E’ un fatto che viene normalmente ignorato da tutti coloro che dedicano la loro solidarietà ai profughi palestinesi. Anche Milano era piena di campi profughi: le chiamavano Coree. Erano i meridionali che venivano al nord. Non fuggivano da situazioni di guerra e di massacri ma venivano a cercare lavoro, vita e un po’ di serenità.

– di Giuseppe Franchetti e Ilda Sangalli Riedmiller – Questo articolo è stato pubblicato lunedì 28 maggio 2012 sul quotidiano “L’Adige”

Lucia Coppola è evidentemente relativamente giovane. Negli ultimi anni ’40 e nei primi anni ’50 Israele era pieno di campi profughi. Erano gli ebrei fuggiti dai massacri dei paesi arabi del Maghreb, dell’Irak, dell’Egitto, dello Yemen. E’ un numero equivalente a quello degli arabi che sono fuggiti dai territori che poi diventeranno Israele. E’ un fatto che viene normalmente ignorato da tutti coloro che dedicano la loro solidarietà ai profughi palestinesi. Anche Milano era piena di campi profughi: le chiamavano Coree. Erano i meridionali che venivano al nord. Non fuggivano da situazioni di guerra e di massacri ma venivano a cercare lavoro, vita e un po’ di serenità.

Molto presto questi campi profughi in Israele e vicino a Milano sono stati eliminati e la gente è stata in qualche modo intergrata nella vita di Israele e di Milano. Non si venga a dire che ciò è successo perché gli ebrei e i milanesi avevano i soldi. Gli arabi erano pieni di denaro del petrolio e avrebbero potuto aiutare i profughi palestinesi ad integrarsi e a sistemarsi. Non lo hanno voluto fare per una ragione squisitamente politica. I profughi dovevano rimanere nelle loro terribili condizioni per diventare carne da cannone nella prossima guerra contro Israele, l’esistenza di Israele è stata considerata il supremo abominio e insulto alla nazione araba. Accettare e sistemare questi profughi avrebbe voluto dire accettare l’esistenza dello Stato di Israele e dare un qualche tipo di legittimazione. L’altro giorno Mohammed Morsi candidato alla presidenza dell’Egitto in un mega comizio ha dichiarato ripetutamente che un milione di martiri sono pronti a marciare su Gerusalemme che dovrà diventare la capitale dell’emirato degli stati uniti arabi. La situazione a Gaza e nel West Bank è ora molto diversa da quella descritta da Lucia, il numero dei check point è molto diminuito e non ci sono più torrette fortificate sui campi profughi. Sia la West Bank che Gaza sono praticamente due stati indipendenti. Nella West Bank vi è ancora una forte presenza israeliana per ragioni di sicurezza ma a Gaza non vi è nessun israeliano e i gazani si autogovernano senza alcuna interferenza, né degli israeliani, né dell’Autorità palestinese della West Bank. I gazani sono un popolo indipendente e non accettano interferenze da nessuno. Perché biasimare gli israeliani per la situazione che sia inferno o purgatorio? Gaza ha un confine di alcune decine di chilometri con l’Egitto. Perché non viene sfruttato questo confine più o meno aperto? I rifornimenti essenziali di Gaza sia in termini di prodotto alimentari che prodotti energetici vengono da Israele. Perché l’Egitto non se ne infischia della loro situazione?

Perché chi compiange la situazione dei gazani dice esplicitamente o lascia intendere che la responsabilità è di Israele e solo di Israele?

Con un quarto dei soldi serviti per la costruzione di uno dei grattacieli negli emirati arabi sul golfo e con il fiume di denaro che da anni arriva dall’Europa si sarebbero potuti tranquillamente costruire le fognature e tutte le altre infrastrutture di cui abbisognano, nonché dare le scarpe ai bambini scalzi.

Appare evidente che vi sono delle grandi responsabilità nella gestione del popolo da parte delle autorità politiche di Gaza che ribadiamo essere praticamente uno stato indipendente con notevoli aiuti finanziari che vengono da varie parti e che dovrebbe smetterla di predicare l’odio assoluto contro Israele e contro gli ebrei che devono essere massacrati e/o espulsi dal sacro territorio di Allah!

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