«5 domande sul futuro afgano»

– di Giulia Sbarigia * –

Lettera aperta alla ministra degli esteri Mogherini. Quale la strategia del governo italiano nella fase successiva al compimento della missione Isaf? Quali iniziative in sostegno delle Ong?

Il 2014 è un anno cru­ciale per l’Afghanistan. Per­ché segna il pas­sag­gio dalla prima, lunga paren­tesi post-talebana — inau­gu­rata manu mili­taricon l’intervento del 2001 gui­dato dagli Stati uniti — a una nuova fase, i cui con­torni sono ancora indefiniti.
Nelle pros­sime set­ti­mane il pre­si­dente Hamid Kar­zai cederà il posto al suo suc­ces­sore, […]

Articolo tratto da il Manifesto del 2 giugno 2014
* Afghana è un’asso­cia­zione di soste­gno alla società civile afgana

– di Giulia Sbarigia –

Il 2014 è un anno cru­ciale per l’Afghanistan. Per­ché segna il pas­sag­gio dalla prima, lunga paren­tesi post-talebana — inau­gu­rata manu mili­taricon l’intervento del 2001 gui­dato dagli Stati uniti — a una nuova fase, i cui con­torni sono ancora indefiniti.

Nelle pros­sime set­ti­mane il pre­si­dente Hamid Kar­zai cederà il posto al suo suc­ces­sore, Abdul­lah Abdul­lah o Ash­raf Ghani; entro la fine dell’anno, con il com­pi­mento della mis­sione Isaf, la mag­gior parte delle truppe stra­niere lasce­ranno il paese, com­ple­tando l’inte­qal (la tran­si­zione), il pas­sag­gio della sicu­rezza dalle mani degli inter­na­zio­nali a quelle delle forze di sicu­rezza locali. Come ogni fase di tran­si­zione, anche l’inte­qal afgana porta con sé molte inco­gnite e molte opportunità.

il Manifesto del 2 giugno 2014

Lettera aperta alla ministra degli esteri Mogherini redatta dall’Associazione Afghana asso­cia­zione di soste­gno alla società civile afgana

Il futuro dell’Europa dipende dall’Ucraina?

Osservatorio Balcani e Caucaso
eventi@balcanicaucaso.org
0464 424230

Centro Europeo di Eccellenza Jean Monnet
centrojeanmonnet@unitn.it
0461 283473

-conferenza-
28 Maggio ore 15:00
Aula 5, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale,
Università di Trento, Via Verdi 26
Trento 

Centro Europeo di Eccellenza Jean Monnet dell’Università di Trento, Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani, Osservatorio Balcani e Caucaso
Conferenza che grazie al contributo di diplomatici, studiosi e giornalisti intende aiutare la comprensione della grave crisi che ha investito l’Ucraina in questi mesi e ragionare sulle possibili soluzioni del conflitto in corso

PROGRAMMA

Saluti
– Sara Ferrari, Assessora provinciale all’università e ricerca
– Massimiliano Pilati, Presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani
– Marco Brunazzo, Centro Europeo di Eccellenza Jean Monnet Università di Trento

Intervengono
– Paolo Bergamaschi, Parlamento Europeo
– Paolo Calzini, Jonhs Hopkins University Bologna Center
– Giorgio Comai, Osservatorio Balcani e Caucaso, Dublin City University
– Piotr Dutkiewicz, Institute of European and Russian Studies Carleton University
– Danilo Elia, Osservatorio Balcani e Caucaso
– Aldo Ferrari, Università Ca’ Foscari di Venezia
– Maura Morandi, Ambasciata di Danimarca in Kiev
– Lamberto Zannier, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa

Coordina i lavori
Luisa Chiodi, Osservatorio Balcani e Caucaso

 

INFO:

Osservatorio Balcani e Caucaso
eventi@balcanicaucaso.org
0464 424230

Centro Europeo di Eccellenza Jean Monnet
centrojeanmonnet@unitn.it
0461 283473

Io sto con la sposa

Cinque siriani e palestinesi in fuga dalla guerra, una sposa e i loro speciali contrabbandieri. In un viaggio emozionante alla scoperta di un’Europa transnazionale, solidale e goliardica. Pronti a partire?

Cinque siriani e palestinesi in fuga dalla guerra, una sposa e i loro speciali contrabbandieri. In un viaggio emozionante alla scoperta di un’Europa transnazionale, solidale e goliardica. Pronti a partire?

Se vuoi diventare un produttore dal basso del documentario più atteso del 2014, clicca qui.

– La sinossi del film –

Un poeta palestinese siriano e un giornalista italiano incontrano a Milano cinque palestinesi e siriani sbarcati a Lampedusa in fuga dalla guerra, e decidono di aiutarli a proseguire il loro viaggio clandestino verso la Svezia. Per evitare di essere arrestati come contrabbandieri però, decidono di mettere in scena un finto matrimonio coinvolgendo un’amica palestinese che si travestirà da sposa, e una decina di amici italiani e siriani che si travestiranno da invitati. Così mascherati, attraverseranno mezza Europa, in un viaggio di quattro giorni e tremila chilometri. Un viaggio carico di emozioni che oltre a raccontare le storie e i sogni dei cinque palestinesi e siriani in fuga e dei loro speciali contrabbandieri, mostra un’Europa sconosciuta. Un’Europa transnazionale, solidale e goliardica che riesce a farsi beffa delle leggi e dei controlli della Fortezza con una mascherata che ha dell’incredibile, ma che altro non è che il racconto in presa diretta di una storia realmente accaduta sulla strada da Milano a Stoccolma tra il 14 e il 18 novembre 2013.

Alluvione nei Balcani. I primi aiuti dal Trentino

– Associazione Trentino con i Balcani –

La Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento è pronta a partire con una colonna mobile alla volta delle aree alluvionate della Bosnia e della Serbia. La disponibilità a mettere a disposizione uomini e mezzi è stata data ieri 19 maggio – sentito il presidente della Provincia autonoma di Trento – al Dipartimento nazionale della Protezione civile, che aveva contatto il Trentino ed altre due regioni, il Friuli Venezia Giulia ed il Molise. Leggi il comunicato.

Radio Free Europe

Qui
il dossier su sito di Osservatorio Balcani e Caucaso
All’interno l’articolo con le indicazioni per l’invio di aiuti.

– Associazione Trentino con i Balcani –

La Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento è pronta a partire con una colonna mobile alla volta delle aree alluvionate della Bosnia e della Serbia. La disponibilità a mettere a disposizione uomini e mezzi è stata data ieri 19 maggio – sentito il presidente della Provincia autonoma di Trento – al Dipartimento nazionale della Protezione civile, che aveva contatto il Trentino ed altre due regioni, il Friuli Venezia Giulia ed il Molise. Leggi il comunicato.Radio Free Europe
Condividiamo la lettera di un’amica.
Cari amici e care associazioni,

vi scrivo perché da poche ore anche i canali di comunicazione italiani hanno fatto arrivare la notizia della catastrofe ambientale che ha colpito nei giorni scorsi in particolare la Serbia e la Bosnia-Erzegovina e in parte anche la Croazia. Intere città e centinaia di villaggi sono stati travolte da pesanti inondazioni, tant’è che è le autorità statali hanno dichiarato lo stato d’emergenza.Nelle ultime ore in molti di questi luoghi ha smesso di piovere, ma l’acqua ha causato molti danni e la maggior parte della popolazione è rimasta senza niente. Oltre ad aver perso le loro case, non hanno cibo a sufficienza, acqua potabile, vestiti, scarpe, oggetti per l’igiene, coperte e tutto ciò che serve per sopravvivere. Senza contare che non hanno notizie dei propri familiari, non sanno se sono vivi o se mai li potranno rivedere.Le autorità locali si sono attivate per formare dei punti di accoglienza nelle scuole, nelle case di riposo, nelle palestre, negli studentati ed in altri posti in cui l’acqua ha causato meno danni o non è riuscita ad arrivare.
La situazione, nonostante ciò, è davvero drammatica soprattutto perché non si sa quanto tempo ci vorrà per far tornare tutto come prima, e se sarà davvero possibile farlo tornare come prima. Lo potete capire anche da soli dando un’occhiata qui come su molti altri siti che ne parlano in rete.
Per questo una rete di persone anche sul territorio trentino si è attivata per raccogliere viveri e tutto ciò che è necessario, per quanto possibile, al fine di supportare le vittime serbe e bosniache delle inondazioni.

In collaborazione con il Klub “Sloga” di Vicenza, la Croce Rossa di Belgrado, la diaspora serba di Vicenza, il consolato ed il governo della Repubblica di Serbia, abbiamo attivato dei punti di raccolta in vari loghi della nostra Provincia, comeMezzolombardo, Riva del Garda, Ala, Mori, Rovereto e da oggi anche TRENTO, di cui io sono referente.

(Da tutti questi centri di raccolta ciò che viene raccolto viene spedito a Vicenza con furgoni che sono stati messi a disposizione, raggiunge Ljubljana e da lì viene inviato tutti in Serbia, in Bosnia ed in Croazia, nei luoghi in cui c’è più necessità. Anche la Croce Rossa di Trento ha attivato le sue reti per raccogliere viveri in aiuto a queste popolazioni.)

PREGO TUTTI VOI CON IL CUORE DI RISPONDERE AL NOSTRO APPELLO PORTANDO QUELLO CHE POTETE PRESSO IL PUNTO DI RACCOLTA DI TRENTO.

Resto a disposizione,

FATE GIRARE

STAY HUMAN!

Nataša Vučković
FORZA TRENTO, PER L’UMANITA’!
Riportiamo i link per aiutare le popolazioni colpite:  Croce Rossa Bosnia Erzegovina  // Croce Rossa Serbia  // Associazione per l’Ambasciata della democrazia locale a Zavidovici-ONLUS    //  Helpfloodedserbia.org //  Caritas con causale  “Europa/Alluvioni Balcani” // Leggi l’appello di Oxfam Italia con le testimonianze dalle zone colpite e le indicazioni su come aiutare la popolazione

Qui il dossier su sito di Osservatorio Balcani e Caucaso

Europa, nasce l’Istituto per la pace

– di Daniele Marchi –

Presentato oggi a Bruxelles il nuovo organo che stimolerà l’Unione europea nella risoluzione dei conflitti. Tra i vari sottoscrittori c’è anche l’Italia, e il primo presidente è Staffan De Mistura

Dopo una gestazione durata quasi quattro anni, viene inaugurato oggi 12 maggio a Bruxelles l’European Institute of Peace – Istituto europeo della pace, istituzione dal profilo ancora incerto ma che si prospetta centrale nel sostegno delle politiche europee riguardo la trasformazione, la prevenzione ed il superamento dei conflitti.

da vita.it

– di Daniele Marchi –
Presentato oggi a Bruxelles il nuovo organo che stimolerà l’Unione europea nella risoluzione dei conflitti. Tra i vari sottoscrittori c’è anche l’Italia, e il primo presidente è Staffan De Mistura

Dopo una gestazione durata quasi quattro anni, viene inaugurato oggi 12 maggio a Bruxelles l’European Institute of Peace – Istituto europeo della pace, istituzione dal profilo ancora incerto ma che si prospetta centrale nel sostegno delle politiche europee riguardo la trasformazione, la prevenzione ed il superamento dei conflitti.

L’Istituto, nato da un’idea comune e pressoché contemporanea di Carl Bildt, attuale Ministro degli Esteri svedese, e di Alexander Stubb, ex Ministro degli Esteri finlandese e ora Ministro per gli Affari europei, non farà parte della grande famiglia delle istituzioni europee, vista l’abbondanza di agenzie e strutture già esistenti, proponendosi invece come polo di supporto, informazione e gestione di iniziative e politiche sul tema della pace e della risoluzione di conflitti. Questa posizione di vicinanza e di indipendenza dalle strutture dell’Unione (premio Nobel per la pace nel 2012) permetterà all’Eip di avere la necessaria flessibilità e velocità nel supportare processi di dialogo e mediazione, oltre alla capacità di inserirsi in contesti complicati di politica estera, nei quali la spesso farraginosa macchina europea del Servizio europeo per l’Azione esterna (il ‘ministero’ degli Esteri dell’Unione) né sarebbe in grado né vorrebbe inserirsi.

I primi governi ad accodarsi all’iniziativa di Svezia e Finlandia, incoraggiati dal lavoro sottotraccia del Parlamento Europeo, sono stati Belgio, l’Ungheria, la Polonia, il Lussemburgo e la Svizzera (quest’ultima unico Stato, ad oggi, a non essere parte dell’Unione Europea). A questi primi sette, firmatari in febbraio di una prima dichiarazione, si è aggiunta nei giorni scorsi l’Italia, dopo la visita del ministro Mogherini in Svezia lo scorso mese. Dal non esserci all’essere protagonista in pochi giorni: l’Italia non solo sarà presente nel Consiglio dei Governatori dell’Eip, bensì ne esprime addirittura il Presidente, l’esperto diplomatico Staffan de Mistura, da poco liberato dalla stessa Mogherini del suo incarico speciale per la vicenda dei Marò in India.

In un contesto globale nel quale conflitti e rischi annessi aumentano, il ruolo dell’Unione europea in politica estera rimane ancora molto timido, e la crisi economica non aiuta a potenziare gli strumenti presenti (già Echo, la direzione generale della Commissione che si occupa di protezione civile e aiuti umanitari, ha visto di molto ridotto il suo budget). La creazione dell’European Institute of Peace vuole essere punto di partenza per vie alternative di gestione dei conflitti e delle crisi, una gestione più snella e più efficace. 

da vita.it

#NaturalmenteGay #NaturalmenteLesbica: la nuova campagna per Liberi e Libere di Essere 2014


E’ iniziata la nuova campagna Liberi e Libere di essere per la Xa Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia, che ogni anno ricorda la cancellazione dell’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, avvenuta il 17 maggio 1990. 

 

 
 
 
E’ iniziata la nuova campagna Liberi e Libere di essere per la Xa Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia, che ogni anno ricorda la cancellazione dell’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, avvenuta il 17 maggio 1990. 

Quest’anno la campagna è giocata attorno al concetto di naturalità dell’essere gay e lesbica, contro  i rigurgiti omofobi che nell’ultimo periodo stanno riproponendo il concetto di omosessualità come malattia da correggere o quantomeno  contenere (come se di omosessualità ci si potesse contagiare), proprio perché considerata contro natura.
Ecco perché vogliamo riaffermare che l’omosessualità è una variante naturale del comportamento umano, e che parlarne nelle scuole non potrà fare altro che contrastare il bullismo omofobico, creare una cultura del rispetto e dipingere un sorriso, come quello del ragazzo e della ragazza del manifesto, sui visi dei ragazzi gay e delle ragazze lesbiche, che finalmente potranno sentirsi naturalmente inclus* nella società.

Il sito di Liberi e Libere di EssereOrganizza Arcigay del Trentino

Priorità per la presidenza italiana dell’UE: la macroregione adriatico-ionica e i Balcani

 

 

 

Osservatorio Balcani e Caucaso (OBC)
Centro Europeo di Eccellenza Jean Monnet – Università di Trento

sono lieti di invitarti alla conferenza

Priorità per la presidenza italiana dell’UE:
la macroregione adriatico-ionica e i Balcani


Martedì 6 maggio 2014, ore 10:00

TRENTO – Aula 11, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, via Verdi 26


Nel semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea verrà definita la strategia per la macroregione adriatico-ionica (EUSAIR). Sarà una tappa importante anche per le due Province autonome di Trento e di Bolzano che hanno aderito a questa macroregione, oltre che alla costituenda macroregione alpina.

Intervengono:
Sara FERRARI, assessora provinciale all’università e alla ricerca
Andrea STOCCHIERO, ricercatore del CeSPI – Centro Studi Politiche Internazionali
Luisa CHIODI, direttrice scientifica di OBC

Barbara FORNI, Rappresentanza del Parlamento Europeo in Italia

Roberto BELLONI, Centro Jean Monnet, Università degli Studi di Trento

INFO:
eventi@balcanicaucaso.org
0464 424230

Fermata 25 aprile

Spettacolo Teatrale

Lunedì 28 aprile ore 20.45, auditorium Melotti (corso Bettini 43), Rovereto
Organizza: ANPI Rovereto-Vallagarina

L’ANPI Rovereto-Vallagarina, il Laboratorio di storia di Rovereto con il sostegno del Comune di Rovereto e della Comunità della Vallagarina presentano ed invitano allo spettacolo teatrale realizzato dal laboratorio teatrale studentesco di Rovereto, guidato dal regista Michele Comite, che verrà proposto con entrata libera fino ad esaurimento posti.

Informazioni:338 6496068

Spettacolo Teatrale

Lunedì 28 aprile ore 20.45, auditorium Melotti (corso Bettini 43), Rovereto
Organizza: ANPI Rovereto-Vallagarina

L’ANPI Rovereto-Vallagarina, il Laboratorio di storia di Rovereto con il sostegno del Comune di Rovereto e della Comunità della Vallagarina presentano ed invitano allo spettacolo teatrale realizzato dal laboratorio teatrale studentesco di Rovereto, guidato dal regista Michele Comite, che verrà proposto con entrata libera fino ad esaurimento posti.

Ragazze e ragazzi delle scuole medie superiori e dell’università della città di Rovereto protagonisti come attori, cantanti, musicisti, scrittori, si misurano con la Storia dell’Antifascismo e della Resistenza.

La storia, spesso anonima, degli antifascisti e resistenti trentini, si intreccia e si confronta con quella, più conosciuta e narrata e ricordata, di altri resistenti.

Informazioni:338 6496068