Promozione del diritto di cittadinanza

Promozione del diritto di cittadinanza– di Michele Nardelli* –

Approvazione da parte del Consiglio Provinciale dell’odg n.36 “Promozione del diritto di cittadinanza “ius soli” ai minori nati in Trentino o in Italia da genitori stranieri, garantendo i diritti riconosciuti ai loro coetanei di cittadinanza italiana relativamente alle competenze in capo alla Provincia Autonoma di Trento ed in particolare all’accesso ai servizi che riguardano l’assistenza sociale e sanitaria e il diritto allo studio” su proposta del presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani.

Promozione del diritto di cittadinanza – di Michele Nardelli* –

Approvazione da parte del Consiglio Provinciale dell’odg n.36 “Promozione del diritto di cittadinanza “ius soli” ai minori nati in Trentino o in Italia da genitori stranieri, garantendo i diritti riconosciuti ai loro coetanei di cittadinanza italiana relativamente alle competenze in capo alla Provincia Autonoma di Trento ed in particolare all’accesso ai servizi che riguardano l’assistenza sociale e sanitaria e il diritto allo studio” su proposta del presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani.

Promozione del diritto di cittadinanza “ius soli” ai minori nati in Trentino o in Italia da genitori stranieri, garantendo i diritti riconosciuti ai loro coetanei di cittadinanza italiana relativamente alle competenze in capo alla Provincia Autonoma di Trento ed in particolare all’accesso ai servizi che riguardano l’assistenza sociale e sanitaria e il diritto allo studio

 

Ddl 261/XIV concernente “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012-2014 della Provincia autonoma di Trento (legge finanziaria provinciale 2012)”

Ddl n. 262/XIV concernente “Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per l’esercizio finanziario 2012 e bilancio pluriennale 2012-2014”

 

«Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un’autentica follia, un’assurdità. I bambini hanno questa aspirazione».

Con queste parole il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano stigmatizzava poche settimane fa la situazione in cui vivono centinaia di migliaia di bambini e ragazzi nati in Italia da genitori stranieri.

L’attuale legislazione nazionale e nella fattispecie la Legge 91 del 5 febbraio 1992 limita infatti l’attribuzione della cittadinanza italiana solamente a tre casi: nascita da genitori italiani, naturalizzazione (essere regolarmente e ininterrottamente residente in Italia da 10 anni) e matrimonio.

Tale normativa stride palesemente con la realtà del nostro Paese: stando ai dati diffusi dall’ISTAT al 1 gennaio 2010, i minori stranieri residenti nati in Italia sono ormai più di 572.000, circa il 13,5% del totale dei residenti stranieri. Molti di loro non hanno mai conosciuto il paese di origine dei genitori, l’italiano è la loro prima lingua parlata, hanno forme e stili di vita del tutto simili ai loro coetanei italiani e sono a tutti gli effetti parte integrante della nostra società.

Non riconoscere la cittadinanza ad una fetta così importante e così costitutiva della nostra popolazione è un’inaccettabile discriminazione che va al più presto sanata, attraverso il riconoscimento dello “ius soli”, il diritto di territorio, secondo il quale ogni bambino nato in Italia dovrebbe essere considerato a tutti gli effetti italiano, indipendentemente dalla provenienza dei genitori.

In Trentino questo triste fenomeno investe una fascia importante di bambini e ragazzi. Al 1° gennaio 2011 su un totale di 11.476 minori “stranieri” residenti una parte significativa sono quelli nati in Trentino o in Italia (nel 2010 i nati in Trentino che non hanno diritto alla cittadinanza sono stati 888) che devono attendere la maggiore età per richiedere la cittadinanza italiana. Un limbo che espone questi giovani nati in Trentino o in Italia all’incertezza dei diritti relativi alla salute, all’istruzione, all’infanzia … qualora i loro genitori per effetto delle leggi in vigore dovessero perdere il permesso di soggiorno.

Tanto premesse e visto il Capo VII del DDL 261/XIV, ed in particolare l’articolo 38

 

il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento

impegna la Giunta provinciale:

 

– a farsi portavoce presso il Governo e il Parlamento Italiano affinché si ponga fine a questa profonda ingiustizia;

– a garantire ai minori nati in Trentino o in Italia da genitori stranieri tutti i diritti riconosciuti ai loro coetanei di cittadinanza italiana relativamente alle competenze in capo alla Provincia Autonoma di Trento ed in particolare all’accesso ai servizi che riguardano l’ assistenza sociale e sanitaria e il diritto allo studio.

Trento, 12 dicembre 2011

cons.Michele Nardelli

* Presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani