La violenza di Israele opprime i palestinesi

– di Carlo Andreatta –

Questo articolo è stato pubblicato giovedì 24maggio 2012 sul quotidiano “L’Adige”

Leggo quanto la signora Fait ha scritto, martedì, sull’Adige: non sono una novità le considerazioni della signora (che vive in Israele), la quale è sempre e comunque schierata dalla parte del Paese nel quale dimora. Un’analisi non obiettiva, la sua, aggravata dal fatto che la signora, per sua stessa ammissione, non ama informarsi (“le cose le vedo, non le leggo sui trattati”, ha dichiarato). La signora Fait vede una parte della medaglia, naturalmente la parte che ha scelto lei. La signora fa apparire gli Israeliani vittime, mentre i carnefici, ovviamente, stanno al di là del muro, cioè sono i “beceri” Palestinesi. La signora Fait ignora, o finge di ignorare, la protervia dello Stato ebraico, il quale ha sempre fatto strame delle risoluzioni dell’Onu, tanto per fare un esempio. La signora Fait dimentica che Israele ha sempre utilizzato le ragioni della forza, anziché la forza della ragione.

– di Carlo Andreatta –

Questo articolo è stato pubblicato giovedì 24maggio 2012 sul quotidiano “L’Adige”

Leggo quanto la signora Fait ha scritto, martedì, sull’Adige: non sono una novità le considerazioni della signora (che vive in Israele), la quale è sempre e comunque schierata dalla parte del Paese nel quale dimora. Un’analisi non obiettiva, la sua, aggravata dal fatto che la signora, per sua stessa ammissione, non ama informarsi (“le cose le vedo, non le leggo sui trattati”, ha dichiarato). La signora Fait vede una parte della medaglia, naturalmente la parte che ha scelto lei. La signora fa apparire gli Israeliani vittime, mentre i carnefici, ovviamente, stanno al di là del muro, cioè sono i “beceri” Palestinesi. La signora Fait ignora, o finge di ignorare, la protervia dello Stato ebraico, il quale ha sempre fatto strame delle risoluzioni dell’Onu, tanto per fare un esempio. La signora Fait dimentica che Israele ha sempre utilizzato le ragioni della forza, anziché la forza della ragione.

È “buona cosa” ricordare alla signora Fait che se Israele non affama la popolazione di Gaza, la tiene certamente prigioniera: José Saramago (premio Nobel nel 1998) definì Gaza un vero e proprio carcere a cielo aperto. Hamas è una organizzazione terroristica? Se qualcuno occupasse casa mia, o parte di essa – cara signora -, certamente mi trasformerei in uno spietato resistente. Anche se in Israele ci sono sicuramente dei sinceri pacifisti e delle persone di buona volontà, molti, in quel Paese, sono i guerrafondai , non pochi sono coloro che vorrebbero eliminare, definitivamente, i Palestinesi: tra questi vanno annoverati parecchi rabbini militari, i quali, anche nella campagna denominata “Piombo fuso” (27 dicembre 2008- 17 gennaio 2009) hanno incitato – attraverso i loro farneticanti sermoni – i soldati di “Tsahal” alla “guerra santa”. Se tracciare le origini del conflitto israelo-palestinese non è facile, è fuori discussione che buona parte delle due popolazioni è sempre stata d’accordo sulla necessità, per raggiungere la pace, di creare due Stati, indipendenti e sovrani. I diversi negoziati che si sono susseguiti finora sono stati indeboliti dall’ignavia dell’Ue (Russia, alcuni Paesi arabi compresi) e da episodi di vergognosa violenza, soprattutto da parte di Israele (come, ad esempio, i molti insediamenti israeliani in Cisgiordania, il blocco umanitario di Gaza, la costruzione – illegale – del muro, le ignobili operazioni militari contro i Palestinesi condotte con inaudita ferocia). L’occupazione di Israele ha ridotto e frammentato il territorio dove vivono i Palestinesi e ne ha reso insopportabile la vita quotidiana. Persino il Presidente degli Stati Uniti ha chiesto di mettere fine all’espansione dei territori e di ritornare, invece, ai confini del 1967, ma il Primo ministro Benjamin Netanyahu ha opposto un netto rifiuto. Israele non ha mai tollerato osservatori, non ha mai avuto tra i piedi i pacifisti, considerati scomodi quanto inopportuni testimoni. La pace, quella vera, deve essere cercata dal basso, non imposta dall’alto:credo che tra i due popoli molti siano coloro che, pazientemente e attraverso piccoli e impercettibili passi, lavorano per costruire un futuro caratterizzato da reciproco rispetto, senza odio, senza guerra. La politica sarà costretta ad adeguarsi!