Sul Treno della Memoria

Sul Treno della Memoria– di Anna Frattin* –

Domani, giovedì 26 gennaio, parte il Treno della Memoria, diretto a Cracovia, con 450 ragazzi della Provincia di Trento e 150 dalla Provincia di Bolzano. Un viaggio tra passato e presente per mantenere viva nella memoria dei giovani un patrimonio di ideali e di sofferenza che rischia di andare perduto con la progressiva e inesorabile scomparsa dei suoi testimoni diretti. Un viaggio di conoscenza della storia e della testimonianza, ma anche un percorso di educazione alla partecipazione e all’impegno, per insegnare alle nuove generazioni l’importanza di riflettere sulle scelte individuali e di vivere attivamente la vita della loro comunità.

Sul Treno della Memoria

 – di Anna Frattin* –

Domani, giovedì 26 gennaio, parte il Treno della Memoria, diretto a Cracovia, con 450 ragazzi della Provincia di Trento e 150 dalla Provincia di Bolzano. Un viaggio tra passato e presente per mantenere viva nella memoria dei giovani un patrimonio di ideali e di sofferenza che rischia di andare perduto con la progressiva e inesorabile scomparsa dei suoi testimoni diretti. Un viaggio di conoscenza della storia e della testimonianza, ma anche un percorso di educazione alla partecipazione e all’impegno, per insegnare alle nuove generazioni l’importanza di riflettere sulle scelte individuali e di vivere attivamente la vita della loro comunità.

Quest’anno con il Treno della Memoria parte anche il presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, che parteciperà al progetto insieme ai ragazzi, viaggiando con loro e visitando con loro il campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Secondo Dorigatti, la sua presenza attiva al viaggio nella città di Cracovia e nei luoghi simbolo di una delle più tristi tragedie che hanno attraversato la storia del Novecento ad offesa della umanità, può essere un modo per avvicinare le istituzioni alla comunità, in particolar modo ai giovani, e intraprendere un cammino comune nella difesa della cultura democratica.

“Ho un timore – afferma il Presidente del Consiglio – che le tragedie causate nel secolo scorso dal totalitarismo vengano troppo spesso banalizzate. Faccio un esempio: mi è stato raccontato che in una scuola durante un incontro sull’Olocausto un ragazzo ad un certo punto si è rivolto all’ospite chiedendogli: lei è ebreo? La risposta è stata: sì certo, sono ebreo. A questo punto lo studente se n’è andato dall’aula contrariato. Da quanto so nessuno ha reagito. Una ragazza mi ha raccontato di un suo amico che si è fatto tatuare una svastica, pochi (o forse nessuno) dei suoi coetanei si sono indignati per questo, anzi molti hanno addirittura riso. Segni che denotano il fatto che in questi ultimi anni c’è stato un calo di tensione che ha portato molti giovani a banalizzare le tragedie del ‘900. Anche per questo ho deciso di partecipare a questa esperienza: perché voglio aver modo di spiegare, di confrontarmi con ragazzi. Far capire loro che di fronte ad un ritorno dei simboli e alle parole del nazismo non si può rimanere indifferenti, in silenzio, privi di reazioni”.

L’indifferenza di fronte alla violenza e alla violazione dei diritti umani infatti non è solo un atteggiamento neutrale, ma una risposta attiva di accettazione e di non intervento nei confronti della violenza stessa. E’una passività “non neutrale”, come quello che spinse gran parte dell’Europa dominata dai nazisti a restare in silenzio, espressione di una scelta implicita di non vedere e non capire quello che stava succedendo e quindi indirettamente condizione di possibilità della costruzione di un luogo come Auschwitz, simbolo stesso dello sterminio.

Per questi motivi il Treno della Memoria non è solo un’iniziativa a “memoria” appunto di un male passato che giustamente non deve essere dimenticato, ma vuole rappresentare al contempo un’occasione ulteriore e preziosa per invitare le giovani generazioni a ragionare sull’impronta che atteggiamenti e tendenze che hanno manipolato gli eventi del passato possono avere sull’attualità e a sviluppare un duplice percorso di riflessione: da una parte considerare quali siano, oggi, le vittime di ingiustizia, illegalità e negazione dei diritti; dall’altra ragionare sul valore di un approccio consapevole e attivo alla dimensione della cittadinanza.

Un primo prodotto del progetto del Treno della Memoria, che comprende al di là del viaggio un percorso di lavoro e di riflessione antecedente alla visita in loco ed iniziato già nell’ottobre del 2011, è già esposta in questi giorni e fino al 5 febbraio in Piazza Cesare Battisti, a Trento, nella forma di un’installazione fotografica intitolata “Il muro” realizzata dai ragazzi partecipanti (a cura di Piero Cavagna).

Per maggiori informazioni sul Treno della Memoria si rimanda al link della scheda progetto 2012 , sul sito dell’associazione Terra del Fuoco, promotrice del progetto.

*giovane in servizio civile presso il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani