Israele e Palestina: uno spazio per il dialogo

Nei giorni scorsi si è conclusa a Trento la seconda edizione di “Officina Medio Oriente”. Un’occasione di confronto, un luogo dentro il quale condividere preoccupazioni e speranze, una possibilità di dialogo e di ascolto dentro la complessità del contesto mediorientale. L’opportunità di incrociare e conoscere le culture, le storie, le geografie – così come successo l’anno scorso con la rassegna “Per una cittadinanza Euromediterranea” promossa dal Forum Trentino per la Pace ed i Diritti Umani – è condizione necessaria per camminare dentro i conflitti, per muoversi con curiosità e senza preclusioni nell’accidentato e affascinante terreno dell’incontro con l’altro. Un cammino tortuoso; che mette quotidianamente in discussione le certezze acquisite e richiede un impegno costante nell’abbattere muri e costruire ponti, che rifiuta la semplice scelta di campo o l’appartenenza ideologica.

Nei giorni scorsi si è conclusa a Trento la seconda edizione di “Officina Medio Oriente”. Un’occasione di confronto, un luogo dentro il quale condividere preoccupazioni e speranze, una possibilità di dialogo e di ascolto dentro la complessità del contesto mediorientale. L’opportunità di incrociare e conoscere le culture, le storie, le geografie – così come successo l’anno scorso con la rassegna “Per una cittadinanza Euromediterranea” promossa dal Forum Trentino per la Pace ed i Diritti Umani – è condizione necessaria per camminare dentro i conflitti, per muoversi con curiosità e senza preclusioni nell’accidentato e affascinante terreno dell’incontro con l’altro. Un cammino tortuoso; che mette quotidianamente in discussione le certezze acquisite e richiede un impegno costante nell’abbattere muri e costruire ponti, che rifiuta la semplice scelta di campo o l’appartenenza ideologica.

Facendo nostro il pensiero dell’Alexander Langer “traditore della compattezza etnica “ e partendo da due articoli usciti nei giorni scorsi sulle pagine del quotidiano l’Adige (a firma di Michele Nardelli – presidente del Forum – e di Giuseppe Franchetti e Ilda Sangalli Riedmiller) vorremmo aprire sul nostro sito internet uno spazio di discussione sulla questione israelo-palestinese per far sì che le riflessioni aperte durante Officina Medio Oriente o che da essa hanno preso forma non si esauriscano ma permettano di mantenere viva l’attenzione su una ferita aperta nel cuore del Mediterraneo.

Sono graditi i commenti di tutti.

Inviateli all’indirizzo: federico.serviziocivile@forumpace.it

 

Ponti da ricostruire, appartenenze da tradire.

– di Michele Nardelli * – /2012. Questo articolo è stato pubblicato lunedì 21 maggio 2012 dal quotidiano “L’Adige”

Gaza, 1.645.500 abitanti in una piccola striscia di terra di 360 kmq, viene considerata la più grande prigione a cielo aperto del mondo. In questo inferno, dove la densità è di 4.587 abitanti per kmq (quella del Trentino con una superficie di 6.206 kmq è di 85 abitanti per kmq), nel gennaio 2009 si è consumato l’ennesimo capitolo di una guerra infinita, venti giorni di bombardamenti che portarono alla morte di più di mille palestinesi, molti dei quali donne e bambini. In quei giorni Desmond Tutu e il compianto Václav Havel così scrivevano «… quello che è in gioco a Gaza è l’etica fondamentale del genere umano. … Se vogliamo evitare che la Fertile Crescent, la “Mezzaluna fertile” del Mediterraneo del Sud divenga sterile, dobbiamo svegliarci e trovare il coraggio morale e la visione politica per un salto qualitativo in Palestina». Leggi tutto.

 

Gaza non è un inferno.

– di Giuseppe Franchetti e Ilda Sangalli Riedmiller* – /2012. Questo articolo è stato pubblicato martedì 22 maggio 2012 dal quotidiano “L’Adige”

Vorremmo replicare l’intervento di ieri di Michele Nardelli intitolato “Officina di pace per l’inferno di Gaza”. Gaza non è un inferno e non è una prigione. Esistono zone nel mondo dove le condizioni di vita sono enormemente peggiori e da dove veramente è molto difficile uscire. A Gaza esiste tutto ciò che è indispensabile per una vita normale. Naturalmente tutto è più difficile per i poveri e per i disoccupati. Uscire da Gaza per andare in Egitto non è molto facile, ma non è nemmeno difficile, si tratta quindi tutt’al più di un purgatorio, certo non un inferno, certo non una prigione. La guerra di Gaza è stata determinata dal fatto che quando gli israeliani si sono ritirati dalla striscia di Gaza, lasciando case, attrezzature ed infrastrutture, i gazani anziché dedicarsi a costruire uno Stato ed un circuito produttivo hanno iniziato a lanciare i missili su Israele. Leggi tutto.

 

No all’irrisione di Gaza. Israele e palestinesi devono convivere

– di Micaela Bertoldi* – /2012. Questo articolo è stato pubblicato giovedì 24 maggio 2012 sul quotidiano “L’Adige”

E’ proprio vero che, come scrisse Fedro, “Peras imposti Iuppiter nobis duas” e cioè che Giove impose agli uomini due bisacce: quella dei vizi degli altri tenuta bene in vista, quella dei propri tenuta invece ben nascosta dietro la schiena. E’ questa la sensazione chiara che si ha leggendo la presa di posizione di Ilda Sangalli Riedmiller (Sinistra per Israele) e di Giuseppe Franchetti (Presidente Federazione Sionistica) a proposito della replica da loro scritta ad una riflessione condotta dal Presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani Michele Nardelli sulla situazione che contraddistingue i rapporti tra Palestina e Israele. Infatti l’accusa rivolta a Nardelli di faziosità ad esclusivo vantaggio dei palestinesi e di pregiudizio ideologico viene ad assomigliare alla voce del lupo che, stando nella parte alta del corso del ruscello, accusa l’agnello, posto in basso e distante, di inquinargli la fonte. Leggi tutto.

 

Israele ha calpestato i diritti dei palestinesi

– di Renzo Tonelli – /2012. Questo articolo è stato pubblicato giovedì 24 maggio 2012 sul quotidiano “L’Adige”

Leggendo l’Adige di martedì mi sono sentito indignato. Non con la redazione perché, come è giusto che sia, lascia spazio a diversificate correnti di pensiero, ma con due signori che si firmano Giuseppe Franchetti (Presidente Federazione sonistica) e Ilda Sangalli Riedmiller (Sinistra per Israele). Questi signori hanno pubblicato una lettera che offende la mia intelligenza, e mi auguro non solo la mia, nonché la memoria di centinaia di migliaia di persone morte e che tuttora soffrono. oltre a questo è infarcita di palesi menzogne tra cui il concetto che lasciano intendere secondo il quale sarebbero stati i Palestinesi a voler invadere Israele, il quale, a loro detta, “si è ritirato”. Leggi tutto.

 

La violenza di Israele opprime i palestinesi

– di Carlo Andreatta – /2012. Questo articolo è stato pubblicato giovedì 24maggio 2012 sul quotidiano “L’Adige”

Leggo quanto la signora Fait ha scritto, martedì, sull’Adige: non sono una novità le considerazioni della signora (che vive in Israele), la quale è sempre e comunque schierata dalla parte del Paese nel quale dimora. Un’analisi non obiettiva, la sua, aggravata dal fatto che la signora, per sua stessa ammissione, non ama informarsi (“le cose le vedo, non le leggo sui trattati”, ha dichiarato). La signora Fait vede una parte della medaglia, naturalmente la parte che ha scelto lei. La signora fa apparire gli Israeliani vittime, mentre i carnefici, ovviamente, stanno al di là del muro, cioè sono i “beceri” Palestinesi. La signora Fait ignora, o finge di ignorare, la protervia dello Stato ebraico, il quale ha sempre fatto strame delle risoluzioni dell’Onu, tanto per fare un esempio. La signora Fait dimentica che Israele ha sempre utilizzato le ragioni della forza, anziché la forza della ragione. Leggi tutto.

 

Niente bugie, Gaza è un vero inferno

– di Lucia Coppola*– /2012. Questo articolo è stato pubblicato venerdì 25 maggio 2012 sul quotidiano “L’Adige”

Mi inserisco, da testimone informata, nel dibattito che in questi giorni ha infiammato la discussione sulla questione palestinese e, in particolare, su Gaza. E’ chiaro ormai a tutti che il processo di pace nelle martoriate terre israelo-palestinesi, è ancora tutto da inventare; che i paesi che dovrebbero sancire la fine della violenza da entrambe le parti devono ancora essere compiuti; che l’impegno a far rispettare il cessate il fuoco e il ripristino di una situazione di giustizia e legalità nei confronti del popolo palestinese, privato di tutti i diritti, è di là da venire. Ma non si può equipararla situazione, pur difficile, del popolo israeliano, con quella degli abitanti dei Territori della Cisgiordania, sempre più occupati, e di Gaza. Leggi tutto.

 

Gaza è un inferno, ma dov’è la comunità internazionale?

– di Cinzia Baldessari – /2012. Questo articolo è stato pubblicato domenica 27 maggio 2012 sul quotidiano “L’Adige”

Sono una comune cittadina, non sono un’attivista, sono solo una persona che non accetta di venir accusata di antisemitismo ogni volta che critica l’esercito israeliano per i crimini che commette. Perché diciamoci le cose come stanno…tutti sanno cos’è l’olocausto, ma chi sa cos’è la nakba? Chi sa cos’è la pulizia etnica a cui sono sottoposti i palestinesi ogni giorno? Nell’articolo il lettore parla di attacchi sporadici…Gaza è la più grande prigione a cielo aperto, nella quale volano di continuo i droni, che mietono vittime indistintamente, non badano se è un bambino, un ragazzo, una donna o un uomo. Leggi tutto.

 

Gaza tutt’al più è un purgatorio.

– di Giuseppe Franchetti e Ilda Sangalli Riedmiller – /2012. Questo articolo è stato pubblicato lunedì 28 maggio 2012 sul quotidiano “L’Adige”

Lucia Coppola è evidentemente relativamente giovane. Negli ultimi anni ’40 e nei primi anni ’50 Israele era pieno di campi profughi. Erano gli ebrei fuggiti dai massacri dei paesi arabi del Maghreb, dell’Irak, dell’Egitto, dello Yemen. E’ un numero equivalente a quello degli arabi che sono fuggiti dai territori che poi diventeranno Israele. E’ un fatto che viene normalmente ignorato da tutti coloro che dedicano la loro solidarietà ai profughi palestinesi. Anche Milano era piena di campi profughi: le chiamavano Coree. Erano i meridionali che venivano al nord. Non fuggivano da situazioni di guerra e di massacri ma venivano a cercare lavoro, vita e un po’ di serenità. Leggi tutto.

 

No a letture ideologiche. Israele-palestinesi, la verità dei fatti.

– di Federico Steinhaus, Comunità ebraica dell’Alto Adige – /2012. Questo articolo è stato pubblicato martedì 5 giugno 2012 sul quotidiano “L’Adige”

Egregio direttore, rispetto e condivido lo slancio generoso di chi aiuta, con il proprio impegno personale, le persone più deboli e bisognose di assistenza. Non è facile farlo e troppo spesso questo impegno cambia poco nella vita delle persone quando si limita allo sforzo individuale. Tuttavia questa generosità d’animo non autorizza a distorcere la verità, e l’ammirazione per chi aiuta gli altri non ha come conseguenza che quanto costoro ci raccontano sia sempre esatto. Questo è particolarmente vero quando si parla di Israele, di Palestina, di territori occupati e si dimentica il contesto per estrapolare un fatto, una situazione, che da sola assume un significato diverso da quello reale. Leggi tutto.