Tutto sbagliato

Tutto sbagliato

– di Michele Nardelli *-

Quello che accade in Libia in queste ore ha ben poco a che fare con la rivoluzione dei gelsomini. In Tunisia, in Egitto e in tanta parte del mondo arabo milioni di giovani donne e uomini hanno scelto di riprendere nelle loro mani il proprio destino. Mani nude, con gli strumenti della comunicazione elettronica e del passa parola, con la forza del sorriso e l’orgoglio della dignità, senza simboli religiosi né bandiere del Novecento. La forza di questa primavera era ed è nella nonviolenza.

Tutto sbagliato

– di Michele Nardelli *-

Quello che accade in Libia in queste ore ha ben poco a che fare con la rivoluzione dei gelsomini. In Tunisia, in Egitto e in tanta parte del mondo arabo milioni di giovani donne e uomini hanno scelto di riprendere nelle loro mani il proprio destino. Mani nude, con gli strumenti della comunicazione elettronica e del passa parola, con la forza del sorriso e l’orgoglio della dignità, senza simboli religiosi né bandiere del Novecento. La forza di questa primavera era ed è nella nonviolenza.

La Libia è un’altra storia, che abbiamo già visto mille volte. Ed anche l’epilogo di queste ore è nella scia di quella storia. La piega degli avvenimenti ha assunto sin dai primi giorni i caratteri della rivolta e della repressione, dello scontro di potere fra clan e interessi forti, difficile distinguere gli insorti dalle milizie di Gheddafi. E dopo aver esitato per settimane su cosa sarebbe stato più conveniente – non dovremmo dimenticare le prime reazioni dei nostri governanti – la scelta da parte dei potenti della terra è stata quella dei bombardamenti.

Tutto sbagliato, si potrebbe dire. Prima gli affari, la realpolitik del gas e del petrolio, l’idea della Libia come paese offshore nel Mediterraneo e, già che ci siamo, anche le amazzoni del dittatore non guastano. Poi, quando le truppe di Gheddafi erano già nel centro di Bengasi, il tardivo via libera delle Nazioni Unite alla No-fly zone, la coalizione dei volenterosi, i bombardamenti. E così, fra le proteste dell’Unione Africana, della Russia, della Germania, il divieto di volo dei caccia libici (a questo punto sostanzialmente inefficace) diventa guerra, punto e basta. E allora ritornano i rituali. Sarà lampo, chirurgica, per la difesa dei civili e naturalmente per la libertà. Vedremo come andrà a finire. Ma ieri come oggi, la guerra è sempre una sconfitta.

 

Intanto, gli avvenimenti di Libia gettano un cono d’ombra sulla primavera araba. Dove parlano le armi, vincono i fondamentalismi. Le immagini di lunghe fila ai seggi nelle elezioni egiziane sono la migliore risposta.

 

*Consigliere provinciale, Presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani

Tambogrande

A Trento gli ospiti del progetto Operation DayWork

In occasione della presenza di due ospiti peruviani in sostegno del progetto Operation Daywork (OD) il Forum Trentino per la Pace e i Diritti umani in collaborazione della CGIL propone una serata culturale nella quale si proietterà il docu-film “Tambogrande”. (85 min. Perù, 2007). Il titolo del documentario prende il nome dal piccolo paese sito nel Perù settentrionale. Un realtà e una zona ricche di coltivazione di campi di mango, un luogo dove la maggior parte degli abitanti vivono coltivando questo frutto.

I peruviani che vivono a Tambogrande saranno costretti ad andarsene e obbligati dallo stato a cedere la loro terra ad una multinazionale perché verrà trovato dell’oro proprio sotto i loro alberi di mango. La trama del documentario si concentrerà soprattutto sulla narrazione dell’opposizione degli indigeni alla sottrazione forzata della loro terra. Gli abitanti di Tambogrande riusciranno ad ottenere un referendum popolare il cui risultato sarà anch’esso motivo di cambiamento per una delle due parti.

A Trento gli ospiti del progetto Operation DayWork

In occasione della presenza di due ospiti peruviani in sostegno del progetto Operation Daywork (OD) il Forum Trentino per la Pace e i Diritti umani in collaborazione della CGIL propone una serata culturale nella quale si proietterà il docu-film “Tambogrande”. (85 min. Perù, 2007). Il titolo del documentario prende il nome dal piccolo paese sito nel Perù settentrionale. Un realtà e una zona ricche di coltivazione di campi di mango, un luogo dove la maggior parte degli abitanti vivono coltivando questo frutto.

I peruviani che vivono a Tambogrande saranno costretti ad andarsene e obbligati dallo stato a cedere la loro terra ad una multinazionale perché verrà trovato dell’oro proprio sotto i loro alberi di mango. La trama del documentario si concentrerà soprattutto sulla narrazione dell’opposizione degli indigeni alla sottrazione forzata della loro terra. Gli abitanti di Tambogrande riusciranno ad ottenere un referendum popolare il cui risultato sarà anch’esso motivo di cambiamento per una delle due parti.

 

A seguire dibattito a cura del Professor Riccardo Salomone, docente di diritto del lavoro presso la Facoltà di Giurisprudenza di Trento. Alla serata saranno presenti i nostri ospiti dal Perù: Alina ed Eriberto.

 

OPERATION DAYWORK

 

E’ una Onlus alla quale sono ammessi solamente e rigorosamente gli studenti delle scuole secondarie superiori. Lo scopo è quello di promuove una cooperazione allo sviluppo consapevole attraverso la messa in atto di progetti, di cooperazione e solidarietà internazionale, gestiti e tenuti in vita dagli studenti stessi che decideranno di partecipare ed essere dunque realizzatori di progetti.

 

La struttura: mente e corpo di OD

 

  • C’è un’assemblea generale nella quale gli studenti scelgono il progetto di cooperazione allo sviluppo e eleggono
  • il consiglio che è formato da 13 studenti. Questi organizzano il giorno di azione e la campagna di sensibilizzazione, coordinano i gruppi scuola OD e mantengono i molteplici contatti con i vari partner e collaboratori. Tutti gli studenti. Proprio quest’ultimi danno la risposta finale e positiva di riuscita al progetto. Attraverso il giorno di azione ogni studente lavorerà e il ricavato del suo lavoro sarà devoluto al partner beneficiario.
  • Il giorno d’azione può essere, anzi è, una parte del corpo e della mente di OD. Il giorno di azione, l’operation day, è il giorno simbolo del progetto. E’ il momento nel quale l’idea prende forma e grazie a questa è possibile mantenere vivo il progetto. Il momento in questione da concretezza alle varie tappe preparatorie e da continuità agli incontri e obbiettivi futuri. Assieme a questi tre soggetti al progetto ve ne collaborano altri:
  • i gruppi di scuola OD, i coordinatori OD e volontari
  • la campagna di sensibilizzazione che aiuta ad aumentare la consapevolezza di ognuno riguardo sia il progetto protagonista, ma anche il contesto nel quale si opera. La sensibilizzazione prevede un’analisi del contesto culturale e sociale, politico ed economico del paese interessato contestualizzandolo nel complesso sistema globale di oggi. Come fare tutto questo? Attraverso la stesura di un giornale ed un opuscolo didattico, una conferenza ed una rassegna di film a tema, una visita di esperti che aiuteranno gli studenti, il teatro di strada ed il concorso “Fair Trend” (realizza una borsa, informazioni sul sito http://www.fairtrend.org)
  • la ong prescelta in base al progetto da seguire anno per anno

 

Progetto 2010-2011: PERU’

 

Il progetto si può riassumere nel: rafforzamento di cooperative di contadini in Perù attraverso il miglioramento delle condizioni di commercializzazione della fibra di alpaca prodotta dalle imprese autogestite.

 

Per saperne di più sul progetto o su altri progetti portati avanti da OD consultare il sito di Operationdaywork al link: http://operationdaywork.org/index.php?option=com_content&view=article&id=70&Itemid=53&lang=it

 

GLI OSPITI

 

Alina Surquislla Gomez é nata in una Comunidad Campesina Yumire, ha 24
anni. Ha fatto una formazione che le ha permesso di conseguire il titolo di “zootecnista” e si é seccessivamente specializzata
attraverso il progetto del GVC nella classificazione della fibra di alpaca attraverso il progetto del GVC. Attualmente Alina svolge questo lavoro all’ interno delle due cooperative di
Alpaqueros. La nostra ospite farà visite alle scuole, nei giorni della sua permanenza in Trentino e ci racconterà soprattutto del suo lavoro, in particolare si concentrerà sulla trasfomrazione della fibra di alpaca. La zootecnista portrà anche la sua testimonianza sulle condizioni di vita in queste comunità, che si trovano costretta a vivere fra 4.220 e 5.000 metri di altitudine, con tutte le difficoltà che questo può comportare.

 

Eriberto Sànchez Tapia ha 35 anni e coordina le due cooperative di Alpaqueros e
gestisce la parte formativa di circa 140 famiglie associate alle cooperative stesse. Eriberto è agronomo e ci introdurrà alla conoscenza del contesto del commercio tessile globale di cui i produttori di alpaca fanno parte. Il nostro ospite ci spiegherà inoltre come attraverso le cooperative i lavoratori di alpaca possono vedere il loro prodotto ad un prezzo molto più equo.