Nord Africa e mondi arabi, tra sangue e ansia di libertà

Mercoledì 9 marzo, una serata di dibattito e confronto

L’altra sponda del Mediterraneo ha preso fuoco. Guardando i fatti di Libia appare urgente fermare il massacro. Il dittatore Gheddafi, servilmente accolto in Italia da Berlusconi con tutti gli onori e gli omaggi, ha dato ordine di andare casa per casa a uccidere per mano dei suoi fedelissimi e dei mercenari assoldati, di sparare sul mercato, di bombardare il suo popolo. Con linguaggio delirante ha promesso di sterminare i rivoltosi, ha definito i manifestanti ratti e giovani drogati. Offese verbali che pesano quanto il fuoco sulla folla.

La comunità internazionale deve reagire: troppo deboli finora sono apparse le rimostranze dell’Europa e degli USA, assente l’Italia. O peggio ancora: preoccupata di non disturbare il colonnello.

 

Mercoledì 9 marzo, una serata di dibattito e confronto

L’altra sponda del Mediterraneo ha preso fuoco. Guardando i fatti di Libia appare urgente fermare il massacro. Il dittatore Gheddafi, servilmente accolto in Italia da Berlusconi con tutti gli onori e gli omaggi, ha dato ordine di andare casa per casa a uccidere per mano dei suoi fedelissimi e dei mercenari assoldati, di sparare sul mercato, di bombardare il suo popolo. Con linguaggio delirante ha promesso di sterminare i rivoltosi, ha definito i manifestanti ratti e giovani drogati. Offese verbali che pesano quanto il fuoco sulla folla.