No a letture ideologiche. Israele-palestinesi, la verità dei fatti.

– di Federico Steinhaus* –

Egregio direttore, rispetto e condivido lo slancio generoso di chi aiuta, con il proprio impegno personale, le persone più deboli e bisognose di assistenza. Non è facile farlo e troppo spesso questo impegno cambia poco nella vita delle persone quando si limita allo sforzo individuale. Tuttavia questa generosità d’animo non autorizza a distorcere la verità, e l’ammirazione per chi aiuta gli altri non ha come conseguenza che quanto costoro ci raccontano sia sempre esatto. Questo è particolarmente vero quando si parla di Israele, di Palestina, di territori occupati e si dimentica il contesto per estrapolare un fatto, una situazione, che da sola assume un significato diverso da quello reale.

– di Federico Steinhaus* –

Egregio direttore, rispetto e condivido lo slancio generoso di chi aiuta, con il proprio impegno personale, le persone più deboli e bisognose di assistenza. Non è facile farlo e troppo spesso questo impegno cambia poco nella vita delle persone quando si limita allo sforzo individuale. Tuttavia questa generosità d’animo non autorizza a distorcere la verità, e l’ammirazione per chi aiuta gli altri non ha come conseguenza che quanto costoro ci raccontano sia sempre esatto. Questo è particolarmente vero quando si parla di Israele, di Palestina, di territori occupati e si dimentica il contesto per estrapolare un fatto, una situazione, che da sola assume un significato diverso da quello reale.

A nessuno sembra strano che l’impegno – ripeto, generoso ed ammirevole – di chi vuole aiutare i deboli e svelare gli aspetti orrendi dell’oppressione si concentri su Israele, trascurando Birmania, Cina, Cuba, mezza Africa? Lì non c’è oppressione, orrore, gente che soffre? Oppure è semplicemente più comodo prendersela sempre con lo stesso stato, sapendo che si cavalcano un consenso ed una popolarità più facili? Come si fa a scrivere che Israele ha lasciato la striscia di Gaza spontaneamente e senza condizioni solo per poter attaccare, anni dopo, i palestinesi che vi abitano? Come si fa a scrivere che Ben Gurion proclamò una strategia del terrore contro i palestinesi, quando è documentato che disse sempre il contrario, e con lui chiesero una pacifica convivenza tutti i capi del sionismo? Significa non avere il minimo senso della storia e nessuna conoscenza dei fatti.

Hamas proclama, nel suo atto costitutivo, che Israele deve essere annientato? Sembra che per loro sano solo parole vuote, anche se poi piovono “innocui” kassam a migliaia (?) sui civili, con bambini nelle scuole che devono imparare a raggiungere un rifugio in 15 secondi.

Hezbollah dal Libano bombarda con missili micidiali la città di Haifa? Dall’intifada sono passati 7 anni, ma questi volontari, amorevoli e generosi quanto sciocchi e ignoranti, hanno già dimenticato i bambini uccisi a dozzine ed a sangue freddo nelle pizzerie, nelle discoteche, sugli scuolabus?

Non voglio rievocare avvenimenti storici non controversi che a loro, giovani, possono sembrare troppo lontani, anche se poi sono proprio questi la radice di quelle situazioni che ora loro vivono con angoscia – alludo ad esempio al ripetuto rifiuto arabo di accettare l’esistenza dello stato di Israele, dal quale sono conseguite le guerre, le intifade, e non ultime le misere e squallide baraccopoli in cui sono costretti a vivere, su suolo arabo e non israeliano, i palestinesi. Sono argomenti razionali, quelli che porto. Questi generosi giovani sono pronti ad ascoltare la voce della razionalità?

* Comunità ebraica Alto Adige