Incontri sonori per una nuova cittadinanza

Il comitato Trentino di UISP in collaborazione con il Forum per la Pace e i Diritti Umani, Cinformi, la Fondazione Museo Storico del Trentino e l’Associazione Nuovamente organizzano all’interno del Festival interculturale “La via dei concerti” una serata itinerante per le vie del centro storico di Trento, per unire le note di giovani musicisti provenienti da tutto il mondo ad una riflessione comunitaria sui percorsi di immigrazione e le nuove cittadinanze.

Partenza sabato 18 agosto, alle ore 18.00 dalle Gallerie di Piedicastello.

Il comitato Trentino di UISP in collaborazione con il Forum per la Pace e i Diritti Umani, Cinformi, la Fondazione Museo Storico del Trentino e l’Associazione Nuovamente organizzano all’interno del Festival interculturale “La via dei concerti” una serata itinerante per le vie del centro storico di Trento, per unire le note di giovani musicisti provenienti da tutto il mondo ad una riflessione comunitaria sui percorsi di immigrazione e le nuove cittadinanze.

Partenza sabato 18 agosto alle ore 18.00 dalle Gallerie di Piedicastello.

 

“Incontri sonori per una nuova cittadinanza” vuole essere un momento di incontro e di riflessione sulla tematica dell’immigrazione, sulle opportunità di accoglienza e di integrazione dei nuovi cittadini. L’occasione in cui si inserisce e che fa da cornice è la tappa trentina del festival interculturale itinerante ” La via dei concerti“, un festival musicale che vede protagonista un’orchestra composta da giovani musicisti provenienti da più paesi, europei ed extra-europei, accompagnata e diretta dal maestro Julian Lombana, promotore di un’idea di orchestra che rifletta un modello di società basato sul rispetto delle culture.

Il programma della serata prevede tre momenti:

ore 18.00: Ritrovo a Trento davanti alle Gallerie di Piedicastello; introduzione e saluti da parte dei rappresentanti delle associazioni partecipanti e racconti in prima persona di percorsi diversi di immigrazione nel territorio trentino; partenza del corteo musicale per le vie del centro storico;

ore 20.00: sosta in Piazza Duomo e breve incontro musicale tra musicisti di diverse nazionalità

ore 21.00: concerto vero e proprio dell’orchestra giovanile “La via dei concerti” presso l’Auditorium Santa Chiara di Trento

Per info: trentino@uisp.it ; www.uisp.it/trento

 

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In un’epoca, qual è la nostra, in cui grandi sperequazioni nella distribuzione della ricchezza mettono a rischio di sopravvivenza un’ampia parte della popolazione del pianeta – in un’epoca in cui, peraltro, il problema del bisogno non rimane confinato nella lontananza dei suoi luoghi, ma rifluisce concretamente, attraverso i grandi spostamenti di masse umane, nel tessuto sociale delle metropoli del benessere, creandovi sacche di indigenza, di sfruttamento e di disperazione – in tale epoca, il tema della solidarietà
sociale è divenuto fondamentale.

Non che, all’interno delle società economicamente “progredite”, sia mancata una sensibilità verso la parte più sfortunata della popolazione del pianeta, ma la solidarietà internazionale si considerava più che altro come un appoggio materiale e “dislocato”, direttamente prestato nel paese afflitto dalle situazioni sociali a rischio. Poi le grandi trasformazioni del mondo globale hanno portato a che i problemi stessi si spostassero, imposti dall’evidenza dei numeri; che viaggiassero in carne viva e in inedite proporzioni attraverso l’umanità migrante.

E se è vero che, oggi, nessuno azzarderebbe più a dichiarare apertamente indifferenza o disprezzo rispetto alle scottanti problematiche della diseguaglianza, è vero anche che non è sempre facile la convivenza, “gomito a gomito”, con la povertà, l’emarginazione, la disperazione, nella contiguità dei quartieri, delle case e delle strade delle nostre città, divenute luoghi di convergenza e convivenza di gruppi umani disparati. I giovani crescono talora in un clima di diffidenza e d’intolleranza e, rispetto alla presenza di spicchi di tessuto sociale provenienti da situazioni disagiate, non restano che l’incomprensione e il conflitto.
La solidarietà, oggi, non può più dunque essere soltanto dislocata: può e deve darsi anche “qui e ora”, nello spazio e nel tempo del paese solidale.

Ecco, dunque, perché unire in un incontro reale ragazzi provenienti da realtà sociali diverse – non meno gravi, i problemi dei figli del benessere! – e rivolgersi a un pubblico “di primo mondo” che sempre più è sensibile alla fascinazione delle altre culture ma che forse deve ancora “metabolizzarle” nella loro vicinanza concreta.
Si deve agire sui giovani, che si debba agire “qui e ora”; che la condivisione di esperienze attraverso un linguaggio comune e sentito come universale, qual è la musica, sia un importante veicolo d’integrazione sociale, di recupero dalla marginalità, di proposta verso un futuro di convivenza autentica e armoniosa.
Lo scopo ultimo dell’iniziativa è dunque realizzare, di volta in volta, un piccolo modello di società integrata e mostrare concretamente quale sia la forza di trasformazione che un modello d’integrazione socio-culturale può sprigionare nella società.

La vera solidarietà non consiste peraltro in un semplice apporto materiale nei riguardi di soggetti sociali bisognosi, ma si realizza pienamente – come dichiarato anche tra i principi della Comunità Europea – nella dimensione del rispetto della cultura altrui.
L’estrazione sociale ed economica, le diverse “scuole” di pensiero musicale, i diversi repertori confluiscono in un insieme umano e musicale che si esprime attraverso un linguaggio comune, nell’accoglimento reciproco e nel reciproco rispetto della diversità.

Le diverse provenienze e lingue s’incontrano nel linguaggio musicale e trovano non solo una loro forte proiezione sotto lo stesso segno artistico, ma anche una “qualità di vissuto”, che permetta di star dentro all’esperienza e non solo di fronte ad essa: nella convivenza, potremmo dire; nella convinzione che il futuro si costruisce con la pratica quotidiana e con un quotidiano, consapevole lavoro di elaborazione.

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