Servizio Civile a rischio

Roma taglia le risorse: a rischio le partenze dei giovani volontari

Tagli subito per 44 milioni di euro, più contenuti in seguito (quasi -37 per il 2013 e -29 e qualcosa nel 2014) ma nel complesso pesantissimi, per finanziamenti che dovevano essere di 113 milioni per ognuno dei tre anni. Praticamente un terzo meno del previsto (ma quasi il 40% tenendo conto solo del 2012). Lo prevede la Legge di stabilità, ultimo atto del governo Berlusconi, per il Fondo nazionale del servizio civile. Meno stanziamenti, meno progetti, meno possibilità per i giovani. Con conseguenze anche locali. E un bando che rischia ora di essere travolto dai ricorsi.

Roma taglia le risorse: a rischio le partenze dei giovani volontari

Tagli subito per 44 milioni di euro, più contenuti in seguito (quasi -37 per il 2013 e -29 e qualcosa nel 2014) ma nel complesso pesantissimi, per finanziamenti che dovevano essere di 113 milioni per ognuno dei tre anni. Praticamente un terzo meno del previsto (ma quasi il 40% tenendo conto solo del 2012). Lo prevede la Legge di stabilità, ultimo atto del governo Berlusconi, per il Fondo nazionale del servizio civile. Meno stanziamenti, meno progetti, meno possibilità per i giovani. Con conseguenze anche locali. E un bando che rischia ora di essere travolto dai ricorsi.

La vicenda sta esplodendo proprio in questi giorni, dopo che all’inizio del mese, all’indomani dei tagli, l’Ufficio nazionale per il servizio civile (Unsc) ha comunicato tramite il proprio sito il “congelamento” delle pratiche relative al bando di settembre. Per il quale, da tempo, gli enti accreditati avevano predisposto i progetti (che erano stati poi classificati in una graduatoria) e soprattutto selezionato e formato i giovani interessati, pronti insomma a partire già da gennaio. Giovani che dunque avevano definito un impegnativo progetto di vita lungo un intero anno. Il 15 novembre, sempre sul sito dell’Unsc, ecco un secondo avviso con cui si invitavano gli enti, in sostanza, a prenotare via mail i posti per i propri volontari. Con il risultato, molto italiano, che alcuni enti (i maggiori, comunque quelli più “vicini” in termini politici – e non logistici – allo stesso Ufficio) hanno di fatto monopolizzato con i propri progetti tutti i posti disponibili per il primo scaglione di gennaio, in alcuni casi con oltre mille prenotazioni. È una partita in cui, curiosamente, anche i minuti alla fine potrebbero contare: per l’accettazione delle domande fa infatti fede l’ora di invio della posta elettronica.

Già qui ci sarebbe lo spazio per controversie legali: quale può essere il valore giuridico dell’orario di una mail? Ma soprattutto, questa nuova procedura ha di fatto cancellato le graduatorie dei progetti che erano già state stilate. Attenzione: graduatorie di merito, compilate sulla base della loro rilevanza sociale. Su cui i tagli governativi hanno insomma agito lungo due fronti: quello finanziario, ma anche quello relativo alla finalità stessa del servizio civile volontario. E qui si apre il secondo fronte, nel quale potrebbe inserirsi una valanga di ricorsi. Basta fare l’esempio di un giovane che, sulla base di un bando pubblico pubblicato e successivamente chiuso, ha presentato la propria domanda per un progetto collocato in una determinata posizione in graduatoria: può ora accadere che quel progetto, magari presentato da un piccolo ente di una piccola regione, venga ora sorpassato da numerosi altri grazie, semplicemente, all’invio più rapido di una mail. Siamo però già a fine novembre: l’invio del primo scaglione di volontari del 2012, fissato per il 9 gennaio, è dietro l’angolo. Difficile insomma che l’Ufficio nazionale per il servizio civile, che è istituzionalmente collocato presso la Presidenza del Consiglio, decida in extremis di agire in autotutela per evitare i ricorsi, facendo dietromarcia e ripristinando le precedenti procedure. Senza contare che ora, dopo l’insediamento del governo Monti, anche gli stessi vertici dell’Unsc rischiano di avere i giorni contati.

Tutto questo ha conseguenze concrete anche per il Trentino, dove peraltro è attivo un Servizio civile volontario provinciale. Erano 54 i posti che, prima della Legge di stabilità e dei tagli, erano stati assegnati ai giovani trentini nell’ambito del riparto nazionale di quelli finanziabili. Pochi, rispetto alla domanda. E infatti da tempo è stato attivato “Es.Ser.Ci.”, il servizio civile provinciale che quest’anno sta impegnando quasi 200 ragazzi. Ma anche qui i tagli sono in arrivo: i 1.100 milioni della Finanziaria 2011 per il 2012 sono destinati a diventare 800. Che potrebbero dover servire anche per non lasciare a spasso i 54 giovani trentini del servizio civile nazionale che rischiano ora di attendere mesi prima di partire: l’ipotesi a cui sta lavorando è insomma quella di far rientrare anche loro all’interno di “Es.Ser.Ci.”. D’altra parte, l’Ufficio servizio civile della Provincia, che a livello di competenze di giunta fa capo allo stesso presidente Lorenzo Dellai, già ora se ne occupa in termini di gestione e valutazione preventiva dei progetti dei relativi enti, pur non facendosi carico nel dettaglio di tutti gli aspetti burocratico-amministrativi. Ma servirebbero fondi, ovviamente: almeno quei 300 mila euro che invece sta per togliere la Finanziaria 2012, in discussione in questi giorni in commissione provinciale. Cifra che, pur non garantendo a tutti i ragazzi la possibilità di iniziare il servizio in gennaio, potrebbe consentire comunque di limitare in parte gli scaglionamenti.

Articolo pubblicato sul giornale Il Trentino il 26 novembre 2011.

Il commento di Sara Guelmi, direttrice dell’Ufficio Servizio Civile della Provincia.