Perché accanirsi contro il Forum?

Perché accanirsi contro il Forum?

di Michele Nardelli*

Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Se ne sta parlando con titoli di rilievo che mai aveva ricevuto fino ad oggi, nonostante un agire che prosegue ininterrottamente dal 1991 quando il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento decise con una votazione pressoché unanime (e il solo voto contrario del MSI) che la pace era troppo importante per limitarsi ad esibirla nelle ricorrenze o semplicemente gridata nelle piazze quando ormai si era perduta. Che dunque occorreva dotarsi di uno strumento permanente di studio, elaborazione e condivisione della cultura pace e dei diritti umani. Così, grazie alla Legge Provinciale n.11/91 “Promozione e diffusione della cultura della pace”, nacque il Forum.
Fu quello un anno cruciale che cambiò il mondo.

Perché accanirsi contro il Forum?

di Michele Nardelli*

Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Se ne sta parlando con titoli di rilievo che mai aveva ricevuto fino ad oggi, nonostante un agire che prosegue ininterrottamente dal 1991 quando il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento decise con una votazione pressoché unanime (e il solo voto contrario del MSI) che la pace era troppo importante per limitarsi ad esibirla nelle ricorrenze o semplicemente gridata nelle piazze quando ormai si era perduta. Che dunque occorreva dotarsi di uno strumento permanente di studio, elaborazione e condivisione della cultura pace e dei diritti umani. Così, grazie alla Legge Provinciale n.11/91 “Promozione e diffusione della cultura della pace”, nacque il Forum.
Fu quello un anno cruciale che cambiò il mondo.

Trasformazioni che richiedevano anche a chi era impegnato sul terreno della pace di interrogarsi sulla natura delle “nuove guerre” per accaparrarsi il petrolio e per trasformare la fine dei regimi comunisti in un’occasione per insediare vecchie nomenclature e nuovi criminali. Occorrevano sguardi diversi, capaci di leggere queste trasformazioni e di non consegnare la pace a quelle cancellerie che conoscevano solo il linguaggio delle armi. Insomma, un nuovo pensiero e nell’arco di qualche mese in questa terra presero corpo il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani e l’Unip, l’Università internazionale delle istituzioni e dei popoli per la Pace.

Realtà che hanno contribuito a fare diversa questa terra. Diventata non a caso un punto di riferimento della diplomazia parallela e della cooperazione di comunità.

Pace e riconciliazione richiedono formazione e pensiero, se davvero non vogliamo – come afferma James Hillman – che la guerra non abbia mai fine. Perché le ferite, quelle immateriali come quelle più vere, richiedono cura, percorsi di accompagnamento, elaborazione del conflitto.

Sappiamo anche che oggi lo sguardo della politica, come quello delle istituzioni, ha bisogno come il pane della cultura della pace, per imparare a prevenire i conflitti e la loro degenerazione violenta prima che sia troppo tardi. Non è casuale che il Forum sia stato protagonista nel corso del 2011 di un percorso di lavoro e di approfondimento culturale che ha accompagnato la primavera del Mediterraneo, avendo in campo strumenti per leggerne la complessità e la contraddittorietà. Lo stesso impegno di progettazione si sta realizzando per quanto riguarda la “cultura del limite”, nodo decisivo del nostro presente e futuro.

Di questo sguardo è stato protagonista, insieme ad altri e alle associazioni e istituzioni che aderiscono al Forum, Federico Zappini. Vi è arrivato attraverso un concorso pubblico di selezione per il Servizio Civile Nazionale, ottenuto per la prima volta nel 2011 come riconoscimento della qualità dell’azione del Forum. La selezione da parte della commissione esaminatrice, della quale per altro non facevo parte, ha riguardato 11 candidati e, attraverso l’esame dei curricola, delle ragioni motivazionali e di un colloquio, la scelta è caduta su due persone che hanno ricevuto il punteggio maggiore. Non conoscevo personalmente Federico Zappini, né l’altra giovane selezionata, in ogni caso le scelte della Commissione erano per me insindacabili.

Abbiamo quindi conosciuto Federico nel cuore delle attività connesse al servizio civile presso il Forum e devo dire che ne abbiamo ricavato un ottimo giudizio, tanto sul piano dell’impegno quanto della sensibilità e della competenza. Uso il plurale perché questo non è stato solo il mio giudizio, ma quello di tutti coloro che hanno avuto a che fare con l’attività del Forum nel corso di un anno molto intenso di lavoro. Così è stato naturale, data la conclusione del rapporto di collaborazione e l’impossibilità del rinnovo del contratto delle due precedenti collaboratrici, che si valorizzassero nel pieno rispetto delle norme di legge le nostre risorse interne, offrendo ai due volontari del servizio civile di proseguire la loro collaborazione per completare il progetto già avviato e condiviso con il Consiglio del Forum.

Si è parlato molto in questi giorni dell’uso delle risorse del Consiglio Provinciale. Il Forum, essendo incardinato per legge nel Consiglio Provinciale, ha una dotazione di circa 76.000 euro all’anno, cifra che include oltre alle attività anche una collaborazione come quella di Federico Zappini, che corrisponde ad un compenso mensile di circa 1000 Euro, compreso di tutto, per un periodo di ventotto mesi.

Ci sarebbe da discutere se l’ammontare complessivo del finanziamento annuale sia congruo rispetto al ruolo assegnato al Forum da parte della Legge 11/91. Rammento che con queste esigue risorse nel corso del 2011 sono stati realizzati oltre cinquanta eventi, iniziative pubbliche, seminari… ai quali hanno partecipato migliaia di persone in altrettanti appuntamenti caratterizzati dalla qualità e da un approccio spesso inedito nell’affrontare i temi della pace e della mondialità, portando in Trentino – solo per fare degli esempi – il custode del Santo Sepolcro Wajech Nuseibeh, il giornalista Paolo Rumiz, il grande scrittore del Mediterraneo Pregrag Matvejevic, il premio Langer Sami Adwan e tanti altri testimoni del nostro tempo.

Tutto ciò perché la pace si costruisce investendoci ed è così preziosa che ce ne rendiamo conto solo quando l’abbiamo perduta.

*Michele Nardelli, Presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani