In crisi d’energia

Prezzi del petrolio in aumento, disponibilità di combustibili fossili in calo: quali effetti economici, quali soluzioni?

Risposte lente

I cambiamenti climatici e le variazioni nella produzione di combustibili fossili sono considerati di solito fenomeni distinti, ma in realtà sono strettamente legati. Il rischio di una disponibilità limitata di petrolio, gas e carbone deve essere considerato una delle incognite dei futuri cambiamenti climatici. C’è un’unica strategia per affrontare sia gli effetti economici della penuria di risorse sia i cambiamenti climatici: mettere fine alla dipendenza dalle fonti energetiche fossili. Se gli effetti dei cambiamenti climatici hanno prodotto solo risposte lente da parte della politica, le conseguenze economiche tendono a stimolare iniziative più rapide.
Dall’analisi dei dati storici risulta che quando c’è un’impennata del prezzo del petrolio l’economia comincia a reagire nel giro di un anno. I governi che non riusciranno a prepararsi al calo della produzione di combustibili fossili dovranno affrontare ripercussioni economiche più gravi L’prima ancora che le loro coste siano inondate a causa dell’innalzamento del livello dei mari o che i raccolti risultino disastrosi.
Le soluzioni non sono un segreto. Complessivamente ricaviamo 55 exajoule di energia utile da 475 exajoule di energia primaria derivante da combustibili fossili, biomasse e impianti nucleari. La differenza è dovuta a perdite e inefficienze nei processi di conversione e trasmissione. Aumentando l’efficienza si potrebbe ottenere la stessa energia, ma bruciando meno combustibile. Bisogna definire una serie di obiettivi di tutela ambientale per migliorare l’efficienza del consumo di energia dai combustibili fossili. Per esempio, tassare il petrolio per mantenere i prezzi alti e favorire una riduzione del consumo energetico, oppure promuovere l’energia nucleare, aprire un dibattito sulla possibilità che l’economia continui a crescere anche senza trovare altre risorse di combustibili fossili, abbassare i limiti di velocità sulle strade ed incoraggiare l’uso di mezzi di trasporto pubblici, o destinare i crediti d’imposta allo sviluppo di fonti d’energia rinnovabili.
E’ un cambiamento che durerà decenni: per questo deve cominciare il prima possibile. Ricordare gli effetti economici a breve termine dei prezzi del petrolio dovrebbe essere sufficiente per spingere i governi ad agire immediatamente.

fonte: Parte di Articolo Tratto da Internazionale 10 febbraio 2012 n. 935, Attualità, In crisi d’energia, James Murray e David King, Nature, Gran Bretagna, p.17