Giorno del Ricordo

“Non restare ostaggi del passato, riconoscerci nell’appartenenza europea”

Il 10 febbraio di ogni anno si celebra, dal 2004, il Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato oggi dal sito di informazione Unimondo. “L’essenziale è ‘non restare ostaggi’ – come ho avuto modo di dire incontrando il Presidente Türk – né in Italia, né in Slovenia, né in Croazia ‘degli eventi laceranti del passato’. L’essenziale è, secondo le parole dello stesso Presidente Türk, non far nascere ancora ‘conflitti dai ricordi’”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della celebrazione al Quirinale del “Giorno del Ricordo” dedicato alle vittime delle foibe e degli esuli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.

“Non restare ostaggi del passato, riconoscerci nell’appartenenza europea”

Il 10 febbraio di ogni anno si celebra, dal 2004, il Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato oggi dal sito di informazione Unimondo. “L’essenziale è ‘non restare ostaggi’ – come ho avuto modo di dire incontrando il Presidente Türk – né in Italia, né in Slovenia, né in Croazia ‘degli eventi laceranti del passato’. L’essenziale è, secondo le parole dello stesso Presidente Türk, non far nascere ancora ‘conflitti dai ricordi’”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della celebrazione al Quirinale del “Giorno del Ricordo” dedicato alle vittime delle foibe e degli esuli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.

Il Capo dello Stato ha sottolineato che “in ciascun paese si ha il dovere di coltivare le proprie memorie, di non cancellare le tracce delle sofferenze subite dal proprio popolo”. “Possiamo finalmente – ha proseguito il Presidente – guardare avanti, costruire e far progredire una prospettiva di feconda collaborazione sulle diverse sponde dell’Adriatico”. Il Presidente Napolitano ha ricordato che “l’Adriatico, dopo aver sofferto a lungo lacerazioni e conflitti, viene oggi trasformato dalla prospettiva euroatlantica. Le nuove generazioni, slovene, croate, italiane si riconoscono in una comune appartenenza europea che arricchisce le rispettive identità nazionali”.

Secondo il Capo dello Stato “la presenza di minoranze nazionali nei nostri tre Paesi rievoca vincoli storici e culturali che si snodano attraverso secoli di civiltà e costituisce una ricchezza comune di cui fare tesoro”. “Il quadro di fondo – ha osservato il Presidente – e’ dunque una nuova comunità di valori fra i tre paesi. Siamo ormai, o stiamo per diventare, tutti cittadini europei. Il sacrificio delle generazioni che ci precedono non e’ stato versato invano se oggi possiamo insieme costruire un avvenire migliore per i nostri popoli e per l’Europa”.

Il Presidente Napolitano ha fatto proprie le parole pronunciate da Enzo Bettizza nel corso del suo intervento al Quirinale circa la costruzione di un comune parco della pace da Caporetto a Duino: lungo quella striscia di terra europea, insanguinata dalla prima guerra mondiale, lungo la quale morirono un milione di europei. “Sarebbe un modo visibile di restituire alla nostra memoria, affinché il male non si ripeta più, il ricordo di tutti gli innocenti caduti, o assassinati, fra le petraie del Carso, nelle trincee del ’15-’18 e nelle foibe del 1945”.

“Per fare ulteriori passi avanti è necessario dare giustizia alle vittime e rispettarne la memoria” – sottolinea Luisa Chiodi, direttrice scientifica di Osservatorio Balcani e Caucaso (OBC). “Per raggiungere questo importante obiettivo è necessario partire con l’assunzione delle responsabilità delle parti, la compassione per le sofferenze delle vittime e una incondizionata condanna della violenza. Negli ultimi anni le analisi di storici e studiosi delle vicende dell’Alto Adriatico hanno fatto grandi passi avanti, mentre l’opinione pubblica resta a volte schiacciata su controversie dai tratti ideologici” – sottolinea Chiodi.

Osservatorio Balcani e Caucaso è impegnato da anni nell’intento di dare il suo contributo alla società italiana – come a quella trentina – ed europea nella costruzione di narrazioni condivise della storia di quest’area d’Europa. Tra le produzioni dell’Osservatorio va segnalato il DVD ” AestOvest” realizzato con il sostegno della Provincia autonoma di Trento e dalla Commissione europea, particolarmente utile per le attività scolastiche dedicate al Giorno del ricordo. Un’iniziativa che va nella direzione di alcune delle indicazioni della legge 30 marzo 2004 con la quale il Parlamento italiano si istituì questo “Giorno del ricordo”: la realizzazione, nelle scuole di ogni ordine e grado, di iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi accaduti lungo il confine orientale, come la realizzazione di studi e dibattiti a conservazione della memoria di quelle vicende.

“AestOvest” è uno strumento didattico multimediale che con l’ausilio di testi, audio, video, fotografie, carte, cronologia, bibliografia e sitografia, ripercorre la storia, attraversa i luoghi della memoria e riflette sull’attualità di confine tra Italia, Slovenia e Croazia. Per accompagnare le nuove generazioni lungo la strada delle sfide e delle opportunità di un futuro europeo comune. [GB]