In diretta da Lampedusa

Dal campeggio per i diritti umani di Amnesty International

Si è svolto la scorsa settimana a Lampedusa il campeggio sui diritti umani di Amnesty International. Venerdì 29 luglio i giovani hanno proposto alcune azioni simboliche ma cariche di significato, per ringraziare i lampedusani della loro generosità e per ricordare la situazione dei cittadini stranieri ancora detenuti sull’isola, soprattutto le decine di minori che si trovano attualmente nella Base Loran. “Grazie” e “C.I.E.L.O.” sono però solo l’inizio di un’auspicata mobilitazione a livello nazionale, a cui tutti sono invitati a partecipare con frasi e fotografie.

Di seguito il comunicato dei giovani presenti in questi giorni a Lampedusa.

Dal campeggio per i diritti umani di Amnesty International

Si è svolto la scorsa settimana a Lampedusa il campeggio sui diritti umani di Amnesty International. Venerdì 29 luglio i giovani hanno proposto alcune azioni simboliche ma cariche di significato, per ringraziare i lampedusani della loro generosità e per ricordare la situazione dei cittadini stranieri ancora detenuti sull’isola, soprattutto le decine di minori che si trovano attualmente nella Base Loran. “Grazie” e “C.I.E.L.O.” sono però solo l’inizio di un’auspicata mobilitazione a livello nazionale, a cui tutti sono invitati a partecipare con frasi e fotografie.

Di seguito il comunicato dei giovani presenti in questi giorni a Lampedusa.

Cari attivisti e care attiviste,

noi, i ragazzi e le ragazze che stanno partecipando al campeggio per i diritti umani organizzato da Amnesty International a Lampedusa, vogliamo promuovere un’azione di solidarietà nei confronti degli abitanti di Lampedusa e dei i migranti detenuti qui e negli altri centri del territorio nazionale.

Siamo arrivati da ogni parte d’Italia ed Europa per conoscere con i nostri occhi la realtà dell’isola. Abbiamo scoperto la vera Lampedusa e sentiamo il bisogno di fare qualcosa di concreto, condividendo con voi la nostra esperienza.

La nostra azione si articolerà in vari momenti:

GRAZIE

Vogliamo ringraziare i Lampedusani per l’accoglienza e gli aiuti, per l’umanità e la pazienza che hanno dimostrato durante i momenti di necessità nei mesi passati, in seguito agli approdi avvenuti sull’isola dopo le crisi dei diritti umani in Nord Africa.

A fronte dello stato di abbandono da parte delle autorità che hanno l’obbligo di fornire aiuti umanitari secondo le norme di diritto internazionale, la popolazione ha reagito dimostrando uno straordinario senso di solidarietà e accoglienza, utilizzando al meglio le proprie risorse personali.

In questi giorni sull’isola, abbiamo avuto modo di raccogliere e ascoltare numerose testimonianze di chi vive e lavora a Lampedusa: abitanti e associazioni come Alternativa Giovani, Caritas, Terres des Hommes, UNHCR e Save the Children.

“Lampedusa ha sempre convissuto con i migranti, che tra febbraio e marzo 2011 hanno vissuto condizioni di grande disagio. Non sapevano dove dormire, dove lavarsi, dove mangiare e giravano per il paese, mescolandosi ai Lampedusani. ”

“I migranti bussavano alla nostra porta e ci dicevano: abbiamo fame. Noi compravamo per loro del pane in più, delle uova in più, non gli affettati perché erano musulmani ma pane e tonno”

Queste sono solo alcune delle tante testimonianze che abbiamo raccolto sull’isola.

Lampedusa è un’isola basata prevalentemente sul turismo e offre luoghi di grande fascino. La nostra esperienza dimostra la possibilità di visitare serenamente questo paradiso naturalistico e vorremmo cogliere l’occasione per promuovere un turismo sostenibile sull’isola.

Per tutte queste ragioni, venerdì mattina sulla spiaggia dell’Isola dei conigli, emblema della bellezza dell’isola, rappresenteremo un “umano” GRAZIE: una scritta umana, che verrà fotografata. Le foto saranno distribuite alla popolazione durante l’aperitivo in paese, in serata.

Solidarietà ai migranti per l’ingiusto uso della detenzione: GUARDA IL C.I.E.LO

Abbiamo osservato un utilizzo sistematico della detenzione nei confronti di tutti i migranti approdati a Lampedusa, che vengono trattenuti nei centri presenti sull’isola troppo a lungo. I 18 mesi previsti dal decreto recentemente approvato sono ritenuti un tempo eccessivo, ancor più a Lampedusa che rappresenta un luogo di transito nel Mediterraneo, inadeguato a lunghe permanenze. Abbiamo assistito alla militarizzazione dell’isola, evidente in vari luoghi, e a una presenza diffusa delle forze armate.

Riteniamo che le misure adottate siano eccessive nei confronti di persone che arrivano sull’isola già provate da viaggi strazianti e provenienti da paesi in cui sono a rischio di persecuzioni, torture o gravi violazioni dei diritti umani. In altre parole, persone INDIFESE.

Per mostrare la nostra solidarietà e la denuncia dell’uso della detenzione abbiamo scelto di costruire un percorso della memoria attraverso le strade dell’isola, con oggetti che simboleggiano le condizioni di vita dei migranti durante il viaggio e dopo l’arrivo. Durante il percorso, dei palloncini, in vari punti dell’isola, rappresenteranno il nostro messaggio Guarda il C.I.E.LO, con cui ci riferiamo sia alla necessità di portare attenzione ai Centri di identificazione ed espulsione (C.I.E), sia l’invito alla popolazione italiana ad alzare lo sguardo oltre i luoghi comuni. Appenderemo ai palloncini i nostri messaggi di solidarietà per i migranti.

Inoltre, porteremo lo striscione di AI “Liberi e uguali in dignità e diritti” nel luogo simbolo dell’arrivo dei migranti, dove si trova la scultura della Porta d’Europa. Questo momento sarà immortalato da una foto che verrà consegnata insieme a una lettera da noi scritta ai migranti rinchiusi nei centri sull’isola, attraverso delle Ong che vi operano.

Mobilitazione nazionale.

Anche voi potete fare qualcosa: chiediamo infatti che il nostro non sia un gesto isolato ma abbia un eco a livello nazionale. Vi chiediamo quindi di appendere ai vostri balconi e in altri luoghi della vostra città che vi sembrano importanti un palloncino con il vostro messaggio di solidarietà e di diffondere il più possibile l’iniziativa.

Appendete un palloncino con il vostro messaggio di solidarietà. Lasciate i messaggi sulla pagina Facebook di Amnesty International e mandate le foto dei palloncini a attivismo@amnesty.it!

Pubblicheremo il resoconto dell’evento su tutti i nostri portali on-line quali il sito ufficiale, la pagina Facebook, Twitter e le foto su Flickr.

Qui di seguito trovate il link del comunicato stampa dell’iniziativa:

www.amnesty.it/29-luglio-lampedusa-iniziativa

Un caro saluto a tutti e tutte da Lampedusa.