Religion Today: i premi

Il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani ha deciso quest’anno di intitolare il proprio tema annuale “1914/2014. Inchiesta sulla Pace nel secolo degli assassini”. Un titolo forte che descrive però bene la necessità di sfuggire dalla facile lettura di ciò che ci sta attorno, con una particolare attenzione a quel secolo – il Novecento – da cui così poco sembriamo aver imparato. L’inchiesta che ci siamo proposti di realizzare parte in primis dalle parole della Pace – spesso usate come semplici passpartout identitari – e dai loro significati, e proprio da due parole nascono i motivi dei riconoscimenti che abbiamo deciso di assegnare.

Premiato.
Abbiamo deciso di premiare il film Queen (di Mohammed Ali Bashes Ahangar, Iran 2012, 124 min) per due motivi. Da un lato ci ha colpito la qualità filmica della pellicola iraniana, e quando questo avviene è giusto che venga riconosciuto. Siamo di fronte davvero ad un bel film, curato e rifinito in maniera attenta.
Il secondo motivo che ci spinge a segnalarlo sta tutto nel suo contenuto. Si parla di GUERRA, e lo si fa all’interno della più classica sceneggiatura da film di guerra. Ciò che però emerge con forza all’interno della narrazione è una profonda riflessione sul tema dell’amore per la guerra.

Il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani ha deciso quest’anno di intitolare il proprio tema annuale “1914/2014. Inchiesta sulla Pace nel secolo degli assassini”. Un titolo forte che descrive però bene la necessità di sfuggire dalla facile lettura di ciò che ci sta attorno, con una particolare attenzione a quel secolo – il Novecento – da cui così poco sembriamo aver imparato. L’inchiesta che ci siamo proposti di realizzare parte in primis dalle parole della Pace – spesso usate come semplici passpartout identitari – e dai loro significati, e proprio da due parole nascono i motivi dei riconoscimenti che abbiamo deciso di assegnare.
Premiato.Abbiamo deciso di premiare il film Queen (di Mohammed Ali Bashes Ahangar, Iran 2012, 124 min) per due motivi. Da un lato ci ha colpito la qualità filmica della pellicola iraniana, e quando questo avviene è giusto che venga riconosciuto. Siamo di fronte davvero ad un bel film, curato e rifinito in maniera attenta.
Il secondo motivo che ci spinge a segnalarlo sta tutto nel suo contenuto. Si parla di GUERRA, e lo si fa all’interno della più classica sceneggiatura da film di guerra. Ciò che però emerge con forza all’interno della narrazione è una profonda riflessione sul tema dell’amore per la guerra. Il poter decidere della vita o della morte di una persona che riconosci come tuo nemico, l’obbligo di confrontarsi quotidianamente con l’orrore del combattimento, quel cerchio magico che ogni conflitto crea e che fa di ognuno di noi un potenziale carnefice. E’ un punto di vista che fatichiamo a prendere in considerazione perché non ci permette una facile autoassoluzione, ci interroga su noi stessi. E’ un dibattito – fuori dalle semplici divisioni tra buoni e cattivi – di cui chi ha a cuore la pace dovrebbe farsi carico. 

Menzione della giuria.Abbiamo deciso di prevedere una menzione per il documentario Numbered (di Uriel Sinai e Dana Doron, Israele, 2012, 55 min) perché ci permette di riflettere sul tema della MEMORIA in maniera non banale e attraverso uno sguardo a nostro avviso decisamente nuovo. Il tatuaggio negli anni duemila è ciò che di più contemporaneo e alla moda ci sia nella nostra società. Identifica un gruppo, segna una particolarità, è un fatto distintivo. La memoria, perché presuppone identificazione e necessità di ricordare, ha bisogno di simboli ed i numeri tatuati sulla pelle hanno un enorme valore evocativo. Il marchiarsi a vita per ancorarsi al proprio passato, per non permettere che venga cancellato dal tempo. L’incidere la propria pelle per riannodare una storia interrotta all’interno dei campi di concentramento.
Ciò che però maggiormente ci ha colpiti di questo documentario – di alta qualità cinematografica – è la voglia di guardare alla memoria con sguardo critico, laddove questa si trasforma in qualcosa di retorico fin quasi a diventare caricaturale. La memoria è un valore importante che necessita di costante manutenzione, di un quotidiano aggiornamento al cambiare del contesto in cui viviamo. La visione di Numbered ce lo ricorda in maniera efficace.

Arrivederci al prossimo anno, con il Filmfestival Religion Today.