Resistere in Tibet. Aspettando il ritorno del Dalai Lama

MARTEDI’ 28 FEBBRAIO 2012, Resistere in Tibet. Aspettando il ritorno del Dalai Lama

Organizza:

L’associazione Italia-Tibet – Provincia Autonoma di Trento

Il primo incontro vi attende alle ore 16 a Palazzo Trentini, in Via Manci 27, per l’inaugurazione della mostra fotografica “Resistere in Tibet. Aspettando il ritorno del Dalai Lama” con foto di Stefano Bottesi. All’inaugurazione parteciperà, a fianco a Lobsang Sangay, il Presidente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, Bruno Dorigatti. La mostra fotografica resterà aperta fino al 10 marzo, data significativa in quanto anniversario dell’insurrezione tibetana.

Il secondo incontro avrà luogo invece presso la Facoltà di Giurisprudenza di Trento, nella Sala Conferenze di Via Verdi 53 a Trento, alle ore 17, dove il Primo Ministro tibetano parteciperà alla tavola rotonda con i docenti Roberto Toniatti e Jens Woelk per presentare insieme un dialogo sull’autonomia del Tibet. Introduce e coordina Roberto Pinter, dell’Associazione Italia-Tibet.

Si allegano l’invito alla mostra fotografica e la locandina per l’incontro alla Facoltà di Giurisprudenza.

invito_web.pdf 258,44 kB

 

Su Lobsang Sangay

Quarantatre anni, figlio di esuli tibetani (è nato a Darjeeling, nel West Bengala, in India), Sangay ha alle spalle un curriculum formativo di rilievo.
Laurea all’Università di Delhi, dottorato ad Harvard in legge (il primo tibetano della storia), è senior fellow nel prestigioso ateneo americano dove si occupa in prevalenza di diritto tibetano e legislazione internazionale. Proprio per il percorso fatto e la visibilità acquisita all’interno della comunità tibetana, Sangay si è presentato alle prime elezioni democratiche per la carica di primo ministro convocate sull’onda della decisione del Dalai Lama di rinunciare al potere politico anche se ha mantenuto la funzione di capo cerimoniale dello Stato. Il 27 aprile 2011 è stato eletto kalon tripa (primo ministro nell’accezione tibetana) con il 55% dei voti degli esuli che si sono presentati alle urne (49.000 su 83.400 aventi diritto). Ha battuto Tenzin Tethong, il precedente primo ministro, che si è fermato al 37,4% dei consensi e Tashi Wangdi (6,4%), un altro politico di lungo corso. L’8 agosto 2011 si è ufficialmente insediato.
Ora rimangono le speranze per una battaglia che suscita molte simpatie a livello internazionale senza però che questo si sia mai tradotto in qualcosa di concreto. È sufficiente ricordare che il governo tibetano in esilio non è stato riconosciuto da alcuna nazione al mondo. Sangay vuole seguire il Dalai Lama nella «Via di Mezzo», dialogo con la Cina e richiesta di una reale autonomia all’interno dei confini di Pechino. Ma finora questa strategia si è rivelata sterile. Forse perché per dialogare bisogna essere in due.

da un articolo di Simone Casalini su Corriere del Trentino di mercoledì 22 febbraio 2012, Primo Piano, La Causa Internazionale, p.2 .