JeSuisCharlie ogni giorno

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In questi giorni, a seguito dei tremendi fatti di Parigi, si stanno susseguendo in tutto il Mondo iniziative contro la violenza terroristica e a sostegno della libertà di stampa e di espressione. In molte piazze si sono visti cartelli con la scritta “Je suis Charlie”, la stessa espressione impazza come hastag sui social network. Usando quella frase si vuole far sentire la propria vicinanza alla redazione del settimanale satirico che ha visto quasi annientato l’intero suo staff e soprattutto si vuol esprimere il sostegno alla libertà di stampa e di espressione. In varie parti del Mondo raccontare quello che succede o esprimere mediante articoli e/o vignette il proprio pensiero è ancora un grosso rischio, ci sono numerosi giornalisti arrestati, minacciati o addirittura uccisi per quanto scrivono. Diventa quindi sempre più importante supportare chi, anche a scapito della sua stessa vita, ci racconta la verità o esprime il suo pensiero su quanto succede nel suo paese. In questa epoca in cui tutto è collegato diventa fondamentale anche per noi trentini capire cosa succede nel Mondo; basti pensare alle migrazioni di cui il nostro Paese è meta e a come siano collegate a cosa succede nei paesi di origine dei migranti. Capire questo ci aiuta a cercare di intervenire sulla situazione.
Un importante baluardo a favore della libertà del giornalismo in Europa sta proprio in Trentino. Il nostro “Osservatorio Balcani e Caucaso (OBC)” è infatti capofila insieme ad altri soggetti del progetto Safety Net, una rete di media partner che documentano la libertà di stampa in undici paesi europei. Questa piattaforma è talmente importante che il Commissario per i diritti Umani del Consiglio d’Europa ha recentemente elogiato l’operato di OBC nel monitorare e suonare l’allarme sulle minacce ai giornalisti. Sappiamo che da sempre la libertà di stampa è fondamentale per combattere la violenza e le violazioni dei diritti e sappiamo tristemente bene che quanto accade nei paesi a noi confinanti poi ha ripercussioni dirette da noi.
Purtroppo sembra che non ci si renda ancora bene conto di questo, è infatti di questi giorni la notizia che la Giunta Provinciale intende tagliare pesantemente l’operato di OBC licenziando 7 dei 12 membri dello staff rischiando di portare l’Osservatorio a non svolgere più il suo fondamentale lavoro. Lavoro che non si limita certo a quanto sopra esposto dato che crea sicuramente una ricaduta diretta sul territorio provinciale e regionale in termini di conoscenza, prestigio, internazionalizzazione, attrazione di risorse finanziarie, opportunità di lavoro e protagonismo nella costruzione dell’Europa dei territori. Lo stimolo alla partecipazione e alla costruzione dell’Europa attraverso reti della società civile garantito da OBC contribuisce alla proiezione internazionale del Trentino e ne favorisce l’affermazione in posizioni di avanguardia in ambito di cooperazione tra territori in Europa.
Pensiamoci bene, oggi scrivere Je suis Charlie significa anche sostenere e valorizzare eccellenze come il nostro Osservatorio Balcani e Caucaso.

Massimiliano Pilati, Presidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani

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